CRZ 2026: cancellate le agevolazioni agli equipaggi
Come visto per le altre serie, arriva la soppressione delle iscrizioni gratuite. Fino al 2025, il vincitore assoluto di ogni singola gara valida per la Coppa Rally di Zona godeva del diritto ad iscriversi gratuitamente alla gara successiva all’interno della propria zona. D’ora in poi basta, come volevano gli organizzatori.
La stagione 2026 della Coppa Rally di Zona si prepara a cambiare volto. Le modifiche, attualmente in fase di approvazione da parte di ACI Sport, puntano a ridefinire l’assetto di base di una delle serie più partecipate del panorama rallistico nazionale. L’obiettivo dichiarato è duplice: rendere la CRZ più coerente con le altre categorie federali e allo stesso tempo ridurre i costi e gli oneri a carico degli organizzatori locali, chiamati ogni anno a sostenere il cuore pulsante del rally di base in Italia.
Dietro una serie di variazioni apparentemente marginali si intravede in realtà una ristrutturazione più profonda, pensata per rendere più omogenei criteri, punteggi e regole in un contesto che, negli ultimi anni, aveva mostrato alcune disomogeneità tra zone e competizioni.
Il primo elemento di rilievo riguarda il numero di gare: ogni zona potrà ospitare un massimo di sei appuntamenti validi per la CRZ. La scelta, che mira a limitare l’eccessiva proliferazione di eventi, risponde a una logica di equilibrio tra esigenze sportive, territoriali e logistiche.
Stabilire il numero massimo di gare significa eliminare alcune storture legate ad una vecchia di filosofia che voleva un premio per tutti, soprattutto per gli organizzatori. Però, non aumenta la qualità media delle manifestazioni. E soprattutto, non risolve il problema delle gare minime, quindi restano le cosiddette “Zone facili da vincere” perché composte da meno di sei gare. In alcune zone, come quelle storicamente più attive — Lombardia, Piemonte, Triveneto, Toscana e Sicilia — ciò potrà tradursi in una selezione più competitiva degli appuntamenti, con la necessità di garantire standard sportivi e logistici elevati per mantenere la validità di zona.
Una delle novità più significative riguarda le vetture ammesse. Dopo il polverone di polemiche che si era sollevato con la fuga di notizie che escludeva le WRC Plus, nel 2026 continueranno ad essere ammesse a tutte le gare della Coppa Rally di Zona anche le vetture di categoria WRC, comprese le WRC Plus, ossia le versioni evolute introdotte nel periodo 2017-2021 e utilizzate fino all’avvento della generazione “Rally1” nel Mondiale.
Tuttavia, pur potendo partecipare liberamente alle gare, queste vetture sarà vietato acquisire punteggio ai fini delle classifiche CRZ. La misura consente di preservare la spettacolarità e l’appeal mediatico che la presenza delle World Rally Car garantisce, senza però alterare l’equilibrio competitivo delle classifiche riservate a vetture più moderne e diffuse nelle categorie nazionali — in particolare Rally2, Rally3, Rally4 e Rally5.
Questa decisione rappresenta un ottimo compromesso tra due visioni: da un lato, quella dei piloti e dei team che desiderano mantenere vive e attive le WRC nel panorama nazionale; dall’altro, quella federale, che intende evitare distorsioni sportive in una competizione dedicata prevalentemente a vetture con specifiche tecniche e costi più contenuti.
L’ammissione “fuori classifica” delle WRC e WRC Plus permetterà quindi di preservare il carattere “popolare” della CRZ, pur mantenendo alto l’interesse del pubblico, soprattutto nelle zone dove la tradizione rallistica è più radicata.
Sul piano sportivo, il regolamento 2026 prevede come sempre i coefficienti di punteggio. L’attribuzione del coefficiente 1,5 — cioè l’aumento del 50% dei punti assegnati — sarà limitata esclusivamente alle fortunate gare di Coppa Rally di Zona che risultano abbinate a eventi validi per il Campionato Italiano Rally Assoluto e per il suo nuovo concorrente, il Campionato Italiano Rally Challenger, il CIAR a basso costo (ne abbiamo parlato qui).
La misura intende uniformare le regole con quelle dei principali campionati nazionali, premiando le gare che si svolgono in un contesto tecnico e organizzativo di livello più elevato. Tali appuntamenti, infatti, implicano spesso prove speciali di maggiore complessità, standard di sicurezza superiori e un parco partenti più competitivo.
Al tempo stesso, questa scelta contribuisce a differenziare i livelli di competizione, garantendo che le gare “standard” della CRZ mantengano una valenza più regionale e accessibile, mentre gli eventi condivisi con le serie principali assumano una valenza “ponte” tra i campionati di zona e il livello nazionale.
Un’altra modifica rilevante, che abbiamo già visto negli altri Campionati, riguarda la soppressione delle iscrizioni gratuite (volute dall’ex-presidente della Commissione Rally, Daniele Settimo per incentivare le partecipazioni, ma odiate dagli organizzatori). Fino al 2025, infatti, il vincitore assoluto di ogni singola gara valida per la Coppa Rally di Zona godeva del diritto a iscriversi gratuitamente alla gara successiva all’interno della propria zona. Analogamente, il vincitore assoluto della classifica finale di ciascuna zona riceveva un’iscrizione gratuita alla stagione successiva.
Tali agevolazioni, tuttavia, erano a carico diretto degli organizzatori, che spesso si trovavano a dover sostenere costi non previsti o difficilmente recuperabili. Nella proposta 2026, si richiede quindi di eliminare entrambe le forme di iscrizione gratuita, in un’ottica di riequilibrio economico che vada a sostegno degli organizzatori.
La misura in realtà non sembra liberare risorse a favore della logistica, della sicurezza e della promozione delle gare stesse, ma sembra pesare sempre più sui poveri equipaggi. Nel complesso, le modifiche previste per la CRZ 2026 si inseriscono in un più ampio processo di revisione che Aci Sport sta portando avanti su tutti i fronti del rallysmo nazionale — dal CIAR al CIRT, passando per il CIRC e il CIRP.
Le novità 2026, in via di approvazione, non stravolgono la natura della CRZ ma ne ottimizzano la struttura ed eliminano alcune storture (non tutte, ovviamente), mirando a soddisfare le richieste degli organizzatori. L’eliminazione delle iscrizioni gratuite e la limitazione dei coefficienti venivano richieste da tempo dagli organizzatori. Ma il presidente Settimo, in questo caso, si era messo di traverso.
Aver evitato l’esclusione delle WRC e delle WRC Plus, seppure “fuori classifica”, rappresenta invece un gesto di apertura verso la passione e la spettacolarità, segno che la federazione intende mantenere il legame con il fascino tecnico delle grandi vetture del passato recente, senza compromettere la logica sportiva del campionato.








