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Curiosità

Ciocco 2024, la tesi della Procura sul giovane deceduto

peugeot 208 rally4

Sui modelli Peugeot 208 Rally4 prodotti e utilizzati tra il 2021 e il 2024, le colonnette avrebbero mostrato una vulnerabilità strutturale tale da provocare altri distacchi di ruote in gare precedenti. Dopo l’incidente del Rally Il Ciocco 2024 sono state introdotte modifiche tecniche che hanno eliminato il problema.

Il 16 marzo 2024, durante una prova speciale della 47esima edizione del Rally Il Ciocco, gara inaugurale del Campionato Italiano Assoluto Rally, il tratto di Renaio nel territorio di Barga diventa teatro di un episodi luttuoso. La Peugeot 208 GT numero 49, condotta dal pilota Federico Gangi, sta affrontando la speciale quando, in un punto del percorso, la ruota anteriore destra si stacca per la rottura delle colonnette. La ruota, liberata dalla vettura parte come un proiettile, avvia una traiettoria incontrollabile e comincia a rimbalzare, producendo sempre maggiore energia cinetica. La sua corsa incontrollata prosegue per centinaia di metri lungo una linea che attraversa l’area occupata dagli spettatori. Su un terrapieno che domina la strada si trova Alessandro Valletta, 22 anni, grande appassionato di rally, residente a Pescaglia, che sta seguendo la prova insieme ad altre persone. La ruota lo colpisce in pieno volto, con una violenza tale da causargli lesioni immediatamente giudicate gravissime. I soccorsi vengono attivati subito e Valletta viene trasferito d’urgenza all’ospedale Cisanello di Pisa, dove entra in coma. Dopo dieci giorni di terribile agonia, il 30 marzo 2024, il giovane muore per le conseguenze dell’impatto, trasformando quello che inizialmente era stato un incidente drammatico in una tragedia con un esito mortale.

La costruzione del quadro investigativo

La Procura della Repubblica di Lucca, con il sostituto procuratore Paola Rizzo, apre immediatamente un’inchiesta ipotizzando i reati di omicidio colposo e omicidio stradale. L’indagine viene impostata fin da subito su una duplice direttrice: da un lato la dinamica tecnica del distacco della ruota dalla Peugeot 208 GT (RS rallyslalom e oltre aveva dedicato un articolo alla vicenda) dall’altro la gestione della sicurezza lungo il percorso di gara. Gli inquirenti acquisiscono l’esito dell’autopsia, le informazioni testimoniali raccolte dai carabinieri, le immagini della camera car installata sulla vettura numero 49, i filmati ufficiali della prova speciale e anche un video amatoriale girato da uno spettatore. Particolare rilievo assumono le dichiarazioni dei testimoni che si trovavano con Valletta sul terrapieno e che descrivono la posizione occupata dal gruppo di spettatori rispetto alla carreggiata. Viene avviata l’analisi tecnica della vettura coinvolta per comprendere come una ruota potesse staccarsi in quel modo da un’auto progettata e omologata per le competizioni, se e quanti altri episodi simili o uguali erano accaduti in passato ed eventualmente dopo. In questa fase iniziale l’obiettivo della Procura è costruire un quadro di responsabilità che tenga conto tanto dei profili organizzativi quanto di quelli meccanici, in un contesto in cui la sicurezza del pubblico rappresenta un obbligo giuridico.

I primi cinque indagati nell’organizzazione

Il 15 maggio 2024 vengono emesse le prime informazioni di garanzia nei confronti di cinque soggetti, iscritti nel registro degli indagati per consentire loro di nominare difensori e consulenti tecnici. Il primo è Walter Robassa, 67 anni, direttore di gara del Rally del Ciocco, figura centrale nella gestione sportiva dell’evento e nella supervisione delle procedure di sicurezza. Il secondo è Luciano Tedeschini, 69 anni, supervisore e responsabile sportivo e logistico dei rally per conto di Aci Sport spa dal 2004. Il terzo è Mauro Furlanetto, 53 anni, pilota apripista, incaricato di percorrere il tracciato prima delle vetture in gara per verificare che le condizioni del percorso fossero conformi agli standard di sicurezza. Il quarto è Federico Gangi, il giovane pilota della Peugeot 208 GT numero 49, direttamente coinvolto nella dinamica del distacco della ruota. Il quinto è Roberto Bertino, 52 anni, preparatore dell’auto, la cui officina aveva curato l’allestimento tecnico della vettura, dagli assetti alle componenti meccaniche ed elettroniche. La Procura nomina come proprio consulente l’ingegner Renzo Capitani, professore ordinario di progettazione meccanica all’Università di Firenze, chiamato a fornire una valutazione tecnica indipendente sulle cause del guasto.

L’estensione dell’indagine a Peugeot

Nel corso dei mesi successivi, l’inchiesta non si limita a questi primi cinque soggetti ma si amplia progressivamente. Il 1° maggio 2025 emerge che gli indagati sono diventati nove, segno che la Procura ha individuato nuovi possibili profili, a cui verrà sostanzialmente chiesto di dimostrare la propria innocenza o estreneità ai fatti ascritti. L’attenzione si sposta in modo sempre più marcato sulla Peugeot 208 GT e sulla sua progettazione e preparazione per le competizioni rally. Gli inquirenti acquisiscono elementi che indicano come il tipo di rottura che aveva portato al distacco della ruota non fosse un evento completamente isolato: su quel modello di auto si erano già verificati in passato episodi analoghi, fortunatamente senza conseguenze per gli spettatori. Questo dato apre uno scenario nuovo, in cui non si tratta solo di verificare se un meccanico o un team abbia montato in modo errato un componente, ma se esista un problema strutturale legato al progetto o alla produzione della vettura. In parallelo continua l’approfondimento sulla sicurezza del percorso, in particolare sulla legittimità della presenza del pubblico sul terrapieno da cui Valletta osservava la gara. La domanda diventa un punto di snodo fondamentale per l’indagine: quello spazio era autorizzato per gli spettatori o doveva essere considerato zona interdetta?

Incidente probatorio e perizia tecnica

Uno degli indagati chiede l’incidente probatorio, uno strumento previsto dal codice di procedura penale per cristallizzare una prova tecnica irripetibile sotto il controllo del giudice. In questo caso si tratta di una perizia sulla dinamica dell’incidente, sulla traiettoria della ruota e sulla posizione della vittima rispetto al tracciato. La Procura, che già aveva incaricato il proprio consulente, accoglie la centralità di questo passaggio, consapevole che la componente tecnica è decisiva per ipotizzare eventuali responsabilità penali. Viene quindi avviato un approfondimento che mette al centro non solo la vettura ma anche le regole di sicurezza Aci Sport che disciplinano la collocazione del pubblico lungo le prove speciali. Gli inquirenti cercano informazioni anche attraverso la Commissione Tecnica Aci Sport. La distinzione tra aree consentite e aree vietate diventa un elemento chiave per comprendere se la morte di Valletta sia stata una tragica fatalità o il risultato di violazioni specifiche di protocolli obbligatori. Insomma, questa terribile tragedia, poteva essere evitata?

La perizia, il gip e l’ingegner Frendo

La svolta arriva il 3 febbraio 2026, quando il perito nominato dal giudice per le indagini preliminari, Raffaella Poggi, deposita una relazione di oltre cento pagine accompagnata da numerose slide illustrative. Il perito in questione è Francesco Frendo, professore ordinario di progettazione meccanica all’Università di Pisa, chiamato a fornire un parere indipendente e super partes. Nella sua esposizione, durata circa due ore in udienza, Frendo individua due distinti profili di responsabilità. Il primo riguarda la stabilità e la costruzione della Peugeot 208 Rally 4, il secondo concerne la gestione della sicurezza del pubblico lungo il percorso. Questa doppia chiave di lettura conferma l’impostazione dell’inchiesta della Procura, che punta sull’omicidio colposo e stradale.

prigionieri 208 rally4

Il difetto delle colonnette e Peugeot

Secondo Frendo, la causa primaria del distacco della ruota risiede in un difetto di costruzione delle cosiddette “colonnette a piantaggio in acciaio”, ovvero i perni zigrinati che fissano la ruota al mozzo. Questi componenti avrebbero dovuto garantire resistenza anche in condizioni di elevato stress termico e meccanico, tipiche delle competizioni rally. Invece, sui modelli Peugeot 208 Rally 4 prodotti e utilizzati tra il 2021 e il 2024, le colonnette avrebbero mostrato una vulnerabilità strutturale tale da provocare altri distacchi di ruote in gare precedenti. Il fatto che, dopo l’incidente del Ciocco, siano state introdotte modifiche tecniche che hanno eliminato il problema viene interpretato dal perito come un indizio della fondatezza di questa criticità progettuale. Per questo motivo risultano indagati anche i vertici del reparto corse Peugeot: Mayeul Tyl, responsabile del Peugeot Citroën Racing Shop al momento della produzione delle vetture, oggi direttore di Stellantis Racing Shop, e François Wales, direttore di Peugeot Sport. A loro si affiancano Diego Parodi, proprietario del team Gima Autosport che aveva in carico la Peugeot 208 coinvolta, e Gilberto Simonetti, figura legata alla gestione tecnica del mezzo.

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Il pubblico e il terrapieno di Renaio

Il secondo profilo individuato dal perito del gip riguarda la collocazione di Alessandro Valletta al momento dell’impatto. Frendo afferma che, in base alle norme di sicurezza vigenti, su quel terrapieno e a quella distanza dalla sede stradale della prova speciale non doveva esserci nessuno. In altre parole, quella posizione non poteva essere considerata un’area spettatori autorizzata. Se Valletta si trovava lì, questa è la tesi dell’impianto accusatorio, significa che il sistema di controllo del pubblico e di delimitazione delle zone pericolose non ha funzionato correttamente. Questo rilievo tecnico ha un peso enorme, perché porta il perito a sostenere che la morte del giovane “si poteva evitare” se le regole fossero state rispettate. Da qui discende il mantenimento delle accuse nei confronti dei responsabili dell’organizzazione e della sicurezza: Luciano Tedeschini per Aci Sport, Walter Robassa come direttore di gara, Mauro Furlanetto come pilota apripista, oltre al pilota Federico Gangi e al preparatore Roberto Bertino, ciascuno per il proprio ruolo nella catena di eventi che ha portato alla tragedia. Dunque sono loro nove che a vario titolo dovranno dimostrare di essere estranei a fatti che la Procura deciderà di contestargli.

Il quadro giudiziario al febbraio 2026

Alla data dell’udienza del febbraio 2026, il procedimento si trova in una fase avanzata ma non ancora definita. La perizia del giudice ha stabilito un quadro tecnico che individua una duplice causalità: un difetto strutturale della vettura e una violazione delle regole di sicurezza del percorso. L’udienza viene aggiornata al 4 maggio per consentire ai consulenti delle difese di esporre le proprie valutazioni e sollevare eventuali eccezioni procedurali. In quel momento si giocherà una partita decisiva, perché le parti cercheranno di smontare o confermare le conclusioni del perito Frendo, che rappresentano la base tecnica dell’impianto costruito dalla Procura toscana. L’indagine sul Rally Il Ciocco, partita come un accertamento su un incidente drammatico, si è così trasformata in un procedimento complesso che coinvolge organizzatori, tecnici, piloti e una grande casa automobilistica internazionale, con al centro la morte di un giovane spettatore colpito da una ruota che non avrebbe mai dovuto staccarsi e da una traiettoria che non avrebbe mai dovuto intercettare il pubblico.

3 Febbraio 2026/da Marco Cariati
Tags: aci sport, campionato italiano rally, peugeot, rally il ciocco
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