WRC – Rumors: il Gruppo VW pensa ad un kit e alla Polo
Molto dipenderà dal grado di accettazione delle nuove regole da parte dei Costruttori e degli altri attori del settore. Se il regolamento riuscirà a soddisfare le esigenze dei marchi automobilistici e degli operatori del mondo dei rally, il mondiale potrebbe infatti aprire una nuova fase caratterizzata da maggiore competitività e da una presenza più ampia di Costruttori.
Le future normative del World Rally Championship previste per il 2027 rappresentano uno dei passaggi più delicati e determinanti per il futuro della disciplina. Le regole sono ancora in fase di definizione da parte della Fédération Internationale de l’Automobile, ma è già evidente come questo cambiamento regolamentare possa segnare una svolta per l’intero campionato.
Secondo diversi osservatori del settore, il nuovo quadro tecnico potrebbe consentire al mondiale rally di uscire dalla fase di stagnazione vissuta negli ultimi anni. Non si tratta necessariamente di un cambiamento destinato a produrre effetti immediati già nella stagione di debutto del 2027, ma piuttosto di un processo che potrebbe ridisegnare progressivamente gli equilibri tecnici e sportivi del campionato.
Molto dipenderà dal grado di accettazione delle nuove regole da parte dei costruttori e degli altri attori del settore. Se il regolamento riuscirà a soddisfare le esigenze dei marchi automobilistici e degli operatori del mondo dei rally, il mondiale potrebbe infatti aprire una nuova fase caratterizzata da maggiore competitività e da una presenza più ampia di costruttori.
In questo contesto si inseriscono anche le discussioni sul possibile ruolo del gruppo Volkswagen nel futuro del campionato, con particolare attenzione alle strategie di Škoda Auto e della sua divisione sportiva.
Il ruolo di Skoda Motorsport
Tra i protagonisti che stanno osservando con attenzione l’evoluzione del regolamento 2027 figura infatti Škoda Motorsport, struttura che negli ultimi anni ha consolidato una posizione centrale nel panorama dei rally internazionali.
Le dichiarazioni rilasciate da Michal Hrabánek, responsabile della divisione sportiva della casa ceca, rappresentano uno dei primi segnali concreti dell’interesse del marchio nei confronti del futuro regolamento. In un’intervista alla rivista specializzata Motorsport Aktuell, il dirigente ha spiegato che l’azienda sta analizzando attentamente le nuove norme tecniche.
Secondo Hrabánek, l’impegno di Škoda nei rally rimane comunque una priorità strategica per il marchio. Il dirigente ha ricordato come questa disciplina faccia parte integrante dell’identità della casa automobilistica, sottolineando che i rally rappresentano un elemento fondamentale del DNA sportivo dell’azienda.
In quest’ottica la casa di Mladá Boleslav intende proseguire lo sviluppo della propria vettura di riferimento, confermando la volontà di presentarsi alla stagione 2027 con il modello attuale. La filosofia della struttura ceca rimane dunque quella di continuare a migliorare una piattaforma tecnica che negli ultimi anni ha dimostrato prestazioni elevate su ogni tipo di superficie.
Il successo della Fabia RS Rally2
Il modello di punta della casa ceca nel panorama rally è la Škoda Fabia RS Rally2, una vettura che negli ultimi anni ha conquistato una posizione di assoluto riferimento nella categoria Rally2.
Secondo quanto sottolineato dallo stesso Hrabánek, il modello si distingue per una combinazione di velocità e affidabilità che lo rende competitivo su ogni tipo di fondo, dalle strade asfaltate ai percorsi sterrati. Proprio queste caratteristiche hanno contribuito a trasformarlo nella vettura Rally2 più venduta al mondo.
Il successo commerciale e sportivo della Fabia rappresenta uno degli elementi centrali della strategia di Škoda nel mondo dei rally. Grazie alla diffusione globale del modello, il marchio è riuscito infatti a costruire una rete di team clienti estremamente ampia e a consolidare la propria presenza in numerosi campionati nazionali e internazionali.
Per questo motivo la casa ceca ha già confermato l’intenzione di affrontare la stagione 2027 continuando a sviluppare questo progetto tecnico. L’obiettivo è quello di mantenere il modello competitivo e aggiornato, adattandolo alle future esigenze regolamentari.
Skoda come centro del gruppo Volkswagen
All’interno del Volkswagen Group, la casa di Mladá Boleslav ricopre già oggi un ruolo particolarmente importante nel settore dei rally. Škoda viene infatti considerata il centro di eccellenza del gruppo per quanto riguarda lo sviluppo delle vetture da competizione destinate a questa disciplina.
Secondo lo scenario ipotizzato da alcuni osservatori, il marchio potrebbe assumere un ruolo ancora più centrale nel caso in cui il gruppo decidesse di rafforzare la propria presenza nel mondiale rally. L’idea sarebbe quella di affidare a Škoda lo sviluppo del pacchetto tecnico di base.
Questo kit comprenderebbe gli elementi principali della vettura da competizione: telaio, sospensioni, trasmissione e il motore turbo da 1.6 litri ottimizzato. Una volta sviluppata questa base tecnica, la struttura potrebbe essere utilizzata per creare modelli con carrozzerie differenti.
In questo modo più marchi del gruppo Volkswagen potrebbero partecipare ai rally condividendo la stessa architettura tecnica ma mantenendo identità stilistiche diverse. Si tratterebbe di una strategia capace di ridurre i costi e allo stesso tempo garantire una presenza più ampia del gruppo nelle competizioni.
Le possibili carrozzerie e i marchi coinvolti
Nel progetto ipotizzato, la base tecnica sviluppata da Škoda potrebbe essere utilizzata su diversi modelli appartenenti ai marchi del gruppo Volkswagen.
Il riferimento principale rimarrebbe naturalmente la Fabia, che rappresenta oggi il modello di maggior successo nel panorama Rally2. Accanto a questa vettura potrebbe tuttavia comparire anche una versione da competizione della Volkswagen Polo, che segnerebbe un ritorno significativo del marchio tedesco nei rally.
Un’altra possibilità riguarda il coinvolgimento del marchio sportivo Cupra. In questo caso i modelli presi in considerazione potrebbero essere vetture come Ibiza o Leon, utilizzate per rafforzare l’immagine dinamica e giovane del brand spagnolo.
Una presenza multipla di marchi appartenenti allo stesso gruppo automobilistico consentirebbe al Volkswagen Group di avere un ruolo molto più visibile nel mondiale rally. Inoltre la condivisione della stessa base tecnica permetterebbe di distribuire i costi di sviluppo tra diversi progetti.
Il possibile avvicinamento tra Rally1 e Rally2
Uno degli aspetti più interessanti del futuro regolamento riguarda il possibile avvicinamento tra le vetture della classe regina e quelle della categoria Rally2.
Secondo le ipotesi discusse nel settore, la differenza tra le due categorie potrebbe ridursi in modo significativo con l’entrata in vigore delle nuove norme. Questo scenario rappresenterebbe un vantaggio importante per costruttori come Škoda, che hanno costruito il proprio successo proprio nello sviluppo di vetture Rally2.
Nel caso della Fabia RS Rally2, l’adattamento alle future specifiche tecniche potrebbe richiedere soltanto un pacchetto di aggiornamenti mirati. Tra questi figurerebbero un restrittore dell’aria di dimensioni maggiori e un’aerodinamica più aggressiva, modifiche che consentirebbero alla vettura di competere anche per le vittorie assolute.
Una soluzione di questo tipo permetterebbe di sfruttare una base tecnica già consolidata, riducendo al tempo stesso i costi di sviluppo necessari per affrontare la nuova era regolamentare del mondiale rally.
Il modello economico dei rally clienti
Un altro elemento centrale nella strategia di Škoda riguarda il modello economico su cui si basa la sua attività sportiva. A differenza di altri costruttori impegnati direttamente con squadre ufficiali, la casa ceca ha costruito la propria presenza nei rally attraverso la vendita di vetture da competizione ai team privati.
Questo approccio ha consentito al marchio di trasformare la propria attività sportiva in un modello sostenibile dal punto di vista economico. Ogni nuova vettura venduta rappresenta infatti una fonte di ricavi diretta, mentre i risultati sportivi ottenuti dai team clienti contribuiscono a rafforzare l’immagine del marchio.
Anche altri costruttori hanno sviluppato vetture Rally2, ma la presenza di Škoda in questo settore risale al 2013, un fattore che ha permesso alla casa di accumulare una notevole esperienza e di costruire una rete commerciale molto estesa.
Se le future regole del mondiale dovessero effettivamente trasformare le Rally2 nella base della categoria principale, il marchio ceco si troverebbe in una posizione particolarmente favorevole.
Un futuro ancora da definire
Nonostante le numerose ipotesi e le possibili strategie in discussione, il futuro del mondiale rally resta ancora legato alle decisioni definitive della Fédération Internationale de l’Automobile riguardo al regolamento tecnico del 2027.
Al momento lo scenario più probabile non prevede necessariamente il ritorno di Škoda con una squadra ufficiale nella categoria regina. Piuttosto, la casa ceca potrebbe rafforzare ulteriormente il proprio ruolo come produttore di vetture da competizione destinate ai team clienti.
Un eventuale coinvolgimento di più marchi del gruppo Volkswagen nei rally rappresenterebbe comunque un elemento di grande interesse per il campionato. Tuttavia, almeno per il momento, questa prospettiva rimane più un desiderio o una possibilità futura che un progetto concreto già definito.








