Sesks, dalla Sardegna alla Polonia: tutta esperienza
Nel giro di poco più di una settimana, Mārtiņš Sesks ha vissuto due esperienze diametralmente opposte che hanno messo in evidenza sia la brutalità sia la redenzione che caratterizzano il mondo del rally. La chiave, spiega il pilota, è stata proprio il reset mentale dopo la delusione. Il passaggio dalla delusione al trionfo è stato facilitato anche dalla familiarità con il terreno.
Nel giro di poco più di una settimana, Mārtiņš Sesks ha vissuto due esperienze diametralmente opposte che hanno messo in evidenza sia la brutalità sia la redenzione che caratterizzano il mondo del rally. Dopo un debutto traumatico nel mondiale WRC con la M-Sport Ford in Sardegna, il giovane lettone ha saputo rialzarsi con una prestazione dominante nel Campionato Europeo Rally (ERC) in Polonia, riaffermando il proprio talento e sottolineando quanto l’esperienza e la familiarità con il terreno possano fare la differenza in questa disciplina.
In Sardegna, durante il suo primo approccio competitivo al volante di una vettura Rally1, l’avventura di Sesks si è conclusa bruscamente alla seconda speciale. L’incidente, piuttosto violento, ha compromesso l’integrità dell’auto al punto da impedirgli di riprendere il via sabato, segnando una fine prematura alla sua partecipazione. L’episodio ha rappresentato un duro colpo non solo dal punto di vista tecnico, ma anche psicologico, in un contesto altamente competitivo come quello del WRC dove ogni occasione è preziosa.
A sette giorni di distanza, la scena cambia completamente. In Polonia, Sesks torna a bordo della fidata Škoda Fabia Rally2 Evo del team Sports Racing Technologies (SRT) e dimostra di essere tutt’altro che scosso. Il lettone domina la prova su terra polacca, imponendosi con oltre un minuto di vantaggio sull’idolo di casa Mikołaj Marczyk, in una delle sue prestazioni più convincenti della stagione. Non solo un ritorno alla vittoria, ma un vero e proprio messaggio di resilienza sportiva.
“Naturalmente, avevamo bisogno di questa vittoria per ritrovare un po’ di fiducia in noi stessi, per sapere che stiamo facendo le cose giuste e che siamo capaci di ottenere risultati,” ha raccontato Sesks a DirtFish, lasciando trasparire quanto fosse importante per lui un successo dopo il passo falso in Sardegna. “È stato come una boccata d’aria fresca.”
La chiave, spiega il pilota, è stata proprio il reset mentale dopo la delusione. “Siamo tornati subito a casa dopo la Sardegna, mentre gli altri correvano, io ero nella mia città natale con gli amici, cercando semplicemente di dimenticare cosa fosse successo,” ha detto. Un momento di decompressione che si è rivelato essenziale per affrontare con lucidità la tappa polacca.
Il passaggio dalla delusione al trionfo è stato facilitato anche dalla familiarità con il terreno: “Siamo arrivati in Polonia con la mente fresca, e appena siamo saliti in macchina ci siamo subito sentiti a nostro agio. Avevamo già un buon assetto dal 2023, non abbiamo cambiato molto, e con la SRT la macchina era perfetta. È stato davvero piacevole.”
Questa doppia esperienza sottolinea una verità spesso trascurata del mondo dei rally: l’esperienza e la conoscenza delle prove contano enormemente. In Polonia, Sesks era al suo quinto start consecutivo; non solo conosceva a memoria le caratteristiche dei percorsi, ma vi è cresciuto correndo su strade sterrate veloci molto simili, tipiche dei Paesi baltici. Un vantaggio competitivo tangibile.
Al contrario, i rally del sud Europa — come quello sardo o il prossimo appuntamento all’Acropoli greca — sono territori pressoché sconosciuti per il lettone, più tecnici, più lenti, più insidiosi. “In Polonia so cosa aspettarmi, mentre in Grecia non ci sono mai stato,” ha ammesso. “È difficile quando sei completamente fuori dal tuo territorio, mentre gli altri hanno già fatto quei tratti e conoscono bene le gare.”
Sesks ha inoltre sottolineato come i risultati vanno sempre interpretati con una certa profondità di lettura: “Nessuno vede davvero quanto sia complicato entrare in un nuovo rally. Anche in Polonia, le tappe in cui abbiamo avuto le migliori prestazioni erano quelle che avevo già affrontato l’anno scorso con la Rally1. La conoscenza delle gare è incredibilmente importante.”
Il giovane lettone, classe 1999, è ormai uno dei prospetti più interessanti nel panorama europeo, e la sua capacità di apprendere rapidamente e di adattarsi a condizioni diverse rappresenta un punto di forza non trascurabile. Se riuscirà a colmare le lacune di esperienza nei round più tecnici del WRC, Sesks potrebbe ritagliarsi un ruolo di primo piano anche a livello mondiale. Nel frattempo, la sua affermazione in Polonia rappresenta un segnale forte: talento e determinazione non gli mancano. Ora resta da vedere se riuscirà a trasformare queste qualità in un successo duraturo anche ai massimi livelli del rally internazionale.








