WRC – 16 anni dopo Urmo Aava torna nel Mondiale
Mai nella storia del Campionato del Mondo Rally un organizzatore aveva preso parte alla propria gara: il driver estone, in coppia con il navigatore Silver Kütt, correrà nell’appuntamento iridato al volante di una Toyota GR Yaris Rally2.
Ci sono ritorni che fanno notizia e altri che entrano direttamente nella storia. Quello di Urmo Aava e Silver Kütt appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Al Rally Estonia, infatti, il direttore dell’evento e uno dei suoi principali collaboratori non si limiteranno a coordinare l’organizzazione della gara: saranno anche al via della competizione, diventando i primi organizzatori nella storia del Campionato del Mondo Rally a prendere parte all’evento che essi stessi gestiscono. Un primato assoluto che aggiunge un ulteriore capitolo alla lunga storia d’amore tra l’Estonia e il rally.
Per Aava si tratta di un ritorno nel WRC a distanza di oltre sedici anni dall’ultima apparizione iridata. Una figura centrale per il motorsport estone, capace di costruire una solida carriera internazionale tra il 2002 e il 2009, periodo nel quale disputò circa cinquanta gare del Mondiale. Il momento più alto arrivò nel 2008, quando conquistò il quarto posto assoluto al Rally dell’Acropoli in Grecia e portò a casa cinque vittorie di prova speciale al volante della Citroën C4 WRC, dimostrando di poter competere con i migliori interpreti della disciplina.
Nonostante l’addio al palcoscenico mondiale al termine del 2009, Aava non ha mai smesso di correre. Negli ultimi anni ha continuato a prendere parte a diverse competizioni nazionali con una Subaru Impreza STI N11, mantenendo vivo il proprio legame con le gare. Molto più ridotta, invece, la sua esperienza con le moderne Rally2. Soltanto lo scorso anno ha guidato per la prima volta una vettura di questa categoria al Saaremaa Rally, in Estonia, al volante della Toyota GR Yaris Rally2. Una foratura ne ha compromesso il risultato finale, concluso al 32° posto assoluto, ma il passo mostrato è stato decisamente incoraggiante, come testimoniano anche i due scratch conquistati durante la gara.
Proprio con la GR Yaris Rally2 Aava e Kütt affronteranno il Rally Estonia. Anche per il copilota estone si tratterà di un ritorno nel Mondiale dopo molti anni: la sua ultima presenza nel WRC risale infatti al 2010, quando affiancò Martin Kangur. “Io e Silver lavoriamo insieme da tanto tempo nel mondo dei rally organizzando eventi, ma non abbiamo mai gareggiato insieme in una manifestazione importante come il Rally Estonia” ha dichiarato Aava. “Poter prendere il via insieme è un privilegio e un’opportunità unica, considerando che la maggior parte degli organizzatori del WRC non ha precedenti esperienze come pilota. Questa esperienza ci permetterà inoltre di vedere il rally dalla prospettiva dei concorrenti e ci aiuterà a migliorare ulteriormente il Rally Estonia”.
Dietro il progetto, però, non c’è soltanto il desiderio di rimettersi alla prova. Aava vuole infatti sfruttare questa iniziativa anche per dare visibilità alle nuove generazioni del rally nazionale. “Uno degli obiettivi del progetto Aava-Kütt è quello di dare maggiore visibilità alla giovane generazione di piloti estoni e mostrare la dedizione e l’impegno necessari per avere successo nel rally” ha aggiunto. Anche Kütt, che lo scorso anno ha ricoperto il ruolo di vice direttore di gara del Rally Estonia, ha sottolineato il valore simbolico e sportivo della partecipazione. “Competere insieme al Rally Estonia è sempre stato un sogno per entrambi. È una sfida enorme che prendiamo molto sul serio e per la quale ci stiamo preparando di conseguenza.”
La presenza in gara dei due fondatori non influirà comunque sull’organizzazione dell’evento. “Nel corso degli anni il nostro team organizzativo è diventato così solido che, anche se due dei fondatori dovessero partecipare alla competizione e quindi astenersi dai rispettivi incarichi, l’evento continuerebbe a svolgersi senza intoppi” ha spiegato Kütt. Una storia che va oltre il semplice risultato sportivo. Al Rally Estonia, Aava e Kütt non correranno soltanto contro il cronometro, ma rappresenteranno un caso unico nel panorama del motorsport mondiale. Per una volta, chi ha contribuito a costruire il successo di una prova del WRC tornerà a vivere il rally dall’altra parte della barricata, con casco, tuta e road book tra le mani. E comunque vada, avranno già conquistato un posto nella storia del campionato.









