Hyundai, la crisi del WRC e il vento del WEC
L’equilibrio tra le varie attività, non è semplice. Il WEC richiede investimenti enormi in ricerca, sviluppo e personale altamente specializzato, risorse che inevitabilmente sottraggono energie al programma rally.
Hyundai Motorsport si trova in una fase cruciale della sua storia recente. L’annuncio dell’ingresso ufficiale del marchio nel FIA World Endurance Championship (WEC) a partire dal 2026 ha acceso i riflettori non solo sul futuro impegno in pista con i prototipi ibridi, ma anche sull’impatto che questo nuovo progetto avrà sul programma rally, tuttora pilastro dell’attività sportiva del costruttore coreano. Il team guidato da Francois-Xavier Demaison, direttore tecnico di Hyundai Motorsport, deve oggi affrontare una sfida complessa: mantenere competitiva la i20 N Rally1 nel Campionato del Mondo Rally (WRC) pur avendo contemporaneamente avviato la strutturazione di un reparto destinato a sbarcare in una delle categorie più prestigiose dell’endurance internazionale.
Demaison non ha nascosto la difficoltà di questa fase di transizione. In un’intervista a Dirtfish, ha ammesso che le risorse sono già state ridistribuite in funzione del WEC: “È difficile dire di no. Di sicuro abbiamo persone che si sono spostate verso l’altro progetto; abbiamo persone che sono a metà strada tra i due progetti, quindi questo toglie sicuramente energia al programma di rally.” L’ingegnere francese, arrivato a Hyundai nel 2023 dopo una lunga esperienza in Formula 1 e in rally, ha sottolineato come la strategia del costruttore miri a costruire un portafoglio sportivo ampio e vincente: “Abbiamo vinto nell’ELMS, abbiamo vinto nel TCR, quindi abbiamo altri progetti su cui investire energie. Vogliamo competere con Toyota e dobbiamo trovare soluzioni per poter portare a termine tutti e tre questi grandi progetti insieme ed essere competitivi in tutti e tre.”
L’equilibrio tra le varie attività, però, non è semplice. Il WEC richiede investimenti enormi in ricerca, sviluppo e personale altamente specializzato, risorse che inevitabilmente sottraggono energie al programma rally. Per Demaison, tuttavia, non si tratta di abbandonare la specialità che ha segnato i più grandi successi sportivi di Hyundai negli ultimi dieci anni. “Abbiamo un piano di sviluppo per il prossimo anno. E anche alcune assunzioni per cercare di ridimensionare la squadra come dovrebbe essere”, ha confermato, rassicurando tifosi e addetti ai lavori sul fatto che il progetto Rally1 continuerà a essere centrale.
Il tema è particolarmente delicato per Thierry Neuville, colonna portante della squadra dal 2014 e protagonista di tutte le vittorie conquistate dal marchio nel WRC. Il belga ha espresso chiaramente le sue preoccupazioni: “So che stiamo lavorando tutti duramente. Ma la squadra ha ridotto in modo drastico il numero di membri negli ultimi mesi, ed è difficile continuare a migliorare e a sviluppare quando si è meno persone.” Neuville non ha nascosto come l’incertezza sul futuro, il turnover di personale e la convivenza di due programmi abbiano influito sulla stagione 2024. “Sappiamo che sono stati mesi difficili, [non] sapendo se la squadra continuerà o meno, con persone che se ne vanno, due programmi. Voglio dire, non si può combattere contro Toyota quando l’impegno non è lo stesso di prima. Ovviamente ora abbiamo più garanzie, ma per far ripartire la macchina ci vuole del tempo.”
Nonostante le difficoltà, Hyundai non ha interrotto lo sviluppo della i20 N Rally1. Lo stesso Neuville è stato impiegato di recente nell’East Belgian Rally per sessioni di test su asfalto, con l’obiettivo di raccogliere dati utili al perfezionamento della vettura. Tuttavia, l’inevitabile calo numerico tra gli ingegneri e i tecnici a disposizione rischia di rallentare la capacità del team di reagire a una concorrenza sempre più serrata. Toyota, con una struttura più stabile e focalizzata esclusivamente sul WRC, continua a rappresentare un punto di riferimento, mentre M-Sport Ford, pur con risorse ridotte, beneficia di una maggiore linearità nella gestione del programma rally.
Il futuro del team si gioca quindi su un delicato equilibrio: da un lato la necessità di consolidare l’ingresso nel WEC, piattaforma fondamentale per il posizionamento tecnologico e d’immagine di Hyundai a livello globale, dall’altro l’obbligo di non disperdere quanto costruito nel rally, disciplina che ha reso il marchio protagonista e vincente agli occhi di migliaia di appassionati. La presenza di un direttore tecnico esperto come Demaison, capace di muoversi tra mondi motoristici diversi, sarà cruciale per garantire continuità e risultati. Ma il rischio di una riduzione della competitività immediata nel WRC resta concreto.
Per Thierry Neuville, che ha legato la sua carriera e gran parte della sua identità sportiva al progetto Hyundai, si tratta di un passaggio delicatissimo. Il belga ha più volte ribadito la volontà di lottare al vertice, ma è consapevole che “per ripartire serve tempo”. In una stagione segnata dall’incertezza, dalle difficoltà di gestione interna e da un inevitabile ridimensionamento delle risorse, Hyundai si trova a dover affrontare uno dei momenti più complessi della sua esperienza nel motorsport.
Se il marchio saprà trasformare questa sfida in un’opportunità, trovando il giusto equilibrio tra rally ed endurance, potrà aprire un nuovo ciclo di successi, capace di consolidare la propria immagine su più fronti. Ma se il rischio di dispersione non verrà controllato, la rincorsa a Toyota nel WRC rischia di trasformarsi in un inseguimento sempre più arduo, lasciando Neuville e compagni a combattere in salita contro una concorrenza che non solo non aspetta, ma a questo punto corre in discesa.






