EHRC/CIRAS – in 121 al Rally Costa Smeralda Storico
Dal sogno nato nel 2018 alla consacrazione continentale: Latvala guida un elenco stellare tra Europeo e Tricolore
Lombardo comanda dopo la prima tappa
La prima tappa del 9° Rally Costa Smeralda Storico si chiude consegnando agli archivi una giornata intensa e ricca di colpi di scena. Il secondo appuntamento del Campionato Italiano Rally Auto Storiche (CIRAS), quest’anno valido anche come prova d’apertura del FIA European Historic Rally Championship (EHRC), ha confermato tutto il fascino e la selettività delle prove sarde.
A dettare legge dopo le prime sei prove speciali è il siciliano Angelo Lombardo. Navigato da Roberto Consiglio sulla Porsche 911-Team Bassano, il pluricampione 2019 e 2022 ha messo in campo una guida di carattere. Lombardo chiude la frazione con un vantaggio di 9.2 secondi, una leadership che gli permette di guardare tutti dall’alto non solo nella classifica del Campionato Italiano e del II Raggruppamento, ma anche in quella dell’Europeo.
La scalata di Lombardo non è stata priva di ostacoli, complice un inizio di gara shock per uno dei protagonisti più attesi: Jari-Matti Latvala. Il Team Principal di Toyota Gazoo Racing, in coppia con Topi Luhtinen su Toyota Celica ST185, è uscito di strada già sulla PS1. Una compressione violenta dopo un salto ha tradito l’asso finlandese, costringendolo al ritiro immediato e togliendo dai giochi quello che era, a tutti gli effetti, il favorito per la vittoria assoluta.
Con Latvala fuori scena, la gara si è accesa grazie a un duello a tre tra Lombardo, Andrea Smiderle (Subaru Legacy) e Valter Pierangioli (Sierra Cosworth). I tre piloti si sono scambiati la vetta della classifica a ripetizione in un confronto sul filo dei secondi. La sfida ha perso però uno dei suoi protagonisti sulla PS6, quando Pierangioli, in quel momento terzo a soli 2 secondi dalla vetta, è stato appiedato da un problema meccanico.
Il ritiro del toscano ha permesso a Lombardo di allungare nell’ultimo tratto di giornata. Alle sue spalle brilla Andrea Smiderle, secondo assoluto (ma trasparente per l’Europeo) e leader provvisorio del IV Raggruppamento. Ottima anche la prestazione di Renato Travaglia e Massimo Nalli (BMW M3), terzi tra gli iscritti al tricolore e secondi di IV Raggruppamento, staccati di 28.9 secondi dal leader.
Inseriti nella lotta per l’Europeo troviamo la Lancia Stratos di Seb Perez e Dale Bowen, autori di un graffiante scratch sulla PS6 “Monti di Alà/2” che li issa al terzo posto assoluto e al secondo nella classifica FIA. Seguono i gallesi Osian Pryce e Dale Furniss, capaci di tempi incredibili con la loro Ford Escort RS1.8 a due ruote motrici.
- Nel I Raggruppamento dominio per Giuliano Palmieri e Lucia Zambiasi (Porsche 911 SC), che gestiscono un vantaggio di oltre 34 secondi su Letterio Oliva. Nel II Raggruppamento dietro a Lombardo ci sono Giosuè e Fabio Rizzuto (Porsche Carrera RS). Nel III Raggruppamento Enrico Volpato e Samuele Sordelli (Ford Escort RS) guidano con un buon margine sulla Porsche 911 di Riccardo Bianco. Nel IV Raggruppamento, detto di Smiderle e Travaglia, si segnala il debutto positivo di Adriano Lovisetto su BMW M3, attualmente terzo di categoria.
Tra le note amare, si registra il ritiro eccellente di Natale Mannino, tradito dalla trasmissione della sua Porsche dopo un atterraggio troppo duro sulla prima prova speciale.
Nella classifica FIA EHRC, spiccano le buone prove di Bertrand Fassio e del polacco Maciej Lubiak. Quest’ultimo, senza la penalità di un minuto per un anticipo al controllo orario, sarebbe stato virtualmente al comando della gara.
Il rally riprenderà domani alle 09:20 con la PS7 “Monti Canu”. Il programma prevede tre prove da ripetere due volte, con i riflettori puntati sulla lunga “Aglientu” (24 km). Saranno proprio quei chilometri infiniti a decretare chi iscriverà il proprio nome nell’albo d’oro del Costa Smeralda 2026.
Numeri record
Centoventuno equipaggi non sono solo un numero: sono la misura di una crescita costruita con metodo, ambizione e visione. Dal primo passo nell’ottobre 2018, quando la gara muoveva i suoi passi lontano da titolazioni ufficiali ma già dentro il radar dei puristi, il Rally Costa Smeralda Storico ha scalato gerarchie fino a diventare oggi uno snodo centrale del calendario europeo. La validità per il FIA European Historic Rally Championship Pre 1992, unita a quella del Campionato Italiano Rally Auto Storiche, certifica una maturità piena, impreziosita da un format che abbraccia anche “classic” e regolarità.
Undici le nazioni rappresentate, una ventina gli equipaggi stranieri: numeri che raccontano una gara ormai internazionale per vocazione e contenuti. Il terreno di confronto è quello classico della Gallura, tecnico, selettivo: oltre 150 chilometri cronometrati distribuiti su dodici prove speciali, dove ritmo e precisione si fondono in un equilibrio sottile. In cima alla lista dei pretendenti c’è inevitabilmente Jari-Matti Latvala, campione in carica e riferimento assoluto della serie. Il finlandese, navigato da Topi Luhtinen, porta in gara la Toyota Celica ST185, un pacchetto già vincente e perfettamente integrato nel contesto storico. Ma la sua presenza non è solo tecnica: è narrativa pura, perché incrocia l’entusiasmo di un pubblico che da anni lo considera uno di casa, un po’ come accade spesso agli equipaggi finlandesi. E’ una storia che torna e un successo di Latvala, quaranta anni dopo Toivonen in Costa Smeralda sarebbe un qualcosa che andrebbe oltre i rally.
Alle sue spalle si schiera una prima linea di grande spessore. La Porsche 911 RS di Angelo Lombardo e Roberto Consiglio aprirà la caccia, seguita dalla Ford Sierra Cosworth 4×4 di Valter Pierangioli e Michela Baldini. Due equipaggi italiani che non partono per fare da comparse, ma per misurarsi direttamente con uno dei piloti più iconici dell’era moderna del rally. L’elenco degli outsider di lusso è altrettanto denso. I francesi Bertrand Fassio e Jean-François De Montredon (Porsche 911 RS) rappresentano una minaccia concreta, così come il britannico Osian Pryce, in coppia con Dale Furniss, capace di esaltarsi al volante della Ford Escort RS. Sul fronte locale, occhi puntati su Emanuele Farris e Giuseppe Pirisinu, profondi conoscitori dell’asfalto gallurese, così come su Vittorio Musselli e Massimiliano Frau, pronti a sfruttare ogni variabile favorevole per inserisi nelle posizioni che contano della classifica generale.
Il ritorno di Renato Travaglia, affiancato da Massimo Nalli sulla BMW M3, aggiunge esperienza e profondità a un contesto già ricchissimo, mentre Enrico Brazzoli, già campione europeo, rilancia le proprie ambizioni con Martina Musiari sulla Porsche 911 RS. Mentre gli occhi di tutti gli appassionati saranno tutti per il britannico Seb Perez, che arriva in Gallura al volante di una vettura iconica e affascinante, la Lancia Stratos HF.
Archiviato il capitolo europeo, la scena si apre sul fronte tricolore. Il Costa Smeralda rappresenta il secondo round stagionale del CIRAS e propone un confronto serrato tra specialisti. Natale Mannino, vincitore qui nel 2022, si presenta con Giacomo Giannone su Porsche 911 SC, chiamato a difendersi dall’assalto della BMW M3 di Adriano Lovisetto al debutto in Costa Smeralda (con Marco Corda) e dalla Subaru Legacy 4WD di Andrea Smiderle e Gianni Marchi, al debutto su queste strade. Nel 4° Raggruppamento si inseriscono anche la Ford Sierra Cosworth di Giorgio Costenaro ed Elsa Dal Dosso e la BMW M3 di Matteo Luise e Melissa Ferro, con il polesano che torna in Sardegna con ambizioni concrete dopo i successi raccolti in passato. Tra le storie più interessanti c’è quella del giovane Valentino Ledda, al debutto tra le storiche con la Peugeot 309 GTI insieme a Lorenzo Fratta: un passaggio generazionale che si consumerà anche nel confronto diretto con i conterranei Antonio Dettori e Marco Demontis su Renault Clio 16S.
Il 3° Raggruppamento promette battaglia, con Enrico Volpato e Samuele Sordelli (Ford Escort RS) chiamati a contrastare le Porsche 911 SC di Riccardo Bianco – Matteo Barbiero e Beniamino Lo Presti – Agostino Benenti. Nel 2° Raggruppamento, invece, la sfida è quasi monomarca: Porsche contro Porsche, con Giosuè e Fabio Rizzuto opposti a Nicola Tricomi e Christian Soriani. Più simbolica, ma non meno significativa, la presenza della BMW 2002 di Francesco Mannino e Marco Romeo, unica nel 1° Raggruppamento.
Scendendo di cilindrata, emergono duelli altrettanto intensi. Nella classe 1600 riflettori su Tiziano Nerobutto, tornato sulla Volkswagen Golf GTI con Giulia Zanchetta, opposto a Massimo Giudicelli e Miriam Iuretig. Nella 1300, invece, si preannuncia una sfida compatta tra le Peugeot 205 Rallye di Galullo–Calandriello, Casalloni–Figoni e Pessot–Mazzone. Spazio anche al Trofeo Autobianchi A112 Abarth, con dodici vetture al via con tutti i big che hanno risposto presente alla “chiamata” affascinante del Costa, arricchito dalla presenza del Memory Fornaca, mentre tra le “Classiche” (1993–2000) spiccano la Ford Escort Cosworth di Riccardo Mariotti e Giuseppe Tricoli, la Mitsubishi Lancer di Giuseppe Messori e Paolo Cottu e l’Opel Astra dei fratelli Giacomo e Davide Spanu. Chiude il quadro il rally di regolarità, con ventitré vetture divise tra “media 60” e “media 50”: un’altra gara nella gara, che porterà i suoi protagonisti sul palco del Molo Vecchio di Porto Cervo prima ancora dell’arrivo delle vetture da competizione.
E mentre la gara scrive un nuovo capitolo della sua storia, il suo valore si misura anche fuori dalle prove speciali. Porto Cervo, Olbia, Arzachena e tutta la Gallura respirano il ritmo dell’evento, beneficiando di un indotto che conferma quanto il Costa Smeralda sia ormai una risorsa oltre che una passione. È qui che tradizione, spettacolo e concretezza si incontrano: in una gara che non vive solo di ricordi, ma continua a costruire futuro.








