WRC – Neuville attacca Hankook dopo la Grecia
ll Campione del mondo critica duramente le prestazioni degli pneumatici coreani dopo una serie di forature in Grecia. Katsuta invita alla calma, mentre l’azienda respinge le accuse.
Ennesimo week end amaro per Thierry Neuville in questa stagione. Il Campione del mondo in carica ha visto svanire ogni possibilità di vittoria all’Acropolis Rally a causa di tre forature, una delle quali mentre era al comando della gara. Una situazione che ha mandato su tutte le furie il pilota Hyundai, costretto a chiudere solo in quinta posizione. Al termine della gara, Neuville ha puntato il dito contro Hankook, il nuovo fornitore di pneumatici del Mondiale, che da quest’anno ha preso il posto di Pirelli.
“Abbiamo perso un ottimo risultato a causa dei pneumatici. Non si tratta solo di forature, c’è qualcosa di più profondo da indagare. Hankook deve migliorare: non sono all’altezza del WRC.” Secondo il belga, le problematiche non si limitano a semplici danni da impatto. “Una gomma aveva un problema alla spalla, un’altra un piccolo foro. La terza, invece, perdeva pressione senza alcun danno visibile. L’aria usciva durante la prova e alla fine non c’era nemmeno un buco nel pneumatico. Questo tipo di inconvenienti non dovrebbe verificarsi a questi livelli.” Neuville ha parlato anche di possibili errori durante il montaggio delle gomme: “C’erano danni interni causati, secondo noi, dal montaggio sul cerchio. Anche se il pneumatico non era forato, perdeva comunque aria. È inaccettabile in un Campionato del mondo.”
Anche Takamoto Katsuta, pilota Toyota, ha lamentato situazioni simili, pur adottando un tono decisamente più cauto e diplomatico rispetto a quanto fatto dal pilota belga. “Sembrava una lotteria – ha detto il pilota nipponico–. Alcuni piloti hanno avuto forature senza aver colpito nulla di particolare. Io stesso non ho sentito impatti durante la Power Stage. Sarebbe molto importante per tutti, capire quanto successo per far in modo che questo problema poi non si ripresenti.
Katsuta, tuttavia, ha mantenuto la via della diplomazia, tenendo un tono polemico basso e ha preferito non alimentare la polemica, come fatto invece dal collega: “So che Hankook sta lavorando duramente per migliorare, non voglio criticare il loro impegno. Ma è frustrante perdere tempo e dunque posizioni in classifica e opportunità di portare a casa risultati importanti in questo modo. Serve uno sforzo da entrambe le parti.”
A rispondere alle critiche è stato Steven Cho, rappresentante Hankook per il WRC. In un’intervista a DirtFish, ha chiarito la posizione del marchio coreano: “Comprendiamo la frustrazione dei piloti. L’Acropolis è uno degli eventi più duri della stagione, e quest’anno è stato particolarmente impegnativo. Tuttavia, dopo un’analisi dettagliata con gli ingegneri Hyundai, possiamo escludere problemi di montaggio o difetti di fabbrica.” Cho ha assicurato che il costruttore sta analizzando ogni dato raccolto e continuerà a lavorare in stretta collaborazione con team e piloti: “Prendiamo sul serio ogni feedback e lo useremo per migliorare ulteriormente i nostri pneumatici.”
Al di là delle inevitabili tensioni emerse a caldo, il caso del Rally dell’Acropoli solleva un tema importante nel contesto del WRC: l’affidabilità e la qualità dei materiali in condizioni estreme come quelle trovate in Grecia e in precedenza in Sardegna. Il percorso di sviluppo è inevitabilmente fatto anche di difficoltà, soprattutto in una stagione così competitiva e in contesti così impegnativi come l’Acropoli. Resta ora da vedere come Hankook saprà rispondere sul piano tecnico e come i team gestiranno questo tipo di problematiche nei prossimi appuntamenti del calendario, che comunque si annunciano meno duri rispetto al trittico Portogallo, Sardegna e Acropolis. L’obiettivo comune deve rimanere uno solo: garantire il massimo livello di competizione, sicurezza e prestazioni nel rispetto del prestigio e delle esigenze del campionato.







