Loeb torna al successo, l’Alpine pure
Sébastien Loeb trionfa perentoriamente al Rallye du Chablais con l’Alpine A110 Rally GT+
Nel fine settimana la leggenda vivente del rally Sébastien Loeb ha temporaneamente abbandonato i rally-raid per tornare a respirare l’atmosfera delle corse su asfalto, prendendo parte al Rallye du Chablais in Svizzera. Come annunciato nei giorni precedenti, il nove volte campione del mondo WRC ha partecipato alla gara elvetica al volante di una Alpine A110 Rally GT+ condivisa con il fidato copilota Laurent Godey. Nonostante la natura “occasionale” della partecipazione, l’esito non ha sorpreso gli addetti ai lavori: Loeb ha dominato la competizione dall’inizio alla fine, lasciando a oltre trenta secondi il più vicino degli inseguitori, alla guida di una performante Škoda Fabia Rally2 Evo.
Il Rallye du Chablais è una delle prove di spicco del campionato svizzero rally, noto per i suoi tracciati tecnici, incastonati tra i rilievi del Canton Vaud. La presenza di Loeb ha naturalmente attratto una notevole attenzione mediatica e di pubblico, contribuendo a innalzare il profilo di un evento già consolidato nel panorama rallistico alpino. Sebbene il contesto non fosse paragonabile in termini di pressione o posta in palio alle tappe mondiali del WRC o ai durissimi rally-raid come la Dakar, il francese ha comunque mostrato un approccio professionale e meticoloso, come da sua abitudine. A bordo della Alpine – vettura appartenente alla categoria GT ma preparata specificamente per i rally asfaltati – Loeb ha impressionato per ritmo, pulizia di guida e capacità di adattamento a un mezzo molto diverso dai prototipi 4×4 abitualmente utilizzati nei raid o nelle categorie Rally2.
Laurent Godey, giornalista e copilota di fiducia di Loeb nei suoi recenti impegni non competitivi, ha confermato ancora una volta l’affiatamento con il pilota alsaziano. I due avevano già collaborato in eventi dimostrativi o gare locali, ma questa prova – pur affrontata con spirito sportivo – ha dimostrato come il feeling tra equipaggio e vettura fosse tutt’altro che improvvisato.

Il distacco rifilato agli avversari – poco più di 30 secondi sul secondo classificato, alla guida della già citata Škoda Fabia – testimonia la superiorità del binomio Loeb-Alpine su questo tipo di tracciato, ma anche l’abilità del francese nel ritrovare immediatamente il ritmo gara nonostante una lunga pausa dalle competizioni su asfalto. Va ricordato che la Alpine A110 Rally GT+ non è una vettura a trazione integrale, ma a trazione posteriore, e ciò rende ancor più significativa la prestazione di Loeb, che ha saputo sfruttare le caratteristiche dinamiche dell’auto per dominare anche nelle sezioni più tecniche.
Quanto al futuro, Loeb – che ha ormai superato i cinquant’anni – sembra voler gestire la propria carriera sportiva secondo ritmi del tutto personali. Dopo l’impegno con il team Bahrain Raid Xtreme nei rally-raid e alcune apparizioni nel World RX e in Extreme E, l’alsaziano continua a concedersi occasioni mirate, spesso legate a progetti di comunicazione o promozione tecnica. Il Rallye du Chablais, in questo senso, ha rappresentato più un divertissement che un vero ritorno alle corse, sebbene la qualità della prestazione sia stata tutt’altro che dilettantesca.
Nel breve termine, Loeb ha scherzosamente annunciato il suo ritorno alla “vita da pensionato”, forse con qualche giorno di relax nella sua proprietà di campagna. Ma conoscendo la sua passione insaziabile per i motori e le sfide, è probabile che lo rivedremo presto al volante, in qualche nuova avventura, su qualche nuova superficie.
La partecipazione di Sébastien Loeb al Rallye du Chablais ha confermato, se mai ce ne fosse bisogno, l’unicità di un pilota capace di rimanere competitivo anche fuori dai grandi palcoscenici. L’evento svizzero ha beneficiato in termini di visibilità e qualità tecnica, mentre l’Alpine A110 Rally GT+ ha avuto una ribalta preziosa per dimostrare le proprie potenzialità nel mondo del rally su asfalto. È l’ennesimo tassello nella straordinaria carriera di un campione che ha fatto della versatilità e della longevità agonistica il proprio marchio di fabbrica.









