Yohan Rossel: “Sogno una chance in Rally1”
Il leader del WRC2 rilancia le sue ambizioni e punta al grande salto: “Lavoriamo come dei piloti ufficiali. Ora voglio solo l’opportunità”
Yohan Rossel non usa giri di parole: “Sì, penso di meritare una possibilità in Rally1.” È diretto, deciso, senza fronzoli. Dopo anni di esperienza, vittorie e crescita costante, il pilota francese – oggi in testa al WRC2 – si sente pronto per il salto nella massima categoria del Mondiale Rally. E non è difficile capire perché.
Nel 2025 Rossel ha dimostrato una forma straordinaria, conquistando due vittorie prestigiose a Monte Carlo e alle Canarie, e un secondo posto in Portogallo, mentre in Sardegna le cose non sono andate benissimo a livello di risultato, mentre in termini cronometrici il francese ha dimostrato di poter dire tranquillamente la sua anche su terreni duri come quello sardo. Risultati che non solo lo proiettano al comando del campionato, ma che certificano una maturità sportiva e tecnica ormai consolidata. “Io e il mio copilota Arnaud Dunand lavoriamo come un equipaggio Rally1. Abbiamo gli stessi ritmi, la stessa professionalità. Eppure, l’occasione non arriva.”
Il nodo, come spesso accade, non è il talento, ma il contesto. Rossel fa parte di quella generazione di piloti che ha trovato nel WRC2 un’eterna sala d’attesa: bravi e pronti per una chance tra i big, ma senza un sedile disponibile. Un “imbuto” in cui si trovano anche nomi come Oliver Solberg e altri campioni della categoria, spesso penalizzati dalla mancanza di spazi nelle squadre ufficiali. Rossel, però, non ha mai avuto neppure un test su una vettura Rally1. E questo, nel 2025, suona come un’anomalia. “Non so se ho il livello per diventare campione del mondo, ma se nessuno ti dà l’occasione, non lo saprai mai. Io, però, credo di aver dimostrato abbastanza.”
Il suo approccio alla carriera è chiaro: “La mia filosofia è sempre stata quella di vincere ogni campionato prima di passare al livello successivo.” Un metodo solido, coerente, che lo ha portato a lottare per il vertice su ogni superficie e in ogni stagione. “Non ho ancora vinto il titolo WRC2, ma ho già vinto otto rally. Non corro per partecipare: gioco sempre per vincere.”
C’è però un ostacolo difficile da ignorare: Citroën, il team che lo ha sempre sostenuto, non ha intenzione di costruire una vettura Rally1. Rossel lo sa bene, ma non per questo abbandona il marchio. Anzi, guarda con attenzione al futuro: con le nuove regole previste per il 2027, le attuali rally2 potrebbero giocare un ruolo molto più centrale. “Il mio piano è restare veloce e competitivo contro i migliori. E per ora questo avviene in WRC2. Sto imparando tanto e mi sento in crescita.”
Ma la verità è semplice e cruda: “Se vuoi diventare un vero campione del mondo, devi essere in Rally1.” E Rossel non vuole più aspettare. Non chiede garanzie, né titoli. Vuole solo una chance. Una macchina, una prova, una stagione per dimostrare che può stare al fianco dei grandi. Il Mondiale Rally, in una fase di rinnovamento e alla ricerca di nuovi volti protagonisti, non può permettersi di ignorare talenti come Rossel. Perché il rischio, altrimenti, è quello di perdere un potenziale fuoriclasse nel silenzio di un WRC2 sempre più affollato e spesso troppo sottovalutato anche dai media e dallo stesso Promoter.









