• Collegamento a Facebook
  • Collegamento a Instagram
  • Collegamento a TikTok
  • Collegamento a Pinterest
  • Collegamento a LinkedIn
  • Collegamento a Youtube
  • Collegamento a Mail
  • Collegamento a Rss questo sito
direttore@tuttorally.news - redazione@tuttorally.news
TuttoRally
  • EDICOLA
    • PRENOTAZIONI
    • ABBONAMENTO
    • RIVISTE
    • STORIA
  • CALENDARI
    • CALENDARI MODERNE
    • CALENDARI STORICHE
  • CLASSIFICHE
    • CLASSIFICHE WRC ED ERC
    • CLASSIFICHE ITALIA
    • CLASSIFICHE STORICHE
  • EDITORIALI
  • GUIDE E DIRETTE
  • STORIEChi racconta storie, regala sogni. Non perdere nessuna storia dal fantastico mondo dei rally. Sfoglia la sezione dedicata, oppure scegli la tua tipologia di competizione preferita dal menu in alto.
  • VIDEONon perdere nessun articolo dedicato ad un video particolare di YouTube. Sfoglia la sezione dedicata, oppure scegli altri argomenti dal menu in alto.
  • PODCASTNon perdere nessun podcast dedicato ai rally sul nostro canale Spotify. Sfoglia l’apposita sezione, oppure scegli altri argomenti dal menu in alto.
  • RALLYNon perdere nessuna notizia relativa ai rally: WRC, ERC, CIAR, CIRT, CRZ e molto altro. Sfoglia la sezione dedicata, oppure scegli la tua tipologia di competizione preferita dal menu in alto.
    • WRC
    • ERC
    • CIAR
    • CIRT
    • CIRC
    • CRZ
    • ALTRI RALLY
  • ALTRE CORSE
    • RALLY RAID
    • RALLYCROSS
  • STORICHE
    • RALLYSTORICI
    • REGOLARITA’
    • QUOTAZIONI
  • AUTO
    • AUTO DA CORSA
    • TECNOLOGIA
    • AUTO DI SERIE
    • YOUNGTIMER
  • CURIOSITÀNon perdere nessuna curiosità relativa al mondo delle corse su strada. Sfoglia la sezione dedicata, oppure scegli la tua tipologia di competizione preferita dal menu in alto.
  • Fare clic per aprire il campo di ricerca Fare clic per aprire il campo di ricerca Cerca
  • Menu Menu
Curiosità

Giovanni Casarotto, il mugnaio volante

Casarotto

Il vicentino è stato uno dei protagonisti del rallysmo nella seconda metà degli anni ’70. Il suo duello con Tito Cane per il TR 1979 è rimasto nella storia

Il mondo del rallysmo italiano perde oggi uno dei suoi protagonisti più amati e iconici, un uomo che ha saputo incarnare l’essenza più pura del pilota privato, capace di sfidare gli avversari con mezzi spesso limitati ma con un cuore immenso. Il vicentino Giovanni Casarotto, scomparso all’età di ottant’anni, non è stato solo un pilota veloce; è stata una figura che ha attraversato le epoche d’oro del motorsport con l’umiltà del lavoratore e la grinta del campione. La sua vita è stata un intreccio affascinante di velocità e tradizioni, segnata indelebilmente da quei soprannomi che ne raccontavano perfettamente l’andamento: il “mugnaio volante” nei momenti di gloria e quel sarcastico “Cosa ha rotto” quando la meccanica tradiva il suo talento, spesso per guasti banali che ne frenavano le ambizioni.

La storia di Casarotto affonda le radici nella terra e nel lavoro della sua famiglia, dedita da sempre al commercio di farine e cereali nel Vicentino. Prima di scoprire la potenza dei motori, Giovanni aveva cercato la velocità sui pedali della bicicletta. Gigante di oltre un metro e novanta, la sua stazza lo rendeva un corridore atipico ma rispettatissimo, tanto da stringere un’amicizia profonda e duratura con Marino Basso, lo sprinter che nel 1972 conquistò il Mondiale a Gap. Quel legame con il ciclismo non lo avrebbe mai abbandonato, diventando il rifugio in cui tornare una volta appeso il casco al chiodo, ma è stato tra i tornanti degli anni ’70 che il suo nome è diventato leggenda tra i privati italiani.

Il ricordo della sua carriera non può prescindere dal fatidico 1979, un anno rimasto per sempre “sullo stomaco” del pilota vicentino. Fu la stagione del grande duello per il Trofeo Rally Nazionali contro Tito Cane, una sfida che si concluse con una beffa difficile da dimenticare. Al Rally Puglia-Lucania di Bari, Casarotto visse uno degli episodi più controversi della sua storia sportiva: convinto di avere un vantaggio rassicurante di 38 secondi prima dell’ultima prova, si ritrovò superato per un solo secondo a causa di una gestione dei tempi da parte degli avversari che definì senza mezzi termini sleale. “Si avvicina Tesio, il loro Direttore sportivo, e mi dice: “Casarotto, mi dispiace ma abbiamo vinto noi per un secondo”. Il mio navigatore, Piergiorgio Zonta, mi fa: “ma questi sono ubriachi, avevamo 38” di vantaggio! Ce ne hanno dati solo 9”. Alle premiazioni ho fatto una sfuriata contro di loro: “Ho corso anche in bicicletta, ma là sono molto più leali, dovreste essere radiati!” ricordo di aver detto e Tesio minacciò di denunciarmi. Se avessi vinto a Bari, al 99% a fine anno diventavo campione italiano…“»” ricordava qualche anno fa. Quel giorno, mentre la sua Lancia Stratos fumava per la polvere accumulata e lui cercava di preservare il motore su consiglio di Giuliano Michelotto, la vittoria gli sfuggì di mano tra urla e polemiche che segnarono la rottura definitiva con Cane, un silenzio durato decenni e interrotto solo recentemente da un accenno di riconciliazione.

Quella stagione del 1979 fu un calvario di episodi sfortunati e presunti boicottaggi: “Alla gara finale, il “333 Minuti-Villa d’Este” a Como, sono partito bene, ero in testa dopo tre speciali. Al via della quarta, in mezzo a due ali di persone, con un punteruolo o un cacciavite mi hanno forato tre delle quattro slick che avevo montato…” ricordava. E ancora: «Un fatto peggiore è avvenuto al Prealpi venete. In discesa, in prossimità di un tornante, mi hanno buttato sull’asfalto una bel po’ d’olio. Si andava giù a San Giovanni Ilarione, nel Veronese dove il rally, partito da Padova, sconfinava. Sono arrivato al limite e la macchina sull’olio ovviamente mi è scappata via, piatta. Per fortuna sono finito in una vigna: ho tirato giù un po’ di viti e sono riuscito a tornare in strada senza trovare muretti o ostacoli. Ho perso una cinquantina di secondi. Ce l’ho fatta poi a tornare in testa alla gara ma in seguito all’incidente di un altro pilota non abbiamo raggiunto il chilometraggio minimo per prendere i punti interi e ne sono stati assegnati la metà. E non dimentichiamo le bande chiodate che mi sono trovato sul Colle del Lys al Rododendri a Torino… anche lì ho forato tre gomme“.

Eppure, nonostante le difficoltà di gestire una vettura “fatta in casa” senza i budget dei team ufficiali, Casarotto dimostrò di essere un “missile” quando tutto funzionava. Il passaggio dalla Stratos alla Fiat 131 Abarth, la stessa usata nel 1979 da Tito Cane e sponsorizzata dai concessionari Fiat di Novara e Vercelli, negli anni successivi gli permise di assaporare la vittoria con più continuità, scoprendo una vettura che lui stesso definiva un giocattolo, molto più facile e affidabile della nervosa Lancia Beta con cui aveva vissuto anni difficili e avari di soddisfazioni prima della Stratos. “Correvo per la Grifone ma era una vettura sperimentale fatta dal Reparto corse Lancia e seguita dall’officina di Nello Riccardi di Albisola. La Beta non era affidabile: ad un 4 Regioni, se ricordo bene, siamo partiti in diciotto con quella macchina tra cui Carello e Pregliasco. In sedici ci siamo fermati sulla prima prova, Rocca Susella, gli altri due sulla seconda… La Beta aveva un motore eccezionale, tirava a quasi 9.000 giri ma sbiellava molto ed era durissima da guidare, non aveva l’idroguida. Ho fatto un terzo assoluto al Campagnolo ed un secondo a Varese: dopo aver preso tanti rischi sulla prova del Cuvignone, che io non avevo mai visto, sono andato più calmo, all’arrivo ci dicono che fino al Cuvignone eravamo in testa alla gara… non guardavamo i tempi” amava ricordare il vicentino.

Un aspetto che rendeva Giovanni Casarotto unico nel panorama delle corse era la presenza costante al suo fianco della moglie, Francesca Serafini. Iniziata alle corse quasi per scommessa per non annoiarsi alle premiazioni, Francesca divenne una navigatrice esperta, condividendo con il marito cinque o sei campionati italiani, fino al 1978, in un connubio perfetto di vita e sport.

Oggi, nel salutare il “mugnaio volante”, resta l’immagine di un uomo d’altri tempi, un atleta che ha saputo portare l’etica del ciclismo nel mondo del motore, accettando le sconfitte amare con dignità e vivendo le vittorie con la consapevolezza di chi sa quanto pesa ogni singolo granello di farina e ogni singolo chilometro di prova speciale. Con lui se ne va un pezzo di quella nobiltà rallistica che sapeva correre al risparmio ma senza mai risparmiarsi.

-->
11 Aprile 2026/da Gian Domenico Lorenzet
Condividi questo articolo
  • Facebook Facebook Condividi su Facebook
  • X-twitter X-twitter Condividi su X
  • Square-x-twitter Square-x-twitter Condividi su X
  • Whatsapp Whatsapp Condividi su WhatsApp
  • Pinterest Pinterest Condividi su Pinterest
  • Linkedin Linkedin Condividi su LinkedIn
  • Tumblr Tumblr Condividi su Tumblr
  • Vk Vk Condividi su Vk
  • Reddit Reddit Condividi su Reddit
  • Mail Mail Condividi attraverso Mail
  • Yelp Yelp Venite a trovarci su Yelp

Contatti

direttore@tuttorally.news

redazione@tuttorally.news

TuttoRally agosto 2026

Newsletter

Iscriviti gratuitamente alla newsletter di TuttoRally per ricevere i nuovi articoli in mail.

Socializziamo

Popolare
  • Skoda 130 RS
    Amarcord: la Skoda 130 RS compie 50 anni
  • Hayden Paddon
    Paddon e Meeke passano alle auto storiche
  • Carlos Sainz
    FIA: Carlos Sainz pensa alla presidenza
  • Andrea Crugnola
    Diretta CIAR: Rally Targa Florio 2025
  • gianni vasino dario cerrato
    Gianni Vasino, cronista di razza amante del rally
Recente
  • Toyota GR Celica 2027
    Luis Moya “vede” la Celica nel prossimo WRC
  • HWMlBJtc OFR26 Lia 27 780x520 1
    Lia Block domina l’Ojibwe Forests Rally
  • Martijn Widaeghe (a sinistra) con il suo pilota Thierry Neuville
    WRC – Hyundai lascia, tornerà nel 2029
  • Marco Cavigioli foto ERC
    ERC – Zlín, il sogno delle 20 partecipazioni per...
  • Mabellini-Lenzi nella prova spettacolo del Rali Ceredigion
    Diretta ERC – Rali Ceredigion 2026
Tags
aci sport adrien fourmaux andrea crugnola andrea mabellini campionato finlandese rally campionato francese rally campionato italiano rally campionato italiano rally auto storiche campionato italiano rally terra citroen coppa rally di zona dakar rally elfyn evans esapekka lappi european historic rally championship european rally championship fia ford hyundai international rally cup jari-matti latvala kalle rovanpera lancia m-sport martins sesks nikolay gryazin oliver solberg opel ott tanak peugeot rally di finlandia rally di svezia rallye montecarlo rally italia sardegna rally roma capitale roope korhonen sebastian ogier sebastien loeb simone campedelli skoda suzuki thierry neuville toyota trofeo italiano rally world rally championship
TuttoRally è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Torino, nel Registro Stampa Periodica con autorizzazione n° 3257 del 1983 - Direttore Responsabile: Marco Cariati - Copyright © 2023-2026
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a Instagram
  • Collegamento a TikTok
  • Collegamento a Pinterest
  • Collegamento a LinkedIn
  • Collegamento a Youtube
  • Collegamento a Mail
  • Collegamento a Rss questo sito
  • Le Guide di TR
  • Quotazioni
  • Abbonamento
  • Il giornale
  • Redazione
  • Codice etico
  • Politica editoriale
  • Informazioni legali
  • Accessibilità
  • Data Mining Policy
  • Cookie
  • Privacy
  • Trust Project
Collegamento a: TuttoRally di aprile 2026: numero 482 Collegamento a: TuttoRally di aprile 2026: numero 482 TuttoRally di aprile 2026: numero 482Copertina TR aprile 2026 Collegamento a: Rallye La Llana: Sordo si ritira, vince Marczyk Collegamento a: Rallye La Llana: Sordo si ritira, vince Marczyk dani sordo rali agua 2025 cpr 12Rallye La Llana: Sordo si ritira, vince Marczyk
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto