CIRAS – Gabriele Rossi rilancia la sfida Tricolore
Il pilota di Bastiglia pronto a tornare protagonista nel Campionato Italiano Rally Auto Storiche al via dalle Vallate Aretine. Possibile anche la presenza al Memory Nino Fornaca, in attesa della pubblicazione ufficiale del calendario.
Gabriele Rossi si presenta alla stagione 2026 con una determinazione che va oltre la semplice voglia di correre. Il pilota di Bastiglia ha trasformato l’esperienza del 2025 in una base concreta su cui impostare un vero programma sportivo, con l’obiettivo dichiarato di misurarsi stabilmente con i protagonisti del Campionato Italiano Rally Auto Storiche. La scelta di tornare in modo strutturato non nasce da un entusiasmo episodico, ma da una valutazione lucida dei progressi fatti e di quelli ancora da compiere. Dopo un anno di rodaggio, nel quale Rossi ha dovuto riabituarsi a ritmi, pressioni e dinamiche del rally storico di alto livello, il 2026 viene visto come la stagione della conferma. L’attesa per il via del campionato, fissato dal 27 febbraio al 1 marzo con l’Historic Rally delle Vallate Aretine, è quindi il primo tassello di un percorso che vuole essere più ambizioso e più coerente rispetto al recente passato.
Il Vallate Aretine come punto di partenza
La gara di Arezzo rappresenta per Rossi molto più di una semplice prova inaugurale. Nel 2025 proprio al Vallate Aretine era arrivata una delle più grandi delusioni stagionali, con un sesto posto assoluto sfumato nelle battute finali dopo una prestazione che fino a quel momento aveva mostrato un livello di competitività superiore alle aspettative. Quel risultato mancato è rimasto come una ferita aperta, e il ritorno sulle strade toscane assume ora il valore simbolico di una rivincita sportiva. In un campionato come il CIRAS, dove la regolarità e la capacità di capitalizzare ogni occasione contano quanto la velocità pura, partire bene è fondamentale. Per Rossi, l’Historic Rally delle Vallate Aretine 2026 non sarà soltanto un test di competitività, ma un banco di prova mentale per verificare quanto il lavoro svolto nell’inverno abbia rafforzato fiducia, metodo e approccio alla gara.
Un calendario di livello internazionale
La stagione che attende Rossi è una delle più prestigiose degli ultimi anni per il Campionato Italiano Rally Auto Storiche. Subito dopo Arezzo, il calendario si arricchisce di due appuntamenti di rilievo internazionale: il Rally Costa Smeralda Storico del 24-25 aprile, al debutto nel FIA European Historic Rally Championship, e il Targa Florio Historic Rally del 14-16 maggio. Due gare che da sole alzano il livello tecnico e mediatico dell’intera serie, attirando equipaggi di primo piano e trasformando ogni confronto in una sfida di caratura europea. Per un pilota come Rossi, che punta a misurarsi con “i migliori” per accelerare il proprio percorso di crescita, queste tappe rappresentano un’opportunità rara. Il prosieguo della stagione con Valsugana Historic Rally, Rally Lana Storico, Campagnolo Rally Storico, Rally Elba Storico e il gran finale al Sanremo Rally Storico costruisce un percorso lungo e selettivo, nel quale solo chi mantiene costanza di rendimento può ambire a posizioni di rilievo.
La lezione del 2025 e la voglia di riscatto
Le parole di Rossi spiegano con chiarezza lo spirito con cui il team affronta il 2026: “Nel 2025 l’abbiamo solo assaggiato e dopo un Vallate Aretine sfortunato, con un sesto assoluto sfumato nel finale, ed un Campagnolo solido chiuso al settimo posto, abbiamo deciso di riprovarci. Vogliamo pareggiare il conto con la sorte”. Il riferimento al Campagnolo Rally Storico, concluso con un settimo posto, è significativo perché dimostra che, quando le cose sono filate lisce, Rossi è stato in grado di stare stabilmente nella parte alta della classifica assoluta. Questo tipo di risultato, in un contesto altamente competitivo come il CIRAS, non è frutto del caso ma di un pacchetto pilota–vettura–team che ha mostrato solidità. Il 2026 nasce quindi dalla consapevolezza che il potenziale c’è, ma va espresso con maggiore continuità e senza gli intoppi che hanno penalizzato il debutto.
Un equipaggio e una struttura collaudati
La scelta di proseguire con Fabrizio Handel alla destra di Rossi è un altro segnale di continuità tecnica e sportiva. Nel rally storico, dove le vetture sono impegnative da gestire e le gare spesso si decidono sulla precisione delle note e sulla capacità di leggere condizioni mutevoli, l’intesa tra pilota e navigatore è un valore aggiunto determinante. L’equipaggio continuerà a utilizzare la Ford Sierra Cosworth Gruppo A curata da Assoclub Motorsport, una vettura che, per potenza, trazione e carattere, richiede un approccio deciso ma anche una profonda conoscenza dei suoi limiti. Difendendo i colori di Bluthunder Racing Italy, Rossi potrà contare su una struttura che già conosce le sue esigenze e che ha dimostrato di saper mettere in gara una macchina competitiva e affidabile. In un campionato lungo come il CIRAS, questa stabilità organizzativa è spesso ciò che fa la differenza tra un buon piazzamento e una stagione di vertice.
CIRAS come obiettivo primario
Il focus dichiarato resta il Campionato Italiano Rally Auto Storiche, che rappresenta il palcoscenico più importante a livello nazionale per questa disciplina. Rossi non ha nascosto di voler competere “al massimo livello nazionale”, e questo implica una pianificazione che tenga conto non solo delle singole gare, ma dell’intera stagione in termini di punteggio, affidabilità e gestione delle risorse. Accanto al CIRAS, però, c’è anche l’interesse per il Trofeo Rally di Zona, partendo dalla terza zona e proseguendo con la seconda. Le concomitanze con il campionato tricolore rendono questo doppio obiettivo particolarmente interessante, perché permettono di massimizzare la presenza in gara e di accumulare chilometri competitivi senza stravolgere il programma principale. Per un pilota che vuole crescere, ogni speciale in più è un’opportunità per affinare ritmo, assetti e intesa con il navigatore.
L’incognita del Memory Nino Fornaca
Tra le possibili apparizioni extra-stagionali figura anche il Memory Nino Fornaca, in attesa della pubblicazione ufficiale del calendario. Questo appuntamento, tradizionalmente molto sentito nell’ambiente del rally storico, potrebbe aggiungere ulteriore visibilità e chilometri di qualità al programma di Rossi. La sua eventuale partecipazione dipenderà da incastri logistici e sportivi, ma il fatto stesso che venga considerata dimostra la volontà del team di sfruttare ogni occasione utile per competere e crescere. In un panorama in cui i costi e la gestione del materiale storico richiedono scelte ponderate, ogni gara extra deve avere un valore strategico, non solo emozionale. Rossi e il suo entourage sembrano muoversi con questa logica, mantenendo il CIRAS come perno centrale ma lasciando aperta la porta a opportunità che possano arricchire il percorso.
La Ford Sierra verso una nuova fase
Dal punto di vista tecnico, non sono previste rivoluzioni, ma questo non significa immobilismo. “La Ford Sierra è in fase di alleggerimento grazie al lavoro di Assoclub Motorsport”, ha spiegato Rossi, sottolineando che il lavoro invernale è stato concentrato sull’ottimizzazione piuttosto che sulla trasformazione. In una vettura come la Sierra Cosworth Gruppo A, ogni chilogrammo risparmiato e ogni affinamento di assetto si traducono in maggiore reattività, migliore frenata e più facilità di gestione nelle sezioni guidate. In un campionato come il CIRAS, dove si passa da tratti veloci a strade di montagna strette e tecniche, questo tipo di miglioramenti può incidere in modo significativo sui tempi. La continuità del pacchetto tecnico permette inoltre di capitalizzare l’esperienza accumulata nel 2025, evitando la fase di adattamento che accompagna sempre un cambio di vettura o di configurazione radicale.









