Il Grande Fratello di Casa Lancia: ”Come faremo a dormire?”
Succede in Casa Lancia, attualmente sotto i riflettori del “Grande Fratello dei Rally” pochi giorni prima del debutto della Ypsilon HF Integrale Rally2, pochi giorni prima del ritorno di Lancia nel WRC dopo un’assenza durata troppo: dal quel triste 18 dicembre 1991, nulla fu più lo stesso.
Il ritorno di Lancia nel Campionato del Mondo Rally è in piena fase operativa ed è inevitabile che il team si trovi gli occhi del mondo addosso, un po’ come avviene nel “Grande Fratello”, il “Grande Fratello dei Rally”. La nuova Lancia Ypsilon HF Integrale Rally2 ha iniziato i test alla fine del 2025 in vista della stagione 2026, con l’obiettivo di debuttare nel WRC2, la categoria che rappresenta oggi il principale terreno di confronto per i costruttori impegnati con vetture derivate dalla serie. Alla guida del programma sportivo ci sono due piloti di riferimento come Nikolay Gryazin e Yohan Rossel, affiancati rispettivamente dai loro navigatori, con Rossel che correrà insieme ad Arnaud Dunand.
I primi chilometri percorsi hanno avuto un peso significativo non solo sul piano dello sviluppo tecnico, ma anche su quello emotivo. Gryazin, uno dei piloti incaricati di contribuire in modo diretto alla messa a punto della vettura, ha subito chiarito quale sia stato l’impatto iniziale del progetto. “È una sensazione piuttosto interessante”, ha spiegato dopo i primi test. “Ora inizieremo a lavorare sulla vettura per migliorarla sempre di più. Sono fiducioso e anche emozionato per la stagione. Ora ho alcuni giorni di test e, onestamente, non so come farò a dormire fino a Monte-Carlo”.
Parole che raccontano un coinvolgimento che va oltre il semplice ruolo professionale. Per Gryazin, infatti, il legame con Lancia non nasce solo dalla storia sportiva del marchio, ma da esperienze personali che affondano le radici nella sua formazione. Pur appartenendo a una generazione che non ha vissuto direttamente l’epoca di dominio della Casa torinese nel Mondiale rally, il pilota ha costruito nel tempo un rapporto diretto con il marchio. “Ho visto documentari sulla Lancia in passato, quindi ho una certa conoscenza della sua storia”, ha raccontato. “Mio padre ha gareggiato con una Lancia Delta, e io stesso ne ho guidata una al RallyLegend. Avevamo anche una Delta Evo stradale, quindi ho molti ricordi legati a questo marchio, soprattutto il design, che adoravo da bambino. Credo che chiunque nel mondo dei rally abbia un po’ di Lancia nel cuore”.
Il valore simbolico del ritorno di Lancia nel WRC non è dunque un elemento astratto, ma qualcosa che si riflette direttamente nei protagonisti coinvolti. La storia sportiva del marchio, costruita attraverso decenni di successi, titoli mondiali e vetture entrate nell’immaginario collettivo, rappresenta un riferimento costante, ma non un punto di arrivo. Il progetto Rally2 è stato impostato con un approccio pragmatico, orientato alla competitività immediata e alla crescita progressiva, consapevole delle difficoltà che comporta l’ingresso con una vettura completamente nuova.

Yohan Rossel condivide questo senso di rispetto per il nome Lancia, pur provenendo da un contesto differente. La sua carriera recente lo ha visto protagonista con altri costruttori, e l’approdo al programma Lancia rappresenta una nuova fase professionale. “A dire il vero, essendo piuttosto giovane, è difficile ricordare la precedente esperienza di Lancia nel WRC in prima persona, se non attraverso i video”, ha spiegato. “Ma dopo l’annuncio, c’era un’atmosfera folle e un’energia enorme intorno al team. In passato ho guidato per Citroën, e ora sono con Lancia. Per me, è uno dei marchi più importanti nella storia del WRC, e sono davvero, davvero felice di essere con Lancia quest’anno”.
L’entusiasmo che circonda il progetto, tuttavia, non cancella la consapevolezza delle sfide tecniche. La Ypsilon Rally2 HF Integrale è una vettura che deve ancora completare il proprio percorso di sviluppo, e i test invernali rappresentano una fase delicata, soprattutto in vista di un debutto fissato in uno degli appuntamenti più complessi dell’intero calendario: il Rally di Monte Carlo. Rossel ha sottolineato più volte la necessità di contestualizzare le sensazioni al volante. “Questo è stato il mio primo test su asfalto”, ha dichiarato durante una sessione di warm-up nel mese precedente. “Ho già guidato la vettura su sterrato, ma è una filosofia completamente diversa. Per il momento, ci stiamo davvero godendo la macchina, ma durante i test è sempre difficile sapere esattamente dove ci si trova, soprattutto a Monte Carlo, con neve e ghiaccio”.
Il riferimento alle condizioni del Monte Carlo non è casuale. Il rally monegasco, tradizionalmente appuntamento di apertura del Mondiale, rappresenta un banco di prova severissimo per qualsiasi nuova vettura. L’alternanza di asfalto asciutto, tratti umidi, neve e ghiaccio mette sotto pressione non solo il telaio e la meccanica, ma anche il lavoro di assetto, la gestione delle gomme e l’affidabilità complessiva. Per una Rally2 al debutto, il margine di errore è ridotto.
A sottolineare ulteriormente la complessità del contesto è intervenuto anche Arnaud Dunand, copilota di Rossel, che ha offerto una lettura tecnica e organizzativa della preparazione. “Monte Carlo è sempre un rally insidioso: il primo dell’anno, su asfalto, spesso con condizioni ghiacciate”, ha spiegato. “Con una vettura nuova di zecca è ancora più impegnativo, ma stiamo lavorando bene con il team e tutto è positivo. Abbiamo testato per tre giorni in diverse località, utilizzando tutte le opzioni di pneumatici per asfalto: chiodati, morbidi, super morbidi e misti. Ora analizzeremo tutti i dati con gli ingegneri per essere ben preparati per il rally”.
Le parole di Dunand mettono in evidenza un aspetto centrale del progetto: la metodologia di lavoro. L’attenzione all’analisi dei dati, la sperimentazione sistematica delle diverse soluzioni di pneumatici e il confronto costante con gli ingegneri indicano un approccio strutturato, indispensabile per affrontare una stagione che si preannuncia intensa. Il WRC2 è una categoria estremamente competitiva, nella quale l’affidabilità e la capacità di adattamento contano quanto la prestazione pura.
Il ritorno di Lancia nel Mondiale rally non si presenta come un’operazione nostalgica, ma come un progetto sportivo inserito nel contesto attuale del campionato. La scelta della Rally2 come punto di partenza consente un confronto diretto con numerosi costruttori e team privati, offrendo al marchio una piattaforma credibile per dimostrare competitività e solidità tecnica in vista del WRC del 2027. Allo stesso tempo, il peso simbolico del nome Lancia aggiunge una dimensione particolare al percorso, percepibile nelle dichiarazioni dei piloti e nell’attenzione che il progetto ha generato fin dal suo annuncio.
In questo equilibrio tra storia e presente si colloca l’attesa per il debutto al Rallye Monte-Carlo. L’impazienza di Gryazin, sintetizzata nella frase “non so come farò a dormire fino a Montecarlo”, è il riflesso di un momento cruciale: l’inizio di un nuovo capitolo sportivo che, pur richiamando un passato glorioso, deve essere scritto curva dopo curva, prova speciale dopo prova speciale, attraverso il lavoro quotidiano di piloti, tecnici e ingegneri.








