Il WRC e il ruolo delle Federazioni nazionali
Gli spagnoli di RFEDA supportano il progetto di RMC Motorsport, Motosport Ireland Rally Academy collabora con M-Sport. Una filosofia che può rilanciare la massima serie dei rally.
In occasione del Rally Islas Canarias il teamspagnolo RMC Motorsport ha svelato il suo progetto di costruire un’auto Rally1 basata sui nuovi regolamenti 2027 con un dettaglio non di poco conto: il progetto nasce sotto l’egida della RFEDA (la Federazione Spagnola), dando vita a quello che la FIA ha già definito una “partnership senza precedenti”.
L’idea è semplice quanto rivoluzionaria: creare un “Team Espaňa”. Un’auto spagnola, gestita da un team spagnolo e guidata da piloti spagnoli. In un’epoca in cui i posti sulle vetture Rally1 sono una decina, il coinvolgimento diretto di una Federazione Nazionale offre una “corsia preferenziale” per i giovani talenti. “Non potevamo lasciarci sfuggire l’opportunità offerta dalla FIA di coinvolgere preparatori come RMC nella produzione delle Rally1 2027”, ha dichiarato il presidente della RFEDA, Manuel Aviñó. “Questo progetto rafforzerà l’industria del motorsport spagnolo e servirà da ispirazione per i nostri giovani piloti”.
La piramide della FIA (da Rally5 a Rally1) funziona sulla carta, ma il balzo finale nell’olimpo della specialità spesso rimane un sogno. Il coinvolgimento delle Federazioni potrebbe essere la soluzione per ovviare al problema. Se il modello RMC funzionasse, potremmo vedere una “Equipe de France” sostenuta dalla FFSA o un “Team Italia” targato ACI Sport.
Richard Millener, team principal di M-Sport Ford, guarda con interesse ma anche con cautela a questa evoluzione: “È un concetto affascinante. Molti parlano del ruolo delle Federazioni nel finanziare i talenti; perché allora non produrre un’auto in cui farli sedere? È un’angolazione diversa, mai esplorata prima. La complicazione sta nella natura delle ASN, che sono enti senza scopo di lucro: devono garantire che il denaro sia speso correttamente senza distorcere il mercato commerciale.”
M-Sport ha già tracciato una via simile collaborando con la Motorsport Ireland Rally Academy, portando piloti come Josh McErlean e Jon Armstrong sulle sue Puma Rally1. Tuttavia, il passo compiuto da RMC e dalla federazione spagnola va oltre: non si tratta più solo di finanziare un sedile, ma di diventare parte integrante della filiera costruttiva. Il coinvolgimento di una leggenda come Dani Sordo – che si è detto disponibile a dare una mano – nel progetto spagnolo aggiunge ulteriore credibilità. Se un preparatore indipendente, con il supporto dello Stato, può costruire una Rally1 competitiva, il WRC potrebbe finalmente risolvere il suo problema più grande: la scarsità di costruttori ufficiali.
Il progetto WRT Rally1 Spain è partito l’8 agosto 2025, quando Roberto Mendez di RMC Motorsport ha incontrato la FIA.Per lo sviluppo della vettura, Méndez si avvale di alcuni consulenti cui Julián Piedrafita (per anni titolare del omonimo team che aveva una partnership stretta con Citroën) per elettronica e sospensioni e l’argentino Javier Ciabattari (direttore tecnico della FDC Motorsport) per la scocca. Per il motore RMC sta trattando con tre costruttori che già corrono in Rally2: Stellantis (Citroën/Lancia), Skoda e Ford. Tuttavia, c’è anche l’idea produrre un motore totalmente in-house. Questa opzione garantirebbe al team una libertà tecnica totale.
Sebbene il progetto nasca come indipendente, sono stati avviati contatti con vari marchi per possibili sponsorizzazioni o collaborazioni tecniche. Méndez ha confermato colloqui, ma non ancora accordi, con la cinese BYD (accostata nei mesi scorsi anche a M-Sport) e con un altro marchio rimasto segreto. Il budget stimato per un programma di questo livello si aggira intorno ai 7 milioni di euro. Nel mese di ottobre è previsto l’inizio dei test con debutto nel WRC a metà della stagione 2027. Quel che è certo è che l’auto diventerà la punta di diamante della piramide del Rally Team Spain, destinata ai migliori talenti emergenti della nazione.
Trasformare il rally in una sfida tra nazioni, oltre che tra marchi, potrebbe essere il carburante necessario per riaccendere la passione dei tifosi e garantire un sedile a chi ha il piede pesante ma non ancora il supporto di un colosso industriale.








