RAC Rally – Pryce perfetto nel rally più duro d’Europa
Gelo, neve e 505 km di prove speciali: il gallese conquista il Roger Albert Clark 2025. Bene gli italiani.
L’edizione 2025 del Roger Albert Clark Rally sarà ricordata come una delle più dure di sempre, complicata da neve, ghiaccio e condizioni limite che hanno costretto gli organizzatori a cancellare quasi ottanta chilometri di prove. In questo scenario ostile, Osian Pryce ha finalmente coronato il sogno inseguito per anni e, alla sua terza partecipazione, ha conquistato una vittoria costruita con lucidità, intelligenza e una velocità sempre calibrata al millimetro.
Il gallese, già campione BRC 2022 e navigato da Dale Furniss, ha impostato la gara su un equilibrio perfetto tra aggressività e gestione. Fin dai primi chilometri ha imposto un ritmo che gli avversari non sono mai riusciti a replicare, mantenendo un controllo totale sulle cinque giornate di rally e sui 505,22 chilometri di prove speciali. Dopo due edizioni terminate anzitempo, Pryce ha fatto tesoro delle esperienze passate, scegliendo di attaccare solo quando serviva davvero. I tempi migliori firmati nei momenti cruciali gli hanno permesso di costruire un vantaggio costante, sfruttando un vero e proprio “effetto elastico” che ha impedito a chiunque di riportarsi sotto.
Alle sue spalle ha trovato finalmente gloria Paul Barrett, con Gordon Noble alle note. Anche lui su Ford Escort RS 1800 MKII, è riuscito a completare una gara impeccabile, recuperando progressivamente terreno dopo un avvio non brillante e conquistando il miglior risultato della propria carriera su queste strade. L’ultimo gradino del podio è invece finito nelle mani dello scozzese Greg McKnight, al volante di un’altra Ford Escort, questa volta una MK2. Considerato alla vigilia uno dei possibili outsider, ha disputato una gara regolare e attenta, sufficiente per ottenere il podio alla sua prima presenza senza però riuscire mai a tenere il passo dei due protagonisti principali.
La gara ha regalato anche momenti “drammatici”. Marty McCormack, terzo assoluto a due prove dal termine con la sua BMW M3 E30, è stato costretto al ritiro a causa della rottura del cambio. Anche l’amatissima Lancia Stratos HF di Seb Perez è uscita di scena dopo un’uscita di strada che ha tolto un altro grande protagonista dalla corsa. Stessa sorte per Rhys Yates e per Hollie McRae, figlia di Colin, che insieme a Jon Armstrong ha dovuto abbandonare la gara con la piccola Mini.
In una gara che ha decimato molti equipaggi, la pattuglia italiana ha brillato con risultati convincenti. Riccardo Canzian e Davide Pisati hanno chiuso al ventisettesimo posto assoluto con la loro Opel Kadett GT/E, centrando il terzo posto di classe H6. Appena dietro di loro, a soli trentatré secondi, Alessandro Taddei e Andrea Gaspari hanno portato la Lancia Ypsilon Rally4 HF alla ventottesima posizione. Prestazione di rilievo anche per Enrico Brazzoli e Martina Musiari, trentatreesimi assoluti, ma soprattutto magnifici secondi di classe H12 e di Categoria 4 con la Porsche 911 SC RS. Grazie alla formula del Super Rally hanno raggiunto il traguardo anche Luca Hoelbling – Mauro Grassi con la Ypsilon Rally4 HF, quarantunesimi, e Simone Calzia – Fabrizio Filicicchia su Peugeot 208 R2, sessantanovesimi ma autori di tempi incredibili, tra cui due tredicesimi assoluti, sia sul crono di Kershope e sul primo passaggio della Dai Roberts. Ha chiuso in centoventinovesima posizione, sempre rientrato con Super Rally, Matteo Beretta con Gregorio Lanfranchi sulla Porsche 911 SC.
In un’edizione tanto complessa quanto affascinante, Osian Pryce emerge come il pilota capace di unire velocità e intelligenza tattica. Il suo successo nel Roger Albert Clark Rally non è solo una vittoria, ma la consacrazione definitiva di un talento che ha saputo attendere, imparare e finalmente dominare una delle competizioni più leggendarie e spietate del panorama rallistico europeo.





