“Ho fatto tutto quello che potevo, ma…”: Tänak si inchina a Solberg
Nel rally di casa, l’estone conquista il secondo posto e la vetta del Mondiale, ma è il giovane Oliver Solberg a incantare tutti con una vittoria storica al debutto con Toyota Rally1.
Davanti al proprio pubblico, Ott Tänak ha dato tutto. Il secondo posto nel Rally d’Estonia lo ha riportato in testa alla classifica del WRC, superando di un solo punto Elfyn Evans. Un risultato fondamentale nella corsa al titolo. Eppure, stavolta, i riflettori non erano su di lui. A prendersi la scena è stato Oliver Solberg, al debutto con la Toyota Yaris rally1. Il giovane talento svedese ha dominato la gara sin dal primo vero tratto cronometrato, firmando la maggior parte delle speciali (ben 9) e tagliando il traguardo con 25”2 secondi di vantaggio sul pilota estone di casa Hyundai Motorsport. Una prestazione che ha lasciato il compagni di team e avversari senza parole.
“Ci aspettavamo fosse veloce. Ma non che mettesse in imbarazzo noi piloti titolari del WRC,” ha ammesso Tänak con la solita franchezza che solo i grandi sanno concedersi. “Ha fatto qualcosa di straordinario. Io ho fatto tutto quello che potevo, ma semplicemente non bastava.” Durante l’intero weekend, Tänak ha fatto i conti con una vettura difficile da interpretare sui veloci sterrati baltici. Nessun errore evidente di guida, solo la frustrazione di chi cerca il limite e non lo trova mai. Nonostante ciò, ha difeso la posizione con esperienza e tenacia, resistendo agli attacchi e massimizzando il risultato.
“Pensavo che, anche in difficoltà, sarei riuscito a lottare per il secondo posto. Ma immaginavo fosse dietro a Kalle (Rovanperä), non certo dietro a Oliver,” ha confessato l’estone, sorpreso dalla maturità mostrata dal giovane Solberg. Ora il WRC guarda alla prossima tappa in Finlandia, dove Tänak dovrà aprire la strada: un compito tutt’altro che semplice, specialmente su fondi così veloci.
E proprio da chi ha scritto e sta scrivendo la storia di questo sport nelle ultime stagioni arriva il tributo più sincero: “È anche questo il bello dei rally: quando arriva qualcuno più bravo di te, non ti resta che toglierti il cappello.” Un gesto raro, che vale più di mille parole.









