WRC – Hyundai gioca coi regolamenti per salvare Tanak
Motore in fumo, ritiri strategici e cambi di “car name”: tutte le mosse (e i rischi) della casa coreana per tenere in gioco l’estone in vista della volata finale per il titolo
Ott Tänak ha vissuto un Rally del Cile drammatico, compromesso da un raro guasto al motore che lo ha costretto al ritiro mentre si trovava al comando della gara. Dopo aver sostituito l’unità per riprendere la corsa il sabato, il pilota estone si è ritirato nuovamente dopo solo due prove per evitare ulteriori danni. Ma anche la domenica non ha portato sollievo: il motore ha iniziato a surriscaldarsi, causando una sensibile perdita di potenza.
Ora, in vista del Central European Rally, la situazione si fa complessa. Hyundai deve decidere come gestire il resto della stagione, con una delle opzioni più favorevoli già preclusa a causa di una scelta tecnica effettuata al termine del precedente Rally del Paraguay. In quell’occasione, molti appassionati avevano ipotizzato che il ritiro di Adrien Fourmaux fosse stato orchestrato per favorire Tänak in ottica classifica. Ma dietro quella decisione si celava un piano regolamentare molto più strategico: ritirandosi prima del controllo orario finale, Fourmaux ha permesso alla vettura (o meglio, al “car name”, secondo la terminologia FIA) da lui utilizzata in Paraguay di ricevere un nuovo cambio senza incorrere in penalità per l’evento successivo, ovvero il Cile.
Secondo le normative FIA, infatti, Paraguay e Cile erano considerati “eventi collegati”, e ciascun “car name” doveva mantenere lo stesso cambio per entrambe le gare. Hyundai ha quindi operato uno scambio: Fourmaux e Tänak si sono invertiti i “car name”, consentendo a Tänak di ereditare la vettura con il nuovo cambio. Tuttavia, quello stesso “car name” portava con sé anche il motore usato da Fourmaux in Paraguay. E proprio quel motore ha ceduto in Cile, con Tänak al volante.
Il direttore tecnico di Hyundai, François-Xavier Demaison, ha confermato la manovra dopo la gara cilena: “Sì, era il motore di Adrien in Paraguay e quello di Ott qui, perché abbiamo scambiato i nomi vettura nella nomina FIA”, ha spiegato. Dopo il primo ritiro del venerdì, Tänak è rientrato in gara con il secondo motore disponibile per quel “car name”, lo stesso che aveva utilizzato a inizio stagione al Rally di Svezia. Tuttavia, anche questo propulsore non era in perfette condizioni, motivo per cui Hyundai ha deciso di fermarsi dopo sole due prove il sabato, nel tentativo di proteggerlo per la giornata finale.
La domenica, però, il motore ha cominciato a surriscaldarsi. Tänak ha comunque completato la gara, ma con una vettura depotenziata. Hyundai ha valutato l’ipotesi di ritirarlo anticipatamente, come già fatto in passato con Fourmaux in Paraguay o con Esapekka Lappi al Rally di Lettonia lo scorso anno, per poter sostituire il motore senza incorrere in penalità. Alla fine, però, il team ha deciso di proseguire fino alla fine, cercando di salvare almeno qualche punto. “Ci abbiamo pensato, ma aveva la garanzia di un punto dalla classifica di domenica”, ha dichiarato ancora Demaison. “E avrebbe potuto ottenere qualcosa anche nella Power stage. Senza l’errore negli ultimi metri, sono sicuro che ce l’avrebbe fatta.”
Adesso la situazione per Tänak è delicata: ha già utilizzato i due motori disponibili per il “car name” attuale e Hyundai dovrà decidere se cambiare nuovamente vettura – incorrendo in penalità – o rischiare di continuare con componenti già fortemente sollecitati. In una stagione serratissima, dove ogni punto può fare la differenza, Hyundai sta cercando di massimizzare il regolamento per tenere viva la corsa al titolo di Tänak. Ma con i guasti tecnici che iniziano a moltiplicarsi, le strategie al limite potrebbero non bastare più.









