Neuville ammette: “Noi tre contro cinque, così è troppo dura”
Il campione del mondo vive un periodo complicato: niente podi da tre gare, feeling assente con le gomme Hankook e Hyundai ferma a tre vetture. E intanto Toyota allunga.
Il campione del mondo in carica Thierry Neuville attraversa uno dei momenti più difficili degli ultimi anni. Niente podi nelle ultime tre gare, prestazioni altalenanti e un calo evidente rispetto alla scorsa stagione, mentre il compagno di team Ott Tänak, oggi davanti a lui in classifica, sembra aver trovato maggiore continuità e lo ha dimostrato in Sardegna, disputando una gara di altissimo profilo.
Il belga fatica soprattutto a trovare il giusto feeling con i nuovi pneumatici Hankook, subentrati quest’anno dopo l’uscita di scena della Pirelli. “Richiedono una guida completamente diversa – fanno sapere dall’ambiente Hyundai – e Neuville non è ancora riuscito a cambiare approccio in modo efficace”. Lo stesso vale, in parte, anche per Kalle Rovanperä, che sta affrontando un periodo di adattamento simile, ma nonostante questo adattamento non propriamente facile, il finlandese ha conquistato un successo di forza alle Canarie e un bel terzo assoluto in Sardegna, in un rally non propriamente amato e nelle corde del due volte campione del mondo.
Ma i problemi per Neuville non si fermano alla guida. A pesare è anche una questione numerica e strategica. Toyota Gazoo Racing, infatti, schiera spesso cinque vetture al via, potendo così giocare su più tavoli e gestire tatticamente le gare. Hyundai, invece, è ferma a tre, con l’idea della quarta vettura che rimane sospesa tra annunci e retromarce. La possibile presenza di Dani Sordo in Sardegna e Grecia è stata esclusa all’ultimo dal team coreano, una decisione che ha lasciato perplessi tifosi e addetti ai lavori.
“Bisogna ricordare che siamo tre contro cinque – ha spiegato Neuville dopo il ritiro nel day1 del Rally Italia Sardegna –. Quando ho avuto il problema, siamo rimasti in due contro cinque Toyota. È chiaro che, se qualcosa va storto, come una foratura o un’uscita, ti trovi subito dietro a cinque vetture di un altro costruttore. E tornare a fare punti diventa un’impresa.”
Il pilota belga, tuttavia, non accusa Toyota, anzi ne riconosce la legittimità strategica: “Non è scorretto. Nessuno ci vieta di schierare più auto. Loro hanno capito come massimizzare le possibilità e lo stanno facendo. Dobbiamo accettarlo: al momento hanno carte migliori in mano.” Per ora, dunque, Neuville deve fare i conti con una stagione più complessa del previsto, in un contesto dove l’equilibrio tecnico è stato scosso dal cambio gomme, dall’addio all’ibrido e dalle scelte gestionali delle squadre. Se Hyundai non troverà presto una risposta, il rischio è che il titolo piloti conquistato la scorsa stagione dalla casa coreana con Neuville, resti un picco isolato in una parabola in fase calante, dove al momento il futuro sul proseguo dell’avventura nel WRC delle casa coreana già dalla prossima stagione è in dubbio.









