WRC – John Kennard, 66 anni e non sentirli
Nove anni dopo l’ultima apparizione nel Mondiale, il copilota neozelandese rientra nella classe regina con Hyundai Rally1. Un ritorno costruito su esperienza, fiducia reciproca e un legame sportivo lungo quasi vent’anni.
A volte il ritiro non è una linea definitiva, ma una parentesi. Nel Mondiale Rally, quello di John Kennard è diventato quasi un caso emblematico: annunciato, anticipato, rimandato e infine smentito dai fatti. A 66 anni, e a distanza di nove stagioni dall’ultima partenza nella massima categoria, il copilota neozelandese è pronto a tornare nel WRC, affiancando ancora una volta Hayden Paddon.
Secondo quanto riportato da DirtFish, il rientro avverrà nel 2026 all’interno di un programma condiviso con Hyundai Motorsport, che schiererà tre equipaggi sulla terza Hyundai i20 N Rally1. Per Kennard si tratta di un ritorno nel “big league” del Mondiale, che avrebbe dovuto già concretizzarsi nel 2017, quando l’idea era quella di chiudere la carriera proprio al Rally Finlandia, gara simbolica perché coincidente con il suo esordio iridato nel 1985.
Problemi all’anca avevano però anticipato l’uscita di scena, portando all’inserimento di Seb Marshall nel team di Paddon. A questo si sono aggiunti eventi imprevisti – tra cui un incidente nei test e la cancellazione del Rally Australia – che avevano impedito a Kennard di tornare stabilmente nel WRC anche negli anni successivi. Ora, però, le condizioni fisiche e sportive sono tornate ad allinearsi.
Il legame tra Kennard e Paddon affonda le radici nel 2006 e in quasi vent’anni di collaborazione ha prodotto 167 rally disputati insieme e titoli in serie come PWRC, ERC, APRC, campionati nazionali in Nuova Zelanda e Australia. Negli ultimi anni Paddon aveva progressivamente inserito giovani copiloti, come Jared Hudson, ma per affrontare una sfida di questo livello l’esperienza di Kennard è stata considerata un valore aggiunto.
Il rientro avviene in un contesto diverso rispetto all’ultima esperienza nel Mondiale. L’obiettivo non è più la corsa al titolo piloti, ma un contributo mirato al progetto Hyundai, aiutando la squadra nella lotta per il campionato costruttori. In questo quadro, l’affiatamento tra pilota e navigatore diventa un elemento centrale, soprattutto in una categoria come la Rally1 dove l’adattamento è rapido e le variabili tecniche sono numerose.
Kennard non nasconde la consapevolezza della sfida: rientrare su una Rally1 dopo anni di assenza comporta inevitabilmente un periodo di riadattamento. Tuttavia, l’esperienza accumulata e la conoscenza reciproca con Paddon riducono molte incognite operative che normalmente accompagnano i nuovi equipaggi. Un aspetto particolarmente rilevante considerando che, nel 2026, Kennard sarà il copilota più anziano del parco Rally1 con un margine significativo rispetto agli altri concorrenti.
Parallelamente, il ritorno di Kennard si inserisce in un momento di maturazione sportiva per Paddon. I risultati ottenuti negli ultimi anni fuori dal WRC hanno evidenziato un approccio più razionale alla gestione delle gare e dei campionati, privilegiando la strategia e la continuità rispetto alla ricerca del risultato a ogni costo. Un’evoluzione che rende il binomio ancora più solido in vista di un programma parziale ma altamente competitivo.
Il primo appuntamento confermato per il nuovo corso sarà il Rallye Monte-Carlo, gara che segnerà ufficialmente il ritorno di Kennard nella massima serie. Se e quando arriverà il momento di un addio definitivo resta una questione aperta, ma una cosa appare chiara: questo rientro rappresenta una chiusura di cerchio molto più coerente e significativa rispetto a quella immaginata quasi dieci anni fa.









