Perché si sono ritirati Dipalma-“Cobra” al Laghi
Per Dipalma e “Cobra” resta comunque la soddisfazione di aver dimostrato immediatamente la propria competitività nella prima prova speciale, segnale che il potenziale dell’equipaggio e della vettura è assolutamente all’altezza delle aspettative. Il ritiro anticipato dal Rally Internazionale dei Laghi lascia inevitabilmente l’amaro in bocca.
Il Rally Internazionale dei Laghi si è concluso con un epilogo amaro per uno degli equipaggi più attesi alla vigilia. La gara varesina, tradizionalmente molto seguita dagli appassionati di rally del Nord Italia, ha visto infatti il ritiro anticipato della coppia formata da Giovanni Dipalma e dal navigatore conosciuto nell’ambiente come Cobra. I due erano al via con una Škoda Fabia RS Rally2 nei colori verde e nero del team Giack Rent Team, una vettura competitiva con cui l’equipaggio puntava a recitare un ruolo da protagonista nella sfida sulle strade della provincia di Varese.
Le aspettative della vigilia sembravano trovare immediata conferma già nelle prime battute della competizione. Nella prova speciale inaugurale Dipalma e “Cobra” avevano infatti dimostrato di poter tenere il ritmo dei migliori, chiudendo la speciale con il secondo tempo assoluto a soli 1”2 dal leader provvisorio, il pluricampione italiano Andrea Crugnola. Un distacco minimo che lasciava presagire una gara combattuta e spettacolare, con l’equipaggio della Fabia RS pronto a inserirsi nella lotta per le posizioni di vertice.
La prestazione nella prima prova speciale aveva confermato il potenziale del binomio e della vettura messa a disposizione dal team. Il passo mostrato nelle prime fasi del rally aveva infatti permesso a Dipalma di restare a stretto contatto con Crugnola, riferimento assoluto nelle gare lombarde e tra i protagonisti più accreditati della manifestazione. Tuttavia, proprio quando la gara sembrava entrare nel vivo, un episodio inatteso ha cambiato radicalmente l’andamento della competizione per l’equipaggio.
Il problema non si è verificato in prova speciale ma durante una fase di trasferimento tra un tratto cronometrato e l’altro, momento apparentemente meno critico ma in realtà decisivo nel rispetto delle procedure di gara. Un errore di calcolo commesso dal navigatore “Cobra” ha portato l’equipaggio a presentarsi al controllo orario con un anticipo non previsto rispetto agli altri concorrenti. L’episodio ha comportato l’assegnazione di una pesante penalità che ha di fatto compromesso ogni possibilità di rimanere in classifica.
Il copilota ha spiegato con grande lucidità la dinamica dell’accaduto, assumendosi pubblicamente la responsabilità dell’errore. “Ho commesso un errore di calcolo sommando il tempo residuo anziché quello effettivo e nel corso di un trasferimento tirato ho fatto entrare ‘Giò’ al controllo senza aspettare, per conferma, l’arrivo degli altri avversari. Quando ho consegnato la tabella e non ho visto sopraggiungere né Crugnola né Miele ho capito che ormai avevo combinato il guaio”.
Un errore apparentemente minimo nella gestione dei tempi si è trasformato così in una penalità estremamente pesante per l’equipaggio. Il regolamento delle gare rallyistiche prevede infatti sanzioni severe per l’anticipo o il ritardo ai controlli orari, e in questo caso la penalità inflitta è stata di sette minuti complessivi. Un tempo enorme in una competizione in cui le differenze tra i migliori si misurano normalmente in pochi secondi.
Lo stesso “Cobra” ha proseguito spiegando come la decisione di fermarsi sia maturata immediatamente dopo aver preso coscienza della situazione. “Avevamo fatto una eccellente prima prova tallonando molto da vicino Crugnola. Dopo l’errore però sono venute meno le condizioni perché avevamo una penalità di sette minuti e non eravamo nella condizione psicologica idonea per proseguire e pertanto abbiamo deciso per il ritiro”.
La scelta di deporre le armi è stata dunque dettata non solo dall’entità della penalità ma anche dalla consapevolezza che la gara, dal punto di vista sportivo, era ormai compromessa. Con sette minuti da recuperare, qualsiasi ambizione di risultato sarebbe stata irrealistica, trasformando la restante parte della competizione in una semplice presenza simbolica.
Anche Dipalma ha commentato l’accaduto con grande sportività, sottolineando come nei rally la responsabilità sia sempre condivisa tra pilota e navigatore. “Siamo in due in auto e quando a sbagliare è il pilota le condizioni sono decisamente peggiori; siamo un equipaggio affiatato e questo episodio non sminuisce il nostro valore”. Parole che testimoniano il forte rapporto di fiducia che lega i due componenti dell’equipaggio, elemento fondamentale nelle competizioni rallyistiche.
Il pilota ha inoltre voluto rivolgere un ringraziamento a chi sostiene il progetto sportivo della squadra. “Vorrei ringraziare tutti i nostri amici che ci sponsorizzano e il Giak Team di Gigi Giacobone che ci ha fornito una vettura davvero fantastica; spero avremo la possibilità di un pronto riscatto”. Un riconoscimento importante nei confronti della squadra che ha preparato la Fabia RS Rally2 e che aveva permesso all’equipaggio di presentarsi al via con ambizioni elevate.
L’episodio rappresenta uno di quei momenti che ricordano quanto i rally siano una disciplina complessa, dove la prestazione in prova speciale è solo una parte dell’equazione. La gestione dei tempi, dei trasferimenti e delle procedure di gara è infatti altrettanto determinante quanto la velocità pura. Anche equipaggi esperti possono incappare in errori che cambiano improvvisamente il corso di una gara.
Per Dipalma e “Cobra” resta comunque la soddisfazione di aver dimostrato immediatamente la propria competitività nella prima prova speciale, segnale che il potenziale dell’equipaggio e della vettura è assolutamente all’altezza delle aspettative. Il ritiro anticipato dal Rally Internazionale dei Laghi lascia inevitabilmente l’amaro in bocca, ma allo stesso tempo alimenta la voglia di riscatto in vista dei prossimi appuntamenti stagionali.









