WRC – Lancia, il nodo è il calendario non il kit
Il responsabile Lancia Corse HF analizza il futuro della Casa nel Mondiale: regolamenti ancora in evoluzione, dubbi sul calendario e attenzione alla sostenibilità economica del progetto. Intanto il lavoro sulla Ypsilon HF Integrale Rally2 continua, soprattutto su motore e set-up.
“Il budget per sviluppare un kit potrebbe non essere un problema, perché le modifiche richieste non sono così elevate. Il vero ostacolo è il numero delle gare del Mondiale”. Luca Martello, responsabile Lancia Corse HF, non chiude le porte di una partecipazione del marchio torinese al Campionato del Mondo Rally 2027, ma non alle condizioni attuali. “Fare 15 gare con due vetture è sensibilmente diverso rispetto a disputarne 10 con una o due vetture, scegliendo dove andare a correre. I costi logistici tra una gara a Roma e una in Cile sono significativamente diversi; è una questione di budget” ha detto in un incontro con la stampa all’Heritage Hub di Stellantis a Torino.
Per questo motivo, la posizione è piuttosto chiara. “Al momento non esiste una deadline per decidere, perché non è previsto lo sviluppo del kit. Disputare 15 gare con due equipaggi è un’ipotesi esclusa. Su un programma di 10 gare, invece, si può ragionare, anche senza kit”.
Inoltre questa soluzione pensata per avvicinare le prestazioni delle Rally2 alle future auto della classe regina potrebbe non essere nemmeno così determinante sulle prestazioni: “Non è neanche detto che una Rally2 con il kit sia più veloce di una senza. Bisogna capire come un paraurti, uno spoiler diverso e ridurre 10 kg su una vettura già ridotta all’osso possano influire. Finché non si compete non si può sapere se è più veloce” ha ragionato Martello.
E poi c’è un discorso di appeal della serie iridata: “Sarà interessante vedere se il WRC diventerà una competizione tra Toyota o una sfida più divertente tra Lancia, Skoda, Hyundai e Toyota stessa con le Rally2. Il regolamento è stato pubblicato. Sta alla Fia capire se il contesto sportivo che si va a creare fa l’interesse del rally. Noi ogni opportunità la prendiamo in considerazione”.
Secondo Martello, il quadro regolamentare resta ancora in evoluzione e il dialogo con la Federazione internazionale e gli altri competitor è aperto. “Tra cambi di Promoter, FIA e rapporti con gli altri costruttori, il bandolo della matassa non è ancora stato sciolto”, ha affermato sottolineando come l’incertezza normativa rappresenti una difficoltà condivisa.
Sul tavolo di lavoro, precisa, siedono tutti i costruttori, ma Lancia, tuttavia, esclude qualsiasi azione comune contro la Federazione. “Parliamo con gli altri costruttori, ognuno porta al tavolo le proprie esigenze. Siamo in buoni rapporti con tutti, ciascuno propone la propria visione del futuro. Non facciamo lobby contro la Fia, ma cerchiamo semplicemente di tutelare al meglio gli interessi di ognuno”.
Tutto questo non si traduce di certo in un disimpegno della Casa torinese, che invece continua a lavorare sulla Lancia Ypsilon HF Integrale Rally2, dedicando particolare attenzione al set-up e al motore della vettura. “Volevamo creare un vero e proprio ecosistema sportivo, che va dalla realizzazione di vetture da rally con una gamma completa (Rally6, Rally4 e Rally2) alla valorizzazione dei giovani con il Trofeo Lancia. Da un lato il business è la vendita delle vetture, dall’altro c’è la valorizzazione dei giovani per trovare il campione del futuro”.
Un processo lungo, che prevede investimenti e sacrifici, ma che sta iniziando a dare i propri frutti, soprattutto a livello commerciale. “Siamo a 65 Rally2 vendute e 140 Rally4. L’auto che va più a rilento è la Rally6, ma ce lo aspettavamo; ha un ottimo riscontro in Francia, meno in Italia”.








