WRC – Neuville: “Situazione difficile, ma non mi arrendo”
Il campione del mondo 2024 conferma ulteriormente le difficoltà dopo Monte-Carlo e Svezia, che hanno fatto sprofondare definitivamente Hyundai in una crisi di cui non si vede la fine e che la costringono ad inseguire, ricordando con nostalgia le stagioni corse da campioni del mondo.
Il 2026 di Thierry Neuville è iniziato nel peggiore dei modi. Dopo il titolo mondiale conquistato nel 2024, il pilota belga sta attraversando una delle fasi più complicate degli ultimi anni, tra risultati deludenti e una competitività che fatica a emergere. Al Rallye Monte-Carlo ha chiuso soltanto quinto, lontanissimo dalle Toyota che hanno monopolizzato le posizioni di vertice. Ancora più difficile il weekend al Rally Sweden, concluso al settimo posto, alle spalle anche dei compagni di squadra Adrien Fourmaux ed Esapekka Lappi.
I numeri raccontano una superiorità netta della Toyota Gazoo Racing WRT: primi quattro posti in entrambe le gare stagionali e 27 prove speciali vinte contro le appena 4 conquistate dalla Hyundai Shell Mobis WRT. Tutti e cinque i piloti Toyota hanno già firmato almeno una speciale, mentre Hyundai appare in evidente affanno tecnico. In Svezia, Neuville ha pagato una vettura poco reattiva e meno competitiva rispetto alla concorrenza. Il belga non si nasconde e affronta il momento con grande onestà: «Non c’è bisogno di dire quanto sia difficile la situazione, sono certo che tutti se ne siano accorti. Non voglio arrendermi però, anche se ammetto che è complicato restare motivati. Stiamo lavorando sodo tutti assieme, noi equipaggi e il team».
Il campione del mondo della stagione 2024 ha sottolineato come, almeno dal punto di vista personale, i progressi non siano stati evidenti: «In Svezia la situazione è addirittura peggiorata. Per quanto riguarda la mia prestazione, non sono migliorato affatto. Tuttavia dobbiamo continuare a lottare e a lavorare, mettendo in campo tutte le nostre energie. È nostro dovere provarci». Un’ammissione lucida, che racconta anche il peso psicologico di un momento così delicato: «Nonostante tutto sono ancora motivato ogni volta che corro un rally. Non è facile, e quando ti rendi conto che qualcosa non funziona diventa tutto più pesante e frustrante, ti costa tante energie. Poi, una volta accettata la situazione, la frustrazione si attenua e l’unica cosa da fare è continuare a lavorare e cercare di migliorarci».
Ora lo sguardo è rivolto al Safari Rally Kenya, una delle gare più dure e selettive del mondiale. In Kenya, negli ultimi anni, Neuville e Hyundai non hanno raccolto grandi soddisfazioni, ma proprio il Safari potrebbe rappresentare l’occasione per cambiare inerzia a una stagione partita in salita. Servirà concretezza, affidabilità e una risposta tecnica immediata.









