WRC – Jari-Matti Latvala non ha dubbi: Oliver è pronto
Solberg, campione del mondo WRC2 in carica, si appresta ad affrontare il Rallye Monte Carlo, appuntamento inaugurale della stagione, come primo impegno di un’intera annata al volante della Toyota GR Yaris Rally1. Un debutto a tempo pieno nella massima categoria che arriva dopo un 2025 caratterizzato da un’apparizione isolata destinata a lasciare il segno.
Jari-Matti Latvala non ha dubbi sul fatto che Oliver Solberg abbia ormai raggiunto una maturità sportiva tale da poter vincere con continuità nel Campionato mondiale rally, ma allo stesso tempo ritiene che per puntare concretamente al titolo iridato serva ancora un passaggio fondamentale: una stagione completa di apprendimento al volante di una Rally1. Il team principal di Toyota Gazoo Racing lo ha spiegato con chiarezza, collocando il talento svedese all’interno di un percorso di crescita che, secondo la sua visione, non può essere forzato senza rischi.
Solberg, campione del mondo WRC2 in carica, si appresta ad affrontare il Rallye Monte Carlo, appuntamento inaugurale della stagione, come primo impegno di un’intera annata al volante della Toyota GR Yaris Rally1. Un debutto a tempo pieno nella massima categoria che arriva dopo un 2025 caratterizzato da un’apparizione isolata destinata a lasciare il segno: la sorprendente vittoria al Rally Estonia, conquistata lo scorso luglio in una gara disputata su fondi veloci e molto selettivi, dove Solberg aveva già dimostrato in passato di trovarsi particolarmente a proprio agio.
Quel successo ha inevitabilmente acceso il dibattito: Solberg è già pronto per lottare per il titolo mondiale? È questa la domanda che David Evans ha posto direttamente a Latvala nel corso dell’ultima puntata di “SPIN, The Rally Pod”. La risposta del finlandese è stata articolata e, soprattutto, improntata a una lettura lucida del percorso del pilota.
“Oliver è cresciuto davvero molto e oggi si vede quanto sia diventato maturo”, ha spiegato Latvala. “Penso che forse nella stagione 2022 fosse ancora un po’ troppo presto per lui fare il salto su una Rally1 o su una vettura WRC. Ma ora posso dire che il tempismo è quello giusto”. Un riferimento implicito all’esperienza precedente di Solberg nella top class, vissuta in un contesto complesso e con una struttura tecnica meno stabile, che aveva messo in evidenza tanto il talento quanto i limiti di un passaggio anticipato.
La vittoria in Estonia, secondo Latvala, non è un episodio isolato. “Ha già vinto in Estonia l’anno scorso. Sono completamente sicuro che quest’anno vincerà altre gare”, ha affermato. Tuttavia, quando il discorso si sposta sul titolo mondiale, il tono cambia: “La grande domanda è: può diventare campione del mondo? Io penso che avrebbe bisogno di una stagione intera in Rally1. Questo è ancora l’anno in cui deve fare esperienza con la macchina. Ma credo che potrebbe essere pronto per il 2027”.
La posizione di Latvala riflette una filosofia gestionale che Toyota ha già adottato in passato, puntando su una crescita progressiva dei propri piloti. In questo senso, il 2026 viene visto come un anno di consolidamento per Solberg, con l’obiettivo di costruire basi solide piuttosto che inseguire immediatamente una sfida iridata che richiede costanza, gestione della pressione e una profonda conoscenza del pacchetto tecnico.
All’interno della stessa squadra, il confronto con Elfyn Evans è inevitabile. Il gallese appare, almeno sulla carta, uno dei principali candidati al titolo, soprattutto dopo aver mancato il mondiale 2025 per appena quattro punti. Un margine minimo, che ha segnato la quinta volta in sei anni in cui Evans ha chiuso la stagione come vicecampione.
Latvala non nasconde una certa preoccupazione per l’impatto psicologico di queste occasioni mancate. “Elfyn è stato così vicino così tante volte”, ha detto. “Ha tutto per vincere il campionato. La mia unica preoccupazione è che quando sei così vicino così tante volte, riesci a mantenere la motivazione, perché in un certo senso ti consuma dentro arrivare così vicino e non farcela”.
Secondo il team principal Toyota, però, Evans non ha bisogno di rivoluzionare il proprio approccio. “Spero che Elfyn mantenga la stessa motivazione e la stessa fame. Non ha davvero bisogno di fare nulla di più. Penso solo che se riuscisse ad avere una vittoria in più durante la stagione, sarebbe sufficiente”. Un’analisi che individua nei successi parziali, più che nella regolarità pura, la chiave per compiere l’ultimo passo verso il titolo.
Latvala ha anche analizzato un momento cruciale della scorsa stagione, quando Evans si era trovato in testa al campionato con un margine significativo. “L’anno scorso era in testa in primavera, con un vantaggio piuttosto ampio. Forse a quel punto ha scelto un approccio un po’ più prudente negli eventi primaverili. Ma in quel momento probabilmente è necessario prendersi qualche rischio in più per ottenere quelle vittorie. E sono proprio quelle vittorie che alla fine ti aiutano a vincere il campionato”.
Il discorso si amplia inevitabilmente a Sébastien Ogier, l’uomo che ha strappato il titolo a Evans pur disputando tre gare in meno. Latvala conosce Ogier da una vita sportiva condivisa, prima da compagni di squadra e oggi in un rapporto team principal–pilota. La sua descrizione del francese è netta: “È la persona più competitiva che abbia mai incontrato. Vuole vincere, e la sua passione per la vittoria è incredibile. Non ho mai visto nessun altro così”.
Latvala distingue però due fasi della carriera di Ogier. “Oggi è più rilassato. Ai tempi della Volkswagen si vedeva nei suoi occhi la passione per la vittoria: voleva il campionato ed era pronto a fare qualsiasi cosa per ottenerlo. Apprezzo molto il modo in cui lavorava, ed è così che ha raggiunto i suoi obiettivi”. Dopo il terzo titolo, secondo Latvala, qualcosa è cambiato: “Si poteva vedere che era diventato un po’ più rilassato, e poi ovviamente sono arrivate la famiglia, il matrimonio, i figli. È decisamente più rilassato oggi rispetto al periodo Volkswagen”.
Nonostante questo cambiamento, il rispetto reciproco tra i due è rimasto intatto, anzi rafforzato. “Ho sempre avuto un grande rispetto per lui, e anche lui ne ha sempre avuto per me. Ma direi che siamo diventati ancora più amici ora, nel periodo Toyota, con me come team principal e lui come pilota, rispetto a quando eravamo entrambi piloti”.
Nel contesto Toyota, queste tre figure – Solberg, Evans e Ogier – rappresentano tre fasi diverse di una carriera nel WRC: l’ascesa, la maturità in cerca del titolo e l’esperienza di un campione affermato. La gestione di questo equilibrio sarà uno dei compiti principali di Latvala, chiamato a trasformare il potenziale in risultati, senza accelerare tappe che, secondo la sua visione, restano decisive per costruire un futuro vincente e sostenibile.









