Mārtiņš Sesks e il peso delle aspettative
Dopo un esordio al di sopra di ogni aspettativa lo scorso anno, il giovane lettone fatica a ritrovare sé stesso. Ma l’Estonia potrebbe essere la chiave per invertire la rotta.
Un anno fa, Mārtiņš Sesks era uno dei nomi più caldi e chiacchierati del panorama del WRC. Il suo debutto tra i grandi, al Rally Poland, fu veramente sorprendente: al volante di una Ford Puma Rally1 senza sistema ibrido, mise subito sotto pressione i piloti di vertice, chiudendo la gara con un clamoroso quinto posto assoluto. Poche settimane dopo, sulle strade di casa della Lettonia, arrivò persino a vincere due prove speciale e a giocarsi il podio contro due icone del WRC, come Sébastien Ogier e Ott Tänak, prima che un guasto tecnico sull’ultima speciale del rally li tolse la meritata soddisfazione di conquistare un terzo posto.
Il suo talento e il suo passo gara però non passò inosservato. Grazie a quel risultato e al suo pool di sponsor, il pilota lettone è riuscito a ottenere un programma parziale per il 2025, supportato in parte, anche dal WRC Promoter. Sembrava l’inizio di una favola. E invece, col passare dei mesi, la narrazione è completamente cambiata. Oggi, a metà stagione, Sesks si trova a fare i conti con una realtà più dura di quella che sicuramente si aspettava a inizio stagione. Eppure la stagione era partita con un bel sesto assoluto in Svezia, successivamente ha affrontato tre rally su terra — Portogallo, Sardegna e Acropoli — e in tutti e tre, qualcosa è andato storto, sempre alla seconda prova speciale: in Portogallo per una foratura, poi un rolled ad alta velocità in Sardegna, infine un’altra foratura in Grecia. Un pattern ripetitivo, quasi simbolico, che ha incrinato non solo i suoi risultati, ma anche la sua sicurezza e le sue certezze.
E proprio la sicurezza mentale ciò che più sembra mancare oggi al pilota lettone, classe 1999. Lo scorso anno, Sesks aveva impressionato non solo per la velocità, ma per la sua straordinaria lucidità mentale. Anche sotto pressione, soprattutto sulle strade di casa, manteneva la calma, scherzava con i media e la WRC TV, restando allo stesso tempo concentrato sull’obbiettivo. Oggi, invece, appare teso, chiuso, talvolta persino scocciato di esser intervistato. A fine Acropoli, le sue parole lasciavano trasparire stanchezza e tantissima frustrazione. Di fronte alla prospettiva dei prossimi rally in Estonia e Finlandia – entrambe gare su strade veloci e scorrevoli, molto simili a quelle su cui ha brillato – non ha mostrato entusiasmo, ma una certa insofferenza. Ha detto chiaramente di non avere più aspettative. Ed è proprio questo che preoccupa: sembra aver perso il controllo su ciò che un tempo dominava con leggerezza.
Eppure, Estonia può essere la sua occasione per ripartire. Conosce bene il terreno, ci ha corso già quattro volte, e ha accumulato esperienza su altri eventi baltici. Le caratteristiche del percorso sono ideali per ritrovare confidenza con la velocità e l’aerodinamica della Puma Rally1. Ma prima ancora di cercare il risultato, dovrà superare quel fatidico stage due e rientrare in sintonia con la macchina, la strada e soprattutto sé stesso. Perché il vero obiettivo, ora, è ritrovare quel Sesks che aveva incantato il mondo solo un anno fa. Non è scomparso. È solo sepolto sotto il peso delle aspettative (forse troppe) e delle difficoltà. Deve solo emergere di nuovo.
Nessuno lo giudica per questi inciampi. Tutti sanno che il talento è ancora lì. Adrien Fourmaux, per esempio, ha vissuto mesi di grande difficoltà e profonda frustrazione prima di resettarsi e rimettersi in linea con le suo reale passo gara. E oggi è tornato protagonista, come dimostrato al recente Acropolis. Sesks può fare lo stesso percorso, serve solo che scatti la scintilla oppure l’episodio che possa riaccendere le certezze ora sepolte del pilota lettone.
L’Estonia potrebbe essere il punto di svolta in positivo oppure (purtroppo) in negativo, al momento per Sesks è fondamentale finire la gara senza problemi per ritrovare fiducia, ritmo e ricostruire la propria identità. E da lì, ricominciare il percorso che aveva iniziato lo scorso anno in Polonia.









