WRC – Il carburante TotalEnergies manda in crisi il WRC
Dopo il fallimento di P1 Fuels, l’arrivo di TotalEnergies porta con sé gravi problemi tecnici al Rally dell’Acropoli. La FIA indaga.
Il WRC ha dovuto affrontare un imprevisto importante: in seguito al fallimento del precedente fornitore di carburante P1 Performance Fuels, la francese TotalEnergies è intervenuta come nuovo partner tecnico per garantire la continuità della stagione. Tuttavia, il debutto del nuovo carburante al Rally dell’Acropoli, in Grecia, si è trasformato in un vero e proprio caos che ha creato enormi problemi e mandato in fumo il lavoro di equipaggi e Team.
Il composto fornito da TotalEnergies, sviluppato con una miscela di componenti sintetici e bio, ha infatti causato problemi a diversi team, compromettendo le prestazioni e la sicurezza delle vetture. Il team più colpito è stato M-Sport Ford, che ha dovuto affrontare numerosi guasti ai serbatoi del carburante. Martins Sesks ha dovuto fermarsi per una sostituzione del serbatoio, e poco dopo anche il compagno di squadra Josh McErlean si è trovato nella stessa situazione. In mancanza di pezzi di ricambio, la sua auto è stata adattata con il serbatoio della vettura di Jourdan Serderidis, che si era ritirato in precedenza per un’intossicazione alimentare.
Il danno più pesante è toccato a Grégoire Munster, che stava disputando un’ottima gara fino a sabato sera quando occupava una onorevolissima sesta piazza assoluta, il lussemburghese è stato costretto al ritiro per un guasto tecnico riconducibile nuovamente al serbatoio. A quel punto, il team non disponeva più di alcun ricambio e ha dovuto fermare definitivamente la vettura del lussemburghese, con non poche recriminazioni.
“Ci sono situazioni fuori dal nostro controllo che hanno rovinato il nostro weekend – ha dichiarato Richard Millener, team principal di M-Sport, ai microfoni di RallyJournal.com -. La FIA ha confermato che ci sono anomalie nella fornitura del carburante e ha già avviato un’indagine. È davvero difficile da accettare, soprattutto perché il team non ha alcuna responsabilità su quanto accaduto alle nostre vetture e di conseguenza ai nostri equipaggi. Anche Martins ha avuto problemi, e pare che tutti i team hanno affrontato problemi sul fronte di problemi col carburante”
Anche Sami Pajari è stato vittima dello stesso tipo di guasto: venerdì è stata osservata una perdita di fluido dalla sua vettura, ma il problema non è stato identificato immediatamente. Solo sabato si è scoperto che si trattava di un difetto al serbatoio, causato anch’esso dal nuovo carburante. Pajari è riuscito a rientrare in gara domenica, ma il danno in termini di classifica era ormai bello che fatto. Anche Toyota ha confermato che la situazione ha riguardato tutte le squadre, il team principal Juha Kankkunen ha spiegato: “Sì, ho sentito che anche altre squadre stanno riscontrando problemi legati al nuovo carburante. Non è una questione di cui mi occupo direttamente, ma so che la FIA è al corrente della situazione e agirà presto”.
Quanto accaduto al Rally dell’Acropoli evidenzia un aspetto spesso trascurato nel motorsport moderno: l’importanza dell’affidabilità tecnica dei fornitori esterni, anche quando si tratta di soluzioni sostenibili. Il passaggio a carburanti alternativi è una scelta inevitabile, in linea con le tendenze ambientali globali e le direttive della FIA. Tuttavia, quanto accaduto in Grecia dimostra che la sostenibilità non può prescindere dalla sicurezza e dall’efficienza meccanica.
Il fatto che più team — e non solo uno — abbiano riscontrato guasti riconducibili direttamente al carburante solleva dubbi non solo sulla qualità del prodotto fornito da TotalEnergies, ma anche sui tempi e le modalità con cui è stato introdotto nel campionato. Un cambio così delicato non può essere gestito in emergenza, e il rischio è che a pagarne le conseguenze siano i team, i piloti e lo spettacolo stesso. La reazione della FIA, che ha già avviato un’indagine, è sicuramente un segnale positivo, ma serviranno azioni concrete e rapide. Il motorsport, per sua natura, è un laboratorio per l’innovazione, ma ogni sperimentazione deve essere testata a fondo prima di entrare in gara. In questo momento critico come quello che sta vivendo ormai da diversi anni il WRC, la priorità dev’essere tutelare l’integrità della competizione e garantire condizioni eque per tutti i partecipanti. Se la situazione non verrà gestita con trasparenza e competenza, il rischio è che a perdere non siano solo i team penalizzati dai guasti, ma la credibilità dell’intero campionato WRC.









