WRC – Rally Finlandia amaro per Solberg
Dopo la storica vittoria in Estonia con la Yaris Rally1, lo svedese torna al volante della Rally2 ma la gara finlandese si trasforma in un passo falso. Ora si guarda al Paraguay per tenere vive le speranze iridate.
Il Rally di Finlandia doveva rappresentare per Oliver Solberg un ulteriore trampolino verso il titolo WRC2, invece si è rivelato un fine settimana da dimenticare. Il pilota svedese, reduce dalla straordinaria vittoria in Estonia al debutto sulla Toyota Yaris Rally1, tornava a competere nel WRC2 al volante della GR Yaris Rally2 con un chiaro obiettivo: vincere e consolidare la propria posizione in classifica.
Tuttavia, fin dalle prime battute della giornata di venerdì, è apparso evidente che qualcosa non stava funzionando come previsto. “Nel day 1 la fortuna non è stata dalla mia parte, ho commesso un errore grave”, ha dichiarato Solberg con grande franchezza. “Sabato ho avuto problemi con il tergicristallo, e questo ha complicato ulteriormente la gestione della gara. Solo domenica sono riuscito a trovare un minimo di ritmo, ma ormai era troppo tardi per rientrare nella lotta per la top-10.” Il weekend finlandese si è quindi concluso ben lontano dalle posizioni che contano, lasciando l’amaro in bocca ma anche spunti su cui riflettere. Nonostante le difficoltà, Solberg non cerca scuse e analizza con grande maturità i motivi della prestazione sottotono.
“Arrivavamo in Finlandia con quattro vittorie importanti alle spalle: quella in Estonia con la Rally1, le due da iscritto al WRC2 in Portogallo e Grecia, e quella in Sardegna dove, pur non essendo registrato nel WRC2, ho comunque vinto la categoria Rally2/WRC2. A volte però le cose non vanno come ci si aspetta, e bisogna avere l’umiltà di riconoscerlo. Anche questi momenti ti insegnano tanto.” – Il nodo centrale della sua analisi riguarda il delicato passaggio tra le due diverse categorie: “Il passaggio da Rally2 a Rally1 e poi nuovamente a Rally2 non è semplice, e va preparato con attenzione, impegno e costanza. Purtroppo, non ci siamo preparati al meglio per questa gara. Per guidare al massimo una Rally2 serve un lavoro minuzioso, quasi maniacale, e noi evidentemente abbiamo sottovalutato qualche dettaglio.”
Ma, come spesso accade nei rally, ogni gara fa storia a sé. “A volte le cose non vanno come si vorrebbe,” ha sottolineato Solberg, “e serve umiltà per ammetterlo. Anche da weekend come questo si può imparare tantissimo.” Ed è proprio da questo atteggiamento che il pilota svedese vuole ripartire, consapevole che un errore di valutazione può costare caro, ma può anche rafforzare la struttura del lavoro futuro. “Questa dev’essere una lezione importante per noi. Ho già parlato con il team e siamo tutti d’accordo sul fatto che da questo passaggio a vuoto possiamo trarre molto.”
Il calendario offre ancora margini di recupero. Restano due gare per Solberg prima della fine della stagione, e la prossima tappa sarà cruciale. Si vola in Sudamerica, sugli spettacolari sterrati del Paraguay, dove lo svedese incrocerà nuovamente i rivali più diretti nella corsa al titolo: da Gus Greensmith a Yoann Rossel, passando per Robert Virves, tutti pronti a contendersi punti pesanti in una delle tappe potenzialmente decisive dell’anno. La corsa al titolo WRC2 è tutt’altro che finita, ma ora ogni errore può essere fatale. Per Oliver Solberg, il Rally del Paraguay rappresenta molto più di una semplice occasione di riscatto: sarà una prova di maturità, determinazione e strategia. Con la consapevolezza che, anche dalle difficoltà, si può costruire la base per diventare campioni.








