WRC – Quattro piloti per un sogno
Il Mondiale più equilibrato del decennio si decide tra Cile e deserto. Dopo dieci rally, il Campionato del Mondo Rally 2025 si gioca sul filo dei secondi e dei nervi.
Dopo dieci rally e 191 prove speciali, il Mondiale Rally 2025 si è trasformato in un’autentica battaglia tra titani. Un campionato vissuto sull’equilibrio, dove ogni errore può costare carissimo e ogni punto ha un peso specifico enorme. Con ancora quattro gare da disputare e ben 140 punti disponibili grazie al nuovo sistema di punteggio (che assegna fino a 35 punti per ciascun rally), la lotta al titolo è apertissima. Elfyn Evans è in testa con 198 punti, ma sente il fiato sul collo di Kalle Rovanperä (191), Sébastien Ogier (189) e Ott Tänak (180). Quattro piloti, quattro stili diversi, quattro storie che si intrecciano in una corsa contro il tempo, contro gli avversari e anche contro sé stessi.
Elfyn Evans: il calcolatore costante
Il gallese Elfyn Evans, classe 1988, ha costruito la sua leadership sul principio della regolarità assoluta. In un mondo dove spesso si esalta chi vince di più o chi mostra più spettacolarità, Evans si è ritagliato il ruolo del metronomo del Mondiale. Su dieci gare disputate non è mai uscito dalla top 6, un dato che la dice lunga sulla sua capacità di evitare errori e di portare sempre a casa punti preziosi. Ha trionfato in Svezia e al Safari Rally, due tra le prove più tecniche e insidiose del campionato, ed è salito sul podio in altre tre occasioni, con un secondo posto a Monte-Carlo e Paraguay, e un terzo alle Canarie. Con una media di 22 punti a gara e il 55,5% di podi stagionali, Evans non è stato il più veloce (solo 15 scratch vinti, pari al 7,7%), ma è senza dubbio il più costante. La sua forza è trasformare anche le giornate complicate in piazzamenti pesanti. È un approccio quasi scientifico, da vero stratega. Per lui, questo 2025 rappresenta l’occasione forse irripetibile per coronare il sogno mondiale, dopo che nel 2020 il titolo gli sfuggì di mano all’ultima gara a Monza per un’uscita sulla neve. Una ferita ancora aperta che oggi può essere finalmente curata con la gloria.
Kalle Rovanperä: il ritorno del finlandese
Kalle Rovanperä, finlandese classe 2000, è uno dei volti più giovani ma già più vincenti del WRC moderno. In sole 82 gare disputate ha già collezionato 17 vittorie, 29 podi e ben 259 scratch. A 24 anni, ha già in bacheca due titoli mondiali, e il suo ritorno a tempo pieno in questa stagione dopo l’annata part-time del 2024 aveva creato grandi aspettative. Finora, ha centrato quattro podi in nove gare: le vittorie alle Canarie e in Finlandia, e due terzi posti in Portogallo e Sardegna. Dove brilla è sulla velocità pura, con 41 scratch che lo rendono il secondo pilota più veloce del lotto. Tuttavia, la sua stagione è stata segnata da alti e bassi: il feeling con le gomme Hankook non è mai stato perfetto, soprattutto nei rally su terra, e in più occasioni il talento non è bastato per sopperire alle difficoltà tecniche. Rovanperä resta comunque una minaccia costante per i rivali. Se trova la quadra con la macchina e le gomme, è in grado di vincere ogni gara. La costanza è il vero punto interrogativo: per centrare il tris mondiale, dovrà necessariamente alzare il livello medio delle sue prestazioni. Ma quando ha il weekend giusto, è quasi inarrestabile.
Sébastien Ogier: il cannibale è tornato
Sébastien Ogier, 41 anni, non ha bisogno di presentazioni. Otto volte campione del mondo, 199 gare all’attivo (la numero 200 sarà in Cile), 65 vittorie, 112 podi e 781 scratch in carriera. Un curriculum che racconta da solo la sua grandezza. In questa stagione era partito con l’intenzione di disputare poche gare, come già accaduto nelle ultime annate, ma i risultati lo hanno riportato al centro della lotta iridata. Sette rally corsi e sette podi: quattro vittorie (Monte-Carlo, Portogallo, Sardegna, Paraguay), due secondi posti (Canarie e Grecia) e un terzo posto (Finlandia). Con una media impressionante di 27 punti a gara e 35 scratch stagionali, Ogier ha ribaltato la narrativa: da part-timer a favorito assoluto. Se avesse partecipato a tutte le gare del calendario, probabilmente sarebbe già in testa al campionato. La sua decisione, condivisa con Toyota, di prendere parte agli ultimi quattro round ha acceso ulteriormente la miccia. Ogier ha l’esperienza, la velocità, la freddezza e la mentalità per gestire la pressione. Vincere questo mondiale significherebbe eguagliare Sébastien Loeb a quota 9 titoli. La motivazione è altissima. E con un passo così, può davvero centrare l’obiettivo.
Ott Tänak: il più veloce, ma non il più costante
Ott Tänak, estone classe 1987, è il solo a tenere alta la bandiera Hyundai nella corsa al titolo. Ha corso 172 rally, conquistando 22 vittorie, 56 podi e 429 scratch. La sua carriera è stata una montagna russa: promesse iniziali, delusioni, e poi l’esplosione definitiva con il titolo mondiale nel 2019. Dopo un periodo di transizione, quest’anno è tornato finalmente competitivo. Nel 2025 ha già vinto in Grecia ed è arrivato secondo in ben quattro gare (Safari, Portogallo, Sardegna ed Estonia). La sua velocità è impressionante: ha firmato 45 scratch, il 23% del totale, più di chiunque altro. Tuttavia, ha pagato a caro prezzo alcune mancanze in termini di continuità, come il decimo posto in Finlandia che gli ha fatto perdere terreno. Con una media di 20 punti a gara, Tänak ha bisogno di un finale perfetto per riaprire i giochi. Due vittorie piene potrebbero bastare per riportarlo in corsa. La Hyundai, a differenza della Toyota, ha libertà di fare gioco di squadra e può contare sull’appoggio tattico di Neuville e Fourmaux. Se la fortuna girerà dalla sua parte, l’estone ha ancora carte importanti da giocare.
I fondi e i numeri che contano
Il calendario del WRC 2025 ha offerto finora un mix variegato di superfici: sette gare su terra, due su asfalto e una su neve. Ogier ha dominato l’asfalto, vincendo a Monte-Carlo e arrivando secondo alle Canarie. Evans si è imposto in due rally “particolari” come la Svezia sulla neve e il Safari Rally, mentre Tänak è stato il più incisivo sulla terra, con un rendimento continuo e velocissimo. Rovanperä ha alternato prestazioni brillanti a difficoltà evidenti legati allo scarso feeling in diverse gare con i pneumatici Hankook. Questo aspetto sarà cruciale nelle ultime quattro gare: terra in Cile mentre il Centro Europa e il Giappone offriranno asfalto tecnico con un occhio al cielo in caso di pioggia che potrebbe mischiare ulteriormente le carte, l’Arabia Saudita sarà una totale incognita, una vera roulette dove tutto può accadere.
Toyota vs Hyundai: strategia contro forza
Toyota schiera tre frecce affilatissime e ha dimostrato una superiorità tecnica indiscussa. Tuttavia, la convivenza interna tra Evans, Rovanperä e Ogier potrebbe generare tensioni difficili da gestire, anche se al momento la gestione piloti da parte della casa nipponica è stata finora eccellente con Latvala e “KKK” che hanno gestito in maniera perfetta il loro rooster. Pajari e Katsuta non hanno né l’esperienza né il passo gara (salvo rare eccezioni) per aiutare realmente nella corsa al titolo i loro “capitani”. Hyundai, al contrario, ha un unico obiettivo: portare Tänak al trionfo. E può permettersi di usare Neuville e Fourmaux come veri e propri scudieri, dato che entrambi ormai non hanno più nulla da chiedere in ottica campionato, entrambi sono capaci di togliere punti agli avversari nei momenti chiave, come già visto in Paraguay. In uno scenario così combattuto, anche un singolo punto può fare la differenza.
Il WRC 2025 è pronto a scrivere una delle pagine più belle, intense e drammatiche della sua storia. Quattro piloti con motivazioni opposte ma egualmente forti. Evans, il volto della determinazione silenziosa. Rovanperä, il giovane fuoriclasse che cerca conferme. Ogier, il monumento vivente che vuole il nono sigillo. Tänak, il guerriero solitario che cerca il colpo gobbo contro l’armata giapponese. Le ultime quattro gare promettono spettacolo puro, tensione e colpi di scena. L’esordio in Arabia Saudita, con il suo fondo sconosciuto, potrebbe essere il palcoscenico perfetto per un epilogo indimenticabile. E forse, davvero, il nome del campione 2025 lo scopriremo solo all’ultima curva, dell’ultima prova, dell’ultima giornata. In uno dei finali più leggendari che il rally abbia mai vissuto.









