Bombe del Gruppo B: Lancia Delta S4
La Lancia Delta S4 era una vettura da rally senza compromessi: l’estetica riprendeva vagamente la Delta stradale per ragioni di immagine, ma strutturalmente e meccanicamente la S4 era un progetto ex novo, pensato per estrarre il massimo rendimento dal regolamento Gruppo B.
La Lancia Delta S4 (progetto Abarth SE038) nacque come risposta diretta all’evoluzione tecnica del Campionato del Mondo Rally e, in particolare, alla necessità di dotare Lancia/Martini di una vettura Gruppo B capace di competere con le vetture a trazione integrale e motore centrale progettate dai concorrenti. Abarth — sotto la direzione tecnica di ingegneri come Sergio Limone — concepì la S4 come vettura da corsa pura: telaio a traliccio tubolare spaziale, motore montato in posizione centrale longitudinale e soluzione d’aspirazione ibrida (supercharger + turbo) per ottenere sia prontezza ai bassi regimi che potenza massima ad alti regimi.
Questa impostazione rese la S4 una “race car” senza compromessi: l’estetica riprendeva vagamente la Delta stradale per ragioni di immagine, ma strutturalmente e meccanicamente la S4 era un progetto ex novo, pensato per estrarre il massimo rendimento dal regolamento Gruppo B.
Struttura portante e materiali
La scocca è una struttura spaziale tubolare in acciaio CrMo, con elementi di rinforzo in alluminio per le zone di impatto. La carrozzeria esterna era composta da pannelli in materiali compositi (vetroresina/epossidici e nelle evoluzioni da materiali più pregiati) studiati per essere leggeri e sostituibili rapidamente durante i servizi in gara. La S4 stradale (Stradale) mantenne la stessa architettura di base ma con trattenute e finiture interne differenti per l’omologazione.
La rigidezza torsionale del telaio era elevata per l’epoca, requisito fondamentale per gestire potenze superiori ai 400–500 CV e per consentire sospensioni con cinematica precisa su terreni variabili.
Disposizione meccanica e bilanciamento
Motore longitudinalmente mid-mounted dietro l’abitacolo, cambio meccanico a 5 marce e trazione integrale: la S4 era progettata con il baricentro arretrato per migliorare trazione e risposta in accelerazione. Questo layout favoriva un’ottima trazione in uscita di curva e un comportamento neutro ad alte velocità, pur introducendo sfide in termini di raffreddamento e gestione delle masse rotanti. La posizione centrale del propulsore contribuiva a ridurre i momenti d’inerzia e a migliorare la distribuzione delle masse.
Motore: 1.8 litri “twincharged”
Il cuore tecnico distintivo della Delta S4 è il sistema di sovralimentazione ibrido: un compressore volumetrico (di tipo Roots o simile, azionato a cinghia) che garantiva istantanea risposta ai bassi regimi, abbinato a un turbocompressore KKK che entrava in funzione ai regimi superiori per erogare la potenza massima. Questa soluzione, nota come twin-charging, eliminava quasi totalmente il ritardo (turbo lag) tipico dei motori sovralimentati dell’epoca e allargava la finestra di utilizzo della coppia.
Caratteristiche principali del propulsore:
- architettura: quattro cilindri in linea, 16 valvole, testata DOHC derivata dalla famiglia Fiat/Lancia;
- cilindrata: circa 1.759 cm³ (1.8 L);
- rapporto di compressione contenuto per consentire pressioni di sovralimentazione elevate;
- gestione elettronica Weber-Marelli (accensione e iniezione integrata);
- intercooler doppi per raffreddare il flusso aria compressa.
Potenza e comportamento: nelle specifiche ufficiali da competizione la S4 raggiungeva valori nell’ordine dei 450–550 CV per le versioni Corsa più spinte (alcune stime parlano di picchi attorno ai 550 CV), con curve di coppia molto piene grazie alla combinazione volumetrico-turbo. La Stradale omologata per la strada aveva valori più contenuti (intorno ai 240–250 CV nelle unità da collezione), ma la base meccanica era la stessa.

Gestione termica e anti-lag
L’adozione congiunta di compressore e turbina imponeva un progetto termico accurato: doppi intercooler, radiatori ben dimensionati e percorsi aerodinamici studiati per l’apporto d’aria al vano motore centrale. Nelle evoluzioni da gara furono sperimentati sistemi anti-lag e strategie di gestione della sovralimentazione per mantenere la turbina in pressione tra i cambi marcia — soluzioni pionieristiche per l’epoca e necessarie per sfruttare la potenza ai bassi regimi nelle prove speciali.
Trasmissione e differenziali
La S4 era dotata di trazione integrale con configurazione differenziali e ripartizioni sviluppate specificamente per il rally: sistema a ripartizione della coppia variabile e differenziali regolabili (meccanici o a limitata slip depending setup) per adattare comportamento su terra, asfalto o neve. Il cambio era meccanico a 5 rapporti, montato in posizione compatibile con il layout centrale del motore. L’installazione mirava a distribuire gli ingombri per concentrare masse vicino al centro vettura.
Sospensioni e cinematica
La cinematica era basata su doppi bracci oscillanti (double wishbone) alle quattro ruote, con ammortizzatori e molle regolabili e, nella versione corsa, doppi ammortizzatori per lato al retrotreno per gestire escursioni elevate e dissipare grandi energie verticali sui terreni sconnessi. L’assetto poteva essere adattato finemente dagli ingegneri per ottimizzare camber, convergenza e curva di rollio a seconda della prova. I freni prevedevano dischi ventilati di grande diametro, con pinze Brembo evolute nelle versioni da gara.
Aerodinamica molto evoluta
Pur partendo da una silhouette “a hatchback” riconoscibile, la S4 presentava soluzioni aerodinamiche evolute: carpenteria leggera con grandi prese d’aria laterali per raffreddamento motore e intercooler, estrattori posteriori e un profilo alare posteriore che generava carico verticale. L’attenzione non era solo alla deportanza, ma anche alla stabilità longitudinale e al raffreddamento in condizioni di alta potenza e bassa velocità tipiche delle prove nei boschi.
Comportamento dinamico
Punti di forza:
- accelerazione e prontezza ai bassi regimi grazie al compressore;
- potenza di punta elevatissima grazie al turbo;
- eccellente trazione e uscita di curva per via del motore centrale e distribuzione delle masse;
- sospensioni regolabili e rigidità strutturale elevate.
Limitazioni e problemi:
- estrema complessità meccanica e costi di gestione;
- sensibilità ai guasti termici o di sovralimentazione se non tarata perfettamente;
- comportamento talvolta nervoso nelle condizioni più estreme, che richiedeva piloti di altissima qualità. L’uso intensivo e i limiti di sviluppo imposti dal calendario portarono anche a quesiti di affidabilità in gara.
Produzione e omologazione
Il regolamento Gruppo B richiedeva la costruzione di esemplari per l’omologazione: Lancia pianificò la produzione di un numero consistente di Stradale (nominalmente 200), ma il numero effettivo di esemplari completi costruiti è risultato molto inferiore — le stime attendibili parlano di poche decine di unità/chassis realizzate per la versione stradale e di un limitato numero di telai da competizione (ad esempio in alcune fonti si indica che furono costruiti 28 chassis completi). La S4 esordì in gara alla fine del 1985 e vinse immediatamente, ma la carriera fu breve a causa dell’abolizione del Gruppo B nel 1986.
Specifiche tecniche
- progettazione: Abarth (progetto SE038) / Lancia Martini Racing
- telaio: spaziale tubolare in acciaio CrMo, pannelli compositi
- motore: 4 cilindri in linea 16V, 1.759 cm³, aspirazione twin-charged (compressore volumetrico + turbocompressore), intercooler doppio, gestione Weber-Marelli
- potenza: tipicamente 450–550 CV nelle versioni Corsa più spinte (stima, a seconda mappature e pressioni di sovralimentazione)
- coppia: curva ampia, valori massimi variabili con set-up (centinaia di Nm)
- trazione: integrale, differenziali regolabili
- cambio: manuale 5 marce
- sospensioni: doppi triangoli (double wishbone) con ammortizzatori regolabili; doppio ammortizzatore al retrotreno su versioni corsa
- freni: dischi ventilati con pinze ad alte prestazioni (Brembo nelle evoluzioni)
- peso: variabile, intorno ai 900–1.050 kg a seconda dell’allestimento e del regolamento
- dimensioni (indicative): lunghezza ≈ 3,990 mm, passo ≈ 2,440 mm.
Valutazione tecnica e storica
Dal punto di vista ingegneristico la Delta S4 rappresenta un concentrato di soluzioni avanzate per il rally: layout mid-engine, twin-charging, struttura spaziale e sospensioni con cinematica raffinata. La S4 ha dimostrato quanto potenziale avesse la ricerca applicata al motorsport negli anni ’80, ma al tempo stesso la sua parabola sottolinea i limiti di una competizione che aveva spinto tecnologia e spettacolo ai limiti della sicurezza. Oggi la S4 è studiata come esempio di progettazione estrema e come banco di prova per soluzioni di sovralimentazione e packaging motore ancora rilevanti.








