Sfide impossibili: la Jaguar XJS al Roger Albert Clark Rally
Il Roger Albert Clark, in programma dal 20 al 24 novembre, è un rally-marathon che si snoda per oltre cinque giorni attraverso centinaia di chilometri di sterrato, in condizioni spesso estreme. È il più lungo e impegnativo rally su prove speciali nel Regno Unito.
Un’icona dell’ingegneria britannica, un uomo che ha dedicato la sua vita alle corse e una sfida che profuma d’impresa impossibile: Ed Abbott, ingegnere, ex team manager e pilota veterano, sta preparando la sua Jaguar XJS per affrontare il Roger Albert Clark Rally di novembre, una delle competizioni su terra più dure d’Europa. Ma non si tratta di una Jaguar qualunque: parliamo di una XJS del 1975, spinta da un mastodontico V12 da 5.3 litri, pensata per le autostrade e i salotti buoni, non certo per i greti fangosi delle foreste inglesi.
Eppure, è proprio questo che attira Abbott: la sfida, l’anacronismo, l’idea romantica di dimostrare che anche una gran turismo nata per l’alta velocità può farsi strada tra i tronchi e il fango. “A 70 anni c’è ancora un po’ di vita nel vecchio cane – dice ironicamente – e volevamo celebrare i 50 anni della XJS con qualcosa di speciale. Il Roger Albert Clark Rally è l’occasione perfetta”.
Il Roger Albert Clark, in programma dal 20 al 24 novembre, è un rally-marathon che si snoda per oltre cinque giorni attraverso centinaia di chilometri di sterrato, in condizioni spesso estreme. È il più lungo e impegnativo rally su prove speciali nel Regno Unito, ispirato alle grandi maratone britanniche degli anni ’70. Nessuna Jaguar ha mai osato tanto. Ed Abbott sarà il primo.
Non si tratta di un’avventura improvvisata. Nel 2024 Abbott ha già schierato la sua XJS in tre rally forestali minori, tutti completati con successo. Un risultato tutt’altro che scontato, viste le dimensioni, il peso e la trazione posteriore del modello. “Stiamo imparando a tenere la XJS lontana dai fossati”, scherza, ricordando le difficoltà incontrate, come le abbondanti nevicate che hanno colpito la prima giornata del Rally Anglo Caledonian nel complesso forestale di Kielder, lo scorso novembre.
Oggi la vettura è in fase di ricostruzione per affrontare la sfida più grande della sua lunga carriera. Ma per Abbott la XJS non è solo una macchina. È un pezzo della sua vita. Iniziò infatti la sua carriera proprio come apprendista alla Jaguar, negli stabilimenti storici di Browns Lane, a Coventry. Lavorò come ingegnere di sviluppo e partecipò in prima persona alla nascita del progetto XJS, diventandone negli anni uno dei massimi esperti. Oggi gestisce Abbott Jaguar, punto di riferimento per il restauro e l’elaborazione di questi modelli e dei loro iconici motori V12.
Il suo passato nei rally risale agli anni ’70, quando correva nel sud-ovest dell’Inghilterra con un’umile Austin A40 da 1275 cc. Ma è negli anni ’80 che il suo nome è diventato noto nel paddock britannico, gestendo il team Abbott Racing nelle gare turismo, con il fratello Lionel protagonista per conto di Saab UK. Insieme hanno ottenuto numerosi successi, contribuendo alla diffusione del marchio svedese nelle competizioni.
Oggi Abbott unisce la passione tecnica con quella per la guida. Nonostante l’età, nel 2024 ha preso parte a numerosi rally stradali storici in Europa, ma il vero obiettivo resta il Roger Albert Clark. “Amo guidare questa macchina e tirarle il collo – dice senza mezzi termini –. Voglio dimostrare che queste Jaguar non sono solo eleganti gran turismo da esposizione, ma possono essere strumenti formidabili anche nel motorsport”.
Con l’approccio meticoloso di un ingegnere e l’entusiasmo incrollabile di un ragazzo, Abbott si prepara a scrivere una pagina nuova e improbabile della storia dei rally. Un uomo, una macchina, una sfida contro la logica. Ma nel cuore dei rallysti veri, è proprio questo il fascino dell’impresa.





