F1, Arvid Lindblad: “Il rally mi piace, vorrei provare”
A Goodwood, per Lindblad si è trattato del primo vero contatto con una vettura del Campionato del Mondo Rally e con una specialità diversa da quella dei circuiti. Oltre a guidare la Puma Rally1, il pilota britannico di F1 ha affiancato Armstrong lungo il percorso sterrato allestito all’interno della manifestazione.
Arvid Lindblad guarda già oltre il proprio futuro in Formula 1 e non nasconde una curiosità crescente nei confronti del mondo dei rally. Il giovane talento della Racing Bulls, appena diciottenne, ha infatti rivelato che gli piacerebbe cimentarsi nelle competizioni su strada una volta conclusa la propria carriera nella massima categoria automobilistica. Un interesse rafforzato dall’esperienza vissuta durante il Goodwood Festival of Speed, dove ha avuto l’opportunità di mettersi al volante della Ford Puma Rally1 di M-Sport, abitualmente affidata al pilota britannico Jon Armstrong.
Per Lindblad si è trattato del primo vero contatto con una vettura del Campionato del Mondo Rally e con una disciplina profondamente diversa da quella dei circuiti. Oltre a guidare la Puma Rally1, il pilota britannico ha anche affiancato Armstrong lungo il percorso sterrato allestito all’interno della celebre manifestazione inglese, vivendo in prima persona le sensazioni offerte da una vettura di vertice del WRC.
L’impatto è stato immediato. Lindblad ha definito l’esperienza straordinaria, ringraziando Armstrong e tutto il team M-Sport per l’opportunità ricevuta. Pur essendo abituato alle elevatissime velocità della Formula 1, il giovane pilota ha ammesso di essersi trovato completamente fuori dalla propria zona di comfort durante il giro da passeggero. Ha spiegato di non essersi sentito spaventato, ma di essere rimasto profondamente colpito dall’intensità della guida sui fondi a bassa aderenza, sottolineando quanto questa disciplina sia differente rispetto a quella praticata abitualmente sui circuiti.
Secondo Lindblad, soltanto vivendo direttamente l’esperienza è possibile comprendere davvero il livello richiesto ai piloti del Mondiale Rally. Le immagini televisive e le riprese onboard, a suo giudizio, non riescono infatti a trasmettere la reale velocità con cui le vetture affrontano prove speciali delimitate da alberi, siepi e ostacoli naturali. Da vicino tutto appare molto più rapido e impegnativo, aumentando notevolmente il rispetto nei confronti dei protagonisti della disciplina.
Il pilota Racing Bulls ha inoltre spiegato di essersi avvicinato progressivamente al mondo dei rally negli ultimi tempi. Ha raccontato di aver iniziato a seguirlo con maggiore interesse, imparando a conoscerne meglio le caratteristiche e sviluppando una crescente ammirazione per questo tipo di competizioni. Proprio per questo motivo considera concreta la possibilità di dedicarsi ai rally quando terminerà il proprio percorso in Formula 1.
Lindblad ha sottolineato come questo primo assaggio gli abbia consentito di apprezzare ancora di più il lavoro dei piloti del WRC, ribadendo che la percezione offerta dalle telecamere è molto diversa dalla realtà. La vicinanza agli ostacoli, la velocità e la precisione richiesta per affrontare ogni curva rappresentano elementi che lo hanno particolarmente impressionato.
Anche Jon Armstrong è rimasto favorevolmente colpito dal comportamento del giovane collega proveniente dalla Formula 1. Il pilota M-Sport ha raccontato che Lindblad ha apprezzato enormemente la vettura e l’intera esperienza, lasciando intendere di essere realmente interessato a provare nuovamente i rally in futuro. Armstrong ha precisato che sarà il tempo a stabilire se questo interesse si trasformerà in qualcosa di concreto, ma ha evidenziato quanto sia stato piacevole lavorare con lui, definendolo una persona disponibile e con cui è stato facile instaurare un ottimo rapporto.
Per Armstrong, incontri come questo rappresentano anche un’occasione di scambio tra discipline differenti. Conoscere piloti provenienti dalla Formula 1 permette infatti di creare un collegamento tra mondi spesso separati, alimentando un interesse reciproco che può contribuire ad avvicinare nuovi appassionati sia ai rally sia alle competizioni in circuito.
Il Goodwood Festival of Speed continua così a confermarsi uno dei pochi eventi capaci di riunire protagonisti provenienti da tutte le principali categorie del motorsport. La manifestazione britannica offre regolarmente ai piloti la possibilità di provare vetture molto diverse da quelle utilizzate abitualmente, favorendo il confronto tra discipline e aumentando la visibilità reciproca.
Non è la prima volta che un pilota della Racing Bulls vive un’esperienza di questo tipo. Nell’edizione precedente del Festival, Liam Lawson aveva infatti guidato una Ford Puma Rally1, affiancato dall’altro pilota M-Sport Josh McErlean. Anche in quell’occasione il contatto diretto con una vettura del Mondiale Rally aveva suscitato grande interesse tra gli appassionati.
Lo scorso anno anche Esteban Ocon, allora pilota Haas, aveva avuto modo di provare una Toyota GR Yaris Rally1, confermando come il Goodwood Festival of Speed rappresenti una vetrina privilegiata per mostrare le potenzialità delle vetture del WRC a piloti provenienti da altre categorie.
Durante tutto il fine settimana Armstrong ha cercato di sfruttare questa occasione anche per promuovere il rally davanti a un pubblico molto ampio e variegato. Il britannico ha spiegato che è fondamentale continuare a far crescere la popolarità della disciplina e che segnali incoraggianti stanno arrivando soprattutto dal Regno Unito, dove l’interesse verso il rally sembra essere in aumento.
Per questo motivo, durante le esibizioni sulla celebre salita di Goodwood, Armstrong ha volutamente cercato di rendere la guida il più spettacolare possibile, portando spesso la vettura in derapata per evidenziare il carattere dinamico delle Rally1. A suo giudizio, il rally deve distinguersi anche attraverso lo spettacolo, mostrando al pubblico quanto siano spettacolari queste vetture quando vengono guidate al limite dell’aderenza, a differenza della guida più pulita tipica delle competizioni in circuito.
Secondo Armstrong, manifestazioni come il Goodwood Festival of Speed rappresentano uno strumento prezioso per continuare a promuovere il Campionato del Mondo Rally, permettendo a migliaia di spettatori di osservare da vicino le vetture, ascoltarne il suono e comprendere meglio le straordinarie capacità richieste ai piloti che affrontano le prove speciali del mondiale









