WRC – A metà settembre si decide sull’Arabia Saudita
Latvala vorrebbe seguire l’esempio di WEC e Formula 1 e cambiare sede mentre la FIA preferisce attendere gli sviluppi politici nell’area del Golfo Persico.
La Federazione Internazionale dell’Automobile (FIA) prenderà una decisione definitiva entro la metà di settembre in merito allo svolgimento del Rally di Arabia Saudita, tappa conclusiva del Campionato del Mondo Rally (WRC) prevista dall’11 al 14 novembre. La scelta è legata al perdurare dell’instabilità geopolitica e della sicurezza in Medio Oriente, accentuata dal conflitto tra Iran, Stati Uniti e Israele, dalla fine delle tregue precedentemente siglate e dalle minacce missilistiche che continuano a condizionare le rotte marittime nello Stretto di Hormuz.
La situazione di tensione ha già spinto altre importanti serie automobilistiche a modificare sostanzialmente i propri calendari. Il Campionato del Mondo Endurance (WEC) ha annullato gli appuntamenti in Qatar e Bahrain previsti in autunno, sostituendoli con le gare di Barcellona e Monza. La Formula 1 ha rinviato il GP del Bahrain riprogrammando la tappa a Sepang, in Malesia, mantenendo ancora in sospeso la conferma dei finali di stagione a Losail e Yas Marina.
Emilia Abel, direttrice della sezione competizioni su strada della FIA, ha spiegato la posizione dell’organo di governo automobilistico: “In questa fase stiamo lavorando a strettissimo contatto con il promoter per trovare la soluzione migliore. Come tutti sappiamo, la situazione può cambiare molto rapidamente e, anche se oggi prendessimo una decisione positiva, la settimana prossima il quadro potrebbe essere completamente diverso. Ne stiamo discutendo attivamente anche con i team ufficiali, perché sulla base dell’esperienza delle altre serie sappiamo che anche questo può diventare un ostacolo. Al momento stiamo ancora lavorando duro per far sì che il Rally di Arabia Saudita si svolga e per mantenere il calendario originale. I piloti del WRC2 hanno fatto le loro scelte e l’hanno inserito nei loro programmi; una modifica non è così semplice e sappiamo tutti quanto siano lunghi i tempi di preparazione di una tappa del WRC”.
Di parere opposto è il team principal della Toyota WRC, Jari-Matti Latvala, che ha espresso forti perplessità sulla trasferta: “Se guardiamo alle altre discipline e a ciò che è successo, penso che dovremmo seguire la stessa linea della Formula 1 e del WEC. Se loro non corrono, perché dovrebbe farlo il WRC? So che c’è la volontà di organizzare il rally, ma la cosa più importante è la sicurezza delle persone. Questa è la priorità assoluta ed è l’aspetto principale. Per me ci sono già abbastanza gare in calendario e non credo che avremo bisogno di un rimpiazzo per la fine della stagione”.
Tra i piloti si registrano posizioni differenti nell’ipotesi in cui la gara venisse cancellata. Il pluricampione Sébastien Ogier si è espresso così sull’eventualità di recuperare l’evento: “Non saprei, ma per me un rally su asfalto sarebbe una buona opzione, perché non penalizza chi lotta per il campionato”.
Dal canto suo, il leader della classifica generale Elfyn Evans ha preferito concentrarsi sull’immediato: “Non ci ho pensato troppo. Al momento non c’è altro da fare se non dare il massimo, perché nelle prossime gare ci sono ancora molti punti in palio”. Evans ha poi aggiunto che sarebbe comunque soddisfatto se la stagione si concludesse anticipatamente ad ottobre in occasione del Rally di Sardegna.









