WRC – Dal 2029 libertà nella scelta dei motori
Per attrarre nuovi costruttori la Fia vuole permettere di correre anche con propulsori ibridi, elettrici e ad idrogeno oltre ai quelli tradizionali a combustione interna.
La Federazione Internazionale dell’Automobile (FIA) sta lavorando alla definizione di un nuovo quadro normativo destinato ad aprire le porte del Campionato del Mondo Rally a tecnologie radicalmente differenti da quelle di oggi a partire dal 2029. Secondo la Federazione, la scelta della tipologia di propulsore non sarà più soggetta a rigide restrizioni, ma lascerà ai costruttori la totale libertà di sviluppare propulsori basati su motori a combustione interna, elettrico, ibrido o idrogeno.
Questa svolta si inserisce nel più ampio progetto avviato con l’introduzione della nuova struttura tecnica WRC27 che rimarrà in vigore fino al 2036. Se nelle prime due stagioni di transizione le vetture adotteranno le già note unità motrici derivate dalla classe Rally2, dal 2029 l’intento dei vertici federali è quello di concedere una totale libertà progettuale ai reparti tecnici, con l’obiettivo prioritario di attirare nuovi marchi automobilistici garantendo costi contenuti e un solido ritorno sull’investimento.
L’attrattiva del campionato dovrà infatti scaturire dal valore stesso della piattaforma sportiva, come confermato dal vicepresidente della FIA Malcolm Wilson: “Siamo aperti a nuove tecnologie a partire dal 2029. Il nostro obiettivo è rendere il campionato tale che un costruttore debba semplicemente partecipare al WRC. Vogliamo renderlo vantaggioso dal punto di vista dei costi e garantire un buon ritorno sull’investimento, in modo che l’adesione sia una scelta logica. Non vogliamo bussare alle porte e mendicare interesse: la decisione di venire deve nascere spontaneamente”.
Per assicurare un confronto ad armi pari tra architetture motoristiche così diverse, la FIA prevede di implementare l’uso di misuratori di coppia (torque meter), dispositivi in grado di monitorare in tempo reale la potenza effettivamente erogata alle ruote. Un’eventuale erogazione superiore ai limiti consentiti porterà all’assegnazione di una penalità in tempo, replicando un modello già collaudato nei rally-raid. A questo proposito, Wilson ha chiarito: “Abbiamo già questa flessibilità nei rally-raid, dove gareggiano fianco a fianco motori diesel, V6, V8 e turbo, e il sistema funziona bene. Dobbiamo accettare il fatto che le cose non rimarranno come sono state negli ultimi cento anni. Il mondo sta cambiando e se qualcuno vuole venire con l’ibrido, l’idrogeno o l’elettrico, noi siamo pronti per questo”.
Sul fronte dell’elettrificazione totale, il direttore tecnico della FIA Xavier Mestelan Pinon ha confermato l’esistenza di colloqui con diversi costruttori di auto elettriche, evidenziando come una vettura 100% elettrica sia tecnicamente realizzabile, pur richiedendo una gestione della ricarica tra le varie prove speciali: “Un’auto completamente elettrica nel WRC non è un’idea del tutto folle, a parte il fatto che è necessario ricaricare tra le prove speciali. Con l’attuale potenza di circa 300 cavalli, le prove lunghe dai 30 ai 35 chilometri non creano alcun problema. Con una batteria da circa 40 kWh si può liberamente percorrere una prova di 35 chilometri più 100 chilometri di trasferimento. Non è complicato, perché nei rally non si guida a lungo a tavoletta su lunghi tratti autostradali, che è la cosa più gravosa per un’auto elettrica”.
Tuttavia, lo stesso responsabile tecnico ha tenuto a precisare come l’aspetto emozionale legato allo spettacolo, al suono e alla sicurezza del pubblico rimanga un tassello fondamentale per la disciplina: “Personalmente credo fermamente che un ibrido a combustione interna o l’idrogeno siano opzioni migliori per via del suono, dello spettacolo e della sicurezza. La diversità è un valore nel motorsport, che si tratti di rally-raid, del WEC o del WRC. Dobbiamo essere flessibili e adattabili con le regole, perché nessuno sa esattamente quale sarà la tecnologia migliore tra dieci anni. Non esiste un’unica ricetta magica”.









