Le analisi dei dati migliorano lo stile di guida: Virves conferma
Il rally è uno sport in cui i dettagli contano più che mai: il successo dipende dalla capacità dell’equipaggio di sfruttare al massimo il potenziale della propria vettura. Trovare il limite assoluto della macchina è fondamentale non solo per ottenere tempi veloci nelle prove speciali e vincere le gare, ma anche per perfezionare il programma di sviluppo dell’auto.
L’analisi dei dati nel motorsport è una disciplina straordinaria, capace di fornire informazioni preziose “sotto il cofano” sia sul potenziale dei singoli piloti sia sulle prestazioni delle auto da competizione. Grazie a un’analisi accurata di questi dati, gli ingegneri di gara riescono a individuare con precisione i punti in cui gli equipaggi perdono tempo cruciale, sia durante i test sia direttamente in pista.
Il rally è uno sport in cui i dettagli contano più che mai: il successo dipende dalla capacità dell’equipaggio di sfruttare al massimo il potenziale della propria vettura. Trovare il limite assoluto della macchina è fondamentale non solo per ottenere tempi veloci nelle prove speciali e vincere le gare, ma anche per perfezionare il programma di sviluppo dell’auto. Guidare al limite richiede, oltre all’esperienza, un’attenta analisi dei dati registrati dall’auto in tempo reale. Un ingegnere di gara assiste il pilota nell’interpretazione di queste informazioni. Il team Škoda Motorsport, con la sua lunga esperienza nella collaborazione con piloti di ogni livello, ha accumulato una conoscenza approfondita in questo ambito. Vale la pena dare uno sguardo più attento a questa affascinante “alchimia di dati”, che per ogni pilota rappresenta un vero tesoro.
“Dopo il primo passaggio su una prova speciale o su una sezione di test, possiamo analizzare rapidamente dove il pilota sta perdendo più tempo. Combinando i dati con le riprese della dashcam, possiamo mostrare ai piloti i punti esatti in cui perdono tempo o dove possono sfruttare al meglio il potenziale della vettura. Queste informazioni spesso portano ad aggiustamenti nelle loro note di ritmo per il secondo passaggio”, spiega Yannick Willocx, ingegnere di pista di Škoda Motorsport.
I test sbloccano il vero potenziale
Durante le gare ufficiali, gli ingegneri hanno una visibilità limitata sulle prestazioni della vettura e sul comportamento del pilota. Non è possibile monitorare i dati in tempo reale durante una tappa: l’analisi deve avvenire una volta che l’auto rientra in officina. Inoltre, il numero di sensori installabili su un’auto da rally è rigidamente regolamentato. “Durante un rally, abbiamo accesso ai dati di 37 sensori e 15 attuatori”, spiega Willocx, delineando il quadro normativo in vigore.
Nei test, invece, la situazione cambia radicalmente. Le restrizioni sui sensori e sulla trasmissione dei dati non si applicano, consentendo l’installazione di decine di sensori aggiuntivi. Gli ingegneri possono monitorare quasi in tempo reale una mole di informazioni molto più ampia. “Abbiamo accesso fino a 75 sensori aggiuntivi”, racconta Willocx, descrivendo l’ampiezza della copertura disponibile durante le prove.
In questi contesti, gli ingegneri osservano anche i minimi dettagli del comportamento dell’auto e del pilota. I dati standard comprendono pressione sul pedale dell’acceleratore, tecnica di frenata, input dello sterzo, oltre a parametri relativi a motore, cambio e sistemi elettronici. L’aggiunta di sensori supplementari permette di approfondire ulteriormente aspetti come il movimento delle sospensioni e le prestazioni dell’impianto frenante. In questo modo, gli ingegneri possono analizzare in dettaglio come la vettura risponde agli input del conducente e come quest’ultimo reagisce ai diversi comportamenti della macchina.
La lettura dei dati rivela dettagli fondamentali
Grazie all’analisi dei dati, gli ingegneri possono valutare la funzionalità della vettura, come l’efficienza del sistema di raffreddamento o il consumo di carburante del motore. Ancora più importante, possono esaminare le prestazioni del pilota: la rapidità nell’accelerare, la tecnica di frenata e l’approccio alle curve. È possibile osservare anche l’uso del freno a mano, l’interazione con il cambio sequenziale e verificare se il conducente sfrutta pienamente il potenziale di motore e freni.
Queste informazioni consentono agli ingegneri di fornire indicazioni personalizzate per aiutare i piloti a migliorare. Ad esempio, l’analisi della frenata può rivelare se un pilota frena troppo presto o troppo tardi, o se la decelerazione è adeguata all’aderenza della superficie. “Dai dati possiamo capire se un conducente sta frenando nel punto corretto in base all’aderenza disponibile”, spiega Willocx. Per i piloti più giovani o meno esperti, questo feedback è fondamentale per affinare lo stile di guida, spingersi oltre i propri limiti e comprendere a fondo le capacità della vettura.

Lo conferma Robert Virves, pilota estone di 24 anni alla sua seconda stagione al volante della Škoda Fabia RS Rally2: “La cosa migliore del lavorare con gli ingegneri è che vedono dettagli che da solo non noti. Sanno immediatamente cosa avrei potuto fare meglio. Nei test recenti, ad esempio, ci siamo concentrati sulla frenata su superfici diverse. Dopo aver esaminato i dati e discusso con gli ingegneri, ho capito subito dove potevo migliorare”, racconta Virves.
Il pilota condivide anche un esempio pratico: “Confrontare i miei dati con quelli di altri piloti mi ha aiutato a capire che, in certe situazioni, stavo dando input superflui alla vettura; la sovraccaricavo di comandi. Ho corretto il mio stile di guida e questo ha fatto una grande differenza. I dati e il supporto degli ingegneri sono strumenti essenziali per perfezionare anche i minimi dettagli della tecnica di guida: senza di essi, i progressi sarebbero molto più difficili da ottenere”.
“Quando testiamo sulla stessa pista con piloti diversi, possiamo valutare quanto ciascuno sfrutta il potenziale della vettura. Vediamo dove un pilota è più veloce di un altro e utilizziamo questi dati per aiutarli a migliorare”, aggiunge Willocx. “Molti conducenti credono di guidare al limite, ma in realtà creano dei limiti personali. Osservare i dati di un altro pilota permette loro di capire quali risultati possono ottenere”. Per i giovani, l’ingegnere ha un consiglio chiave: “Sperimentate diversi stili di guida. Concentratevi su voi stessi. Individuate i momenti in cui vi sentite più sicuri e, grazie all’analisi dei dati, scoprirete modi per andare ancora più veloci”.
Diversi stili di guida in numeri
Gli ingegneri possono distinguere diversi stili di guida dai dati raccolti, consapevoli che non esiste una sola formula per la velocità. Alcuni piloti adottano uno stile fluido e controllato, altri sono più aggressivi, con accelerazioni e frenate brusche. Ogni pilota ha caratteristiche uniche, ma alcuni si distinguono anche numericamente. Uno di questi è Sébastien Loeb, che ha guidato una Škoda Fabia RS Rally2 al Rally delle Azzorre nel 2023.
“Loeb usa i pedali dell’acceleratore e del freno in maniera completamente diversa da quanto abbiamo visto finora. Applicando una pressione molto leggera sul freno, non blocca mai le ruote, il che gli consente di frenare più tardi rispetto ad altri piloti con un approccio più aggressivo”, sottolinea Willocx, mettendo in luce l’abilità della leggenda del rally. Questa tecnica distintiva emerge anche nei dati: numeri e grafici raccontano la storia, e i piloti si affidano agli ingegneri per decodificarla.
Telemetria
Per definizione, la telemetria è la tecnologia che permette la misurazione e la trasmissione dei dati a distanza. Nel rally, tuttavia, la telemetria in tempo reale è vietata durante le gare. Le auto raccolgono i dati durante le prove speciali, li memorizzano su dispositivi portatili e gli ingegneri li analizzano in officina. Queste informazioni consentono ai piloti di apportare miglioramenti durante la gara, basandosi sulle evidenze raccolte.
I test, però, offrono una prospettiva ancora più completa. Poiché la telemetria in tempo reale è consentita, gli ingegneri possono accedere a un set di dati molto più ricco, confrontare diversi stili di guida e ottimizzare le prestazioni sia della vettura sia del pilota, sfruttando appieno le informazioni disponibili.









