WRC – Kogure lascia il programma di Toyota
Dopo due stagioni complesse nel WRC2, il pilota giapponese conclude il suo percorso con Toyota: “È dura fermarsi a metà strada, ma non ho rimpianti”
Dopo due stagioni difficili nel campionato WRC2, Takamoto Kogure ha annunciato ufficialmente l’addio al TGR WRC Challenge Program, il progetto di formazione piloti lanciato da Toyota Gazoo Racing in Finlandia. Il pilota giapponese, classe 1999, era entrato nel programma all’inizio del 2022 come membro della “seconda generazione” di giovani selezionati per essere formati ai massimi livelli del rally internazionale.
Il percorso, iniziato a Jyväskylä, cuore storico del rally finlandese, si è rivelato però più complesso del previsto. Kogure, in coppia con il copilota Topi Luhtinen, ha preso parte al WRC2 insieme al connazionale Yuki Yamamoto, ma i risultati sono stati deludenti: pochi arrivi a fine gara, molte uscite di strada, e una sequenza di ritiri che ha compromesso la sua crescita. L’ultima apparizione, avvenuta al Rally dell’Acropoli, si è conclusa come molte altre: con un’uscita di pista e il conseguente ritiro. In un comunicato diffuso venerdì, Kogure ha annunciato con amarezza la fine della collaborazione con Toyota: “Sono molto triste di annunciare che oggi lascio il programma TGR WRC Challenge. Questo significa che non parteciperò più a nessun evento.”
Sebbene non sia stato chiarito se la decisione sia stata presa da lui o imposta dal team, il linguaggio utilizzato lascia intuire che l’iniziativa possa essere partita dalla squadra, alla luce dei risultati poco incoraggianti. Il pilota ha raccontato con grande lucidità la frustrazione degli ultimi mesi: “È stato un periodo difficile e pieno di eventi frustranti fin dall’inizio dell’anno. Ho cercato in tutti i modi di migliorare la situazione, facendo tutto ciò che potevo, ma non sono riuscito a trasformare questi sforzi in risultati concreti.” Kogure ha però voluto sottolineare che dei miglioramenti c’erano stati, soprattutto nel confronto cronometrico con i migliori piloti della categoria, anche se “piccoli errori si sono trasformati in conseguenze ancora peggiori, una dopo l’altra.”
Ha quindi riconosciuto che, in uno sport come il rally, anche minime imprecisioni possono compromettere intere stagioni. “È deludente dover fermarsi a metà stagione, ma capisco che questo è ciò che è il motorsport. A volte può essere davvero duro,” ha aggiunto. Nonostante tutto, il giovane giapponese si è detto orgoglioso del proprio percorso, ringraziando la squadra, il copilota e i tutor che lo hanno seguito nel corso del programma, tra cui Mikko Hirvonen, Juho Hänninen e Jouni Ampuja. “Sono sicuro di aver fatto grandi passi rispetto a quattro anni fa. Ho dato tutto per migliorarmi e diventare un pilota di alto livello. Per questo non ho alcun rimpianto.” In un passaggio particolarmente sincero, ha riconosciuto che il sogno di arrivare al vertice non si realizza solo con l’impegno: “Per diventare un pilota al top serve tutto: talento, fortuna, tempismo, forse a me è mancato qualcosa.”
Parole che riflettono una maturità rara in un giovane atleta, consapevole dei propri limiti ma fiero del percorso compiuto. Il futuro, per ora, resta incerto. “Non so ancora cosa verrà, ma sono entusiasta di iniziare un nuovo viaggio. Sono sicuro che sarà fantastico. Ci rivedremo da qualche parte,” ha concluso. Il caso Kogure ricorda quanto sia selettivo il mondo del motorsport: non bastano passione e determinazione, servono risultati, continuità e un equilibrio perfetto tra tecnica, mente e fortuna. E quando qualcosa manca, anche il miglior supporto può non essere sufficiente. Tuttavia, Kogure esce di scena con stile, consapevole di ciò che ha dato e di ciò che ha imparato, lasciando aperta la porta a nuove sfide, dentro o fuori dalle speciali del rally.









