Giandomenico Basso: l’Italia è la mecca dei rally
Nel corso della sua carriera, ha avuto l’opportunità di guidare un’ampia gamma di auto da competizione in diverse categorie: dalla Cinquecento Trofeo, passando per le S1600 e le S2000, fino alle Rally2. E con la Škoda Fabia ci ha vinto ben tre dei suoi cinque titoli nazionali.
Il motorsport ha una tradizione molto radicata in Italia e una solida base di appassionati. Questo vale soprattutto per i rally. Storicamente, i Marchi hanno ottenuto ottimi risultati nel campionato nazionale, ma negli ultimi dieci anni la casa automobilistica ceca ha lasciato il segno. Lo ribadisce il titolo nazionale di quest’anno, vinto da Giandomenico Basso e Lorenzo Granai con una Škoda Fabia RS Rally2. Il Campionato Italiano Rally rappresenta tradizionalmente una grande sfida sia per i piloti che per le Case automobilistiche. La tradizione motoristica locale attrae un gran numero di piloti talentuosi verso i rally, e la ricca cultura automobilistica italiana ha sempre garantito un forte sostegno ai marchi nazionali.
Anche la casa automobilistica ceca Škoda ha ottenuto successi in questo ambito, soprattutto negli ultimi anni. Ad esempio, Basso ha vinto tre titoli piloti con le sue auto. Quest’anno ha conquistato il suo terzo titolo con una Škoda Fabia RS Rally2 e il quinto in carriera. Basso ha parlato dell’Italia e dei rally sul sito di Skoda Motorsport, ne riportiamo una fedele traduzione delle domande che gli sono state poste e delle risposte date.
L’Italia è uno dei Paesi europei in cui il rally vanta una lunga tradizione e gode di una popolarità consolidata. Perché?
“Le ragioni sono molteplici. Un fattore determinante è l’investimento significativo che i marchi nazionali hanno storicamente fatto nel motorsport, in particolare nei rally. La passione per questo sport esiste in Italia da oltre un secolo e i media gli dedicano notevole attenzione. Questo garantisce un vasto pubblico agli eventi e un’elevata notorietà ai concorrenti. Non è un caso che uno degli eventi motoristici più antichi al mondo, la Targa Florio, si svolga in Italia”.
Cosa ti ha spinto a dedicarti al rally?
“Da bambino, ero appassionato sia di calcio che di auto. Mio padre mi portava sempre ai rally. Amava le corse, anche se non aveva mai gareggiato. Quando avevo circa sette o otto anni, mi portò a fare un giro sui go-kart e ne rimasi entusiasta. Appena ho potuto, sono salito su un’auto da rally”.

Com’è stato il tuo percorso verso l’abitacolo di una vettura Rally2?
“Nel corso della mia carriera, ho avuto l’opportunità di guidare un’ampia gamma di auto da competizione in diverse categorie: dalla Cinquecento Trofeo, passando per le S1600 e le S2000, fino alle Rally2. Spesso mi sono lanciato su nuove auto senza una preparazione preliminare. Ho la fortuna di adattarmi rapidamente a veicoli diversi, e questo è stato vero anche per la Rally2”.
Hai una vasta esperienza con le auto di questa categoria. Cosa ti piace del modello Fabia RS Rally2?
“Ho vinto tre dei miei cinque titoli italiani con Škoda. La RS Rally2, l’ultima evoluzione del modello Fabia, è un’auto eccezionale, migliore sotto quasi ogni aspetto, soprattutto alle alte velocità e su superfici sconnesse”.
Quest’anno hai conquistato un altro titolo italiano. Quanto è stata impegnativa la stagione?
“Molto impegnativa. Vincere non è affatto facile: il livello del campionato italiano è altissimo. Il successo richiede un enorme impegno tecnico e mentale da parte di tutti i soggetti coinvolti, sia dell’equipaggio che del team. A differenza di alcuni concorrenti, mi sono concentrato principalmente sulle gare di Campionato. Abbiamo lavorato duramente e la vittoria è fantastica. L’abbiamo ottenuta grazie a risultati e prestazioni costanti per tutta la stagione. Abbiamo anche festeggiato la vittoria nella tappa italiana del Campionato Europeo Rally (ERC), il Rally di Roma Capitale, che per me è stata molto importante”.

Puoi rivelarci qualche trucco per essere veloci nelle prove speciali italiane?
“Le gare in Italia si svolgono principalmente su strade tortuose, dove la velocità media è inferiore rispetto ad altre gare europee. Quindi, è fondamentale applicare la tecnica giusta e mantenere il ritmo giusto in ogni singola curva. Ogni esitazione è fatale”.
Come percepisce la collaborazione con Škoda Motorsport dal punto di vista del cliente?
“La nostra collaborazione avviene principalmente tramite il team. Ma so che il team e i meccanici sono presenti agli eventi del campionato e forniscono supporto professionale a tutte le auto dei clienti”.
Quali sono i tuoi piani per la prossima stagione?
“Mi sto godendo questo titolo molto importante e non sto ancora pensando al futuro. Se si presenterà una buona occasione, correrò di nuovo. Altrimenti, prenderò in considerazione qualcos’altro”.









