WRC – Lancia verso il debutto con la HF Integrale Rally2
Se per Gryazin Lancia rappresenta il collegamento emotivo e culturale con il passato, per Yohan Rossel l’approccio è più orientato alla dimensione agonistica immediata. Il pilota francese ha riconosciuto apertamente l’importanza del nome Lancia, ma ha chiarito come l’attenzione resti concentrata sul lavoro da svolgere.
Lancia prepara il ritorno nel Campionato del mondo rally con un progetto che segna una discontinuità netta rispetto agli anni di assenza dalle competizioni iridate. Il punto di partenza è la Ypsilon HF Integrale Rally2, vettura chiamata a inaugurare la nuova fase sportiva del marchio italiano all’interno della categoria Rally2, oggi centrale nel WRC per numeri, visibilità e competitività. Lo sviluppo del modello è stato affidato a due profili di primo piano come Nikolay Gryazin e Yohan Rossel, scelti per accompagnare la vettura verso il debutto agonistico previsto nella stagione 2026.
I primi chilometri di test, svolti alla fine del 2025, hanno fornito indicazioni incoraggianti all’interno della struttura tecnica. Non si tratta di valutazioni definitive, ma di riscontri iniziali che hanno permesso di verificare le basi del progetto. Gryazin, coinvolto direttamente nello sviluppo, ha parlato apertamente del potenziale intravisto fin dalle prime uscite e del significato personale che questo impegno rappresenta. Il legame di Gryazin con Lancia non è soltanto professionale. Cresciuto osservando quelle vetture e assimilando il valore simbolico che Lancia ha avuto nel mondo dei rally, Gryazin ha sintetizzato questo sentimento con una frase che riflette una percezione diffusa nell’ambiente: “Tutti nel mondo dei rally hanno un po’ di Lancia nel cuore”. Un’affermazione che richiama il peso storico del costruttore, senza però trasformarlo in un alibi o in un rifugio nostalgico.
Se per Gryazin Lancia rappresenta il collegamento emotivo e culturale con il passato, per Yohan Rossel l’approccio è più orientato alla dimensione agonistica immediata. Il pilota francese ha riconosciuto apertamente l’importanza del nome Lancia, ma ha chiarito come l’attenzione resti concentrata sul lavoro da svolgere. “C’è stata un’energia enorme nel team fin dall’annuncio. Dopo aver corso per Citroën, essere ora con Lancia è speciale — è uno dei marchi più grandi della storia del WRC”, ha spiegato, mettendo in evidenza il clima che si è creato all’interno della squadra sin dalle prime fasi del progetto.
Durante i test di preparazione, Rossel ha avuto modo di guidare la Ypsilon Rally2 su superfici differenti, un passaggio fondamentale per iniziare a comprendere il comportamento della vettura in condizioni variabili. I test invernali sono per definizione complessi e spesso condizionati da fattori esterni. Le basse temperature, le condizioni mutevoli dell’asfalto e la difficoltà di simulare un contesto di gara rendono questa fase particolarmente delicata, soprattutto per una vettura ancora in piena fase di sviluppo.
Accanto a Rossel lavora Arnaud Dunand, navigatore chiamato a svolgere un ruolo chiave nella preparazione del debutto competitivo. La sua analisi si è concentrata in particolare sulla complessità del Rallye Monte-Carlo, prova che rappresenta uno dei banchi di prova più severi per qualsiasi nuova vettura, di cui si ha bisogno di conoscere e capire i dati degli ultimi test.
Monte-Carlo, con la sua imprevedibilità meteorologica e la varietà di condizioni lungo le prove speciali, impone un livello di preparazione superiore alla media. Le scelte di assetto, la gestione degli pneumatici e la capacità di adattamento diventano elementi decisivi, soprattutto per una vettura che si affaccia per la prima volta al confronto diretto con la concorrenza. In questo contesto, il lavoro svolto nei test non ha l’obiettivo di cercare prestazioni assolute, ma di costruire una base tecnica solida e coerente, sulla quale intervenire progressivamente.
Il programma di sviluppo della Ypsilon Rally2 HF Integrale si inserisce quindi in una strategia prudente ma strutturata. Lancia non ha annunciato ritorni immediati ai vertici assoluti del WRC, ma ha scelto di ripartire da una categoria che consente di misurarsi con un elevato livello di competitività tecnica e sportiva, mantenendo al tempo stesso un approccio graduale. L’esperienza di Gryazin e Rossel, unita al lavoro analitico del team tecnico e degli equipaggi, rappresenta il fulcro di questo percorso.
La fase attuale è ancora lontana dal verdetto della competizione, ma i primi riscontri indicano una direzione chiara: costruire senza forzature, capitalizzando il valore del nome Lancia senza trasformarlo in una pressione eccessiva. Il debutto nel 2026 sarà il primo vero punto di verifica, quando la Ypsilon Rally2 HF Integrale affronterà il cronometro e il confronto diretto con le altre vetture della categoria, mettendo alla prova le sensazioni positive emerse nei test e il lavoro di sviluppo svolto fino a quel momento.
Ottimismo da Bruxelles Motor Show 2026
Intanto, prima del via del Rallye Monte-Carlo, il Salone di Bruxelles 2026, giunto alla sua 102ª edizione, ha offerto a Lancia una vetrina tutt’altro che casuale per ribadire la portata del proprio ritorno nel motorsport internazionale. In un contesto fieristico che negli ultimi anni ha ritrovato centralità nel panorama europeo, il marchio torinese ha scelto di presentarsi con uno stand interamente dedicato all’evoluzione della famiglia Ypsilon, utilizzando la nuova Ypsilon Rally2 HF Integrale come elemento di sintesi tra prodotto, identità storica e strategia futura. Non una semplice esposizione di una vettura da competizione, ma la rappresentazione visibile di una linea industriale precisa.
Il messaggio che Lancia ha voluto trasmettere a Bruxelles è chiaro: il rientro nel Campionato del mondo rally, nella categoria WRC2 a partire dal 2026, non è un’operazione isolata né una concessione alla nostalgia. Al contrario, si inserisce in un disegno di medio-lungo periodo che intreccia sviluppo di prodotto, rafforzamento commerciale e costruzione di credibilità tecnica all’interno del gruppo Stellantis. La scelta del WRC2, categoria oggi più popolata e competitiva del panorama rally mondiale, riflette la volontà di misurarsi in un contesto reale, industrialmente sostenibile e tecnicamente significativo.
Durante la giornata inaugurale riservata a stampa e operatori del settore, la CEO Roberta Zerbi ha inquadrato il ritorno alle competizioni come una leva strutturale del rilancio del marchio. Non un’operazione di immagine fine a se stessa, ma un’estensione coerente di una strategia che guarda al 2026 come anno di consolidamento. Il Salone di Bruxelles, in questo senso, è stato utilizzato come piattaforma per fare il punto sullo stato di avanzamento del piano Lancia, mettendo in relazione il motorsport con le priorità commerciali e organizzative.
Zerbi ha insistito su un concetto chiave: la crescita del marchio passa attraverso la costruzione di una rete solida e credibile nei mercati europei considerati strategici. I numeri relativi all’area Belgio-Lussemburgo – con 11 showroom già operativi, 2 in apertura e 15 punti di assistenza – sono stati presentati come un esempio concreto di un percorso già avviato. Questi dati si inseriscono in un piano più ampio che prevede l’apertura di 70 nuovi concessionari nelle principali città europee, con Francia, Spagna, Belgio-Lussemburgo e Paesi Bassi identificati come mercati prioritari subito dopo l’Italia.
In questo quadro, il motorsport assume una funzione precisa: rafforzare la riconoscibilità del marchio in mercati dove Lancia è chiamata a ricostruire presenza e fiducia. Il WRC2, con la sua forte diffusione mediatica e la capillarità dei campionati nazionali e regionali, diventa così uno strumento coerente con gli obiettivi commerciali, oltre che un banco di prova tecnico. La Ypsilon Rally2 HF Integrale non è quindi solo una vettura da gara, ma un elemento identitario che dialoga direttamente con la gamma stradale.
Uno dei momenti centrali della presenza Lancia a Bruxelles è stato affidato a Miki Biasion, chiamato a presentare ufficialmente la Ypsilon Rally2 HF Integrale accanto a Roberta Zerbi. La sua figura ha funzionato da ponte tra passato e presente, ma senza indulgere in un racconto celebrativo. Biasion ha richiamato il valore simbolico del marchio nei rally, ricordando come per intere generazioni il sogno della competizione su strada fosse indissolubilmente legato al nome Lancia, distinguendosi nettamente dall’immaginario legato alle corse in circuito.
Il suo intervento ha però avuto anche un forte accento sul presente. Biasion ha sottolineato come il lavoro svolto con Stellantis Motorsport sulla famiglia HF – sia nelle versioni da competizione sia in quelle stradali – rappresenti un esempio concreto di come l’eredità sportiva possa essere trasformata in un progetto attuale, tecnico e credibile. Il riferimento al passato non viene utilizzato come scorciatoia, ma come stimolo per definire standard elevati nello sviluppo delle nuove vetture.
Dal punto di vista sportivo, il programma WRC2 presentato a Bruxelles chiarisce ulteriormente l’approccio scelto da Lancia. Il progetto nasce all’interno di Stellantis Motorsport e si basa su un’impostazione industriale condivisa con gli altri programmi rally del gruppo, puntando su efficienza, controllo dei costi e qualità tecnica. Il debutto ufficiale nel 2026 prevede la partecipazione ad almeno otto appuntamenti del Mondiale, a partire dal Rallye Monte-Carlo, con un calendario costruito per massimizzare l’esperienza su superfici e condizioni differenti.
Accanto al WRC2, è prevista la presenza nel FIA European Rally Championship e in diversi campionati nazionali, tra cui Italia, Francia, Spagna e Belgio. Una scelta che conferma la volontà di radicarsi nei territori chiave per il rilancio del marchio, utilizzando le competizioni come strumento di visibilità, sviluppo e relazione con clienti e partner.
Il Salone di Bruxelles 2026, in questo senso, non ha rappresentato solo una tappa espositiva, ma un momento di sintesi. Lancia ha mostrato come il ritorno nei rally non sia un episodio isolato, ma una componente integrata di una strategia che punta a ricostruire il marchio su basi industriali solide, utilizzando il motorsport non come fine, ma come mezzo. Un approccio prudente, strutturato e coerente con le ambizioni dichiarate per il futuro.









