CRZ10 – Rally Terra Sarda, annullata l’edizione 2026
La gara, in programma dal 9 all’11 ottobre tra le strade della provincia di Olbia-Tempio, non si disputerà. Gli organizzatori della Porto Cervo Racing: “Una scelta dolorosa ma necessaria, il sistema non è più sostenibile“.
Non è la storia di una gara che non funziona. È, al contrario, quella di una manifestazione cresciuta fino a diventare un punto di riferimento del rallismo internazionale, capace di richiamare piloti da tutta Europa, generare migliaia di presenze turistiche e promuovere la Sardegna nel mondo. Proprio per questo la decisione di fermarsi assume un significato ancora più forte. Porto Cervo Racing ha annunciato l’annullamento dell’edizione 2026 del Rally Terra Sarda, in programma dal 9 all’11 ottobre sulle strade della provincia di Olbia-Tempio e valido per il TER Series e per la Coppa Rally di Zona 10.
La scelta è stata assunta dal direttivo dell’associazione organizzatrice e viene definita “la più difficile della nostra storia”. Non pesa la mancanza di entusiasmo, né vengono messe in discussione le capacità organizzative che negli ultimi anni hanno fatto crescere il Rally Terra Sarda fino a inserirlo stabilmente tra gli eventi di maggiore prestigio del calendario europeo. A mancare, spiegano gli organizzatori, sono invece le condizioni esterne necessarie per garantire gli standard qualitativi che hanno sempre contraddistinto la manifestazione.
“Ci sono decisioni che nessun organizzatore vorrebbe mai prendere“, scrive il comitato organizzatore. “Ci sono eventi che, con il passare degli anni, smettono di appartenere a chi li organizza e diventano patrimonio di un territorio, delle sue comunità, dei suoi volontari, delle imprese e dei piloti”. È questa la dimensione raggiunta dal Rally Terra Sarda, diventato negli anni molto più di una competizione automobilistica.
I numeri raccontano la crescita della manifestazione. Dopo l’ingresso nel TER – Tour European Rally, circuito FIA che coniuga sport e promozione turistica, la gara ha ospitato equipaggi provenienti da quindici nazioni, campioni del mondo e alcuni dei principali protagonisti del panorama internazionale. Nel 2023 furono 115 gli equipaggi verificati, diventati 110 nel 2024, cifre oggi sempre più rare nel rallismo italiano. Accanto all’aspetto sportivo si è consolidato quello economico e turistico.
L’edizione 2023 ha fatto registrare quasi 20 mila presenze e circa 5 mila pernottamenti nelle strutture ricettive del territorio, confermando la capacità della manifestazione di allungare la stagione turistica e creare ricadute concrete per alberghi, ristoranti, attività commerciali e servizi.
Nel 2025, quando il Rally Terra Sarda si è disputato in Ogliastra, il solo staff organizzativo ha generato oltre 1.200 presenze alberghiere distribuite in undici strutture ricettive, coinvolgendo circa 500 persone e producendo oltre mille pasti per gli addetti ai lavori. A questo si è aggiunta la visibilità garantita dal TER, con una copertura televisiva in oltre 150 Paesi.
Per questo la sospensione del 2026 viene presentata come un gesto di responsabilità e, allo stesso tempo, come un messaggio destinato all’intero movimento. “Stiamo scegliendo di fermare una manifestazione che funziona – spiegano gli organizzatori – perché riteniamo che il sistema nel quale operano oggi gli organizzatori non sia più sostenibile“.
Una decisione che viene definita “un grido d’allarme“, nella convinzione che fermarsi oggi possa contribuire ad aprire una riflessione sul futuro degli eventi rallistici. Porto Cervo Racing ha voluto inoltre ringraziare il TER Series e il suo promotore Luca Grilli per la vicinanza dimostrata fin dal primo momento. Il rapporto con il campionato europeo, assicurano gli organizzatori, non si interrompe e l’obiettivo resta quello di riportare il Rally Terra Sarda nel calendario internazionale non appena le condizioni lo renderanno possibile.
In pochi anni la manifestazione ha costruito anche una storia sportiva di assoluto livello. L’albo d’oro vede Maurizio Diomedi come pilota più vincente con cinque successi, seguito da Vittorio Musselli con tre e dal neozelandese Hayden Paddon con due affermazioni. Una vittoria a testa per Claudio Addis, Alberto Roveta e il britannico Osian Pryce. Sulle prove speciali della gara hanno corso anche piloti di primo piano come Marino Gessa, Ivan Ballinari, Rachele Somaschini, Emil Lindholm e Nil Solans, contribuendo ad accrescerne il prestigio internazionale.
L’edizione 2026 non si correrà, ma il messaggio di Porto Cervo Racing guarda oltre lo stop. Nel ringraziare partner, amministrazioni, istituzioni, forze dell’ordine, Protezione civile, ufficiali di gara, volontari e collaboratori, gli organizzatori ribadiscono la volontà di non disperdere il patrimonio costruito in questi anni. L’auspicio è che questa pausa rappresenti soltanto un passaggio obbligato e che il Rally Terra Sarda possa tornare presto sulle strade della Sardegna con la stessa ambizione che lo ha trasformato in una delle manifestazioni più apprezzate del rallismo europeo.









