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Rally, WRC

Diretta WRC – Saudi Arabia Rally 2025

Neuville

A Jeddah, dove si svolge l’ultimo atto del WRC che assegnerà il titolo piloti assoluto e quello WRC2 Challenge. La redazione di TuttoRally, come sempre, seguirà in diretta la gara

PS17 Thabhan 2 16.29 km

Thierry Neuville salva la stagione nel modo più inatteso: il belga della Hyundai ha conquistato in Arabia Saudita la sua unica vittoria dell’anno, al termine di un rally segnato da continui colpi di scena. In mezzo a forature, errori e penalità, Neuville è stato l’unico tra i big a evitare problemi gravi, aggiudicandosi così un successo prezioso.

Alle sue spalle chiude Adrien Fourmaux, penalizzato ieri di un minuto quando sembrava lanciato verso la prima vittoria in carriera. Terza piazza per il nuovo Campione del mondo Sebastien Ogier.

Solo sesto al traguardo, Elfyn Evans vede sfumare il titolo mondiale per appena quattro punti. Il gallese, in testa al campionato sin dalla seconda prova in Svezia, ha provato a reagire nell’ultima speciale dell’anno, firmando nettamente il miglior tempo, ma ormai era troppo tardi.

La Power Stage ha visto il successo di Evans, davanti di 7,2 a Ogier, terza piazza per Tanak che precede Rovanpera. Quinto Takamoto Katsuta davanti a Neuville che non ha preso rischi per non gettare al vento la vittoria assoluta nella gara saudita.

Ogier campione!

Il deserto saudita ha consacrato Sébastien Ogier campione del mondo rally per la nona volta. Anche se la classifica finale dell’ultima speciale deve ancora essere formalizzata per via delle vetture che non hanno completato l’intera prova, una cosa è ormai certa: nessuno potrà più scalfire il nuovo trionfo del fuoriclasse francese.

Un risultato che riscrive ancora una volta la storia del WRC, al termine di un weekend ricco di tensione, colpi di scena e momenti destinati a restare impressi nella memoria degli appassionati.

In una giornata segnata da forature, errori e continui colpi di scena tra i principali protagonisti, Ogier ha costruito il suo titolo con la consueta lucidità. Senza lasciarsi coinvolgere nel vortice degli imprevisti che ha rallentato gran parte del gruppo, il francese ha corso con la freddezza che lo contraddistingue, portando a casa i punti necessari per completare un’altra stagione da incorniciare.

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Questo nono titolo iridato lo proietta ancora più in alto nella legenda del rally moderno, in un duello intergenerazionale che lo ha visto lungo gli anni imporsi contro avversari diversi, regolamenti in continua evoluzione e condizioni di gara sempre più impegnative.

Il traguardo della Power Stage ha offerto anche uno dei momenti più emozionanti della stagione. Ott Tänak, che di recente ha annunciato una pausa dalla sua carriera nel WRC, ha affidato al microfono un messaggio che ha colpito profondamente tifosi e addetti ai lavori.

“Sono ancora estremamente grato allo sport, anche nei momenti difficili. Grazie alla mia famiglia, che mi ha permesso di inseguire il mio sogno, anche quando non ero presente al compleanno di nessuna delle mie figlie.” Parole sincere, che hanno raccontato più di qualsiasi risultato: la fatica, la passione e le rinunce che accompagnano la vita di un pilota di vertice.

PS16 Asfan 33.28 km

Il super sabato del Rally dell’Arabia Saudita sta ribaltando tutto. Ha stravolto classifiche, certezze e ambizioni, trasformandosi in una delle giornate più folli della stagione. A farne le spese più pesanti è stato Kalle Rovanperä, il quale ha visto svanire definitivamente le sue speranze di titolo a causa di una foratura che lo ha fatto precipitare nelle posizioni di rincalzo.

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Il finlandese, visibilmente frustrato, non ha nascosto il suo disappunto: “È successo di tutto… un sacco di m***a,” ha sbottato. Rovanperä ha provato a trascinare la sua Toyota fino al traguardo, ma il danno era troppo grave e il cambio gomma è diventato inevitabile a tre chilometri dalla fine della speciale. Un colpo durissimo proprio quando i suoi due compagni di squadra, Sébastien Ogier ed Elfyn Evans, erano ancora pienamente in corsa per il titolo.

Mentre Rovanperä arrancava, Ogier ha messo in scena una delle migliori performances della stagione sulla lunghissima Asfan (33 km), tirando fuori un capolavoro di velocità e controllo. Il francese non solo è salito nelle posizioni da podio, ma soprattutto ha rifilato 7,9 secondi a Evans, il suo ultimo vero rivale nella corsa al titolo.

Ora Ogier è a un passo dall’ottavo mondiale: gli basta portare a casa una Power Stage pulita e veloce. “Ho spinto davvero tanto. Forse anche troppo in alcuni punti, c’erano troppi rettilinei per i miei gusti,” ha commentato Ogier. Evans, invece, non ha trovato il ritmo: “Non ho guidato bene. Sono stato in difficoltà tutto il weekend sulle sezioni sabbiose, e oggi non è andata diversamente.”

Anche la lotta per la vittoria di gara è stata stravolta dalle forature. Martins Sesks, fino a quel momento protagonista assoluto, ha dovuto fermarsi per cambiare una gomma… e poi una seconda, perdendo così una gara che sembrava destinata a un finale da favola. Non è andata meglio a Takamoto Katsuta, protagonista di un cappottamento a bassa velocità dopo essere scivolato nella sabbia soffice. Il giapponese ha potuto proseguire, ma con oltre un minuto lasciato per strada: “Sono andato largo nella sabbia soffice e la macchina si è ribaltata,” ha spiegato con amarezza.

Nei guai anche Adrien Fourmaux, leader fino a quel momento: il francese ha percorso buona parte della speciale immerso nella polvere sollevata da Sesks, compromettendo la visibilità e perdendo un tempo abissale. Il pilota Hyundai è retrocesso fino alla terza posizione, anche se è molto probabile che gli venga concesso un tempo equo. Il rally è ora nelle mani di Thierry Neuville, leader con oltre un minuto su Ogier. Il belga punta alla prima vittoria stagionale e ha saputo evitare gli errori che hanno decimato la concorrenza.

Resta una sola speciale: la Power Stage che chiuderà il rally e l’intera stagione, in programma alle 11:15 ora italiana. Sarà una prova carica di tensione: la vittoria, il podio e soprattutto il titolo mondiale sono ancora lì, a portata di pochi chilometri. Ogier è a un soffio dalla storia. Evans ha un’ultima chance. E il deserto saudita, oggi più che mai, è pronto a scrivere l’ultima pagina della stagione.

PS15 Thabhan 1 16.29 km

La resa dei conti è ufficialmente iniziata. Nel rally che chiude la stagione, sulle pietraie e le insidie del deserto saudita, Sébastien Ogier ha chiuso la giornata di venerdì al sesto posto mentre Elfyn Evans è scivolato in ottava posizione. Una combinazione che, allo stato attuale, permetterebbe al francese di superare il gallese in classifica generale – ma tutto potrebbe ancora cambiare, perché la giornata odierna mette in palio preziosissimi punti bonus.

Per Evans la situazione è chiarissima, quasi spietata: per diventare campione del mondo per la prima volta in carriera dovrà battere Ogier sia nel Super Saturday che nella Power Stage. Un compito tutt’altro che semplice, considerando quanto ravvicinati siano i due contendenti. La lotta è iniziata all’alba, con Ogier appena un decimo più veloce di Evans sulla prima speciale.

“È tirata. Abbiamo fatto una buona prova, pulita. Speriamo di stare lontani dai problemi. Sono fiducioso… per quanto si possa esserlo in una gara che è praticamente una lotteria,” ha dichiarato Ogier. Evans, dal canto suo, non nasconde le difficoltà vissute finora: “Faremo del nostro meglio fino alla fine. Non abbiamo avuto il ritmo per tutto il weekend, ma spero che oggi le cose vadano diversamente.”

Davanti a tutti c’è ora Thierry Neuville, a caccia della sua prima vittoria stagionale. Il belga della Hyundai ha preso il comando con appena due secondi di margine su Martins Sesks, la rivelazione lettone che continua a impressionare per velocità e maturità. Neuville ha segnalato un piccolo problema agli ammortizzatori, poi rientrato, mentre Sesks ha ammesso di aver affrontato la speciale con un approccio prudente: “Siamo stati davvero cauti su questa prova. Tutto ok, solo troppo prudenti. Vediamo cosa succede nella prossima.”

Sul terzo gradino provvisorio del podio troviamo Takamoto Katsuta, bravo a mantenere il ritmo anche se alle sue spalle si sta avvicinando minacciosamente la Hyundai di Adrien Fourmaux. Il francese ha perso il comando del rally nella serata di venerdì per via di una penalità di un minuto, ma ha reagito alla grande siglando subito un tempo mostruoso nella prima speciale del mattino. Adesso solo 6,2 secondi separano i due. In quinta posizione c’è Kalle Rovanperä, veloce e costante, ma ormai tagliato fuori dalla lotta iridata: per riconquistare il titolo avrebbe bisogno di una serie di imprevisti quasi improbabili tanto per Evans quanto per Ogier.

Fontana domina in WRC3

Reduce dalla consacrazione mondiale ottenuta in Giappone poche settimane fa, Matteo Fontana conferma ancora una volta perché il 2025 resterà il suo anno d’oro. Il giovane pilota italiano, appena 22 anni, ha inaugurato il Rally di Arabia Saudita con una supremazia che raramente si vede in WRC3: alla guida della sua Ford Fiesta Rally3 ha vinto tutte e cinque le prove disputate nel deserto, sempre con margini superiori al minuto, per poi chiudere la giornata replicando il successo nella superspeciale di Jeddah, la stessa che aveva già fatto sua la sera precedente.

Il comasco ha proseguito con lo stesso ritmo anche nella seconda giornata di gara chiusa al ventesimo posto assoluto e con oltre mezz’ora di vantaggio sull’indiano Naveen Pulligilla, costante e preciso, che sta sfruttando al meglio un rally complesso e insidioso come quello saudita e che nella giornata di venerdì ha saputo superare il pilota di casa Saeed Almouri, navigato da Ata Al-Hmoud, volto noto dello Junior WRC. Al suo debutto nella categoria, Almouri ha mostrato una bella solidità sulle speciali desertiche, interpretando il terreno con crescente confidenza e mantenendo la seconda posizione provvisoria.

Al quarto posto provvisorio la turca Burcu Çetinkaya, accompagnata al quaderno note da Fabrizia Pons, che nella prima giornata ha dovuto alzare bandiera bianca dopo essersi insabbiata nella PS4 al volante della sua Renault Clio Rally3. Stessa sorte per il veterano greco Georgios Vasilakis (ora quinto), che ha concluso anzitempo la prima tappa dopo essere finito in un’altra insidiosa lingua di sabbia.

Penalità per Fourmaux e Tanak!

Alla fine dell’ultima speciale del pomeriggio Adrien Fourmaux sembrava aver compiuto la sua impresa: il pilota Hyundai aveva chiuso in testa per pochi secondi davanti a Martins Sesks e Thierry Neuville, mostrando solidità e passo costante su un percorso che non perdona.

Ma il sorriso del francese e del suo navigatore Alexandre Coria è durato pochissimo. Prima dell’ingresso nel parco assistenza l’equipaggio ha commesso un errore: si è presentato con un minuto di anticipo alla zona tecnica che precede l’assistenza. Questo ha comportato automaticamente una penalità di un minuto. Una svista fatale, che ha stravolto la classifica e – con ogni probabilità – tagliato Fourmaux fuori dalla lotta per la sua prima vittoria nel Mondiale.

Con la penalità applicata, Fourmaux scivola al quarto posto, ora è a 57,6 secondi dal vertice. A beneficiarne è soprattutto Martins Sesks, che con la Ford Puma Rally1 dell’M-Sport si porta al comando di un rally che potrebbe risultare storico: il lettone, infatti, si giocherà domenica la prima vittoria iridata della carriera.

Alle sue spalle, a soli 3,4 secondi, c’è Thierry Neuville, deciso a giocarsi tutto nell’ultima tappa pur di chiudere l’anno con un successo. Terzo è Takamoto Katsuta con la Toyota, che conquista la posizione e il diritto di sognare un podio preziosissimo. Il giapponese ha ora 16,1 secondi di margine su Fourmaux.

Penalità anche per Ott Tanak, in ritardo di un quarto d’ora al Controllo Orario. Con i due minuti e mezzo che si ritrova in più è scivolato al sedicesimo posto della classiifca generale.

PS14 Wadi Almatwi 2 24,90 km

La giornata di venerdì si è chiusa con una sequenza di episodi degna dell’ultimo round iridato. Tutto è iniziato con una voce diffusa nei primi metri dell’ultima speciale: secondo alcune informazioni, Sébastien Ogier (Toyota) si sarebbe fermato lungo il percorso per cambiare uno pneumatico forato. La notizia è stata riportata persino al compagno di squadra Elfyn Evans.

Pochi minuti dopo si è scoperto che l’indiscrezione non corrispondeva del tutto al vero. Ogier non ha mai effettuato alcun cambio ruota: è vero invece che una delle gomme posteriori ha iniziato a sgonfiarsi verso il finale della prova, ma il francese è riuscito a raggiungere il traguardo senza soste indesiderate.

La tensione non è però mancata. Ogier dopo la speciale è dietro di appena 0’’2 a Kalle Rovanperä (autore del miglior tempo), ritrovandosi così in vista del “super sabato” alle spalle del finlandese, in sesta posizione. Con Evans ottavo nella classifica generale, Ogier virtualmente salirebbe davanti al gallese di un solo punto se le posizioni restassero invariate fino all’arrivo.

Problemi anche in casa Hyundai: Ott Tänak ha accusato un guasto alla trasmissione ed è stato costretto a rallentare. In un gesto di grande correttezza sportiva, ha atteso che il sopraggiungente Sami Pajari (Toyota) potesse superarlo in sicurezza, rinunciando così a qualsiasi ambizione per un risultato di prestigio.

A ruota, un altro colpo di scena: il leader della gara, Martins Sesks (M-Sport), ha forato perdendo quasi un minuto. Una disavventura compensata solo in parte dal fatto che anche Adrien Fourmaux (Hyundai) ha sofferto lo stesso problema. Nonostante ciò, il francese ha preso il comando della corsa, ma con un margine risicatissimo: appena 2’’4 su Sesks. In totale, ben cinque piloti hanno terminato la giornata con problemi tecnici o forature, uno scenario che ha spinto Tänak a commentare con la sua consueta ironia: “Che splendida conclusione per la stagione del WRC. Davvero meravigliosa”, ha detto il campione estone con evidente sarcasmo.

Nella generale Thierry Neuville, pur colpito da una foratura, conserva la terza posizione davanti a Takamoto Katsuta. Kalle Rovanperä diventa improvvisamente il migliore dei finlandesi, ora quinto davanti a Ogier e Pajari.

Tutti gli ingredienti sono pronti per un sabato da brividi: è infatti probabile che il titolo mondiale si decida soltanto sulla Power Stage conclusiva. La tappa di domani comprenderà tre prove speciali, tra cui la più lunga dell’intero rally: la Asfan, con i suoi 33,28 chilometri, pronta ad aggiungere ulteriore suspense a un finale di stagione già esplosivo.

PS13 Um Al Jerem 2 30.58 km

La penultima prova speciale della giornata ha stravolto completamente la classifica del rally, trasformando un duello serrato in una lotta di sopravvivenza. Quella che finora era stata una giornata brillante per Ott Tänak e Martin Järveoja, capaci di infilare tre scratch consecutivi e di risalire fino al podio, si è trasformata improvvisamente in un incubo.

Nel primo terzo della speciale, la Hyundai del duo estone ha accusato una foratura. Tänak ha dovuto fermarsi immediatamente per sostituire la ruota, e nonostante il cambio sia stato rapido e pulito, il cronometro è stato impietoso: quasi un minuto e mezzo perso, un distacco che li fa precipitare lontano dalla lotta per il successo.

Appena il tempo di registrare il colpo di scena, ed ecco un nuovo ribaltamento: anche Sami Pajari, che con Tänak divideva il terzo posto, è stato vittima dello stesso destino. Il finlandese ha perso però molto più tempo durante il cambio ruota — ben due minuti — dicendo a sua volta addio alle ambizioni di podio.

Se la speciale è stata crudele con alcuni, è stata invece esaltante per Martins Sesks, che ha firmato una scratch di forza, distanziando nettamente tutti gli avversari. Il lettone, impeccabile per tutto il pomeriggio, ha approfittato anche dell’errore del leader Adrien Fourmaux: il francese è arrivato lungo in una curva, costretto a una manovra di retromarcia che gli ha fatto perdere secondi preziosissimi. Il risultato? Sesks balza in testa con 22 secondi di vantaggio su Fourmaux, ribaltando il rally nell’arco di pochi chilometri.

In una giornata caratterizzata da imprevisti e fondi insidiosi, Thierry Neuville è stato uno dei pochi big a uscirne indenne. Il belga, costante e pulito nella guida, sale per la prima volta sul podio provvisorio, mentre la lista dei protagonisti penalizzati continua ad allungarsi.

A chiudere un pomeriggio drammatico ci penserà la prova finale, 14,9 chilometri decisivi. Con Sesks in controllo, Fourmaux chiamato al contrattacco e Neuville pronto a difendere il podio, l’epilogo di questa lunghissima giornata promette ancora emozioni forti.

PS12 Alghullah 2 11.69 km

La lotta per il Rally dell’Arabia Saudita continua a regalare colpi di scena e ribaltoni tecnici. Dopo aver evitato problemi per tutto il rally, Sébastien Ogier ha finalmente dovuto fare i conti con una foratura: un rallentamento lento, arrivato proprio negli ultimi metri della speciale di Alghulah. Una fortuna nella sfortuna per il francese della Toyota, che ha così limitato i danni riuscendo persino a staccare un tempo migliore dei compagni di squadra Kalle Rovanperä ed Elfyn Evans. Per lui resta però un solo pneumatico di scorta per il resto del giro: un dettaglio che potrebbe pesare.

Se Ogier ha gestito, Ott Tänak ha invece affondato il colpo. Il pilota Hyundai ha firmato il suo seconda scratch di giornata, infliggendo 1’’9 a un buon Martins Sesks, sempre più convincente al volante della Ford Puma Rally1. Dietro, Sami Pajari ha chiuso con il quinto tempo, ma non senza pensieri: il giovane finlandese ha lamentato “un rumore strano dal retrotreno”, forse dovuto ad un pneumatico. Nulla di critico, ma abbastanza per lasciare qualche punto interrogativo al parco assistenza.

Ben più critica la speciale per Kalle Rovanperä, soltanto ottavo a +9’’8 da Tänak. Il campione del mondo in carica ha definito la prova “estremamente rovinata, con buche ovunque sulla strada”: parole che lasciano intuire quanto il fondo saudita stia facendo selezione. Giornata movimentata anche per Takamoto Katsuta, autore di una grossa sbandata terminata a pochi centimetri da un ammasso di rocce. Una manovra al limite, ma fortunatamente senza conseguenze: il giapponese resta in sesta posizione nonostante un lento afflosciamento del posteriore.

Le gerarchie della generale non cambiano: Adrien Fourmaux continua a comandare il rally, ma il margine su Sesks è risicatissimo, appena 1’’9. Il francese sta correndo con grande maturità, consapevole che ogni pietra potrebbe cambiare la storia del fine settimana.

Alle loro spalle, la situazione si fa incandescente: Pajari e Tänak condividono ora la terza posizione provvisoria, entrambi a 6’’3 dalla vetta. Un duello a distanza che promette scintille nel finale.

In ottica mondiale, tutto resta pressoché invariato: Ogier è settimo, con un margine di 24’’1 su Rovanperä; Evans rimane decimo, ma ha nel mirino Grégoire Munster, distante solo 5’’7.

PS11 Wadi Almatwi 1 24.90 km

La terza prova di giornata ha regalato un colpo di scena pesantissimo nella lotta per il Mondiale. Elfyn Evans – leader del campionato – ha visto la sua gara complicarsi per una foratura nelle prime battute della speciale.

Il navigatore Scott Martin ha avvisato il gallese della perdita di pressione alla ruota posteriore. Si trattava di una foratura lenta, ma con molta strada ancora da percorrere la scelta è stata inevitabile: fermarsi e sostituire lo pneumatico.

L’operazione è costata cara. Evans ha perso oltre un minuto e mezzo, scivolando alle spalle di Grégoire Munster e finendo in decima posizione, a 12,8 secondi dal lussemburghese. “Abbiamo ricevuto l’allarme quasi all’inizio. La gomma perdeva lentamente, ma la distanza era troppa per provare a resistere. Non è certo l’ideale”, ha commentato Evans a fine prova.

La situazione non è drammatica ma si fa delicata: Evans deve necessariamente superare Munster, ma oltre quel sorpasso non potrà guadagnare altre posizioni semplicemente con il passo, è obbligato ad attaccare. E questo limita fortemente il suo margine nella battaglia mondiale.

Chi invece può permettersi di gestire è Sébastien Ogier. Il francese, secondo in classifica di campionato e settimo nel rally, ha saputo amministrare con prudenza proprio dopo aver appreso del problema del compagno di marca. “Sono stato molto prudente. Sembrava una lotteria, non c’era nulla di divertente”, ha ammesso Ogier, alle prese con prove rese difficilissime dal pietrisco in traiettoria. Il duello tra i due potrebbe decidersi nella giornata di sabato, il cosiddetto super Saturday, che mette in palio un bottino maggiorato di punti, inclusi quelli della Power Stage.

Anche Kalle Rovanperä ha sofferto una foratura lenta nella parte finale della prova, riuscendo però a raggiungere l’arrivo senza cambiare la gomma. Ottavo in classifica, il finlandese ha ancora chances matematiche di titolo, ma servirebbe un passo falso di entrambi i compagni di squadra. “La foratura lenta non ha influito troppo, ma bisogna fare attenzione man mano che la pressione scende”, ha spiegato.

Il duello per la vittoria resta invece uno dei più avvincenti dell’intera stagione. Adrien Fourmaux (Hyundai), Martins Sesks (M-Sport Ford) e Sami Pajari (Toyota) continuano a darsi battaglia senza risparmio. Sul tratto di Wadi Almatwin il francese ha mantenuto il comando, ma Sesks e Pajari hanno recuperato leggermente terreno. Ora i tre sono racchiusi in appena 4,5 secondi. Dietro di loro, Ott Tänak ha siglato la seconda speciale consecutiva con il miglior tempo e si è portato a 9,2 secondi dal leader. “C’erano molte insidie. Bisognava restare concentrati a ogni metro”, ha sottolineato l’estone.

Kankkunen: “L’Arabia Saudita a fine anno non va bene”

L’Arabia Saudita è entrata per la prima volta nel calendario del Mondiale Rally in questa stagione, siglando subito un accordo decennale che porterà il WRC nel Paese fino al 2034. Un ingresso importante, ma che sin dal primo annuncio ha sollevato un’ondata di critiche da più fronti.

Al di là delle questioni legate ai diritti umani – tema spesso centrale quando si parla di grandi eventi sportivi ospitati nel Golfo – anche il percorso del rally è finito nel mirino. E le prime risposte dal campo non hanno fatto che alimentare il dibattito.

Le speciali si sono infatti rivelate subito spietate: piste veloci, sconnesse, con pietre vive e tratti considerati da molti piloti ai limiti della sicurezza. Già giovedì, durante le prime prove, si è assistito a una sequenza impressionante di forature e cedimenti degli pneumatici, fenomeno che ha colpito quasi tutti i protagonisti e ha trasformato la gestione tattica in una lotta per la sopravvivenza.

Condizioni che hanno acceso ulteriormente le discussioni sull’opportunità di disputare un rally così estremo proprio nella fase decisiva del campionato. Il team principal di Toyota, Juha Kankkunen, non è entrato nel merito del dibattito più ampio sull’opportunità politica o etica della gara, ma non ha nascosto la propria opinione sulla collocazione dell’evento nella stagione.

Secondo il quattro volte campione del mondo, il Rally dell’Arabia Saudita non dovrebbe mai essere l’appuntamento conclusivo del campionato: “È un rally troppo diverso dagli altri perché possa essere l’ultimo della stagione. Quando ci si gioca i titoli piloti e costruttori, queste condizioni rendono tutto troppo complicato. È una buona gara e può rimanere in calendario, ma non in questa posizione.”

Kankkunen suggerisce che l’evento potrebbe trovare una collocazione più adatta verso metà stagione, lasciando l’ultima tappa a un rally dove la guida pura conti più della capacità di evitare pietre, solchi e forature. “È un rally vicino come filosofia a quelli più estremi, come Kenya o Grecia. Sono prove molto diverse rispetto all’asfalto europeo o ai veloci sterrati del Nord. Come gara finale non è ideale.”

Negli ultimi anni, il WRC ha chiuso la stagione con il Rally del Giappone, e prima ancora con il tradizionale epilogo in Galles. Entrambi appuntamenti difficili, certo, ma dove la sfida principale era concentrata sulla sensibilità di guida e sulla capacità del pilota di interpretare i tratti, non sulla gestione del rischio in condizioni quasi da raid. Il rally prosegue, ma il dibattito è ormai ufficialmente aperto: l’Arabia Saudita è destinata a rimanere una tappa fissa del Mondiale per i prossimi dieci anni, ma la sua posizione – e forse il suo ruolo – potrebbe diventare uno dei temi caldi per il futuro della serie.

PS10 Um Al Jerem 1 30.58 km

La battaglia che sta animando il vertice del Rally dell’Arabia Saudita ha vissuto un altro capitolo emozionante. Il trio rivelazione della gara – Martins Sesks, Sami Pajari e Adrien Fourmaux – continua a dettare il ritmo, e questa volta è stato il pilota di M-Sport Ford a imporsi con una performance autorevole.

Sesks ha preceduto sia la Toyota di Pajari sia la Hyundai del leader di gara Fourmaux, pur pagando a caro prezzo il suo attacco: al traguardo i pneumatici della sua Puma Rally1 erano praticamente distrutti. “Non suona affatto bene”, ha commentato il lettone quando gli è stata mostrata la condizione delle gomme, consapevole che la scelta aggressiva avrà ripercussioni sulle prove successive.

Pajari ha chiuso a 3,1 secondi da Sesks, ammettendo ancora una volta la complessità del percorso: “Le condizioni ti mettono davvero alla prova. È difficile capire dove puoi spingere e dove invece devi trattenerti”, ha spiegato il finlandese.

Nonostante la velocità del trio, il miglior tempo di speciale è stato ancora una volta segnato da Ott Tänak, che con la sua Hyundai ha preceduto Sesks di soli 0,1 secondi. Il campione estone sta collezionando prestazioni maiuscole con una costanza impressionante.

Buona anche la risposta di Kalle Rovanperä nella seconda prova del mattino: il due volte iridato ha chiuso a 13,4 secondi da Tänak, risultando il più rapido tra i piloti impegnati nella lotta mondiale. Nonostante ciò, il finlandese non ha nascosto le difficoltà: “È davvero complicato. La prova è piena di dossi e curve cieche. Sto cercando di spingere, ma devo lavorare troppo con l’auto, e questo non aiuta. Inoltre la strada si velocizza auto dopo auto”, ha dichiarato.

Nel duello diretto tra i due contendenti al titolo, Elfyn Evans ha preceduto Sébastien Ogier per soli tre decimi. Un margine minimo, ma sufficiente per avvicinarsi nei giochi iridati.

Nella generale Adrien Fourmaux conserva la leadership del rally, ma il margine si assottiglia: Sesks, grazie alla sua prova brillante, sale in seconda posizione a soli 4,2 secondi dal francese. Pajari scivola al terzo posto, ma il distacco di 5,2 secondi è tutt’altro che preoccupante, soprattutto in un rally di resistenza dove tutto può accadere.

Il terzetto di testa resta dunque racchiuso in una manciata di secondi, a conferma di un duello serratissimo che sta regalando uno dei rally più combattuti della stagione.

Per quanto riguarda la lotta mondiale, Ogier mantiene la settima posizione, Rovanperä segue all’ottavo posto ed Evans è nono. Una situazione resa ancor più complessa dalle posizioni di partenza, che continuano a influire pesantemente sui tempi.

PS9 Alghullah 1 11.69 km

La speciale di Alghulah ha confermato il copione già visto nelle prove del giovedì: con il passaggio di ogni vettura, il fondo diventava progressivamente più veloce.

Adrien Fourmaux, leader della gara e portacolori Hyundai, ha sfruttato al meglio la situazione siglando il miglior tempo e staccando di 1,8 secondi il suo più diretto inseguitore, Sami Pajari. Nonostante il cronometro abbia sorriso al francese, il tratto non è stato privo di insidie. “C’erano tanti sassi ovunque, non è stato semplice: il grip cambiava continuamente. Ma la nostra posizione di partenza ci ha aiutato”, ha spiegato Fourmaux.

Grazie a questa performance, il suo vantaggio nella classifica generale sale a 7,8 secondi proprio sul giovane finlandese della Toyota. Il podio provvisorio, però, rimane racchiuso in pochissimi secondi: Martins Sesks, su Ford Puma Rally1, si conferma terza forza della corsa ed è distanziato di appena 9,8 secondi dalla vetta.

“Ho cercato di spingere bene, ma è stata una prova complicata. Ci sono tanti solchi e diventa difficile capire qual è la linea migliore”, ha commentato Pajari, visibilmente provato. Sesks, dal canto suo, non è rimasto pienamente soddisfatto: “Non è stata una prova abbastanza buona. Ho provato a forzare, ma ho commesso qualche piccolo errore. Devo calmarmi un po’.”

Alle loro spalle il duo Hyundai formato da Ott Tänak e Thierry Neuville resta ampiamente in corsa, con un ritardo inferiore ai venti secondi dal leader. Takamoto Katsuta, attualmente sesto, paga invece una trentina di secondi.

Più complicata la situazione per i tre piloti Toyota coinvolti nella lotta mondiale: Sébastien Ogier, Kalle Rovanperä ed Elfyn Evans, tutti penalizzati dall’essere partiti nelle prime posizioni, non hanno potuto esprimere lo stesso passo dei migliori su un fondo che si puliva rapidamente. Ogier occupa la settima posizione, Rovanperä l’ottava ed Evans la nona.

“La prova era in condizioni davvero difficili. Nonostante fossimo solo la quarta vettura sul percorso, i sassi continuavano a finire in mezzo alla strada. Sarà una giornata lunga”, ha osservato Rovanperä.

Tra le Rally2 comanda Oliver Solberg, undicesimo nell’assoluta dietro a Gregoire Munster, decimo, e davanti a Josh McErlean. Lo svedese viaggia con oltre un minuto di vantaggio su Gus Greensmith che ha 26″ su Roope Korhonen.

PS8 Jameel Motorsport Super Special 2 5.22 km

La breve prova spettacolo disegnata nel parcheggio dell’autodromo ha regalato il solito mix di spettacolo e sorprese. I più veloci a domare il tracciato artificiale sono stati Sébastien Ogier, su Toyota, e il lettone Martins Sesks con la Ford M-Sport, entrambi capaci di far segnare il miglior tempo e di rifilare mezzo secondo alla Hyundai di Ott Tänak. Una piroetta controllata, qualche staccata al limite e una pulizia di guida molto evidente hanno permesso ai due di svettare in una prova in cui ogni centesimo contava.

Al comando del rally resta però Adrien Fourmaux: il pilota Hyundai ha gestito con lucidità l’intera giornata e mantiene un vantaggio di 6 secondi sulla Toyota di Sami Pajari. Sesks completa il podio provvisorio, staccato di 6,9 secondi dalla vetta e avvicinatosi sensibilmente a Pajari grazie al tempo brillante fatto segnare, che lo ha portato a soli 0,9 secondi dal finlandese.

“In un rally come questo i distacchi non sono grandi. Può succedere di tutto. Siamo pienamente nella lotta e dobbiamo spingere. Non si sa mai cosa può accadere”, ha commentato Pajari, consapevole di quanto ogni errore possa pesare nella frazione finale.

Fourmaux, pur non brillando nel confronto diretto sulla prova spettacolo, ha mantenuto serenità: “È stata una giornata splendida per noi. Bello chiudere con questa speciale, probabilmente la più semplice del rally. Il tempo non è stato eccezionale, ma va bene così”.

Ott Tänak occupa la quarta piazza provvisoria, tallonato dal compagno Thierry Neuville che gli è incollato a 1,2 secondi: entrambi gli alfieri Hyundai restano in corsa per il podio, lontano meno di 15 secondi. Sesto è Takamoto Katsuta con la Toyota, a 22,9 secondi dal leader, costante ma mai davvero incisivo nella giornata.

Sul fronte della lotta iridata, Sébastien Ogier ha compiuto un passo significativo verso il suo possibile nono titolo mondiale. Il francese è settimo in classifica, con alle spalle Kalle Rovanperä ed Elfyn Evans, quest’ultimo leader del campionato prima del via. La combinazione di posizioni porta Ogier al comando virtuale della classifica generale, anche se tutto rimane apertissimo in vista del “Super Sunday” e della decisiva Power Stage, che assegneranno punti pesanti.

Ogier, sempre schietto, ha commentato la prova cittadina con una punta di ironia: “Sarebbe stato più bello se questa speciale fosse sul circuito di Formula 1. Non so perché dobbiamo correre qui. Comunque, è sicuramente la prova più semplice del weekend”.

PS7 Khulays 2 11.33 km

Ott Tänak ha chiuso con autorità l’ultima speciale pomeridiana prima della PS spettacolo, firmando il miglior tempo con un finale straordinario che gli ha permesso di precedere Thierry Neuville di 0,8 secondi. L’estone della Hyundai ha impressionato soprattutto nella seconda metà della prova, dove il suo ritmo è sembrato incontrastabile. Una prestazione di alto livello che, però, porta con sé anche qualche preoccupazione. “È stata una prova molto abrasiva e davvero dura, ma il grip era buono”, ha spiegato Tänak al traguardo. “Ho però la sensazione di aver danneggiato la sospensione, perché man mano che avanzavo le cose sono peggiorate.” Un campanello d’allarme che potrebbe avere ripercussioni sulle speciali ancora da disputare.

La sfortuna ha invece colpito il leader del rally, Sami Pajari, che ha visto svanire parte del suo vantaggio a causa dello stallonamento del pneumatico anteriore destro della sua Toyota. Il finlandese, costretto a gestire la vettura per evitare ulteriori danni, ha ceduto 14,5 secondi al miglior tempo di Tänak, complicando una giornata fino a quel momento impeccabile.

Il rallentamento ha aperto la strada al nuovo leader: Adrien Fourmaux, autore di una giornata solida, senza errori e, soprattutto, senza forature. Il francese della Hyundai guiderà quindi la carovana nella tappa di domani con un vantaggio di 5,3 secondi proprio su Pajari. “Siamo riusciti a evitare problemi con le gomme e abbiamo preservato la vettura. Posso ritenermi soddisfatto,” ha spiegato Fourmaux.

A chiudere il podio provvisorio è ora Sesks, terzo a 8,9 secondi dalla vetta dopo un pomeriggio complicato. Alle sue spalle continua serrato il duello interno Hyundai tra Ott Tänak e Thierry Neuville, rispettivamente quarto e quinto.

Sul fronte iridato, il migliore dei contendenti al titolo è stato ancora una volta Sébastien Ogier, che ha messo in riga i compagni di marca Kalle Rovanperä ed Elfyn Evans. Il francese resta settimo assoluto, mentre Rovanperä è riuscito a scavalcare Evans nel loop pomeridiano, issandosi all’ottavo posto con un margine di 3,7 secondi sul gallese. “Spazzare la strada è stato terribile per tutta la giornata”, ha sintetizzato Ogier, ben interpretando il sentimento comune dei piloti costretti a fare da apripista sulle insidiose piste saudite. Rovanperä, dal canto suo, mantiene un approccio aggressivo per tentare di restare in corsa nella lotta iridata: “Non abbiamo più molto da perdere, quindi abbiamo spinto. Domani partiremo dietro Elfyn, il che aiuterà. È stata una giornata dura.”

PS6 Moon Stage 2 20.12 km

La Moon Stage affrontata per la seconda volta ha completamente ridisegnato gli equilibri del Rally dell’Arabia Saudita. Fin lì imprendibile, Martins Sesks sembrava destinato a un nuovo scratch, forte di un passo impressionante e di intertempi che lo vedevano anche oltre sei secondi davanti a Sami Pajari. Ma l’idillio del lettone si è interrotto bruscamente negli ultimi chilometri, quando un improvviso problema alla ruota posteriore ha trasformato un dominio annunciato in un pesante passivo.

Il pilota Ford è riuscito comunque a portare la sua Puma Rally1 al traguardo, ma con un distacco finale di 16,8 secondi da Pajari. Una vera doccia fredda dopo un inizio di speciale velocissimo, tanto più che Sesks stesso ha ammesso di non aver compreso il momento esatto in cui il pneumatico ha ceduto. “C’erano davvero tante pietre, come avrete visto. Credo sia iniziato come una foratura lenta”, ha commentato all’arrivo.

Il colpo di scena ha spalancato le porte del comando a Sami Pajari, impeccabile nel gestire la prova più tecnica e infida della giornata. Il finlandese della Toyota è stato abile nel mantenersi sulle traiettorie più sicure, senza eccedere nei rischi: “È venuta davvero pulita. Ho cercato di guidare con calma e restare nella traccia. Sembrava di andare piano, ma su una speciale del genere è difficile avere la percezione reale del ritmo.” Una strategia prudente che lo ripaga con la leadership provvisoria del rally.

Pajari chiude infatti con 5,3 secondi di vantaggio su Adrien Fourmaux. Il francese della Hyundai ha perso 4,8 secondi sulla Moon Stage e paga anche la scelta di montare solo pneumatici morbidi, una decisione tattica rischiosa su pietraie così aggressive. “Una sorta di missione impossibile. Ho dovuto pensare più a risparmiare che ad attaccare, ma tutto sommato posso essere soddisfatto”, ha spiegato. Sesks, scivolato al terzo posto, resta comunque in partita con un ritardo contenuto di 12,9 secondi. Il lettone ha dimostrato velocità e confidenza superiori alla media per tutta la giornata, e se riuscirà a evitare ulteriori imprevisti può ancora puntare alla sua prima vittoria nel WRC.

Alle loro spalle la lotta è serratissima: Ott Tänak mantiene la quarta piazza, tallonato da Thierry Neuville e Takamoto Katsuta, entrambi molto vicini al baltico. Subito dopo si accende il duello a tre più atteso del fine settimana, quello tra Sébastien Ogier, Elfyn Evans e Kalle Rovanperä, pretendenti al titolo mondiale in questa ultima e decisiva gara della stagione. I tre Toyota sono racchiusi in pochi secondi e occupano le posizioni dalla settima alla nona, pronti a giocarsi tutto nelle prove del sabato.

PS5 Al Fasallyah 2 19.36 km

La seconda tornata sulla speciale di Al Faisaliyah conferma lo straordinario stato di forma di Martins Sesks. Il lettone della Ford M-Sport continua a essere il punto di riferimento assoluto e firma nuovamente il miglior tempo, precedendo un ottimo Sami Pajari. Il finlandese della Toyota, protagonista fin qui di un rally impeccabile, ha dovuto cedere 2,2 secondi ma rimane pienamente in corsa per la vittoria.

Pajari stesso aveva previsto che questa sarebbe stata una delle ultime prove “ancora in buone condizioni”, consapevole che le due successive sarebbero state ben più insidiose. Una lettura lucida che conferma l’approccio maturo del giovane finlandese, sempre più convincente in un confronto serrato con Sesks e con Adrien Fourmaux.

La classifica generale infatti racconta di un duello che si fa sempre più avvincente: Pajari balza in seconda posizione e ora insegue Sesks con un ritardo di soli 3,9 secondi. Fourmaux, autore di una prova solida, scivola invece al terzo posto e paga 4,4 secondi dalla vetta, segno di una lotta che si gioca davvero sui dettagli.

Tra i protagonisti della corsa iridata, il migliore sulla Al Faisaliyah è stato Sébastien Ogier. Il francese della Toyota ha eguagliato il tempo di Fourmaux, piazzandosi terzo sulla speciale e mostrando una progressione costante dopo un avvio non semplice. In classifica generale è settimo, ma pienamente in partita. Davanti ha Takamoto Katsuta che insegue Thierry Neuville, quinto dietro a Ott Tanak.

La prova regala anche un piccolo sospiro di sollievo a Kalle Rovanperä che ottiene un vero e proprio “successo difensivo”, perdendo solo 5,8 secondi da Sesks e riuscendo a tenersi alle spalle Elfyn Evans, che invece lascia sul terreno 10,3 secondi. Rovanperä ha un obiettivo chiaro per il pomeriggio: recuperare quanto basta per garantirsi una posizione di partenza migliore in vista della giornata di domani. Anche Evans, pur lontano dal ritmo dei primi, può dirsi soddisfatto del miglioramento rispetto al loop mattutino. Le condizioni del fondo restano impegnative, con solchi profondi che mettono alla prova assetti e traiettorie, ma il gallese ha trovato una discreta confidenza.

Interessante ora la situazione davanti a Rovanperä, dove sia Evans sia Nasser Al-Attiyah sono teoricamente alla portata del finlandese. Il qatariano ha infatti avuto un problema in un salto, atterrando in maniera troppo violenta: un impatto che ha addirittura strappato via il portellone posteriore della sua vettura. Un guaio che potrebbe penalizzarlo nella fase pomeridiana e offrire a Rovanperä una concreta opportunità di rimontare.

Tanak

PS4 Khulays 1 11.33 km

Alla vigilia della gara saudita, le stelle del mondiale lo avevano previsto con una certa sicurezza: con così tante pietre affioranti, i rischi di forature sarebbero stati elevati. E le previsioni non hanno tardato a concretizzarsi, colpendo Kalle Rovanperä sulla speciale di Khulais. Già nei primi chilometri il finlandese ha ricevuto l’allarme riguardo alla pressione del pneumatico posteriore sinistro, ma ha preferito non fermarsi per il cambio ruota, scegliendo invece di trascinare il problema fino al traguardo. Una scelta obbligata, forse, che lo ha costretto però a percorrere la prova con estrema prudenza: la gomma è rimasta sulla cerchio, ma il conto da pagare è stato salato, oltre mezzo minuto ceduto ai compagni di squadra Sébastien Ogier ed Elfyn Evans.

Rovanperä, già alla partenza sfavorito rispetto ai due compagni in lotta per il titolo, vede ora le sue chances ridursi ulteriormente. La foratura lo ha fatto precipitare fino alla decima posizione generale, con un ritardo superiore al minuto dalla vetta. La sua frustrazione è stata evidente all’arrivo: “Non ho colpito nulla. Riassume bene tutta la stagione: le forature arrivano dal nulla. È stato così tutto l’anno”, ha commentato amareggiato.

Molto meglio è andata invece a Sami Pajari, impeccabile sulla stessa speciale. Il finlandese ha firmato il miglior tempo, staccando di otto decimi la Hyundai di Adrien Fourmaux. “Prova davvero difficile, qui era facilissimo forare: tante pietre ovunque. Anche noi abbiamo sentito qualche colpo, ma è andata bene”, ha dichiarato Pajari.

Non è stata una prova semplice neppure per Martins Sesks, dominatore delle due prove d’apertura. Il lettone ha commesso un piccolo errore imboccando una strada sbagliata in una curva già teatro di un’analoga esitazione di Evans. “Conoscevo il punto, ma non l’ho visto. Colpa mia”, ha ammesso Sesks, che è comunque riuscito a conservare la leadership, seppur con margine ridotto: Fourmaux lo tallona a 1,3 secondi, Pajari è appena dietro a 1,7.

Più staccati ma sempre in agguato i due Hyundai più esperti: Ott Tänak in quarta posizione e Thierry Neuville subito alle sue spalle. Ogier ed Evans, entrambi penalizzati dalle prime posizioni di partenza su una terra resa scivolosa dal pietrisco, navigano per ora in settima e ottava posizione, ma comunque davanti a un Rovanperä costretto a inseguire.

PS3 Moon Stage 1 20.12 km

La speciale ha premiato ancora una volta Martins Sesks, autore del miglior tempo dopo quello siglato in apertura di giornata. Per il lettone è il secondo scratch del venerdì e il quarto della sua carriera nella classe regina. Il suo margine è stato netto: 4,3 secondi rifilati alla Hyundai di Adrien Fourmaux.

Sesks, sorpreso e soddisfatto al traguardo, ha spiegato quanto siano insidiose queste prove saudite: “È stato davvero difficile. Di solito vedi alberi o altri riferimenti, come in Grecia, ma qui corri solo sopra le pietre e davanti hai solo l’orizzonte: non vedi la strada“.

Ottima prestazione anche per Ott Tänak, terzo sulla Hyundai, mentre Sami Pajari, ancora una volta molto solido con la Toyota, ha chiuso quarto, a 7,2 secondi dallo scratch. Per il giovane finlandese non è stata però una speciale semplice: “Non è andata così bene. Prova molto difficile e con poco grip: devi andare piano per restare nelle tracce“.

Più complicata la situazione in casa Hyundai per Thierry Neuville, incappato nell’ennesima foratura di questa stagione. “Avevamo un buon ritmo, ma cinque chilometri prima dell’arrivo abbiamo avuto una foratura lenta”, ha raccontato il belga.

Nel gruppo dei big del Mondiale, Kalle Rovanperä è stato il più rapido, pur chiudendo a 18,4 secondi da Sesks. Il finlandese appare ormai con la mente rivolta alla conclusione del rally e della stagione: “La strada si pulirà tantissimo. È incredibile quanta ghiaia c’era. La prova è tecnica e stretta“.

Nella lotta per il Mondiale, Sébastien Ogier mantiene un distacco di sicurezza su Elfyn Evans, nonostante abbia perso 23,4 secondi dal miglior tempo. Il francese resta però a 24,6 secondi dalla vetta del rally.

La classifica generale, per ora, continua a sorridere al grande protagonista della giornata: Sesks guida il rally con 7,3 secondi su Fourmaux, mentre Pajari è terzo staccato di 8,5 secondi. Ogier occupa la settima piazza, Evans resta dietro a Rovanperä in nona posizione.

In WRC2 miglior tempo di Virves davanti a Gryazin.

Martins Sesks

PS2 Al Fasallyah 1 19.36 km

La speciale di Al Faisaliyah ha confermato quanto il fondo desertico possa esaltare chi parte più indietro nella road order. A sfruttare al meglio la situazione è stato Martins Sesks, undicesimo nell’ordine di partenza e autore del miglior tempo, il terzo successo di prova speciale della sua giovane carriera nel Mondiale Rally.

Il pilota lettone, al volante della Ford Puma Rally1 dell’M-Sport, ha preceduto per soli 0,3 secondi un brillante Sami Pajari, partito ottavo e capace di sfruttare al meglio le condizioni della pista. Per il finlandese della Toyota si tratta di un’altra prova di maturità, confermata anche dal suo immediato commento, ironico e spontaneo come da tradizione: “In seconda si macina, in quinta si mostra e in sesta si chiede tutto”, un modo tutto finlandese per dire che ha spinto senza riserve.

Sesks, radioso all’arrivo, ha scherzato sulla sua prestazione: “Pazzesco! L’ultima vittoria di speciale credo sia arrivata in Lettonia nel 2024, quindi almeno sappiamo di essere veloci anche fuori casa“. Un successo che gli vale anche il sorpasso in vetta alla classifica generale, dove ora guida davanti a Sébastien Ogier.

Il francese della Toyota, già primo nel Mondiale per esperienza e precisione, ha chiuso con il terzo tempo, confermandosi ancora una volta una sicurezza assoluta nei tratti più scorrevoli. “Questa era una prova più semplice, quindi si poteva spingere. All’inizio ho avuto un grande salto, ma ero molto motivato e concentrato“, ha spiegato Ogier, pronto ad aspettarsi più movimento nelle due speciali successive del loop.

Dopo questa prima fase, la classifica resta molto compatta: alle spalle dei primi tre – Sesks, Ogier e Pajari (staccato di 1,3 secondi) – seguono Adrien Fourmaux, Thierry Neuville, Ott Tänak e Kalle Rovanperä, tutti racchiusi in meno di sette secondi. Un avvio di rally, dunque, che si annuncia incertissimo.

Giornata complicata invece per Elfyn Evans, leader del campionato, costretto a “spazzare” la strada e vittima di un primo passaggio penalizzante: il gallese ha perso ben 14,4 secondi e scivolato al nono posto. La tappa di apertura ha regalato anche il primo colpo di scena sul fronte dell’affidabilità: Josh McErlean (M-Sport Ford) ha forato e perso circa due minuti e mezzo per la sostituzione della ruota.

In WRC2 Alejandro Cachon ha dovuto ritirarsi molto presto dopo una forte compressione. Lo spagnolo è stato assistito dall’equipe medica. La vittoria è andata a Gus Greensmith, la maggior parte dei piloti eredita un tempo imposto dopo il ritiro di Cachon.

Fourmaux

PS1 Jameel Motorsport Super Special 1 5.22 km

Nel primo assaggio cronometrato del Rally dell’Arabia Saudita, Sébastien Ogier ha imposto il proprio ritmo tra i pretendenti al titolo mondiale. Il francese di Toyota ha chiuso il tratto d’apertura con il miglior tempo, rifilando 0”9 al compagno di squadra e diretto rivale nella corsa iridata, Elfyn Evans.

“Non credo che ci sia nulla di psicologico in questo inizio. Siamo tutti abbastanza maturi per sapere che il rally è appena cominciato. La vera giornata importante sarà domani, con tanti chilometri in condizioni di sterrato molto impegnative”, ha spiegato il francese, mantenendo il profilo basso. Evans, altrettanto cauto, ha ribadito l’importanza di giocare la partita con intelligenza più che con aggressività: “Bisogna solo arrivare al traguardo. In questo rally è la cosa più importante. Serve usare la testa”.

Più indietro Kalle Rovanperä, ancora in lotta per il titolo mondiale. Il finlandese ha chiuso sesto assoluto, pagando 2”5 rispetto al miglior riferimento. Una prestazione che il campione 2022 e 2023 ha commentato con un pizzico di frustrazione: “L’obiettivo è godermi il weekend. Ma questa speciale è stata tremenda. Guidare qui con gli assetti da sterrato è stato davvero terribile”.

Il più rapido in assoluto sulla prova è stato invece Ott Tänak, che ha portato la Hyundai al comando infliggendo 2”1 a Ogier. L’estone, determinato dopo un avvio di stagione complicato, spera di aver finalmente lasciato alle spalle le incertezze tecniche: “Si spera che l’affidabilità sia a posto. Dobbiamo fidarci del pacchetto e spingere”. A sorprendere è stato anche Martins Sesks: il giovane lettone di M-Sport ha piazzato la Ford Puma in terza posizione a soli 1”6 dal tempo di Tänak, confermando una crescita ormai evidente.

Tra le Rally2, Oliver Solberg ha iniziato con un ritmo molto elevato, arrivando a urtare leggermente la sua Yaris Rally2 contro un blocco di cemento senza però subire conseguenze rilevanti. In WRC2, miglior avvio per Kajetan Kajetanowicz, autore del tempo di riferimento con meno di un secondo di margine sul duo formato da Alejandro Cachon e Nikolay Gryazin.

Giovedì il rally entrerà nel vivo con sette prove speciali sulle strade più dure della settimana, mentre il traguardo finale sarà raggiunto sabato. Tutto è ancora apertissimo, ma la battaglia tra Ogier, Evans e Rovanperä promette un weekend di altissima tensione sportiva.

Shakedown

Lo shakedown in Arabia Saudita consegna un verdetto chiaro: Kalle Rovanperä è arrivato con la determinazione di chi vuole lasciare il segno. Il finlandese ha chiuso al comando lo shakedown, confermando un’immediata sintonia con le speciali arabe e l’ottimo feeling con la sua Toyota. Alle sue spalle, il resto dell’armata Toyota non è rimasto a guardare: Takamoto Katsuta e Elfyn Evans hanno chiuso a meno di un secondo dal due volte campione del mondo.

Il miglior pilota Hyundai è stato Adrien Fourmaux, quarto assoluto. Il francese ha mostrato un passo già convincente nelle prime uscite, dimostrando di poter essere protagonista in un weekend che si preannuncia ricco di incognite.

Capitolo M-Sport: Martins Sesks, alla sua primissima esperienza “piena” con la Puma Rally1, ha ritrovato rapidamente il ritmo della competizione, mettendo insieme due passaggi puliti e concreti. Positivo anche l’avvio di Nasser Al-Attiyah, che continua il suo apprendistato sull’ibrida dell’Ovale Blu: il qatariota ha preferito non forzare, privilegiando la raccolta di dati e sensazioni per il resto del rally.

In categoria Rally2, il miglior tempo porta la firma di Oliver Solberg, alla sua ultima apparizione ufficiale sulla Toyota Yaris Rally2. Lo svedese ha preceduto di pochi decimi Gus Greensmith, con Pablo Sarrazin sorprendente terzo in una delle sue migliori uscite nella categoria.

Lo scenario

La prima edizione del Saudi Arabia WRC è pronto a scrivere una nuova pagina nella storia del WRC, portando per la prima volta il Mondiale Rally nel cuore dell’Arabia Saudita. L’evento saudita rappresenterà anche l’ultimo e decisivo appuntamento della stagione, con Elfyn Evans, Sébastien Ogier e Kalle Rovanperä pronti a contendersi un titolo che si deciderà molto probabilmente all’ultima speciale. A rendere tutto ancora più avvincente e insidioso è che nessuno dei piloti ha esperienza diretta con le prove speciali saudite. Le uniche informazioni disponibili provengono dalle OBC distribuite dall’organizzazione, creando un contesto completamente nuovo e un terreno di gioco perfettamente livellato, ideale per una battaglia che si annuncia sicuramente memorabile.

Ma come sarà il terreno delle prove saudite? Il terreno, come anticipato da Adrien Fourmaux di Hyundai, offrirà un mix unico tra le condizioni del Kenya e quelle della Grecia. Non si tratta delle tipiche superfici polverose con la presenza di fech fech, ma la presenza di sabbia e lunghi tratti veloci ricorda il Safari Rally, mentre le zone più rocciose e tecniche evocano l’Acropoli. Sarà un rally che metterà alla prova la capacità di adattamento dei piloti: lunghi sterrati scorrevoli con curve ampie e creste cieche si alterneranno a sezioni più dure, dove saranno fondamentali precisione di guida, gestione delle gomme e attenzione all’usura della vettura. La velocità generale molto elevata aumenterà inevitabilmente i rischi, rendendo ogni scelta tecnica e ogni nota del copilota ancora più decisive.

Per affrontare l’incognita saudita, Hyundai ha svolto un test specifico su sterrato duro in Spagna prima del Forum8 Rally Japan. Nonostante i molti elementi imprevedibili, Fourmaux si è detto fiducioso sulla competitività del pacchetto: secondo lui l’Arabia Saudita potrebbe rivelarsi un terreno favorevole, soprattutto alla luce delle performance mostrate dal team sulle superfici sterrate nel corso della stagione. Le prime ricognizioni hanno confermato l’impressione di un rally estremamente rapido. Il campione WRC2 Oliver Solberg ha parlato di prove “molto veloci, con tanti tratti dritti e facili da interpretare”, un giudizio condiviso da Josh McErlean. Mentre il suo compagno di squadra Mārtiņš Sesks ha riassunto l’esperienza con un commento semplice ma eloquente: “È un rally che si annuncia molto divertente”.

image

È i contendenti al titolo? Elfyn Evans, arriva a Jeddah da leader del mondiale, consapevole che il suo ruolo di apripista nella prima giornata potrebbe rappresentare un handicap significativo. Su un terreno come quello saudita con traiettorie tutte da scoprire, partire per primo significa spazzare la strada agli avversari, e il gallese sa bene quanto un avvio complicato possa segnare l’intero fine settimana.

Evans affronta l’ultima gara con lucidità e prudenza: “Andiamo in Arabia Saudita sapendo che tutto è ancora possibile e che il campionato è apertissimo. Seb è un avversario formidabile, in ottima forma, e anche Kalle è un pilota da non sottovalutare. Sarà difficile, ma ovviamente daremo il massimo”. L’incognita di pulire le strade nella prima giornata sicuramente pesa, ma pesa anche un precedente personale che inevitabilmente ritorna alla mente: nel 2020 arrivò all’ultima gara da leader, a Monza, prima di uscire di strada sulle prove innevate della bergamasca e consegnare titolo e vittoria proprio al compagno di squadra Ogier. Sei anni dopo, lo scenario non è poi così diverso: Evans davanti, Ogier che rincorre.

E Ogier, ancora una volta sarà l’uomo da battere quando la pressione sale, vede in questa gara nuova di zecca un’opportunità e al tempo stesso un’incognita. Dopo la battaglia serrata con Evans al Rally del Giappone, il francese ha ribadito l’importanza di ridurre il divario in classifica: “La lotta con Elfyn in Giappone è stata intensa, ed era importante per noi colmare il divario prima dell’ultima gara. È stato un anno molto positivo per noi, sono soddisfatto della nostra prestazione e mi sono divertito molto a guidare questa vettura“.

Il francese, che partirà secondo il primo giorno, potrà inizialmente beneficiare di una strada leggermente più pulita rispetto a Evans, e soprattutto dell’inesauribile patrimonio di esperienza accumulato in anni di lotte mondiali risolte spesso proprio all’ultima prova. Ma anche per lui l’incognita saudita è totale: “Spero che questo nuovissimo rally offra un finale di campionato grandioso ed emozionante. Nessuno conosce veramente il terreno, quindi potrebbero esserci delle sorprese. Ci saranno forse tratti difficili con molte rocce, ma spero che le condizioni siano eque per tutti e che vinca il pilota migliore!”

Tra Evans e Ogier si inserisce anche Kalle Rovanperä, meno favorito in termini matematici ma comunque pericoloso su ogni tipo di superficie, soprattutto quando c’è un titolo in palio e la pressione sembra scivolargli addosso. Per tutti e tre, però, il Saudi Arabia WRC rappresenta una corsa verso l’ignoto: nuove strade, nuovo ritmo, nuove insidie. Un finale perfetto per un mondiale che, fino all’ultimo metro, non vuole smettere di sorprendere.

Elenco iscritti

33 Elfyn Evans – Scott Martin Toyota GR Yaris Rally1 RC1

17 Sébastien Ogier – Vincent Landais Toyota GR Yaris Rally1 RC1

69 Kalle Rovanperä – Jonne Halttunen Toyota GR Yaris Rally1 RC1

8 Ott Tänak – Martin Järveoja Hyundai i20 N Rally1 RC1

1 Thierry Neuville – Martijn Wydaeghe Hyundai i20 N Rally1 RC1

18 Takamoto Katsuta – Aaron Johnston Toyota GR Yaris Rally1 RC1

16 Adrien Fourmaux – Alexandre Coria Hyundai i20 N Rally1 RC1

5 Sami Pajari – Marko Salminen Toyota GR Yaris Rally1 RC1

55 Joshua McErlean – Eoin Treacy Ford Puma Rally1 RC1

13 Grégoire Munster – Louis Louka Ford Puma Rally1 RC1

22 Mārtiņš Sesks – Renārs Francis Ford Puma Rally1 RC1

20 Nasser Al-Attiyah – Candido Carrera Ford Puma Rally1 RC1

21 Oliver Solberg – Elliott Edmondson Toyota GR Yaris Rally2 RC2

23 Roope Korhonen – Anssi Viinikka Toyota GR Yaris Rally2 RC2

24 Robert Virves – Jakko Viilo Škoda Fabia RS Rally2 RC2

25 Gus Greensmith – Jonas Andersson Škoda Fabia RS Rally2 RC2

26 Nikolay Gryazin – Konstantin Aleksandrov Škoda Fabia RS Rally2 RC2

27 Jan Solans – Rodrigo Sanjuan Toyota GR Yaris Rally2 RC2

28 Kajetan Kajetanowicz – Maciej Szczepaniak Toyota GR Yaris Rally2 RC2

29 Alejandro Cachón – Borja Rozada Toyota GR Yaris Rally2 RC2

30 Pablo Sarrazin – Yannick Roche Citroën C3 Rally2 RC2

31 Daniel Chwist – Kamil Heller Škoda Fabia RS Rally2 | RC2

32 Fabio Schwarz – Pascal Raabe Toyota GR Yaris Rally2 RC2

34 Diego Domínguez – Rogelio Peñate Toyota GR Yaris Rally2 RC2

35 lejandro Mauro – Adrian Pérez Škoda Fabia RS Rally2 RC2

36 Abdulaziz Al-Kuwari – Giovanni Bernacchini Škoda Fabia RS Rally2 RC2

37 Hamzah Bakhashab – Marcin Pasek Toyota GR Yaris Rally2 RC2

38 Miguel Granados – Marc Martí Škoda Fabia RS Rally2 RC2

39 Nasser Khalifa Al-Atyah – Ziad Chehab Ford Fiesta Rally2 RC2

40 Miguel Díaz Aboitiz – Diego Sanjuan Toyota GR Yaris Rally2 RC2

41 Matteo Fontana – Alessandro Arnaboldi Ford Fiesta Rally3 RC3

42 Georgios Vasilakis – Allan Harryman Ford Fiesta Rally3 RC3

43 Burcu Çetinkaya – Fabrizia Pons Renault Clio Rally3 RC3

44 Saeed Almouri – Ata Alhmoud Renault Clio Rally3 RC3

45 Naveen Pulligilla – Musa Sherif Ford Fiesta Rally3 RC3

49 hiliposs Matthai – Ashwin Naik Ford Fiesta Rally3 RC3

46 Adrien Mosca – Anthony Gorguilo Citroën C3 Rally2 RC2

47 Gaurav Gill – Florian Barral Škoda Fabia Evo RC2

48 Ihab Al-Shurafa – Ahmad Jan Khout Škoda Fabia Evo RC2

50 Rashid Al-Muhannadi – Szymon Gospodarczyk Peugeot 208 Rally4 RC4

51 Mohammed Almarri – Pierre Delorme Peugeot 208 Rally4 RC4

Il programma (orari italiani)

Mercoledì 26 Novembre 2025

09:01-13:00 Shakedown 4,56 km

18:35 PS1 Jameel Motorsport Super Special 1 5,22 km

Giovedì 27 Novembre 2025

06:08 PS2 Al Fasallyah 1 19,36 km

07:06 PS3 Moon Stage 1 20,12 km

08:04 PS4 Khulays 1 11,33 km

Assistenza (40 min)

12:22 PS5 Al Fasallyah 2 19,36 km

13:20 PS6 Moon Stage 2 20,12 km

14:18 PS7 Khulays 2 11,33 km

Assistenza (45 min)

18:31 PS8 Jameel Motorsport Super Special 2 5,22 km

Venerdì 28 Novembre 2025

06:26 PS9 Alghullah 1 11,69 km

07:19 PS10 Um Al Jerem 1 30,58 km

08:35 PS11 Wadi Almatwi 1 28,59 km

Assistenza (40 min)

11:51 PS12 Alghullah 2 11,69 km

12:47 PS13 Um Al Jerem 2 30,58 km

14:05 PS14 Wadi Almatwi 2 28,59 km

Assistenza (45 min)

Sabato 29 Novembre 2025

07:05 PS15 Thabhan 1 16,29 km

08:21 PS16 Asfan 33,28 km

11:15 PS17 Thabhan 2 (Power Stage) 16,29 km

13:20 Podio

29 Novembre 2025/da Redazione TR
Tags: elfyn evans, kalle rovanpera, m-sport, matteo fontana, rally arabia saudita, sebastian ogier, toyota, world rally championship
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