WRC2 – Il progetto di Leo Rossel per il 2026
Dopo una stagione Mondiale di apprendimento specie su terra, il giovane pilota francese rilancia le proprie ambizioni: Monte-Carlo come banco di prova e un programma WRC2 completo nel mirino.
Entrato nel Campionato del Mondo Rally nel 2025, Leo Rossel ha vissuto una stagione intensa, formativa e inevitabilmente contrastata. Un anno che gli ha permesso di misurarsi con l’élite del WRC2, confermando il proprio valore sull’asfalto e affrontando un complesso percorso di crescita sulle prove sterrate. A poche settimane dall’inizio della nuova stagione, il pilota francese traccia un bilancio lucido e guarda già al futuro, con un progetto chiaro: disputare l’intero campionato WRC2 nel 2026.
Il primo appuntamento chiave sarà ancora una volta il Rally di Monte-Carlo, dove Rossel tornerà al volante della Citroën C3 Rally2 grazie al supporto di Stellantis. L’obiettivo è ambizioso ma concreto: replicare il terzo posto conquistato l’anno scorso, risultato che rappresenterebbe una conferma importante. Rossel sa però che il Monte-Carlo resta una delle gare più complesse del calendario, dove la differenza non la fa tanto la vettura quanto la capacità dell’equipaggio di adattarsi a condizioni di aderenza in continua evoluzione. Proprio in questo aspetto il francese riconosce di dover ancora crescere, soprattutto quando il grip cambia improvvisamente all’interno delle speciali.
La gara monegasca segnerà anche l’inizio della collaborazione con 2C Compétition, team di riferimento a livello internazionale. Nonostante la preparazione sia iniziata tardi, la fiducia è totale e i primi test serviranno a creare rapidamente l’intesa tecnica necessaria per affrontare una stagione di alto livello. Guardando oltre il Monte-Carlo, Rossel non nasconde le proprie ambizioni per il 2026. Il progetto è quello di affrontare almeno sette rally, con l’obiettivo di costruire una stagione completa e coerente. La strategia prevede di tornare su gare già affrontate nel 2025, come la Croazia (corsa nonostante fosse valida per il FIA ERC, in ottica 2026), dove l’esperienza accumulata potrà trasformarsi in prestazioni più incisive, soprattutto sull’asfalto, superficie sulla quale il pilota ha già dimostrato di poter competere con i migliori. Alcune tappe, come il Giappone, restano invece difficili da sostenere per motivi economici, mentre il ritorno in Finlandia è considerato fondamentale, trattandosi di una gara in cui l’esperienza è determinante.
Rossel resta realistico: la lotta per il titolo WRC2 assoluto non è ancora un obiettivo immediato. Vincere un campionato richiede successi ripetuti e una maturità che si costruisce nel tempo. Per questo il focus sarà sulla ricerca dei podi e sulla possibilità di giocarsi il campionato Challenger, un traguardo più in linea con la fase attuale della sua carriera. Il bilancio del 2025 è comunque positivo. Rossel ha dimostrato di poter tenere il ritmo dei migliori sull’asfalto, confermando i progressi che lo avevano portato al titolo francese nel 2024. Sulla terra, nonostante qualche difficoltà e alcuni problemi tecnici, i passi avanti sono stati evidenti, anche considerando che la C3 Rally2 non è la vettura più performante su questo fondo. Un aspetto che potrebbe migliorare in futuro con l’evoluzione del progetto tecnico.
Dal punto di vista umano e fisico, il mondiale si è rivelato una sfida totale. I ritmi serrati, la mancanza di recupero e la complessità delle gare hanno messo a dura prova equipaggio e concentrazione. Rally come il Portogallo o le Canarie hanno evidenziato quanto il WRC sia un contesto completamente diverso rispetto ai campionati nazionali, dove la gestione della fatica diventa un fattore determinante tanto quanto la velocità. Tra i momenti più significativi della stagione spiccano l’impatto con la Finlandia, un rally molto duro per chi non è scandinavo, e la lunga battaglia per la vittoria all’Europa Centrale, sfumata solo per un ritiro in trasferimento. Una delusione forte, ma compensata dalla consapevolezza di aver lottato fino in fondo per il successo, dimostrando di poter stare al vertice.
Accanto a Rossel, anche il copilota Guillaume Mercoiret sottolinea quanto questa stagione sia stata fondamentale per la crescita professionale dell’equipaggio. L’esperienza mondiale richiede preparazione totale e anticipo su ogni dettaglio, senza veri momenti di pausa. Le novità regolamentari previste per il 2026, come la possibilità di cambiare motore durante un rally rinunciando ai punti, vengono accolte positivamente perché favoriscono l’apprendimento e riducono il rischio di week end compromessi. Con lucidità e maturità, Rossel conclude ricordando come il mondiale sia una grande opportunità, ma anche una responsabilità verso tutti coloro che lavorano dietro le quinte. Un approccio che racconta bene la crescita di un pilota sempre più consapevole, pronto a trasformare l’esperienza in risultati concreti nel WRC2.








