Bombe del Gruppo B: Ford RS200
La direzione tecnica Ford, sotto l’impulso del capo ingegnere John Wheeler, decise quindi di intraprendere la soluzione più ambiziosa: progettare un’auto completamente nuova, partendo da un foglio bianco.
La Ford RS200 Gruppo B è una delle automobili da rally più complesse mai costruite, frutto di una filosofia progettuale radicale che cercava di sfruttare al massimo le possibilità offerte dal regolamento del Gruppo B FIA. Prodotta tra il 1984 e il 1986 in circa 200 esemplari omologati più un piccolo lotto evolutivo, rappresenta uno dei rari casi in cui una casa automobilistica decide di creare da zero un’auto esclusivamente per i rally, senza alcun legame con modelli stradali già esistenti. Ciò la rese un laboratorio ingegneristico straordinariamente avanzato per l’epoca. Analizziamo la vettura in ogni suo dettaglio.
Origine e filosofia progettuale
All’inizio degli anni ottanta Ford non disponeva di una vettura stradale facilmente adattabile alle esigenze del Gruppo B. La Capri era a fine carriera, mentre la Escort non possedeva il potenziale per competere con vetture come Audi Quattro, Peugeot 205 T16 e Lancia Delta S4. La direzione tecnica Ford, sotto l’impulso del capo ingegnere John Wheeler, decise quindi di intraprendere la soluzione più ambiziosa: progettare un’auto completamente nuova, partendo da un foglio bianco.
La priorità non era il marketing, ma la pura funzionalità meccanica e dinamica: costruire un telaio capace di gestire potenze elevate, con un comportamento il più possibile neutro, penalizzando il meno possibile il peso e offrendo un pacchetto modificabile rapidamente durante la stagione.
Struttura portante e materiali
Il telaio della Ford RS200 è uno dei suoi tratti più notevoli: è un monoscocca tubolare realizzato in acciaio ad alta resistenza, progettato e assemblato da Tony Southgate e dalla società britannica Reliant, già esperta in strutture ultraleggere.
La carrozzeria, firmata da Ghia ma ottimizzata da Specialist Mouldings, utilizza ampi pannelli in materiale composito (fibra di vetro e Kevlar nelle versioni evoluzione), con un approccio modulare finalizzato alla rapidità di intervento nelle assistenze.
Il risultato è una struttura rigida, resistente agli urti e che garantisce tolleranze geometriche molto precise, qualità cruciali nelle gare su fondo accidentato.
Disposizione meccanica e bilanciamento
Uno degli aspetti più innovativi della RS200 è la disposizione del gruppo motopropulsore. La vettura ha motore centrale-longitudinale montato anteriormente rispetto all’asse posteriore, ma non transaxle: il cambio è posizionato anteriormente, davanti al conducente, e il motore è collegato ad esso tramite un alberino. Questo schema inusuale fu scelto con un obiettivo chiaro: ottenere un bilanciamento dei pesi ideale e minimizzare l’inerzia rotazionale nei trasferimenti di carico.
La ripartizione dei pesi si avvicina al 50:50, un valore eccezionale per una vettura da rally, soprattutto considerando la trazione integrale. Questo layout permette una precisione direzionale e una stabilità notevoli, anche se a scapito di una meccanica estremamente complessa e difficile da manutenere.

Schemi delle sospensioni
Il reparto sospensioni è una delle aree dove la RS200 raggiunge il massimo livello ingegneristico del Gruppo B. La vettura utilizza doppi triangoli sovrapposti su entrambi gli assi, con ammortizzatori coassiali disposti in configurazione twin-damper sulle versioni da gara.
Erano regolabili in compressione e ritorno, e gestivano escursioni molto ampie per adattarsi alle diverse superfici. La geometria fu studiata per mantenere costante la campanatura durante le fasi di compressione, riducendo la perdita di aderenza su fondi sconnessi ad alta velocità.
La cinematica delle sospensioni, unita alla distribuzione dei pesi, conferiva alla RS200 un comportamento più neutro rispetto alle rivali, con meno tendenza al sovrasterzo rispetto alla Peugeot 205 T16 e più agilità rispetto alla Audi Quattro.
Trasmissione e sistema di trazione integrale
Il sistema di trazione integrale, sviluppato internamente, adotta un differenziale centrale Ferguson visco-coppia con possibilità di modificare la ripartizione della coppia a seconda del terreno e delle preferenze del pilota. La ripartizione standard era 37% all’anteriore e 63% al posteriore, ma erano disponibili vari set-up.
Uno dei vantaggi principali della RS200 era la sua grande modulabilità: si potevano cambiare rapporti, differenziali e ripartizioni in tempi relativamente brevi, rendendola molto adattabile alle esigenze di gara.
Motore: l’1.8 Cosworth BDT
Il propulsore della RS200 è un quattro cilindri 1.803 cm³ sovralimentato, evoluzione del Ford Cosworth BDA. La versione da rally, denominata BDT, utilizzava:
- blocco in alluminio
- testata a 16 valvole progettata da Cosworth
- turbocompressore Garrett T3
- pressione di sovralimentazione variabile tra 0,9 e oltre 2,0 bar
- iniezione elettronica Bosch
Potenza nelle versioni da gara: tra 350 e 400 cavalli nelle prime evoluzioni, fino a circa 450 cavalli nelle versioni più spinte, con una curva di coppia relativamente “alta” che privilegiava l’esplosività agli alti regimi. È importante sottolineare che l’auto venne progettata pensando a sviluppi a lungo termine; la Ford aveva già pronte versioni con potenze oltre 500 cavalli e stava testando soluzioni di anti-lag molto avanzate.
La versione Evolution omologata stradale raggiungeva nel 1986 valori stimati tra 500 e 600 cavalli, diventando una delle auto più estreme mai omologate.
L’aerodinamica non esasperata
L’aerodinamica della RS200 non era esasperata come sulla Lancia Delta S4, ma seguiva una filosofia di equilibrio: generare carico senza compromettere la stabilità alle alte velocità su fondi sconnessi. Il grande cofano posteriore in vetroresina ospitava ampie feritoie per la ventilazione del vano motore, mentre il frontale era progettato con condotti per raffreddare i radiatori anteriori e i freni.
Un piccolo alettone posteriore regolabile completava il pacchetto, permettendo ai tecnici Ford di adattare sensibilmente il comportamento della vettura.
Comportamento dinamico
I piloti sottolineavano spesso:
- eccezionale agilità nei tratti misti
- frenata molto stabile
- capacità di assorbire fondi rovinati senza “scomporsi”
- motore potente ma non facile da gestire nelle versioni più esasperate
- leggerezza e precisione, specialmente su terra e neve
La vettura era considerata tecnicamente superiore a molte rivali, ma soffriva due problemi principali:
- sviluppo ritardato: arrivò tardi nel campionato, non potendo crescere quanto necessario
- complessità meccanica: manutenzione difficile e costi altissimi
Specifiche tecniche (versione da rally 1986)
- motore: Cosworth BDT 1.8 turbo 16V
- potenza: 350–450 CV (versioni ufficiali), oltre 500 CV in configurazione Evolution
- coppia: variabile in base alla pressione di sovralimentazione
- trasmissione: integrale, differenziale centrale Ferguson
- cambio: manuale a 5 rapporti montato anteriormente
- telaio: struttura tubolare in acciaio ad alta resistenza
- carrozzeria: vetroresina e Kevlar nelle versioni evolute
- peso: circa 1.050 kg (a seconda del regolamento e allestimento)
- sospensioni: doppio triangolo con doppi ammortizzatori su entrambi gli assi
- freni: dischi ventilati, con impianti differenziati per superfici e temperature
Valutazione storica e tecnica
La Ford RS200 rappresenta una delle interpretazioni più pure del concetto di vettura da Gruppo B. Non fu progettata per vendere più auto, ma per vincere gare di rally attraverso la ricerca ingegneristica estrema.
La sua complessità ne limitò i risultati agonistici, ma dal punto di vista tecnico racchiude soluzioni talmente avanzate da risultare moderne ancora oggi:
Telaio dedicato da competizione
- Schema meccanico ottimizzato per bilanciamento
- sospensioni regolabili ad alta escursione
- Carrozzeria composita modulare
- potenziale di potenza enorme per un 1.8 turbo dell’epoca
Per molti ingegneri del motorsport, la RS200 è considerata una delle migliori piattaforme “in potenza” del Gruppo B, sebbene la storia non le abbia dato il tempo necessario per evolversi pienamente prima dell’abolizione del regolamento.







