Giandomenico Basso quinto al “Monte” 2009
Il quinto posto assoluto conseguito da Giandomenico Basso con l’Abarth Grande Punto S2000 al Rallye Monte‑Carlo 2009 è un risultato di rilievo per molteplici ragioni. Su tutte, conferma la competitività dell’equipaggio e della vettura nella prima gara dell’anno, in condizioni tra le più impegnative della storia recente del rally.
La 77ª edizione del Rallye di Monte‑Carlo, disputata dal 21 al 24 gennaio 2009, è entrata nella memoria collettiva degli appassionati come una delle più impegnative delle ultime decadi. Non tanto per la lunghezza o per la spettacolarità del percorso, bensì per l’eccezionale complessità delle condizioni meteorologiche incontrate lungo le strade dell’entroterra francese. Neve, ghiaccio, pioggia e nebbia si sono alternate sulle prove speciali, trasformando il tradizionale appuntamento d’apertura della stagione in un’autentica prova di sopravvivenza per equipaggi e vetture. Questo contesto difficile offre la cornice ideale per valutare la performance di Giandomenico Basso e Mitia Dotta, protagonisti di una gara di grande spessore con la Abarth Grande Punto S2000 ufficiale.
Il Rallye di Monte‑Carlo è celebre per il suo percorso che attraversa le Alpi Marittime e l’entroterra della Provenza, con passaggi in quota come il leggendario Col de Turini. Nel 2009, queste prove si sono rivelate oltremodo insidiose: dalla prima all’ultima tappa, la superficie dell’asfalto variava rapidamente da tratti asciutti a sezioni ghiacciate o innevate, spesso all’interno della stessa speciale. Il meteo ha oscillato a frequenza impressionante, con precipitazioni a tratti persistenti e nebbia fitta in molte prove, condizioni che hanno messo a dura prova la capacità di scelta delle gomme e la tattica di guida degli equipaggi.
La prova del Col de Turini, in particolare, ha rappresentato un banco di prova esemplare: con tratti di neve alta e ghiaccio sotto lo strato d’asfalto, ha decretato ritardi significativi e variazioni di classifica per molti concorrenti, soprattutto nella prima giornata di gara.
Nel 2009 il Rallye di Monte‑Carlo non faceva parte del calendario del Campionato del Mondo Rally (WRC), ma era invece l’evento inaugurale dell’Intercontinental Rally Challenge (IRC), una serie che puntava a valorizzare vetture più accessibili sotto la normativa FIA Super 2000 con motore aspirato e trazione integrale. Questa scelta ha fatto del Monte‑Carlo un banco di prova non solo per i piloti, ma anche per l’equilibrio tra diverse marche e modelli, con Peugeot, Škoda e Abarth in prima linea.
La classifica finale ha visto Sébastien Ogier e Julien Ingrassia imporsi al volante di una Peugeot 207 S2000, davanti a Freddy Loix–Isidoor Smets e Stéphane Sarrazin–Jacques‑Julien Renucci sempre su Peugeot. Quarto è giunto Jan Kopecký con la Škoda Fabia S2000, mentre al quinto posto assoluto si è piazzato Giandomenico Basso con Mitia Dotta, portando una Abarth Grande Punto S2000 in top‑5 in condizioni estremamente difficili.
Giandomenico Basso: ritmo e costanza nell’incertezza
La performance di Basso/Dotta al volante della Abarth Grande Punto S2000 ufficiale è stata una delle note più significative dell’edizione. In un rally in cui la maggior parte dei concorrenti ha faticato a mantenere un ritmo regolare a causa del fondo variabile, la coppia italiana ha saputo dimostrare consistenza, sangue freddo e gestione tattica delle condizioni più critiche.
Il loro rally è stato caratterizzato da una progressione continua: nelle prove cruciali di montagna, come il passaggio sul Col de Turini, Basso ha realizzato il miglior intertempo nella prima tornata prima di subire una foratura che ne ha rallentato la progressione complessiva. Senza questo inconveniente meccanico, è plausibile che il piazzamento finale potesse essere persino migliore.
A dimostrazione del ritmo costante tenuto nell’ultima tappa, Basso e Dotta hanno vinto una delle quattro prove speciali programmate nella giornata conclusiva, un risultato di rilievo considerando la natura estremamente tecnica delle prove notturne e il degrado delle condizioni del percorso.
L’approccio strategico del pilota veneto è stato orientato alla minimizzazione degli errori: in condizioni in cui molti contendenti hanno pagato dazio con uscite di strada o scelte errate di pneumatici, Basso ha saputo capitalizzare con una guida efficiente e compatta, preservando la vettura e limitando i rischi nei tratti più insidiosi.
Anche la Abarth Grande Punto S2000 ha giocato un ruolo chiave nella prestazione complessiva. Le vetture di categoria Super 2000, pur inferiori in termini di potenza pura rispetto alle World Rally Car contemporanee, si caratterizzano per una straordinaria bilanciatura dinamica, un’eccellente trazione su superfici miste e una notevole affidabilità meccanica.
In particolare al Monte‑Carlo 2009, dove le condizioni di asfalto sono state estremamente variabili e la gestione della trazione è risultata cruciale, la configurazione Super 2000 della Punto si è rivelata ben adattata: il motore aspirato da 2,0 litri e la trazione integrale efficace hanno permesso un comportamento prevedibile sulla neve e sul ghiaccio, fattore determinante per mantenere un buon passo anche nei tratti più tecnici.
L’affidabilità, inoltre, è emersa come un elemento differenziante: mentre altri equipaggi del team hanno dovuto fare i conti con problemi meccanici — in particolare Anton Alén, costretto al ritiro a pochi chilometri dal traguardo per la rottura del cambio, e Toni Gardemeister, fermato da una rottura dell’alternatore quando occupava la seconda posizione dopo il primo passaggio sul Col de Turini — la vettura di Basso ha retto senza cedimenti importanti.
Performance degli altri equipaggi italiani
Da segnalare, nel contesto IRC, anche la prestazione nella classe delle due ruote motrici, dove il ligure Manuel Villa, in coppia con Angelo Canova, ha ottenuto una significativa vittoria con la Fiat Punto Super 1600. Questo risultato sottolinea come, anche nelle categorie di accesso, la competizione e le condizioni difficili abbiano premiato equilibrio di guida e scelte strategiche lungimiranti.
Classifica finale e rilievi cronometrici
La classifica finale della 77ª edizione del Rallye di Monte‑Carlo 2009 riflette la durezza della gara e l’adattamento di piloti e vetture a condizioni estreme. I primi cinque assoluti sono stati:
- 1. Sébastien Ogier – Julien Ingrassia (Peugeot 207 S2000), vincitori con un tempo complessivo di 4h40’45”7;
- 2. Freddy Loix – Isidoor Smets (Peugeot 207 S2000), a +1’43”6;
- 3. Stéphane Sarrazin – Jacques‑Julien Renucci (Peugeot 207 S2000), a +2’21”6;
- 4. Jan Kopecký – Petr Stary (Škoda Fabia S2000), a +3’17”3;
- 5. Giandomenico Basso – Mitia Dotta (Abarth Grande Punto S2000), a +4’28”0.
Dietro di loro si sono classificati altri piloti capaci di adattarsi alle insidie del tracciato, con distacchi cronometrici significativi indicativi delle difficoltà incontrate lungo tutto il percorso.
Il quinto posto assoluto conseguito da Giandomenico Basso con l’Abarth Grande Punto S2000 al Rallye di Monte‑Carlo 2009 è un risultato di rilievo per molteplici ragioni. In primo luogo, conferma la competitività dell’equipaggio e della vettura nella prima gara dell’anno, in condizioni tra le più impegnative della storia recente del rally. In secondo luogo, dimostra come un pilota esperto possa sfruttare al massimo il potenziale di una vettura di categoria inferiore rispetto alle massime classi, capitalizzando sulla costanza di rendimento e sull’assenza di errori macroscopici.
In termini di campionato IRC, questo risultato ha rappresentato una solida base di punti per Abarth nella classifica costruttori e per Basso nella graduatoria piloti, in vista dei successivi appuntamenti stagionali, a partire dal Rally del Brasile programmato a marzo.
La 77ª edizione del Rallye di Monte‑Carlo resta quindi nella memoria come una prova di carattere per piloti, copiloti e costruttori, con performance individuali — come quella di Giandomenico Basso — che hanno saputo ben interpretare la quintessenza di Monte‑Carlo: velocità, strategia e adattabilità.









