EHRC – Ecco come cambia il Campionato continentale
Dal 2026 l’EHRC sarà infatti suddiviso in tre serie distinte, tutte sotto il medesimo ombrello regolamentare ma dotate di identità tecniche e sportive ben definite: Pre-1992, Pre-2000 e Gravel Championship.
La pubblicazione dei calendari 2026 dell’European Historic Rally Championship rappresenta molto più di un semplice aggiornamento stagionale. Con l’approvazione definitiva del World Motor Sport Council, la FIA ha dato forma a una riforma strutturale attesa da anni, che ridisegna in modo profondo l’intero comparto del rally storico europeo. Il risultato è un campionato finalmente articolato, leggibile e coerente, capace di valorizzare le diverse epoche dell’automobilismo sportivo senza costringerle a convivere forzatamente sotto un’unica classifica.
Dal 2026 l’EHRC sarà infatti suddiviso in tre serie distinte, tutte sotto il medesimo ombrello regolamentare ma dotate di identità tecniche e sportive ben definite: Pre-1992, Pre-2000 e Gravel Championship. Una scelta che risponde a esigenze concrete emerse negli ultimi anni, sia da parte dei concorrenti sia degli organizzatori, e che punta a semplificare la logistica, contenere i costi e restituire dignità competitiva a vetture profondamente diverse per concezione, prestazioni e contesto storico.
Il nuovo assetto del campionato si traduce immediatamente in numeri significativi. Il 2026 proporrà sedici eventi distribuiti in dodici Paesi europei, con l’ingresso di sette nuove gare che rinnovano in modo sostanziale il panorama dell’EHRC. Non si tratta solo di un’espansione quantitativa, ma di una crescita qualitativa, con rally selezionati per il loro valore storico, tecnico e territoriale, spesso ospitati in contesti che appartengono alla memoria collettiva del rally internazionale.
Il campionato Pre-1992 rappresenta il cuore più classico dell’EHRC, quello legato alla cosiddetta “golden age” del rally storico. Il calendario 2026 sarà interamente su asfalto e articolato in sette appuntamenti, pensati per esaltare vetture che hanno fatto la storia tra gli anni Settanta e la fine degli anni Ottanta. L’apertura stagionale al Rally Costa Brava, sulle strade catalane di Girona, conferma una tradizione ormai consolidata, così come il ritorno del Rally Costa Smeralda in Sardegna e del Rallye Antibes Côte d’Azur Historic, due eventi che incarnano perfettamente l’eleganza e la selettività dell’asfalto storico.
Il passaggio in Belgio con lo Ardeca Ypres Rally e in Austria con il Rally Weiz Historic rafforza il carattere tecnico del campionato, mentre le due tappe di settembre assumono un valore simbolico particolare. Il debutto FIA del Rali Ceredigion segna l’ingresso ufficiale del Galles nel panorama EHRC, riportando l’attenzione su strade che evocano grandi pagine di rally moderno. Il gran finale al Rally Elba Storico, appuntamento ormai imprescindibile, chiude una stagione costruita per offrire varietà senza perdere coerenza.
Accanto a questo mondo più “classico”, la FIA ha finalmente dato una collocazione autonoma alle vetture del Periodo K, quelle costruite tra il 1993 e il 2000. Il campionato Pre-2000 risponde a una richiesta precisa da parte di team e piloti che, negli ultimi anni, avevano lamentato la difficoltà di competere ad armi pari con auto di epoche precedenti. Il calendario 2026 combina appuntamenti condivisi con il Pre-1992 a eventi esclusivi, creando un percorso tecnico mirato per le icone degli anni Novanta.
Dopo l’esordio al Costa Brava, la stagione proseguirà nella Repubblica Ceca con l’Historic Vltava Rally, per poi toccare la Svizzera con il Rallye du Chablais. Ypres e Weiz torneranno come snodi centrali dell’estate, ma una delle novità più significative sarà l’Ulster International Rally, che porterà per la prima volta il campionato EHRC Pre-2000 in Irlanda del Nord. Una scelta che amplia ulteriormente la geografia del campionato e valorizza strade di grande tradizione. Il doppio appuntamento finale in Italia, con Rally Elba Storico e Sanremo Rally Storico, restituisce centralità a due eventi simbolo della storia europea.
La vera novità concettuale del 2026 è però la nascita del Gravel Championship, la prima serie EHRC interamente dedicata al fondo sterrato. Per anni, gli specialisti della terra hanno dovuto adattarsi a calendari prevalentemente asfaltati, con compromessi tecnici e logistici significativi. La FIA ha ora scelto di riconoscere ufficialmente questa esigenza, creando un campionato dedicato che eviti sovrapposizioni con le serie su asfalto e consenta una preparazione mirata.
Cinque eventi compongono il calendario sterrato, selezionati per il loro valore storico e tecnico. L’Historic Acropolis Rally in Grecia apre la stagione su uno dei fondi più duri e iconici d’Europa, seguito dallo Historic Rally Fafe in Portogallo. La parte centrale dell’estate porterà il campionato in Finlandia con il ritorno del Lahti Historic Rally e in Svezia con l’East Sweden Historic Rally, altra novità assoluta. La chiusura al Rally del Brunello, tra le colline toscane, rappresenta un’ulteriore apertura verso eventi di grande personalità, capaci di coniugare tradizione e spettacolo.
Le parole di Roger Wills, presidente della Commissione FIA Historic Motor Sport, chiariscono la filosofia alla base di questa riforma. Non si tratta di una semplice redistribuzione del calendario, ma di un cambio di paradigma. Ogni campionato offre ora un’identità chiara, con vetture che competono tra pari, superfici coerenti e un contesto sportivo più leggibile. I proprietari di auto Pre-2000 non saranno più costretti a confrontarsi con generazioni precedenti, mentre gli specialisti del Pre-1992 potranno godere di un calendario pensato per valorizzare appieno le loro vetture. Allo stesso modo, il Gravel Championship risponde finalmente alle esigenze dei team più tecnici, stanchi di continui compromessi di assetto e strategia.
Nel complesso, il 2026 si annuncia come l’anno più ricco e articolato nella storia recente dell’EHRC. Sedici rally ufficiali, dodici nazioni coinvolte, tre strutture distinte e sette nuove gare delineano un campionato che non guarda al passato con nostalgia, ma con metodo e visione. Il rally storico europeo entra così in una nuova fase, nella quale il patrimonio tecnico e culturale viene tutelato attraverso strumenti moderni, senza snaturarne lo spirito originario.
Il rombo delle storiche, il profumo dell’olio e il carattere ruvido delle vetture di ieri torneranno a essere protagonisti su strade leggendarie. Ma questa volta, lo faranno all’interno di un quadro regolamentare finalmente pensato per il futuro.









