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Rally, WRC

WRC – Rally Italia Sardegna 2026, la guida alle prove speciali

Ott Tänak, Sardegna 2024

Dallo shakedown di giovedì alla Power stage dell’Argentiera: 17 prove speciali e 307,02 chilometri cronometrati per un’edizione tutta da vivere della tappa tricolore del Mondiale Rally.

Il RIS si prepara a un’edizione intensa e spettacolare, con un percorso che dal 1° al 4 ottobre porterà equipaggi e appassionati attraverso alcuni dei territori più suggestivi del nord Sardegna. Il programma prenderà il via giovedì 1 ottobre con lo shakedown, la cerimonia di partenza ad Alghero e la prima sfida contro il cronometro, la Ittiri Arena Show, prima di entrare nel vivo della competizione nelle tre giornate successive.

Venerdì, sabato e domenica saranno infatti dedicati alla gara, con un totale di 17 prove speciali e 307,02 chilometri cronometrati. Il percorso si svilupperà tra Gallura, Monte Acuto e il territorio di Sassari, alternando prove ormai entrate nella tradizione del rally a tratti rinnovati e novità, senza rinunciare ai passaggi più spettacolari e iconici attesi dagli appassionati. Il gran finale sarà affidato alla Sassari-Argentiera, che ospiterà la Power stage conclusiva in uno scenario unico affacciato sul mare, prima del ritorno ad Alghero per il podio finale delle 17. Di seguito, prova dopo prova, scopriamo tutte le caratteristiche del percorso e i punti da tenere d’occhio durante il RIS.

GIOVEDI 1 OTTOBRE

SHAKEDOWN MONTE BARANTA

3,27 chilometri di spettacolo | Giovedì 1 ottobre 2026

Sarà Monte Baranta ad aprire la mattinata del Rally Italia Sardegna 2026. Giovedì 1 ottobre lo shakedown riporterà le vetture del Mondiale sulle strade di Olmedo, a pochi chilometri dal parco assistenza di Alghero, su un tracciato lungo 3,27 chilometri. Un ritorno particolarmente atteso per una prova che mancava da qualche anno. L’ultima presenza dello shakedown a Olmedo risale infatti al 2022, quando Monte Baranta venne proposta con una configurazione differente e una lunghezza di 3,53 chilometri.

La versione 2026 partirà nei pressi dell’area della ex miniera di bauxite, uno scenario ormai legato alla storia del Rally Italia Sardegna. Proprio qui sarà allestita la zona spettatori ufficiale, l’unica indicata dagli organizzatori per seguire lo shakedown. All’interno del percorso non mancherà uno dei passaggi più spettacolari: un salto che promette di regalare immagini e spettacolo già dalle prime ore della giornata.

Il semaforo verde scatterà alle 9:01. I piloti prioritari P1 saranno i primi a scendere in strada, nella fascia compresa tra le 9:01 e le 10:30, insieme ai concorrenti invitati. Dalle 10:31 alle 12 sarà la volta di P1 e P2, mentre l’ultima ora dello shakedown, dalle 12:01 alle 13, sarà riservata a P2, P3 e concorrenti non prioritari. La strada interessata dalla prova sarà chiusa al traffico dalle ore 6, come indicato dall’organizzazione.

PS1 ITTIRI ARENA — 2,08 km

Giovedì 1 ottobre, ore 16:05

Dopo aver ospitato lo shakedown nell’edizione 2024, Ittiri torna protagonista del Rally Italia Sardegna con la prova spettacolo d’apertura, una sfida 1 contro 1 come quelle già proposte in passato e, in particolare, nell’ultima occasione in cui la Ittiri Arena ospitò questa tipologia di prova, nel 2019.

Il percorso misura 2,08 chilometri e presenta diversi elementi pensati per rendere la sfida ancora più spettacolare, sia per gli spettatori sia per gli equipaggi: un salto, un guado artificiale e un breve tratto asfaltato che contribuiscono a rendere la prova particolarmente varia e tecnica. Nel 2019 il tracciato era leggermente più corto, con una lunghezza di 2 chilometri esatti. La configurazione utilizzata nel 2024 per lo shakedown, invece, è la stessa che verrà riproposta quest’anno per la prova spettacolo.

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Qui il video dello shakedown 2024:

VENERDI’ 2 OTTOBRE

Sarà una delle giornate più intense del Rally Italia Sardegna quella di venerdì 2 ottobre, quando la gara attraverserà i territori della Gallura e del Monte Acuto con tre prove speciali da affrontare due volte, per un totale di 119,66 chilometri cronometrati.

Il programma propone tre prove molto diverse tra loro: si parte con la Tula-Erula, ormai una vera classica del RIS, si prosegue con la Su Filigosu-Lerno, caratterizzata da un percorso in salita e da velocità decisamente più elevate, per arrivare infine alla Monti di Alà-Sa Conchedda-Lerno, la più lunga della giornata e anche quella che offre alcune delle migliori possibilità per gli spettatori.

Saranno dunque sei prove speciali e quasi 120 chilometri contro il cronometro, con il primo giro al mattino e la ripetizione nel pomeriggio.

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Tula-Erula, la classica tra le pale eoliche

La giornata scatterà alle 8:01 con la Tula-Erula, prova lunga 18,77 chilometri, che tornerà poi in programma alle 14:31 per il secondo passaggio. Quella di Tula ed Erula è ormai una presenza fissa nel percorso del Rally Italia Sardegna. Questi territori ospitano infatti una prova del RIS dal 2016, quando il rally scoprì per la prima volta queste strade. Da allora si è sempre corso da queste parti, sia negli anni in cui la base della manifestazione era ad Alghero, sia successivamente quando il quartier generale è stato trasferito a Olbia.

La prova di quest’anno presenta inoltre un layout differente rispetto a quello dello scorso anno. Nel 2025 la Tula-Erula misurava 15,28 chilometri, mentre nel 2026 il percorso arriva a 18,77 chilometri. Nonostante una media che non dovrebbe superare gli 80 km/h, non si tratta affatto di una prova semplice. Al contrario, è un tratto cronometrato molto difficile da interpretare, dove la conoscenza del fondo e la capacità di leggere rapidamente le variazioni della strada possono fare la differenza.

Una difficoltà che aumenta sensibilmente in caso di pioggia. Il fondo può diventare molto più insidioso e cambiare rapidamente le caratteristiche della prova. Per capire quanto possa essere complicata la Tula-Erula in condizioni particolari, basta ricordare quanto accaduto a Sébastien Ogier nel 2023, quando la pioggia rese la speciale una delle più impegnative della giornata.

Per il pubblico, uno dei punti da non perdere è sicuramente Turrina Manna. La zona è raggiungibile sia dal versante di Tula sia da quello di Erula. La gestione degli accessi sarà regolamentata in funzione del passaggio della gara: da Tula sarà consentito l’accesso a senso unico in direzione della prova prima del passaggio e in senso opposto successivamente. In condizioni di sicurezza, gli appassionati potranno assistere a una sequenza particolarmente spettacolare, con sconnessioni e salti tra le pale eoliche. È uno dei tratti che meglio rappresentano il carattere della Tula-Erula e che può regalare immagini spettacolari delle vetture del Mondiale immerse nel paesaggio.

Su Filigosu-Lerno, la prova in salita

Dopo la Tula-Erula il percorso si sposterà verso i territori di Oschiri e del Monte Acuto, dove gli equipaggi affronteranno la seconda prova della giornata. La Su Filigosu-Lerno misura 17,83 chilometri e sarà disputata alle 9:01 nel primo passaggio e alle 15:31 nel secondo.

È una prova che cambia completamente caratteristiche rispetto alla precedente. Il percorso viene affrontato in salita e le velocità medie si annunciano decisamente più elevate. Qui sarà quindi fondamentale trovare il giusto equilibrio tra velocità e precisione. Le sezioni più rapide richiederanno grande fiducia da parte dei piloti, mentre i cambi di ritmo e le caratteristiche del fondo obbligheranno gli equipaggi a mantenere sempre alta la concentrazione.

La Su Filigosu-Lerno sarà inoltre uno dei passaggi importanti per capire come le vetture reagiranno all’evoluzione del fondo nel corso della giornata. Il secondo passaggio, dopo che il percorso sarà stato affrontato da tutti gli equipaggi, potrebbe infatti presentare condizioni molto differenti rispetto al primo.

Monti di Alà-Sa Conchedda-Lerno, il gran finale

A chiudere il primo giro sarà una delle grandi classiche del RIS, la Monti di Alà-Sa Conchedda-Lerno. Con i suoi 23,23 chilometri è la prova più lunga della giornata. Il primo passaggio è previsto alle 10:08, mentre la ripetizione scatterà alle 16:38.

È anche la speciale che offre probabilmente le migliori possibilità per gli spettatori di seguire il rally, grazie ai numerosi accessi presenti lungo il percorso. Da Alà dei Sardi sarà possibile raggiungere la zona dell’Alà Arena, uno dei punti più interessanti per vivere la gara dal vivo. In sicurezza, gli spettatori potranno assistere alla partenza e a diversi passaggi all’interno dell’arena, caratterizzati da salti, un guado e passaggi particolarmente spettacolari.

L’area sarà inoltre dotata di zone drink e food, permettendo agli appassionati di trascorrere qui una parte della giornata seguendo la gara e vivendo l’atmosfera del RIS. Non ci sarà però soltanto l’Alà Arena. Altri accessi sono presenti lungo la direttrice Alà-Buddusò e sulla SS389, che consentono di raggiungere alcuni dei punti più veloci della prova.

SABATO 3 OTTOBRE

Sabato 3 ottobre il baricentro della competizione si sposterà interamente nel territorio del Monte Acuto, per una giornata destinata a mettere a dura prova uomini e vetture. In programma ci sono 123,66 chilometri cronometrati, distribuiti su tre prove speciali: la classica Lerno-Monti di Alà, la completamente ridisegnata Coiluna-Loelle e la nuova Solorché, nel territorio di Pattada. Una giornata intensa, con due passaggi su ciascuna prova, che propone alcuni dei luoghi simbolo del Rally Italia Sardegna e diverse novità per gli appassionati che seguiranno la gara a bordo strada.

Lerno-Monti di Alà e il ritorno del Micky’s Jump

La giornata si aprirà con la Lerno-Monti di Alà, una delle grandi classiche del Rally Italia Sardegna. Il primo passaggio è previsto alle 8:01, mentre il secondo scatterà alle 14:31. La prova, lunga 24,14 chilometri, si presenta quest’anno con una configurazione diversa rispetto a quella dello scorso anno e sarà subito caratterizzata da uno dei passaggi più iconici dell’intero rally: il celebre Micky’s Jump.

Il salto, diventato negli anni uno dei simboli del RIS fin dalla prima edizione, sarà ancora una volta uno dei punti di maggiore richiamo per il pubblico. La speciale è veloce e offre diversi accessi agli spettatori, tutti dalla SS389. In particolare, sarà possibile raggiungere le aree 9 quella inerente al salto, 10, 11 e 12 della prova. L’area 10 corrisponde alla zona di Sa Jone, mentre l’area 11 si trova a Tandalò, nei pressi del paddock della cronoscalata su terra. L’area 12, invece, permette di assistere a un altro tratto particolarmente veloce della speciale, nei pressi della centrale elettrica.

Coiluna-Loelle: salti, guadi e il Nuraghe Loelle

Altro grande classico della giornata sarà la Coiluna-Loelle, una prova che rispetto alle precedenti edizioni è stata completamente ridisegnata, pur mantenendo al proprio interno numerosi punti spettacolari. Il primo passaggio è previsto alle 9:11, mentre il secondo alle 15:41. Tra le zone più interessanti per il pubblico c’è il salto di Coiluna, identificato con il punto di accesso spettatori numero 13. Per raggiungere questa zona è consigliabile utilizzare vetture 4×4 o SUV, considerato il tipo di percorso necessario per arrivare all’area.

Più agevoli gli altri accessi. Il punto 14 conduce alla Buddusò Arena, un tratto particolarmente spettacolare ricavato all’interno di una vecchia pista di gimkana, dove non mancheranno salti e guadi. L’area sarà inoltre attrezzata con servizi food & drink, trasformandosi così in uno dei punti di ritrovo principali per gli appassionati. Subito dopo arriva uno dei passaggi più suggestivi dell’intero rally: l’area 15, dove è prevista la mitica inversione di Loelle, con il Nuraghe Loelle a fare da spettacolare cornice. La prova presenta inoltre una caratteristica particolarmente interessante: nel corso della speciale si passa ravvicinati tra due punti differenti dello stesso tracciato, creando un suggestivo effetto per il pubblico e per le vetture in gara, punto pero’ non facilmente raggiungibile.

La novità: debutta la Solorché

A chiudere la giornata sarà la Solorché, la grande novità del programma di sabato. La prova, interamente in territorio di Pattada, misura 12,86 chilometri ed è inedita per tutti i concorrenti. Una speciale tutta da scoprire, che sulla carta si annuncia particolarmente interessante e molto veloce. Anche in questo caso sono previsti diversi punti di accesso per il pubblico, indicati con i numeri 16, 17 e 18.

La parte conclusiva della prova sarà probabilmente una delle più spettacolari: il tracciato arriverà infatti all’interno di un galoppatoio, dove è stato ricavato un salto. Subito dopo il salto arriverà il traguardo della speciale. Per raggiungere questa zona sarà possibile arrivare dall’abitato di Pattada e proseguire lungo la SP165. Il primo passaggio della Solorché è previsto alle 10:07, mentre il secondo scatterà alle 16:37.

Una giornata da non perdere

Con 123,66 chilometri di prove speciali, tre crono, sei passaggi complessivi e un mix tra grandi classici e novità assolute, il sabato del Rally Italia Sardegna promette dunque una giornata di grande spettacolo. Dal Micky’s Jump alla Buddusò Arena, dal salto di Coiluna all’inversione davanti al Nuraghe Loelle, fino al nuovo salto finale della Solorché, il Monte Acuto sarà il grande protagonista della giornata. Per gli appassionati sarà quindi fondamentale programmare con attenzione gli spostamenti: gli accessi alle prove sono numerosi, ma alcune delle aree più spettacolari richiedono mezzi adeguati e una pianificazione preventiva. Lo spettacolo, però, è assicurato.

DOMENICA 4 OTTOBRE

Sarà un finale all’insegna della tradizione e dello spettacolo quello in programma domenica 4 ottobre, giornata conclusiva del rally. Il programma prevede infatti due passaggi sulle classiche Osilo-Tergu, proposta in una versione rivista, e Sassari-Argentiera, per un totale di 61,62 chilometri cronometrati. A chiudere la competizione sarà proprio la seconda tornata sulla Sassari-Argentiera, che assumerà il ruolo di Power Stage, con la successiva premiazione ospitata nello spettacolare scenario dell’Argentiera, affacciata sul mare cristallino della costa nord-occidentale della Sardegna.

Osilo-Tergu, una classica del rallismo sardo

La giornata scatterà con una delle prove più conosciute e affascinanti del rallismo sardo: la Osilo-Tergu, una speciale che appartiene alla storia del Rally Costa Smeralda e del Rally del Golfo dell’Asinara, tornata a far parte del percorso del WRC nel 2013. Si tratta di una prova mediamente veloce, con una velocità media che si aggira attorno ai 90 km/h, caratterizzata da un tracciato tecnico e selettivo. La versione proposta quest’anno ricalca quasi totalmente quella disputata nel 2024: 23,71 chilometri saranno infatti identici, mentre gli ultimi metri rappresenteranno la novità del percorso.

Per gli appassionati e gli spettatori saranno diversi gli accessi consigliati alla prova. Dal quadrivio sulla SP29 sarà possibile raggiungere l’accesso 19, particolarmente interessante per assistere al suggestivo innesto terra-asfalto-terra. Altre possibilità saranno rappresentate dall’accesso 20 di Tanca Noa e dall’accesso 21 di Tergu, raggiungibile proprio attraverso il piccolo borgo dell’Anglona. La Osilo-Tergu verrà affrontata per due volte: primo passaggio alle 8:31, mentre il secondo è previsto alle 11:38.

Sassari-Argentiera, la sfida finale

Dopo la Osilo-Tergu, i protagonisti si sposteranno sulla Sassari-Argentiera, una speciale lunga 7,10 chilometri che nel secondo passaggio diventerà la decisiva Power Stage. Il primo passaggio è fissato alle 10:05, mentre l’ultima prova del rally scatterà alle 14:15, quando saranno in palio anche i punti supplementari della Power Stage. Il tracciato sarà identico alla versione del 2024, una prova entrata nella memoria recente del rally per il finale mozzafiato che vide Ott Tänak beffare Sébastien Ogier per appena due decimi di secondo, conquistando proprio sull’ultima speciale la vittoria del rally.

Una prova breve ma estremamente spettacolare, capace di regalare emozioni sia agli appassionati sia ai fotografi. Il tratto conclusivo, infatti, si sviluppa a bordo costa, con il mare dell’Argentiera a fare da straordinario sfondo naturale alle vetture in gara. Sarà dunque un finale da non perdere: 61,62 chilometri cronometrati, due prove simbolo del rallismo sardo e una Power Stage pronta a regalare gli ultimi colpi di scena. Dalla Osilo-Tergu alla Sassari-Argentiera, il rally si giocherà fino all’ultimo metro, prima della festa finale sulle rive del mare cristallino dell’Argentiera.

16 Settembre 2026/da Matteo Deriu
Tags: ford, rally italia sardegna, toyota, world rally championship
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