WRC Promoter: si riapre la partita?
Le prossime settimane saranno cruciali: difficile (ma non impossibile) – a questo punto – che un nuovo Promoter entri in corsa con la stagione 2026 già iniziata, possibile che si arrivi ad assegnare i diritti nei prossimi mesi e la svolta avvenga il prossimo anno in concomitanza con il varo dei nuovi regolamenti.
Il Rallye Monte-Carlo doveva essere il luogo ed il momento per annunciare il nuovo Promoter WRC destinato a raccogliere il testimone dalla WRC Promoter GmbH, società con sede a Monaco di Baviera e di proprietà di Red Bull e KW25, che gestisce tutti gli aspetti commerciali, televisivi promozionali del WRC e dell’ERC e che vuol farsi da parte nonostante il contratto preveda ancora 7 anni. Ed invece è ancora tutto in alto mare. Perché? La FIA vuole vederci chiaro. A questo punto è necessario riavvolgere il nastro.
A metà 2024 la banca d’investimento JP Morgan viene incaricata di indagare se ci sono realtà interessatee ad acquistare – il valore stimato è di 500 milioni di euro – i diritti commerciali del WRC. Nei mesi successivi si delineano quattro possibili acquirenti: un gruppo a forte trazione italiana guidata da Lorenzo Bertelli, un fondo d’investimento spagnolo, il gruppo televisivo DAZN ed un gruppo francese che ha come capofila Eric Bouillier, in passato presidente di Lotus F1 Team e Direttore Sportivo della McLaren e dal 2020 Amministratore Delegato della società che ha organizzato il GP di Formula 1 in Francia sul circuito di Le Castellet fino al 2022.
Sono proprio i francesi, con un’offerta che ci risulta di circa 380 milioni di euro ad aggiudicarsi l’appalto. Ad appoggiare il progetto di Bouillier (che non ha mai avuto legami con il mondo dei rally) c’è – secondo quanto abbiamo appreso – la holding francese Cosmobilis Group, leader nel settore della distribuzione automobilistica e dei servizi di mobilità in Europa con un fatturato di circa 2,4 miliardi di euro. In particolare si occupa di vendita e distribuzione di veicoli nuovi e usati tramite sedi fisiche (BymyCAR, primo gruppo di distribuzione in Francia con oltre 22 marchi) e digitali (Elite Auto, Proxauto), di noleggio auto (UCAR e GOA), di scuola guida online (En Voiture Simone) e car-sharing (Marcel) oltre che di soluzione digitali (attraverso bee2link group) legate al settore automotive.
Il gruppo ha sede a Parigi, opera in diversi paesi (Italia compresa dove con il marchio BymyCAR ha rilevato di recente le concessionarie BMW a Milano) ed è guidato da Carlos Gomes mentre tra i proprietari figura Jean Louis Mosca che trent’anni fa diede il via a tutto aprendo una concessionaria Fiat ad Albertville, località turistica sulle Alpi francesi, e padre di Adrien, 24 anni il prossimo marzo, che nel 2025 ha corso con una Citroën C3 Rally2 della Sarrazin Motorsport nei campionati francesi, debuttando nel WRC al Rally dell’Arabia Saudita. L’annuncio del nuovo Promoter sarebbe dovuto arrivare a novembre, in occasione del Consiglio Mondiale FIA che ha rieletto Mohamed Ben Sulayem alla presidenza, ma slitta più avanti.
Le settimane passano ed anziché l’annuncio arriva la convocazione di Bouillier a Monte-Carlo nei giorni del rally che ha aperto la stagione 2026. Secondo quanto risulta a TR, l’incontro è stato voluto dalla FIA intenzionata a capire nei dettagli la “forza” della (o delle) società che sostengono Bouillier sia dal punto di vista organizzativo e tecnologico sia, se non soprattutto, dal punto di vista economico. Da una parte c’è la Federazione che vuole assolutamente il rilancio del Mondiale Rally dall’altra parte il Promoter “in pectore” che sembra interessato ad entrare nel WRC per usarlo come “testa di ponte” per ampliare su altri mercati, specialmente quello cinese, le proprie attività legate al settore automobilistico.
A questo punto, per comprendere pienamente il contesto, bisogna ricordare due fallimenti che hanno interessato direttamente il WRC, situazioni che la FIA non vorrebbe ripetere. Nel 1999 la International Sportsworld Communicators (ISC) di Bernie Ecclestone affidò la produzione delle immagini del WRC agli spagnoli di MediaPro ma, già dopo il “Monte”, la ISC decise di produrre in proprio le immagini. L’anno dopo i diritti passarono a David Richards, all’epoca “boss” di Prodrive e del Subaru World Rally Team, che affidò la parte operativa alla britannica North One che fallì nel 2011.
Dopo l’interregno (2012) di Eurosport, dal 2013 i diritti del Mondiale sono di WRC Promoter GmbH. Il secondo fallimento è più recente: a marzo dello scorso anno la tedesca P1 Performance Fuels, fornitrice del carburante sostenibile per il WRC dal 2022, finisce in amministrazione controllata costringendo la FIA ad appaltare in fretta e furia il servizio a Total Energies. Chiaramente la Federazione vorrebbe evitare questo scenario per una questione d’immagine alla vigilia del lancio dei nuovi regolamenti 2027 ed anche per evitare di affossare ulteriormente il WRC che sta vivendo il suo momento più basso nella storia.
L’incontro di fine gennaio nel Principato non ha portato ad un accordo né sembra aver dissipato i dubbi di Ben Sulayem e dei suoi collaboratori. Uno stallo che lascia nell’incertezza anche alcuni attori del WRC che, in caso di via libera, lascerebbero la propria posizione per collaborare con Bouillier. La FIA a questo punto avrebbe, a quanto ci risulta, contattato la “cordata Bertelli” (chiamiamola così per semplicità) chiedendo di alzare l’offerta formulata inizialmente – pari a circa 320 milioni – per pareggiare o quasi quella del “gruppo Bouillier” ed affidare agli italiani la promozione del WRC. Come si vede, la situazione è in alto mare ed al momento non si vede un porto sicuro verso cui dirigersi.
Le prossime settimane saranno cruciali: difficile (ma non impossibile) – a questo punto – che un nuovo Promoter entri in corsa con la stagione 2026 già iniziata, possibile che si arrivi ad assegnare i diritti nei prossimi mesi e la svolta avvenga il prossimo anno in concomitanza con il varo dei nuovi regolamenti.
Tratto da TuttoRally di febbraio 2026









