WRC – Andreas Mikkelsen vede un 2027 a rischio
La rivoluzione tecnica della FIA per il prossimo anno nasce per ridurre i costi e attirare nuovi costruttori. A oggi, però, le certezze sembrano diminuire anziché aumentare. Il pilota norvegese riflette sul futuro della specialità.
Più si avvicina il 2027, più aumentano i dubbi sul futuro del Mondiale Rally. La nuova era tecnica, fortemente voluta dalla FIA, avrebbe dovuto rappresentare un punto di svolta per la categoria regina: costi più contenuti, regolamenti più accessibili e una piattaforma capace di convincere nuovi costruttori a entrare nel campionato. Al momento, però, i segnali che arrivano dal paddock raccontano una realtà ben diversa. Da mesi sono diversi gli addetti ai lavori e i protagonisti del WRC ad aver espresso perplessità sul progetto. L’ultimo, in ordine di tempo, è Andreas Mikkelsen, che in un’intervista rilasciata al sito finlandese Rallit.fi ha delineato uno scenario decisamente poco incoraggiante.
Il pilota norvegese, impegnato nel 2026 con un programma nel WRC2 che, salvo sorprese nella seconda parte della stagione, sembra essersi concluso dopo il Rally dell’Acropoli, non vede infatti i presupposti per un ampliamento della griglia nella categoria regina. “Non credo che vedremo più vetture nella categoria regina rispetto a quelle che abbiamo oggi. Anzi, temo che Toyota sarà l’unico costruttore a sviluppare una nuova vettura per il 2027”, ha spiegato.
Un’affermazione che va ben oltre una semplice previsione. Se lo scenario ipotizzato da Mikkelsen dovesse concretizzarsi, la riforma tecnica rischierebbe di ottenere l’effetto opposto rispetto a quello per cui è stata concepita. “Se sarà così, solo Toyota correrà nella categoria regina, mentre gli altri costruttori utilizzeranno vetture Rally2. Non penso che Hyundai sia interessata e, anche se dovesse esserlo, difficilmente sarebbe pronta fin dall’inizio. Lo stesso vale per Lancia, mentre Skoda non è interessata. Insomma, sarebbe un disastro.”
Le dichiarazioni del norvegese non sono un caso isolato. Negli ultimi mesi più di una voce autorevole del paddock ha manifestato dubbi sulla direzione intrapresa dal Mondiale Rally, alimentando la sensazione che il progetto stia facendo fatica a convincere proprio quei costruttori che avrebbe dovuto attrarre. La FIA continua a sostenere che i nuovi regolamenti rappresentino la soluzione per rendere il WRC più sostenibile e competitivo nel lungo periodo. Tuttavia, non sono ancora arrivati annunci in grado di rafforzare questa convinzione. Anzi, il dibattito continua a essere alimentato soprattutto dalle perplessità di piloti, team e addetti ai lavori. C’è ancora tempo (poco) perché il quadro cambi, ma il margine si assottiglia. Perché una riforma pensata per ampliare la categoria regina rischia oggi di essere ricordata soprattutto per una domanda che resta senza risposta: dove sono i nuovi costruttori?








