TuttoRally settembre 2026: numero 487
TuttoRally di settembre 2026 si presenta così come un giornale costruito a misura di “rallysta doc”, attorno alle questioni che possono incidere sul futuro della disciplina. Dalla velocità delle vetture ai costi delle Rally2, dal lavoro necessario per realizzare un road book alle difficoltà dei giovani nella ricerca degli sponsor, fino alla proposta di riduzione delle classi e alle anticipazioni sul WRC.
Il numero di settembre 2026 di TuttoRally affronta alcuni dei temi più importanti per il presente e il futuro del rallismo. A partire dalle prestazioni sempre più elevate delle vetture e dalla velocità raggiunta lungo le prove speciali, un argomento che oggi coinvolge direttamente anche la Federazione internazionale. Ma il nuovo numero della rivista guarda anche oltre la cronaca sportiva, con inchieste sui costi delle Rally2, sulla costruzione dei road book, sulla ricerca degli sponsor da parte dei giovani piloti e sulle possibili riforme delle classi di appartenenza delle vetture.
Un giornale ricco di approfondimenti, interviste, proposte e storie. Con uno sguardo rivolto alle decisioni che potrebbero incidere sul futuro del Mondiale Rally e una copertura completa dei campionati, dalle sfide iridate fino alla Coppa Italia, senza dimenticare il patrimonio delle competizioni storiche.
Un tema che non può più essere ignorato
Il tema delle prestazioni delle auto da rally è uno dei fili conduttori del numero di settembre. Negli ultimi anni, la ricerca della velocità e l’evoluzione delle vetture hanno riportato al centro dell’attenzione il rapporto tra potenza, caratteristiche dei percorsi e sicurezza.
Gli organizzatori si trovano sempre più spesso a fare i conti con prove speciali caratterizzate da medie elevate e tratti che consentono alle vetture di esprimere una parte crescente del proprio potenziale. Un’evoluzione che impone una riflessione sulle caratteristiche dei tracciati e sui criteri con cui vengono progettate le gare.
La questione non riguarda soltanto le prestazioni assolute delle vetture. Coinvolge anche la natura delle prove speciali, la successione delle curve, la presenza di tratti veloci e la capacità dei percorsi di contenere i rischi legati alle velocità raggiunte.
TuttoRally aveva individuato questo problema e lo affronta nel nuovo numero con un approfondimento che oggi assume un significato particolare. Anche la FIA, infatti, ha preso atto della necessità di confrontarsi con il tema delle prestazioni e della velocità nel rallismo.
Il dibattito interessa l’intero movimento. Perché il futuro della disciplina dipende anche dalla capacità di mantenere un equilibrio tra evoluzione tecnica, spettacolo e sicurezza. È un argomento destinato a influenzare le scelte sportive e regolamentari dei prossimi anni.
Rally2 al top, quanto costa davvero?
La cover story del numero di settembre è dedicata a un’inchiesta sui costi di una Rally2 nella sua configurazione più competitiva, quella destinata ad affrontare il Mondiale o le gare nazionali di alto livello.
Quanto bisogna investire per disporre di una vettura realmente competitiva? E quali sono le voci che determinano il costo di un programma sportivo ai massimi livelli?
Sono domande che riguardano piloti, preparatori, team, sponsor e appassionati. La categoria Rally2 rappresenta infatti uno dei riferimenti più importanti del panorama internazionale e nazionale. È il punto d’incontro tra ambizioni professionali, competizioni di alto livello e programmi sportivi che richiedono risorse considerevoli.
Ma il prezzo della vettura costituisce soltanto una parte dell’investimento necessario. Per valutare il costo complessivo di un programma occorre distinguere tra acquisto o noleggio, preparazione, manutenzione, ricambi, assistenza tecnica, pneumatici, logistica e partecipazione alle gare. A queste voci si aggiungono le eventuali attività di test e il lavoro necessario per mantenere la vettura al livello richiesto dalla competizione.
L’inchiesta di TuttoRally entra nel dettaglio dei costi, mettendo a confronto le esigenze di chi affronta il Mondiale e quelle di chi corre nelle competizioni nazionali. Due contesti che possono condividere la stessa categoria tecnica, ma presentano necessità operative e livelli di investimento differenti.
Conoscere queste cifre significa anche comprendere meglio le difficoltà che deve affrontare chi vuole costruire una carriera nel rallismo. Il talento è indispensabile, ma la disponibilità economica continua a rappresentare uno degli elementi decisivi per trasformare una passione in un’attività professionale.
Il lavoro che precede ogni prova speciale
Tra gli approfondimenti del nuovo numero c’è un’altra inchiesta che porta il lettore dietro le quinte dell’organizzazione di una gara: la realizzazione del road book.
È uno strumento fondamentale per gli equipaggi. Contiene le indicazioni necessarie per affrontare il percorso, orientarsi lungo i trasferimenti e interpretare correttamente la successione delle strade previste dal programma di gara. Per i team, costituisce uno dei riferimenti essenziali nella preparazione dell’evento.
Ma come viene costruito un road book? Quali verifiche sono necessarie prima che il documento arrivi nelle mani dei concorrenti? E quanto lavoro si nasconde dietro quelle pagine che, durante la gara, diventano una guida indispensabile?
La preparazione richiede conoscenza del territorio, ricognizioni, rilevamenti e una procedura di verifica delle informazioni. Ogni indicazione deve essere comprensibile e coerente con il percorso effettivo. Eventuali imprecisioni possono complicare il lavoro degli equipaggi e compromettere la corretta gestione della competizione.
L’inchiesta di TuttoRally approfondisce un aspetto spesso poco conosciuto dal pubblico, ma centrale per la riuscita di un rally. Un’occasione per capire quanto il lavoro organizzativo cominci molto prima del via e coinvolga competenze che non si esauriscono nella scelta delle prove speciali.
Come si costruisce oggi un percorso professionale
Il futuro del rallismo passa anche dalla capacità di accompagnare i giovani verso il professionismo. Ma, in un ambiente nel quale i costi possono diventare rapidamente proibitivi, la crescita sportiva deve procedere insieme alla ricerca delle risorse necessarie per correre.
La terza grande inchiesta del fascicolo è dedicata proprio a questo tema: come cercano gli sponsor i giovani piloti che aspirano a trasformare i risultati ottenuti nelle categorie di formazione in un’attività professionale?
Non basta più, quando si cerca un sostegno economico, presentarsi con un curriculum sportivo e una serie di risultati. La costruzione di un progetto richiede anche la capacità di individuare interlocutori interessati, presentare obiettivi concreti e spiegare quale ritorno possa derivare dall’investimento.
Per un giovane pilota, il rapporto con uno sponsor può significare molto più della disponibilità di un budget. Può diventare un’occasione per sviluppare relazioni, consolidare la propria immagine e costruire un progetto sportivo sostenibile nel tempo.
L’inchiesta affronta una questione che riguarda da vicino l’intero movimento: quali strumenti hanno oggi a disposizione i giovani per trovare sostegno? E quanto conta la capacità di presentare un progetto credibile, oltre al valore dimostrato in prova speciale?
Sono interrogativi che meritano attenzione soprattutto in una disciplina nella quale il passaggio dalle categorie propedeutiche alle vetture più competitive comporta spesso un aumento significativo delle spese.
Dalle 52 classi a un massimo di 8: come?
Tra i temi affrontati da TuttoRally c’è anche una proposta rivolta ad ACI Sport per rivedere il sistema delle classi delle vetture.
L’idea è quella di ridurre le attuali 52 classi a un massimo di otto, con l’obiettivo di rendere nuovamente più vivaci e comprensibili le lotte per la vittoria di categoria.
La frammentazione delle classifiche è un argomento che interessa direttamente concorrenti e appassionati. Quando le categorie diventano molto numerose, il confronto sportivo rischia di perdere parte della propria immediatezza. Le classifiche possono presentare gruppi ristretti di vetture e competizioni nelle quali il numero dei rivali effettivi è limitato.
Una razionalizzazione delle classi potrebbe favorire confronti più ampi, purché le vetture riunite nella stessa categoria siano sufficientemente omogenee sotto il profilo tecnico e prestazionale. È questo uno degli aspetti che dovrebbe essere valutato nella definizione di qualsiasi nuova struttura regolamentare.
La proposta punta inoltre a contrastare la proliferazione dei trofei monomarca e delle classifiche strettamente legate a singoli modelli o gruppi di vetture. L’obiettivo dichiarato è riportare al centro il confronto tra concorrenti, favorendo categorie capaci di coinvolgere un numero maggiore di equipaggi.
Si tratta di una proposta che apre una discussione sul modo in cui il rallismo nazionale organizza le proprie classifiche e valorizza i risultati. Un eventuale cambiamento richiederebbe naturalmente un’analisi tecnica approfondita, per evitare che una semplificazione numerica produca categorie troppo eterogenee.
Anticipazioni esclusive sul futuro del Mondiale
Il numero di settembre riserva spazio anche al futuro del World Rally Championship. TuttoRally anticipa in esclusiva le decisioni del Promoter sul destino del campionato, uno degli argomenti più rilevanti per gli equilibri del rallismo internazionale.
Le scelte relative al WRC possono avere conseguenze che vanno oltre il calendario e la formula delle singole gare. Possono incidere sulle strategie dei costruttori, sulle prospettive dei team, sulle opportunità per i piloti e sull’intero sistema che sostiene la competizione.
Il futuro del Mondiale rappresenta infatti un tema centrale per chi segue l’evoluzione tecnica e commerciale della disciplina. Ogni decisione deve confrontarsi con la necessità di mantenere elevato l’interesse sportivo, contenere i costi e assicurare una prospettiva credibile alle squadre coinvolte.
L’anteprima proposta dalla rivista si inserisce in questo scenario e offre ai lettori un approfondimento sulle decisioni che riguardano il percorso del campionato. Per conoscere nel dettaglio i contenuti e le implicazioni delle scelte annunciate, il riferimento resta l’analisi pubblicata nel fascicolo.
Barum Rally, il fascino della sfida europea
Tra gli appuntamenti sportivi raccontati nel numero trova spazio anche il Barum Rally, una delle gare più riconoscibili del panorama europeo.
La prova ceca rappresenta un riferimento importante per l’ERC, il Campionato europeo rally. Le sue strade, il contesto tecnico e la particolare atmosfera che accompagna l’evento contribuiscono a renderla una tappa di grande interesse per equipaggi e appassionati.
Il Barum è una competizione nella quale la capacità di interpretare il percorso assume un peso determinante. Le condizioni della strada, le caratteristiche delle prove e la necessità di mantenere precisione e ritmo rendono la gara un banco di prova impegnativo.
TuttoRally dedica spazio a quella che presenta come la più bella gara dell’ERC, raccontandone i contenuti sportivi e il valore all’interno della stagione europea. Un approfondimento che affianca le inchieste tecniche e regolamentari alla dimensione più direttamente legata alla competizione.
Franco Peirano, Miki Biasion e gli altri protagonisti
Il fascicolo propone anche una serie di incontri con personaggi che hanno contribuito, in modi diversi, alla storia e all’attualità del rallismo.
La rubrica “4 chiacchiere con” è dedicata a Franco Peirano. Uno spazio che porta il lettore a conoscere più da vicino il protagonista dell’intervista, attraverso un confronto che si aggiunge agli approfondimenti del numero.
Tra le altre interviste figurano quelle a Miki Biasion, Mauro Atzei e Fabrizio Caveglia. Nomi che contribuiscono a comporre un quadro articolato del mondo dei rally, tra esperienze, competenze e prospettive differenti.
Le interviste affiancano le inchieste e gli speciali sportivi, offrendo ulteriori chiavi di lettura per comprendere le persone che operano nel settore e il percorso attraverso il quale il rallismo si è sviluppato.
Tutti i campionati, dal Mondiale alla Coppa Italia
Come di consueto, il numero di settembre dedica un’ampia sezione ai campionati rally. La copertura si estende dal Mondiale fino alla Coppa Italia, con l’obiettivo di seguire i diversi livelli della disciplina e le competizioni che animano la stagione.
Il panorama del rallismo non si esaurisce infatti nelle gare internazionali. Accanto al WRC e all’ERC esiste una rete articolata di campionati nazionali e appuntamenti territoriali che coinvolge equipaggi, organizzatori, preparatori e appassionati.
Seguire queste competizioni significa raccontare anche la base sportiva del movimento, dove si formano nuovi talenti e si consolidano esperienze che possono aprire la strada a programmi più ambiziosi.
Il fascicolo completa così il proprio percorso editoriale con una panoramica dei risultati e delle sfide che caratterizzano la stagione, mantenendo insieme il racconto dei grandi campionati e quello delle gare che alimentano la passione per i rally.
La storia e le storie. E le auto storiche
L’ultima grande area tematica è dedicata al rallismo storico. Una sezione che raccoglie storie, ricordi, protagonisti e competizioni legate alle vetture che hanno segnato le diverse epoche della disciplina.
La sezione dedicata alle storiche completa un numero che alterna attualità, analisi tecnica, proposte regolamentari e memoria sportiva.
TuttoRally di settembre 2026 si presenta così come un giornale costruito a misura di “rallysta doc”, attorno alle questioni che possono incidere sul futuro della disciplina. Dalla velocità delle vetture ai costi delle Rally2, dal lavoro necessario per realizzare un road book alle difficoltà dei giovani nella ricerca degli sponsor, fino alla proposta di riduzione delle classi e alle anticipazioni sul WRC.
Accanto alle inchieste trovano spazio le interviste, i campionati, il Barum Rally e il mondo delle auto storiche. Un insieme di contenuti che affronta il rallismo nelle sue diverse dimensioni: sportiva, tecnica, economica, organizzativa e culturale.








