WRC – Elfyn Evans pensa al titolo, “ma sarà dura”
Due assenze pesanti, almeno sulla carta, che potrebbero ridisegnare gli equilibri del Campionato. Eppure, proprio queste scelte hanno aperto la porta a una nuova generazione di protagonisti e a una redistribuzione delle responsabilità all’interno dei team ufficiali, rendendo il quadro forse ancora più interessante dal punto di vista tecnico e sportivo.
Elfyn Evans guarda al 2026 con lucidità e determinazione, consapevole che il Campionato del Mondo Rally si avvia verso una nuova fase senza per questo perdere intensità competitiva. Il pilota gallese della Toyota, secondo classificato per la quinta volta nel 2025, si prepara a un nuovo assalto al titolo iridato, il primo della sua carriera, in un contesto che cambia nei nomi ma non nella sostanza. L’uscita di scena, almeno temporanea, di due campioni del mondo come Kalle Rovanperä e Ott Tänak potrebbe far pensare a un ridimensionamento del livello medio, ma Evans respinge con decisione questa lettura, convinto che il ritmo al vertice resterà “quasi ineguagliato”, come lo è stato negli ultimi anni.
La stagione 2026 del WRC si apre infatti con un panorama profondamente rinnovato nelle formazioni delle squadre di vertice. Kalle Rovanperä, due volte campione del mondo, ha scelto di prendersi una pausa dai rally per dedicarsi alle competizioni in monoposto, una decisione che priva il campionato di uno dei suoi talenti più puri e precoci. Ott Tänak, iridato nel 2019, ha invece optato per un anno sabbatico, interrompendo temporaneamente una carriera caratterizzata da alti e bassi ma sempre contraddistinta da una velocità di riferimento assoluto.
Due assenze pesanti, almeno sulla carta, che avrebbero potuto ridisegnare gli equilibri del campionato. Eppure, proprio queste scelte hanno aperto la porta a una nuova generazione di protagonisti e a una redistribuzione delle responsabilità all’interno dei team ufficiali, rendendo il quadro forse ancora più interessante dal punto di vista tecnico e sportivo.
Toyota: continuità e rinnovamento
In casa Toyota, la sostituzione di Rovanperä non è stata affidata a un pilota di transizione, ma a Oliver Solberg, campione in carica del WRC2 e vincitore del Rally di Estonia 2025. Una scelta che segnala chiaramente la volontà del costruttore giapponese di investire sul futuro, inserendo in Rally1 un pilota giovane ma già abituato a vincere e a gestire la pressione.
Accanto a lui, Elfyn Evans resta il punto di riferimento per continuità e affidabilità, mentre Sébastien Ogier, campione del mondo in carica, ha confermato un programma limitato a dieci gare, con esordio stagionale al Rally di Monte Carlo. La presenza del francese, anche se parziale, rappresenta un fattore determinante nell’economia del campionato: Ogier continua a essere un benchmark assoluto, capace di alzare il livello in ogni evento a cui partecipa.
Per Evans, questo scenario rappresenta una sfida duplice. Da un lato, l’assenza di Rovanperä toglie un avversario diretto per il titolo; dall’altro, la presenza di Ogier e l’ascesa di Solberg mantengono altissima la pressione interna ed esterna. “Perdere due contendenti al titolo riduce teoricamente la percentuale di rivali, ma non altera il ritmo quasi ineguagliato di tutti”, ha spiegato il gallese, sottolineando come il WRC moderno non consenta alcun rilassamento, nemmeno in fasi di transizione generazionale.
Hyundai e il nuovo equilibrio interno
Anche Hyundai affronta il 2026 con una struttura rivista. Thierry Neuville rimane il pilastro della squadra, forte di anni di esperienza e di una costanza che lo ha spesso portato a lottare per il titolo. Al suo fianco cresce Adrien Fourmaux, sempre più centrale nei piani del costruttore coreano e ormai pronto a essere considerato non più una promessa, ma una realtà stabile del Rally1.
La terza vettura Hyundai sarà condivisa tra Dani Sordo, Esapekka Lappi e Hayden Paddon, una rotazione che offre grande esperienza e versatilità, ma che allo stesso tempo riflette una strategia orientata alla massimizzazione dei risultati nei singoli eventi piuttosto che a una lotta continua per il titolo piloti. In questo contesto, Evans si aspetta una Hyundai competitiva e capace di inserirsi con regolarità nelle posizioni di vertice, rendendo ogni rally una battaglia aperta.
Numeri solidi, margini di crescita
La stagione 2025 di Elfyn Evans è stata, nei numeri, una delle più solide della sua carriera. Sei podi consecutivi conclusi al secondo posto, due vittorie – in Svezia e in Kenya – e sei primi posti complessivi in 14 gare raccontano di un pilota estremamente costante, capace di raccogliere punti in ogni contesto. Eppure, ancora una volta, il titolo è sfuggito, confermando una sorta di “maledizione” sportiva che lo ha visto chiudere secondo in campionato per ben cinque volte.
Analizzando a fondo la stagione, Evans non nasconde le difficoltà incontrate su alcune superfici chiave. In particolare, le gare su sterrato asciutto – Portogallo, Sardegna e Grecia – hanno rappresentato un punto debole. In questi eventi, il gallese ha faticato a trovare il ritmo necessario per lottare per la vittoria, perdendo terreno prezioso nella corsa al titolo.
La consapevolezza di questi limiti è alla base del lavoro invernale e del piano per il 2026. Evans sa che, per compiere l’ultimo passo, non basta continuare a essere costante: serve un salto qualitativo proprio nei rally dove finora ha lasciato qualcosa per strada.
Assetto, strategia e mentalità
In vista della nuova stagione, Evans punta innanzitutto a migliorare il suo assetto di base, con l’obiettivo di avere una vettura più efficace sulle superfici sterrate asciutte. Il lavoro tecnico si concentra sulla ricerca di un compromesso che gli consenta di essere più aggressivo senza perdere quella stabilità che è sempre stata uno dei suoi punti di forza.
Accanto all’aspetto puramente tecnico, c’è però anche una riflessione strategica e mentale. “Ogni punto conta. Forse ora dovrei trattare Ogier in modo diverso. Sulla terra, ero troppo calcolatore; voglio correre più rischi dove conta”, ha ammesso Evans, lasciando intravedere un cambiamento di approccio in alcune fasi chiave dei rally.
Non si tratta di una rivoluzione del suo stile di guida, ma di un aggiustamento mirato. Evans non intende rinnegare la filosofia che lo ha portato a essere uno dei piloti più regolari del WRC, ma è consapevole che, in un campionato sempre più equilibrato, la differenza tra vincere e arrivare secondi può dipendere dalla capacità di osare nei momenti giusti.
Un campionato senza “vuoti” al vertice
Uno degli aspetti più interessanti della visione di Evans riguarda proprio la percezione del livello medio del campionato. L’assenza di Rovanperä e Tänak non viene vista come un indebolimento, ma come una redistribuzione della competitività. Piloti come Solberg, Fourmaux e altri giovani emergenti sono pronti a cogliere l’occasione, mentre i veterani continuano a rappresentare un riferimento tecnico e sportivo.
In questo contesto, il WRC del 2026 si preannuncia come un campionato estremamente combattuto, dove le differenze saranno minime e ogni errore potrà risultare decisivo. Evans, forte dell’esperienza accumulata in anni di lotte al vertice, sa di avere una delle occasioni più importanti della sua carriera, ma anche che nulla gli verrà regalato.
Monte-Carlo primo banco di prova
La stagione prenderà il via la prossima settimana con il Rally di Monte Carlo, una gara che storicamente mette in luce equilibrio, sensibilità di guida e capacità di adattamento. Per Evans sarà il primo vero banco di prova del lavoro svolto durante l’inverno e un test immediato della nuova gerarchia del campionato.
Monte Carlo non assegna titoli, ma spesso fornisce indicazioni preziose. Un buon risultato potrebbe dare slancio e fiducia, mentre una prestazione opaca costringerebbe a rivedere subito strategie e aspettative. Evans lo sa bene e affronta l’appuntamento con la consueta calma, ma anche con una determinazione che traspare chiaramente dalle sue parole.
L’occasione della maturità
Il 2026 potrebbe rappresentare l’anno della maturità definitiva per Elfyn Evans. Non più outsider, non più semplice antagonista, ma candidato credibile e consapevole al titolo mondiale. Cinque secondi posti sono un peso statistico difficile da ignorare, ma anche la prova di una continuità che pochi altri piloti possono vantare.
In un WRC che cambia pelle senza perdere competitività, Evans si presenta come uno dei punti fermi. Se riuscirà a trasformare la sua solidità in incisività nei momenti decisivi, il sogno del primo titolo mondiale potrebbe finalmente smettere di essere un obiettivo rinviato e diventare una realtà concreta. Il 2026, per il gallese, non è solo un’altra stagione: è probabilmente una delle migliori occasioni della sua carriera.









