Diretta WRC – Safari Rally Kenya 2026
La diretta live della terza prova del WRC 2026, il Safari Rally Kenya 2026, condotta e aggiornata fino a fine gara dalla redazione di TuttoRally con interviste, analisi, news, video e anteprime.
La classifica di campionato
- E. Evans — 66 punti
- O. Solberg — 58 punti
- T. Katsuta — 55 punti
- A. Fourmaux — 47 punti
- S. Pajari — 32 punti
- S. Ogier — 26 punti
- T. Neuville — 23 punti
- E. Lappi — 21 punti
- R. Virves — 10 punti
- L. Rossel — 8 punti
- G. Greensmith — 8 punti
La classifica finale
| Pos. | Equipaggio | Vettura | Tempo / Distacco |
|---|---|---|---|
| 1 | Katsuta Takamoto / Johnston Aaron | Toyota GR Yaris Rally1 | 3:16:05.6 |
| 2 | Fourmaux Adrien / Coria Alexandre | Hyundai i20 N Rally1 | +27.4 |
| 3 | Pajari Sami / Salminen Marko | Toyota GR Yaris Rally1 | +4:26.1 |
| 4 | Lappi Esapekka / Mälkönen Enni | Hyundai i20 N Rally1 | +6:07.3 |
| 5 | Virves Robert / Viilo Jakko | Škoda Fabia RS Rally2 | +11:38.7 |
| 6 | Greensmith Gus / Andersson Jonas | Toyota GR Yaris Rally2 | +12:09.0 |
| 7 | Zaldívar Fabrizio / Der Ohannesian Marcelo | Škoda Fabia RS Rally2 | +12:20.0 |
| 8 | Mikkelsen Andreas / Listerud Jørn | Škoda Fabia RS Rally2 | +12:30.7 |
| 9 | Domínguez Diego / Peñate Rogelio | Toyota GR Yaris Rally2 | +13:28.4 |
| 10 | Solberg Oliver / Edmondson Elliott | Toyota GR Yaris Rally1 | +16:44.5 [SR] |
PS20 Hell’s Gate 2 (power stage) 10,48 km
Il Safari Rally Kenya 2026 si chiude con un verdetto che profuma di leggenda. A 32 anni, e dopo aver collezionato tre podi in cinque partecipazioni sugli sterrati africani, Takamoto Katsuta ha finalmente rotto l’incantesimo, conquistando la prima vittoria della sua carriera nel Campionato del Mondo Rally. Un successo che non è solo personale: Katsuta diventa infatti il secondo giapponese di sempre a imporsi nel WRC, interrompendo un digiuno durato ben 34 anni, da quando Kenjiro Shinozuka trionfò nel Rally della Costa d’Avorio del 1992.
La strada verso il gradino più alto del podio non è stata priva di ostacoli. La gara di Katsuta era iniziata in salita venerdì pomeriggio, a causa di una doppia foratura che sembrava aver compromesso le sue ambizioni. Tuttavia, il pilota Toyota ha saputo mantenere i nervi saldi, approfittando dei problemi meccanici che hanno colpito i suoi compagni di squadra durante il sabato pomeriggio. In un colpo solo, il giapponese ha scalato tre posizioni, proiettandosi in testa e gestendo con maturità il vantaggio fino al traguardo di Naivasha.
Alle spalle del vincitore, Adrien Fourmaux ha regalato a Hyundai un prezioso secondo posto. Nonostante i piloti Toyota avessero inizialmente imposto un ritmo superiore, il francese non si è mai arreso. La sua determinazione e il lavoro impeccabile del team sono stati premiati con il nono podio in carriera, il secondo consecutivo sulle difficili strade keniote.
Il terzo gradino del podio è occupato da un eccezionale Sami Pajari. Il giovane finlandese è stato la rivelazione della prima parte di gara, siglando ben quattro “scratch” (miglior tempo assoluto) nella giornata di venerdì. Solo l’esplosione di uno pneumatico il sabato, costata oltre cinque minuti, gli ha tolto la possibilità di lottare per la vittoria, ma la sua prestazione resta un segnale chiarissimo per il futuro del campionato.
Il “Super Sunday” ha visto protagonista un rabbioso Oliver Solberg. Deluso dal ritiro di sabato, lo svedese ha spinto al limite la sua Toyota battendo Sébastien Ogier per appena tre secondi nella classifica della domenica. Notevole anche la tenacia di Esapekka Lappi: pur non essendosi mai sentito a proprio agio tra le polverose insidie del Kenya, il pilota Hyundai ha stretto i denti portando a casa punti pesanti per il campionato costruttori. L’ultima prova è di Solberg che supera Ogier ed Elfyn Evans.
Nel WRC2, il weekend è stato un monologo di Robert Virves. L’estone ha iniziato la sua stagione nel migliore dei modi, dominando al debutto africano e superando Gus Greensmith, che a sua volta ha mostrato un buon adattamento alla nuova Toyota GR Yaris Rally2.
PS19 Oserengoni 2 18,22 km
La penultima fatica del Safari Rally Kenya 2026 ha confermato quanto la gestione dello stress e delle insidie meccaniche sia fondamentale in questa gara. Con una sola speciale ancora da disputare — la Power Stage finale — Takamoto Katsuta vede il gradino più alto del podio a portata di mano. Il giapponese della Toyota ha adottato un “passo tranquillo” in questo chrono, evitando ogni rischio inutile su un terreno che sta diventando sempre più proibitivo.
Il pilota nipponico, che in passato ha visto svanire grandi risultati proprio sul più bello, sta dimostrando una maturità inedita. Il suo vantaggio su Adrien Fourmaux rimane solido oltre i 40 secondi, ma il fango keniota continua a nascondere insidie: “Questa speciale è più folle di prima,” ha ammesso Katsuta. “La pioggia ha reso la superficie così morbida che le pietre affiorano ovunque. Ho cercato di evitarle, ma ce ne sono troppe. Sarebbe più divertente lottare per i secondi, ma ora la priorità è un’altra. Questa pressione è pazzesca.”
Mentre Katsuta gestisce, dietro si scatena la bagarre per i punti della domenica. Oliver Solberg ha preso il comando della classifica del “Super Sunday”, superando Sébastien Ogier per soli otto decimi di secondo. Il francese ha confessato di non aver voluto rischiare il tutto per tutto su una strada ormai segnata da solchi profondissimi e pericolosi.
Situazione inversa per Adrien Fourmaux: il francese, impossibilitato a difendersi su un terreno così scavato, ha ceduto una posizione nella classifica domenicale a favore di un arrembante Thierry Neuville. In ottica podio generale, però, la situazione rimane stabile con Fourmaux saldamente secondo.
In terza posizione assoluta brilla Sami Pajari. Anche per il giovane talento della Toyota la parola d’ordine è “cautela”, dato il vantaggio di quasi un minuto sul connazionale Esapekka Lappi. Pajari ha descritto la prova come divertente nel profilo ma ormai distrutta nel fondo, lasciando però intendere di voler provare a raccogliere qualche punto extra nella Power Stage.
Robert Virves mantiene la leadership del WRC2 (ed il quinto posto assoluto) con un margine di 31 secondi su Gus Greensmith. La vera lotta è però per il terzo gradino del podio di classe: Fabrizio Zaldivar tiene stretta la posizione, ma Andreas Mikkelsen è in pieno recupero, staccato di meno di dieci secondi dal paraguaiano e a circa venti dall’inglese.
PS18 Hell’s Gate 1 10,48 km
La “Hell’s Gate 1”, con il suo profilo più largo, veloce e un fondo decisamente più morbido rispetto alle insidie dei giorni precedenti premia chi ha potuto sfruttare una posizione di partenza avanzata. In questo contesto, Elfyn Evans ha firmato una prova d’orgoglio. Dopo aver faticato nelle prime luci dell’alba, il gallese della Toyota ha ritrovato il giusto feeling, fermando il cronometro sul 5:32.4 e issandosi in cima alla classifica della prova. Un segnale forte per il “Super Sunday”, che lo vede precedere di 3.5 secondi un duo d’eccezione composto da Oliver Solberg e Sébastien Ogier, racchiusi in appena due decimi di secondo.
Non è stata una speciale semplice per Adrien Fourmaux. Il francese, che aveva iniziato la giornata con il terzo tempo assoluto nel primo impegno mattutino, è stato rallentato da una foratura che gli è costata secondi preziosi. Questo inconveniente tecnico ha rimescolato la classifica del “Super Sunday”. Alle spalle di Fourmaux si fa minaccioso anche Thierry Neuville, staccato di appena 4 decimi dal francese, pronto a dare il tutto per tutto negli ultimi due crono.
Nonostante la pressione crescente, Takamoto Katsuta continua a gestire magistralmente la leadership del rally. Il giapponese della Toyota ha chiuso la speciale con il nono tempo, senza prendere rischi inutili ma mantenendo un controllo totale sulla classifica generale. Con un margine di poco più di un minuto su Fourmaux, Katsuta vede la vittoria finale a Naivasha sempre più vicina, quando mancano ormai solo due prove al termine di questa massacrante edizione keniota.
Tra le WRC2, Andreas Mikkelsen è il più rapido del lotto, ma la classifica vede Robert Virves mantenere saldamente la quinta posizione assoluta, davanti alle Toyota di Greensmith e alla Skoda di Zaldívar.
PS17 Oserengoni 1 18,22 km
La domenica del Safari Rally si apre con condizioni finalmente favorevoli, ben lontane dal caos di sabato. Il fondo è in gran parte asciutto e la difficoltà è sensibilmente inferiore rispetto ai giorni precedenti.
Takamoto Katsuta inaugura la giornata in modalità gestione totale, cedendo 16 secondi ad Adrien Fourmaux ma mantenendo saldamente la leadership con oltre un minuto di vantaggio sul francese. “16 secondi non sono nulla. Ho semplicemente cercato di evitare i punti più insidiosi. In realtà è più spaventoso andare piano, perché a bassa velocità vedi tutto più chiaramente che a tavoletta”, ha spiegato il giapponese della Toyota, sempre più vicino alla prima vittoria della sua carriera nel WRC.
Sami Pajari è terzo e punta al secondo podio consecutivo dopo la Svezia, in una situazione relativamente stabile ma mai completamente tranquilla in Kenya. Alle sue spalle il connazionale Esapekka Lappi, quarto a 53,3 secondi. “Cerco solo di arrivare al traguardo e osservo se succede qualcosa. La prova era in buone condizioni per il 90%, qualche punto fangoso ma niente di sorprendente”, ha commentato con la consueta flemma.
Quinto in classifica assoluta è l’estone Robert Virves su Škoda, leader della WRC2 davanti al britannico Gus Greensmith.
La scena è tutta di Sébastien Ogier, che ha firmato il miglior tempo dell’Oserengoni precedendo il compagno di squadra Oliver Solberg di 3,8 secondi. Terzo Fourmaux, quarto Thierry Neuville. Elfyn Evans, ancora alle prese con i postumi del ritiro di sabato, non riesce a fare meglio del quinto posto davanti a Jon Armstrong. Seguono Katsuta, Pajari e Lappi con Andreas Mikkelsen chiude i primi dieci.
Day4, il programma
Il programma dell’ultima tappa prevede quattro prove speciali per un totale di circa 57 chilometri cronometrati. La mattinata si apre con il primo passaggio sulla Oserengoni 1 alle 06:09 (ora italiana), una speciale di 18,22 km. A seguire uno dei tratti più iconici e spettacolari dell’intero mondiale: la Hell’s Gate. Il primo passaggio su questa prova, lunga 10,48 km, è previsto alle 07:35.
Dopo il riordino, la carovana del WRC tornerà ad affrontare la Oserengoni 2 alle ore 08:38, ultima vera prova di resistenza per la meccanica delle vetture. Il finale è invece affidato alla Power Stage di Hell’s Gate 2, che prenderà il via alle 11:15.
WRC3, la situazione
L’esperto pilota greco George Vasilakis, al volante della sua Ford Fiesta Rally3, si presenta all’ultima giornata di gara con un vantaggio abissale, pronto a siglare una storica doppietta tra WRC3 e WRC Masters Cup alla sua ottava presenza nel WRC. Mentre tutti gli altri equipaggi sono stati costretti al ritiro e al successivo rientro in gara, il veterano greco è stato l’unico a superare indenne le prime tre giornate.
Il sabato, le difficili condizioni meteorologiche hanno portato alla cancellazione di entrambi i passaggi sulla temibile speciale Sleeping Warrior prima ancora che le vetture WRC3 potessero entrarvi, e questo di certo lo ha favorito. Affronterà le speciali della domenica forte di un margine di quasi 37 minuti sul primo degli inseguitori.
Alle spalle del leader, il pilota di casa Nikhail Sachania occupa la seconda posizione. Le speranze di una vittoria per il keniota sono sfumate già venerdì pomeriggio, durante il secondo passaggio sulla prova di Loldia, a causa di un problema meccanico alla sua Fiesta. Nonostante un sabato privo di intoppi, Sachania ha scelto una strategia conservativa per difendere il piazzamento, accumulando però il pesante distacco che lo separa dalla vetta.
In terza posizione c’è il giovane boliviano Nataniel Bruun. Dopo essere rimasto bloccato nei profondi solchi della speciale d’apertura giovedì sera (accumulando 45 minuti di ritardo), ha segnato tempi record per tutto il venerdì, prima di arrendersi alla rottura di un giunto della sospensione anteriore destra, sempre a Loldia. Il sabato è trascorso senza incidenti, permettendogli di risalire sul podio virtuale.
Non c’è stata fortuna invece per l’indiano Naveen Pulligilla, la cui corsa si è interrotta bruscamente nella giornata di sabato. Un problema meccanico occorso sulla speciale Soysambu 2 gli ha impedito di completare la tappa, aggiungendo il suo nome alla lunga lista di vittime delle massacranti strade keniote.
Day4, il meteo
A Naivasha in questo momento ci sono 16,5°C con cielo prevalentemente nuvoloso. Per la giornata di oggi — domenica, ultima tappa del Safari Rally — le previsioni indicano una massima di 23°C e solo il 10% di probabilità di pioggia: condizioni nettamente migliori rispetto al caos di ieri. Buone notizie per chi è ancora in gara.
La classifica dopo il Day3
| Nr. | Equipaggio | Vettura | Tempo / Distacco |
|---|---|---|---|
| 1 | Katsuta Takamoto / Johnston Aaron | Toyota GR Yaris Rally1 | 2:41:00.2 |
| 2 | Fourmaux Adrien / Coria Alexandre | Hyundai i20 N Rally1 | +1:25.5 |
| 3 | Pajari Sami / Salminen Marko | Toyota GR Yaris Rally1 | +5:29.1 |
| 4 | Lappi Esapekka / Mälkönen Enni | Hyundai i20 N Rally1 | +6:18.5 |
| 5 | Virves Robert / Viilo Jakko | Škoda Fabia RS Rally2 | +9:42.1 |
| 6 | Greensmith Gus / Andersson Jonas | Toyota GR Yaris Rally2 | +10:37.4 |
| 7 | Zaldívar Fabrizio / Der Ohannesian Marcelo | Škoda Fabia RS Rally2 | +10:43.8 |
| 8 | Mikkelsen Andreas / Listerud Jørn | Škoda Fabia RS Rally2 | +11:24.4 |
| 9 | Domínguez Diego / Peñate Rogelio | Toyota GR Yaris Rally2 | +11:57.8 |
| 10 | Solberg Oliver / Edmondson Elliott | Toyota GR Yaris Rally1 | +18:21.0 [SR] |
PS16 Sleeping Warrior 2 13,89 km
Il secondo passaggio sulla Sleeping Warrior non si disputerà. I commissari di gara hanno preso la decisione di annullare la prova speciale pochi minuti prima dell’orario di partenza previsto, quando le Rally1 erano già in coda alla linea di partenza. Tutti gli equipaggi sono stati rimandati direttamente all’assistenza di Naivasha.
La motivazione ufficiale è il peggioramento ulteriore delle condizioni: nel pomeriggio sono cadute nuove piogge sulla Sleeping Warrior, rendendo il percorso ancora più pericoloso di quanto non fosse già stato nella percorrenza mattutina. Gli organizzatori avevano già deciso in precedenza di proporre una versione accorciata della prova, ma alla fine hanno optato per la cancellazione totale.
La mattinata sulla Sleeping Warrior aveva già scritto pagine drammatiche: Elfyn Evans era rimasto fermo con la sospensione posteriore destra rotta, e la prova aveva messo in ginocchio gran parte del gruppo. Ma le conseguenze peggiori si sono manifestate nella successiva fase di trasferimento: sia Oliver Solberg che Sébastien Ogier hanno dovuto abbandonare il rally con l’alternatore danneggiato dal fango. Per Solberg, leader della gara fino a quel momento, e per Ogier, risalito in seconda posizione dopo una rimonta straordinaria, si tratta di un finale amarissimo dopo una gara disputata ad altissimo livello. Per Thierry Neuville il ritiro ègià arrivato nel pomeriggio per forature multiple.
Il sabato keniota ha dunque decimato il gruppo: su tutti i principali candidati alla vittoria, solo Takamoto Katsuta ha portato la propria Toyota al termine della giornata, ritrovandosi inaspettatamente in testa alla classifica con un vantaggio di quasi un minuto e mezzo su Adrien Fourmaux. Terzo è Sami Pajari, a cinque minuti e mezzo dalla vetta, seguito da Esapekka Lappi quarto.
La domenica potrebbe consegnare al Mondiale rally un nuovo vincitore: nessuno dei tre piloti in testa alla classifica — Katsuta, Fourmaux e Pajari — ha mai vinto una gara del WRC. Dietro Lappi si trovano già i migliori della WRC2: l’estone Robert Virves è quinto nella classifica assoluta, con il britannico Gus Greensmith sesto.
PS15 Elmenteita 2 18,01 km
Takamoto Katsuta allunga ulteriormente in classifica generale, portando il proprio vantaggio su Adrien Fourmaux a quasi un minuto e mezzo. Il giapponese della Toyota è in modalità gestione totale, consapevole che in queste condizioni ogni pietra può essere fatale. “Onestamente è molto più facile quando si attacca a fondo ovunque. Adesso è davvero stressante, cercare di evitare ogni singola pietra, anche le più piccole”, ha ammesso Katsuta.
Fourmaux, dal canto suo, non ha alcuna intenzione di rischiare in vista del secondo passaggio sulla temuta Sleeping Warrior — la prova che nella prima percorrenza aveva fatto tre vittime in casa Toyota — e si accontenta del terzo tempo di giornata, conservando comodamente la seconda posizione.
Il miglior tempo della quindicesima prova speciale va ancora a Sami Pajari, al suo quinto scratch dall’inizio del rally. Il finlandese supera Esapekka Lappi e sale al terzo posto assoluto, a cinque minuti e mezzo dalla vetta. Gran parte del distacco accumulato risale alla foratura della mattinata. “Dopo la delusione del mattino bisognava semplicemente decidere di andare avanti. La strada era davvero sporca. La prova successiva è a solo un chilometro di distanza, ma lì piove e qui no”, ha riflettuto Pajari.
Lappi subisce invece una foratura che gli costa 50,9 secondi dal miglior tempo e la terza posizione. Il finlandese della Hyundai si consola guardando al quadro generale: “Cerco solo di arrivare al traguardo. Il risultato non conta. Non ha senso lottare. Abbiamo colpito una pietra in una curva a sinistra dopo una cresta. Il pneumatico si è forato subito”, ha spiegato Lappi.
In WRC2, Robert Virves prosegue il suo rally impeccabile con quasi un minuto di vantaggio su Gus Greensmith, che mantiene solo sei secondi su Fabrizio Zaldivar.
PS14 Soysambu 2 24,94 km
Il pomeriggio si apre con un nuovo dramma sportivo nel secondo passaggio sulla Soysambu, una prova dalle condizioni più gestibili rispetto alle prove mattutine, ma comunque capace di fare altre vittime illustri.
Come già scritto Oliver Solberg e Sebastien Ogier non escono dal parco assistenza con le loro Toyota danneggiate dal troppo fango. Invece Esapekka Lappi si presenta al CO con sei minuti di ritardo, pagando quindi sessanta secondi. Va peggio a Josh McErlean: il suo ritardo è di 14 minuti per una penalità di 2:20.
Il colpo più duro lo incassa Thierry Neuville: il belga subisce una doppia foratura già al tredicesimo chilometro, poi buca nuovamente poco più avanti. Senza ruote di scorta, il pilota Hyundai è costretto al ritiro, perdendo una posizione che avrebbe potuto essere preziosa in questa classifica stravolta dagli eventi.
Anche Jon Armstrong si ferma al chilometro 18,9 per un problema tecnico dopo aver cambiato una gomma qualche chilometro prima, ma l’irlandese riesce a ripartire e a raggiungere il traguardo, seppur con un grande ritardo che crea polvere e traffico per chi arriva dietro. Sami Pajari ne fa le spese: il finlandese viene rallentato prima dalla nuvola di Neuville, poi da quella di Armstrong nella seconda parte della prova, accusando 46,3 secondi dal miglior tempo. Risale comunque quarto in classifica generale a 1,5 secondi da Lappi, al momento terzo assoluto.
“C’era un po’ di traffico. Prima abbiamo superato Thierry, poi sul rettilineo successivo ho visto già un’altra macchina davanti. Non c’è molto da fare”, ha commentato Pajari con filosofia.
Il miglior tempo della prova va ad Adrien Fourmaux, che precede Takamoto Katsuta di appena 0,7 secondi. Il giapponese della Toyota mantiene saldamente la testa della classifica generale con oltre un minuto di margine sul francese.
La vera notizia è però Esapekka Lappi, che con una gestione prudente e senza commettere errori sale al terzo posto assoluto, a oltre cinque minuti e mezzo dalla vetta. “Si va avanti e basta. Non c’è altro bisogno di fare”, ha commentato il finlandese con la sua consueta flemma.
Nonostante il ritiro in classifica al quinto posto compare ancora Oliver Solberg, seguito da Robert Virves, capolista in WRC2 con oltre un minuto su Gus Greensmith, ottavo dietro al ritirato Sebastien Ogier.
A 2.8 da Greensmith c’è Fabrizio Zaldivar, nono, con un margine di 46.2 su Andreas Mikkelsen che chiude i primi dieci, seguito da Thierry Neuville.
Si ritirano anche Oliver Solberg e Sebastien Ogier!
Le condizioni ambientali hanno fatto danni. Toyota Gazoo Racing ha appena comunicato che in assistenza è stata presa la decisione di fermare le due Yaris Rally1 di Oliver Solberg e Sebastien Ogier dopo il ko in prova di Elfyn Evans. Lo svedese, ha rotto la sospensione a cui si aggiunge la rottura dell’alternatore. Anche per il Campione del mondo il ritiro è dovuto a problemi all’alternatore. Takamoto Katsuta nuovo leader davanti a Thierry Neuville.
PS13 Sleeping Warrior 1 18,41 km
La prova speciale della Sleeping Warrior ha trasformato la mattinata di sabato in un incubo per quasi tutti i piloti con le Rally1. Fango, acqua e condizioni al limite dell’impossibile hanno fatto vittime eccellenti, rimescolando completamente la classifica generale.
Il colpo più duro lo ha incassato Elfyn Evans, fino a quel momento secondo in classifica. La sospensione posteriore destra della sua Toyota GR Yaris ha ceduto nel corso della prova. Il gallese ha percorso ancora qualche chilometro prima di essere costretto al ritiro definitivo. Per Evans si tratta del primo abbandono in un rally mondiale dopo 19 gare consecutive portate a termine — l’ultimo stop risaliva al Rally di Grecia dell’autunno 2024.
Con Evans fuori, Sébastien Ogier ha attaccato senza esitazioni, firmando il miglior tempo della prova e risalendo in seconda posizione assoluta. “Bisognava solo portarla in fondo”, ha commentato laconicamente il francese. La foratura della prova precedente gli era costata quasi due minuti, ma ora il nove volte campione del mondo si trova a 42,6 secondi da Oliver Solberg.
Lo svedese, però, ha vissuto la sua Sleeping Warrior da incubo: il liquido lavavetri si è esaurito nel corso della prova, e il parabrezza ricoperto di fango ha reso la visibilità quasi nulla, costando oltre un minuto. “Non va bene. Cosa potevo fare? Non ho più gomme di scorta e non vedo niente”, ha detto un frustrato Solberg, che conserva comunque la leadership.
Situazione analoga per Esapekka Lappi, rimasto senza liquido lavavetri già nei primi chilometri e finito a due minuti e mezzo dal miglior tempo. Anche Adrien Fourmaux e Thierry Neuville hanno avuto seri problemi di surriscaldamento del motore — esattamente come nella prima prova della mattinata — riuscendo a completare la speciale ma fermandosi subito dopo il traguardo durante il trasferimento verso l’assistenza di Naivasha, prima di ripartire. “Vedremo se riusciamo a continuare”, ha detto Fourmaux all’intervistatore all’arrivo.
Takamoto Katsuta approfitta del caos generale e sale al terzo posto, portando Toyota a occupare le prime tre posizioni. Lappi è sesto davanti a Sami Pajari, ancora attardato dalla foratura della prova precedente.
Le condizioni della Sleeping Warrior erano talmente estreme che la prova è stata interrotta dopo il passaggio delle vetture Rally1. Resta da decidere se il secondo passaggio pomeridiano potrà essere disputato secondo programma.
PS12 Elmenteita 1 18,01 km
La dodicesima prova speciale ha trasformato la giornata di sabato in un campo minato di forature, stravolgendo la classifica e scatenando la rabbia di più di un pilota.
Il danno più grave lo ha subito Sami Pajari: lo pneumatico è esploso ad alta velocità su un rettilineo, danneggiandone anche un secondo. Il finlandese si è fermato a bordo strada a valutare i danni, temendo il peggio, ma la situazione si è rivelata meno catastrofica del previsto. Tuttavia il tempo perso — oltre cinque minuti — lo ha fatto precipitare dal terzo all’ottavo posto in classifica generale. “Lo pneumatico è esploso fortissimo sul rettilineo. Ne sono andati due e ero convinto che si fosse rotto qualcos’altro. Bisogna verificare la situazione”, ha dichiarato Pajari.
Forature anche per Oliver Solberg ed Elfyn Evans, entrambi hanno bucato due volte nell’ultimo settore della prova. Lo svedese ha però limitato i danni e mantiene la leadership con 22,6 secondi sul gallese. Solberg non ha nascosto la propria irritazione per le modifiche apportate al percorso dopo le ricognizioni: “Cercavo di andare piano, ma i pneumatici si sono deteriorati progressivamente. La FIA e l’organizzazione hanno fatto un lavoro pessimo. Dopo le note sono state apportate grosse modifiche al tracciato, con tanto di video a supporto. Ma è pericoloso, perché la strada è cambiata moltissimo. Questo dovrebbe essere sicuro, invece è pericoloso”, ha tuonato Solberg.
Il miglior tempo della prova è andato a Sébastien Ogier, che precede Adrien Fourmaux e recupera la terza posizione provvisoria. Ogier paga però ancora quasi due minuti dalla vetta a causa della foratura della prova precedente. “È davvero un peccato. Non avrei potuto evitare quella foratura in nessun modo. Oggi succederà ancora di tutto, speriamo che la mia parte di sfortuna sia esaurita”, ha commentato il francese.
Takamoto Katsuta mantiene la quinta posizione — pur tra un mezzo testacoda e una retromarcia — con appena tre decimi su Thierry Neuville. Dietro di loro Esapekka Lappi.
In WRC2, Robert Virves allunga leggermente su Gus Greensmith, portando il vantaggio in classifica generale a 17,2 secondi.
PS11 Soysambu 1 24,94 km
La mattinata di sabato si è aperta con un colpo di scena che ridisegna la lotta per la vittoria. Sébastien Ogier, che la sera prima aveva dichiarato di non voler correre rischi eccessivi, è stato tradito quasi subito da una foratura che gli è costata oltre due minuti e lo ha fatto precipitare dal secondo al quinto posto.
“C’era una pietra enorme al centro della strada, sulla traiettoria, in un punto veloce. Non c’era alcuna possibilità di evitarla. Il pneumatico è andato subito. Pensavo fosse il anteriore sinistro, invece era il posteriore”, ha spiegato il francese.
Nella prova speciale di Soysambu, disputata su un fondo misto — con alcune sezioni fangose lasciate dalla pioggia notturna — a dominare è stato Oliver Solberg, che ha firmato il miglior tempo e ha saputo fare la differenza nel settore finale, respingendo Elfyn Evans a tre secondi. In classifica generale, lo svedese guida ora con 23,6 secondi su Evans, risalito secondo dopo i guai di Ogier.
“C’era una lunga curva a destra completamente asciutta, poi all’uscita c’era acqua e ho fatto un testacoda. È impossibile sapere dove c’è l’acqua”, ha commentato Solberg. Evans ha invece sottolineato l’imprevedibilità del percorso: “Era una prova davvero imprevedibile. Non era facile, perché i solchi sono profondi e non si sa bene come affrontarli.”
Grazie alla disavventura di Ogier, Sami Pajari sale al terzo posto, a poco più di un minuto e mezzo da Solberg. La prova di apertura del sabato non è stata però delle migliori per il finlandese, che ha accusato quasi mezzo minuto di ritardo dal leader. “Non era facile, ma non so perché. Il tergicristallo non funzionava bene e faceva fatica a vedere. Su alcuni rettilinei ho dovuto frenare per questo”, ha ammesso Pajari.
Quarto è Adrien Fourmaux, che ha fatto registrare il terzo tempo. Il francese della Hyundai è a 24,4 secondi da Pajari, ma con Ogier che gli respira sul collo a soli 5,7 secondi. Thierry Neuville, dopo un errore nel primo settore e ulteriori perdite di tempo, scivola settimo, scavalcato anche da Takamoto Katsuta, risalito sesto.
Esapekka Lappi prosegue con una tattica conservativa su indicazione del team, con l’obiettivo prioritario di portare la vettura al traguardo. Ottavo in classifica, accusa 32,6 secondi dal miglior tempo nella speciale.
In WRC2, la battaglia tra Robert Virves e Gus Greensmith continua ad essere serratissima: nella prova i due sono stati separati da appena un decimo di secondo.
Day3, le previsioni meteo
Cielo coperto, temperature intorno ai 18°C e una probabilità di pioggia del 35%, questi i dati odierni su Naivasha, cuore del Kenya Safari Rally. Numeri che, in un contesto europeo, sembrerebbero quasi rassicuranti. In Kenya, invece, bastano pochi millimetri d’acqua per trasformare le piste in torrenti di fango rosso, rendendo il percorso quasi invalicabile.
La giornata prevede tre delle prove più impegnative dell’intero rally: Soysambu, Elmenteita e la famigerata Sleeping Warrior. Elfyn Evans aveva già anticipato alla vigilia che sabato si sarebbe “scatenato l’inferno”, e Ogier ha ironizzato sul fatto che in certi tratti della Sleeping Warrior sarebbe stato più rapido navigare in barca.
La domenica, per contro, si preannuncia più clemente: le previsioni indicano solo un 10% di probabilità di pioggia, con temperature in risalita fino a 23°C. Ma prima bisogna sopravvivere al sabato.
Day2, cosa è successo
Oliver Solberg chiude il Day2 del Safari Rally Kenya in testa alla classifica, ma con un margine ridotto all’osso: solo un secondo separa lo svedese dal nove volte campione del mondo Sébastien Ogier, che nel corso del pomeriggio ha rimontato in modo deciso portandosi a un passo dalla vetta.
Solberg aveva iniziato la giornata con un vantaggio confortevole, ma la sua mattinata non è stata priva di imprevisti: il 24enne è uscito di strada in una curva a destra finendo tra i cespugli, perdendo circa 10 secondi, prima di ritrovare un ritmo più regolare nel resto del loop. Il colpo più duro è arrivato nel pomeriggio, quando nella prova speciale 8 ha subito una foratura al posteriore destro, perdendo circa 30 secondi mentre cercava di portare la sua Toyota al traguardo con cautela. “Ho dato il massimo. Era di nuovo molto scivoloso. Siamo tornati a zero con Seb, vedremo cosa farà. Ho già avuto un duello con lui quest’anno e sono avanti 1-0… domani si ricomincia”, ha commentato lo svedese.
La giornata era già stata segnata fin dall’inizio dalla cancellazione della PS3 Camp Moran, resa inaccessibile per i veicoli di soccorso e assistenza tecnica dalle profonde solcature lasciate dal fango. I piloti hanno così esordito sulla Loldia di 18,95 km. Nel pomeriggio, il fondo in rapido asciugamento ha esposto rocce taglienti e buche profonde, rendendo il secondo passaggio sulle stesse prove ancora più insidioso. Ogier ha saputo sfruttare l’evoluzione delle condizioni, firmando il miglior tempo sulle PS7 e PS9 e rosicchiando progressivamente il vantaggio di Solberg fino al secondo che divide i due nella classifica notturna.
Alle spalle del duo di testa, la Toyota ha dominato la classifica. Elfyn Evans è terzo a 20,5 secondi, dopo una giornata trascorsa a gestire problemi di bilanciamento sulla sua GR Yaris. Sami Pajari ha invece offerto una delle prestazioni più brillanti della giornata: dopo essere scampato a un quasi-ribaltamento sulla Loldia mattutina, il finlandese ha vinto le PS5 e PS6, aggiungendo poi un ulteriore scratch sulla PS10, il tutto nonostante una penalità di 20 secondi per essere uscito in ritardo dall’assistenza di metà giornata. Pajari è quarto in classifica generale.
La Toyota avrebbe potuto occupare le prime cinque posizioni, ma Takamoto Katsuta è stato colpito da una doppia foratura anteriore sulla PS7, costringendolo a percorrere le prove successive senza ruota di scorta e scivolando in settima posizione.
In casa Hyundai, Thierry Neuville ha vissuto una giornata complicata: uno stallo in frenata sulla PS4 e un radiatore danneggiato nel pomeriggio lo hanno costretto a una rimonta, chiudendo quinto con soli 5 secondi sul compagno Adrien Fourmaux, sesto. Esapekka Lappi è ottavo dopo un pomeriggio movimentato, durante il quale ha seguito per circa 300 metri a passo d’uomo una famiglia di giraffe che attraversava la strada, per poi toccare un albero vicino all’arrivo di una prova.
Pessima giornata per la M-Sport Ford: Josh McErlean ha abbandonato sulla PS7 dopo che un impatto in frenata ha causato la foratura di un pneumatico, danneggiato la slitta di protezione e provocato una perdita di olio nel cambio. Jon Armstrong ha invece rotto un braccio della sospensione posteriore sulla PS9, riuscendo a effettuare una riparazione a bordo strada e a raggiungere l’assistenza notturna.
In WRC2, l’estone Robert Virves ha preso il comando della categoria superando Gus Greensmith che nel pomeriggio è stato costretto a gestire un problema al cambio. Virves chiude la giornata con 14,5 secondi di vantaggio in vista del sabato.
La classifica dopo il Day2
| Pos. | Equipaggio | Vettura | Tempo / Distacco |
|---|---|---|---|
| 1 | Solberg Oliver / Edmondson Elliott | Toyota GR Yaris Rally1 | 1:33:50.2 |
| 2 | Ogier Sébastien / Landais Vincent | Toyota GR Yaris Rally1 | +1.0 |
| 3 | Evans Elfyn / Martin Scott | Toyota GR Yaris Rally1 | +20.5 |
| 4 | Pajari Sami / Salminen Marko | Toyota GR Yaris Rally1 | +1:10.5 |
| 5 | Neuville Thierry / Wydaeghe Martijn | Hyundai i20 N Rally1 | +1:46.1 |
| 6 | Fourmaux Adrien / Coria Alexandre | Hyundai i20 N Rally1 | +1:47.3 |
| 7 | Katsuta Takamoto / Johnston Aaron | Toyota GR Yaris Rally1 | +1:53.3 |
| 8 | Lappi Esapekka / Mälkönen Enni | Hyundai i20 N Rally1 | +2:53.2 |
| 9 | Virves Robert / Viilo Jakko | Škoda Fabia RS Rally2 | +6:53.6 |
| 10 | Greensmith Gus / Andersson Jonas | Toyota GR Yaris Rally2 | +7:08.1 |
PS10 Mzabibu 2 8,86 km
La giornata di venerdì si chiude con un altro scratch di Sami Pajari nella prova di Mzabibu — un tratto più scorrevole, quello del pomeriggio precedente — ma nonostante la prestazione straordinaria, il finlandese resta lontano dal podio provvisorio, a oltre un minuto dalla vetta.
In testa, la situazione è di una tensione assoluta: Oliver Solberg conserva la leadership con appena un secondo su Sébastien Ogier, un margine invariato dalla fine della prova precedente. Lo svedese, dopo la foratura di metà giornata, aveva promesso di spingere di più e ha mantenuto la parola, firmando il secondo tempo. “Ho cercato di dare il massimo e alzare un po’ il ritmo. Ora siamo praticamente pari con Seb. Vedremo cosa farà lui. Oggi ha avuto una giornata fantastica. Domani si continua e si vedrà cosa è possibile”, ha detto Solberg. Ogier, dal canto suo, non sembra dispiaciuto della situazione: “La giornata è andata bene. In realtà è meglio non essere in testa — domani pomeriggio è prevista la pioggia. Domani sarà una giornata grande”, ha commentato il francese.
Elfyn Evans è terzo a 20,5 secondi dalla vetta, ma ha perso terreno nel finale di giornata. “Era importante concludere la giornata senza problemi. Domani ci sarà sicuramente l’inferno scatenato. Non si è mai pronti per una cosa del genere”, ha detto Evans in riferimento alla prova Sleep Warrior e alle condizioni meteo attese.
Thierry Neuville è quinto davanti al compagno Adrien Fourmaux, staccato di 1,2 secondi, e a Takamoto Katsuta — vittima di una doppia foratura nel pomeriggio — con i tre racchiusi in soli 7,2 secondi. Esapekka Lappi è ottavo con quasi tre minuti di ritardo dalla testa.
In WRC2, Robert Virves chiude la giornata con 14 secondi su Gus Greensmith e 28 su Fabrizio Zaldivar.
PS9 Loldia 2 18,95 km
Nella prova speciale di Loldia percorsa per la seconda volta — la più tecnica della giornata — i distacchi sono rimasti minimi, con quattro piloti racchiusi in appena due secondi. A spuntarla è stato Sébastien Ogier, che ha preceduto il compagno di squadra Oliver Solberg di soli tre decimi, confermandosi il pilota più in forma del pomeriggio.
Solberg, dopo la foratura della prova precedente, aveva promesso di spingere di più e ha mantenuto la parola ma il vantaggio in classifica generale si è ridotto a soli 0,7 secondi su Ogier. “Era davvero scivoloso, ho commesso qualche errore e ho cercato solo di gestire le gomme. Mi sembra che chi viene dopo debba pulire parecchio”, ha commentato lo svedese. Ogier ha invece ammesso qualche difficoltà: “Era molto scivoloso, non ho guidato benissimo, ma va bene. Speriamo che non piova quando torniamo in gara”, ha detto il francese.
Elfyn Evans perde leggermente terreno e si trova ora a 12 secondi dalla vetta. Sami Pajari, al quarto posto, ha chiuso a un solo secondo da Ogier confermando la sua straordinaria giornata: “È andata davvero bene. Abbiamo cercato di controllare il ritmo. Molto pulito”, ha detto il finlandese, che resta a 1 minuto e 13 secondi dalla testa.
Thierry Neuville risale quinto dopo una prova complicata da un allarme pressione dell’acqua: “C’era molto fumo dal cofano e non so cosa ci fosse sul parabrezza, ma non era acqua”, ha riferito il belga. Neuville precede ora Adrien Fourmaux sesto, con Takamoto Katsuta scivolato settimo.
Giornata da dimenticare per Esapekka Lappi, che ha accusato un ritardo di 22,7 secondi dal miglior tempo per una ragione del tutto insolita: una famiglia di giraffe — cucciolo compreso — era ferma sul percorso. “All’inizio della prova c’era una famiglia di giraffe e il cucciolo si è messo davanti a noi, l’abbiamo seguito a lungo in prima marcia. Abbiamo perso molto tempo, ma non importa, almeno la giraffa è salva. Alla fine sono andato un po’ largo e ho toccato un albero, ma per fortuna è stato solo un contatto leggero”, ha raccontato il finlandese con filosofia.
Brutta notizia per Jon Armstrong, costretto a fermarsi per oltre venti minuti a causa di problemi meccanici, perdendo posizioni preziose.
In WRC2, Robert Virves consolida il comando con 12 secondi su Gus Greensmith, ancora frenato dai problemi al cambio. Andreas Mikkelsen, dopo la foratura della PS7, si rimette in moto ma accusa quasi due minuti di ritardo dalla testa della categoria.
PS8 Kengen Geothermal 2 13,16 km
Il vantaggio accumulato da Oliver Solberg nelle terribili condizioni di giovedì si è quasi completamente dissolto. Nella settima prova speciale, la Kengen Geothermal percorsa per la seconda volta, lo svedese ha subito una foratura lenta che gli è costata circa venti secondi preziosissimi, trasformando una leadership confortevole in un vantaggio di appena un secondo su Sébastien Ogier. Elfyn Evans è a 5,7 secondi.
Solberg era partito venerdì con quasi mezzo minuto di margine su Evans e oltre un minuto su Ogier. La foratura è arrivata in modo subdolo: “Ho sentito qualcosa, ma non ho visto nulla. Era una foratura lenta, intorno al sesto chilometro. Ho cercato di guidare con cautela per non distruggere il pneumatico, ma si è sgretolato a 200 metri dall’arrivo”, ha raccontato lo svedese. “È così che va. Ho cercato di andare piano per tutta la giornata, ma poi arriva un piccolo impatto e una foratura lenta. Ora probabilmente devo alzare il ritmo”, ha aggiunto.
Il grande protagonista della giornata è stato invece Sébastien Ogier, che in poche prove ha recuperato oltre un minuto. Il nove volte campione del mondo ha firmato il secondo tempo della speciale, a soli 3,2 secondi da Pajari. “Era una bella prova, ma nemmeno qui si può spingere al massimo. Ho cercato di navigare tra le pietre e restare fuori dai guai”, ha commentato il francese.
A vincere la prova è stato ancora Sami Pajari, al suo terzo scratch della giornata, un rendimento straordinario per il giovane finlandese, che ha preceduto Ogier di 3,2 secondi. Pajari è quarto in classifica generale a poco più di un minuto dalla vetta, ma senza la penalità di 20 secondi ricevuta per il ritardo all’uscita dall’assistenza, il distacco sarebbe inferiore al minuto. “La prova è stata molto pulita. Non direi che ci sia stato nulla di folle. Forse abbiamo avuto fortuna con le pietre, nessuna foratura”, ha detto Pajari.
Takamoto Katsuta completa la quinta posizione del quintetto Toyota, ma Thierry Neuville e Adrien Fourmaux sono ormai vicinissimi: il belga si porta a soli 1,5 secondi da Katsuta, pur avendo esaurito la ruota di scorta per il resto della giornata. Esapekka Lappi risale all’ottavo posto dopo la foratura di Jon Armstrong, che gli costa la posizione.
In WRC2, Gus Greensmith paga problemi al cambio sulla sua Yaris e vede Robert Virves allungare in testa alla categoria.
PS7 Kedong 2 13,79 km
Sami Pajari continua a brillare al Kenya Safari Rally, ma la settima prova speciale — il secondo passaggio sulla Kedong di 13,79 chilometri — gli ha riservato anche una brutta sorpresa sul piano regolamentare. Il finlandese della Toyota ha firmato il secondo tempo, cedendo solo un secondo al compagno Sébastien Ogier autore dello scratch, ma si è visto comminare una penalità di 20 secondi per essere partito dal parco assistenza con due minuti di ritardo.
“Ho ricevuto informazioni sulle forature proprio prima di entrare in prova. Con queste pietre enormi non sembra fare differenza guidare al massimo o no. Adesso sembra andare bene, ma non si sa mai”, ha commentato Pajari all’arrivo.
Ogier ha conquistato il miglior tempo, ma è apparso tutt’altro che soddisfatto: “Onestamente odio questa prova. Sei lì a sperare che le gomme tengano, e non è per niente divertente. Mi dispiace per Taka”, ha detto il francese, riferendosi al compagno Takamoto Katsuta, protagonista di un’amara doppia foratura, entrambe le gomme anteriori a terra. “Per quella anteriore sinistra non ho la minima idea di cosa sia successo. Peccato, ma sapevamo che poteva capitare, quindi va bene così”, ha risposto Katsuta con grande compostezza.
In classifica generale, Oliver Solberg mantiene saldamente la testa della corsa con 30,4 secondi di vantaggio su Ogier, che ha scavalcato Elfyn Evans salendo al secondo posto. Evans è ora terzo a 31,3 secondi. Pajari, nonostante la penalità, risale in quarta posizione superando il malcapitato Katsuta, ma accusa già un minuto e 45 secondi dal leader.
Thierry Neuville e Adrien Fourmaux restano sesti e settimi. Da segnalare la buona prestazione di Esapekka Lappi, nono, che ha colto il terzo tempo della prova dopo aver apportato modifiche alla vettura durante il service di metà giornata. “Vedremo se hanno fatto differenza. Abbiamo cambiato qualcosa alle sospensioni e alla trasmissione. Forse sembrano scelte un po’ strane, ma per ora va tutto bene”, ha spiegato il finlandese.
PS6 Kedong 1 13,79 km
Nella sesta prova speciale — un tratto relativamente scorrevole, caratterizzato da lunghi rettilinei intervallati da incroci — la sfida principale per i piloti era evitare le numerose pietre disseminate sul percorso, su un fondo particolarmente duro e insidioso per la meccanica.
Sami Pajari ha colto il suo secondo scratch consecutivo, precedendo questa volta Takamoto Katsuta di 3,6 secondi. Il finlandese della Toyota si conferma il pilota più in forma della mattinata: sommando i tempi delle tre prove del loop, Pajari ha rifilato 7,6 secondi a Sébastien Ogier e oltre mezzo minuto al leader Oliver Solberg. “Buone sensazioni. La prova era abbastanza veloce, con solo qualche scossone qua e là. Non so se sia stata una speciale particolarmente straordinaria da guidare”, ha commentato Pajari all’arrivo.
Proprio Ogier ha visto sfumare il secondo tempo quando una foratura negli ultimi metri della prova gli ha impedito di recuperare ulteriore terreno sul duo di testa. Il francese resta comunque in terza posizione, a portata di Elfyn Evans.
In testa, Oliver Solberg mantiene la leadership con Evans a poco meno di mezzo minuto. Lo svedese non si lascia distrarre dalla rimonta di Ogier e guarda alla gestione della gara: “La mattina è andata abbastanza bene. Abbiamo cercato di goderci la corsa, imparare e soprattutto evitare forature. C’è stato un piccolo errore, ma nel complesso bene. Ogier spinge forte, noi cerchiamo solo di arrivare puliti”, ha detto Solberg. Pajari, quinto, si avvicina intanto a meno di mezzo minuto da Katsuta, quarto, con un distacco dalla vetta di circa un minuto e mezzo.
Dietro il quintetto Toyota, Thierry Neuville e Adrien Fourmaux restano sesti e settimi con oltre due minuti di ritardo. In casa M-Sport, Jon Armstrong continua a impressionare con un altro tempo nella top 6, mentre il compagno Josh McErlean — frenato in precedenza dal surriscaldamento del motore — ha trovato questa volta il terzo tempo assoluto. Esapekka Lappi è nono.
In WRC2, Gus Greensmith mantiene un margine di 5,5 secondi su Robert Virves.
Più aria per le Ford Puma Rally1
Al Safari Rally si è notato un aggiornamento tecnico sulla Puma Rally1 di M-Sport: la vettura monta ora una seconda presa d’aria di tipo NACA su entrambi i lati della carrozzeria, un elemento già visto in diverse sessioni di test nelle settimane precedenti.

La funzione di questa seconda presa d’aria è quella di migliorare il raffreddamento dei freni posteriori: il condotto NACA, grazie alla sua geometria a basso profilo, riduce la caduta di pressione dell’aria rispetto a una presa tradizionale, convogliando un flusso più efficiente verso i dischi. Un aggiornamento che potrebbe rivelarsi particolarmente utile in un rally impegnativo come il Safari.
PS5 Kengen Geothermal 1 13,16 km
Nella quinta prova speciale, la Kengen Geothermal — un tratto veloce e più asciutto rispetto ai precedenti — Sami Pajari ha firmato il suo primo scratch, precedendo di tre secondi il compagno di squadra Sébastien Ogier. Il finlandese ha saputo sfruttare al meglio le condizioni più pulite della strada e la posizione di partenza arretrata, confermandosi quinto in classifica generale a poco più di un minuto e mezzo dalla vetta.
La vittoria di tappa non è però arrivata senza emozioni: nel finale della prova, un dosso ha proiettato la vettura in aria, causando la rottura del pneumatico posteriore destro. Un inconveniente che fortunatamente non ha compromesso il tempo. “Alla fine c’è stato un momento difficile, un dosso ha fatto volare l’auto. Non credo ci sia nulla di grave. La macchina va perfettamente dritta”, ha dichiarato Pajari all’arrivo.
Ogier, secondo nella prova, ha rosicchiato altri dieci secondi a Oliver Solberg, autore solo dell’ottavo tempo: il leader svedese ha scelto deliberatamente di non rischiare, proteggendo i pneumatici in vista delle prove successive. “C’erano molte pietre. Sono stato estremamente prudente, volevo evitare una foratura e preservare le gomme”, ha spiegato Solberg, il cui vantaggio si sta progressivamente assottigliando. Elfyn Evans, terzo nella speciale, si porta a 27,2 secondi dalla vetta, mentre Ogier è ormai a soli 38,1 secondi.
La Toyota occupa ancora le prime cinque posizioni in classifica assoluta, con Takamoto Katsuta quarto tra Ogier e Pajari. In casa Hyundai, Thierry Neuville e Adrien Fourmaux — che hanno fatto segnare lo stesso identico tempo nella prova — sono sesti e settimi, già oltre i due minuti dal leader. Il belga ha ammesso di sentire la propria vettura meno performante rispetto agli anni precedenti. Jon Armstrong con la Ford si conferma in buona progressione, precedendo Esapekka Lappi, nono.
In WRC2, Gus Greensmith mantiene la testa della categoria, ma l’estone Robert Virves è in agguato a soli 15,5 secondi. “È molto difficile e stretto, esito troppo”, ha ammesso onestamente Virves al termine della prova.
PS4 Loldia 1 18,95 km
La seconda giornata è iniziata con la prova speciale di Loldia, dopo che la PS di Camp Moran è stata cancellata. Loldia ha offerto ai piloti un fondo stradale relativamente più asciutto rispetto alle difficoltà del giovedì.
A dominare la scena è stato Sébastien Ogier, che ha sfruttato alla perfezione la propria posizione di partenza su una strada che migliorava ad ogni passaggio. Ha firmato il miglior tempo della prova, rosicchiando 16,2 secondi al compagno di squadra Oliver Solberg, leader della gara, e 15,4 secondi all’altro inseguitore Elfyn Evans, entrambi avevano beneficiato giovedì delle posizioni di partenza privilegiate nelle condizioni di fango estremo.
“Recuperare il minuto perso ieri non è facile. Stamattina i distacchi sono più contenuti. Almeno ci stiamo godendo queste prove”, ha commentato Ogier, attualmente terzo in classifica a 48,9 secondi da Solberg.
Secondo tempo di giornata per il finlandese Sami Pajari, staccato di soli 2,5 secondi da Ogier, che resta quinto in classifica generale con quasi due minuti di ritardo dalla vetta. La sua mattinata, però, ha rischiato di complicarsi drammaticamente: “L’auto stava per ribaltarsi in una curva in salita. Ero convinto che saremmo finiti sul tetto, ma sono riuscito a raddrizzarla per un pelo. Ho dovuto fare retromarcia e lì ho perso qualche secondo”, ha raccontato il pilota Toyota.
In casa Hyundai la situazione resta difficile, con Thierry Neuville e Adrien Fourmaux sesti e settimi, alle spalle di cinque Toyota. Se giovedì la scuderia coreana aveva vissuto un esordio deludente, Fourmaux ha mostrato segnali incoraggianti con il terzo tempo della prova, a tre secondi da Ogier, risalendo davanti a Jon Armstrong di M-Sport Ford. Il francese, risalito in settima posizione dopo aver superato l’irlandese della Puma, si trova ora a soli 3,2 secondi dal compagno di squadra. Sul fronte M-Sport Ford, brutte notizie per Josh McErlean, il cui ritmo è stato seriamente compromesso da un problema di surriscaldamento del motore.
Il finlandese Esapekka Lappi, nono in classifica, ha percorso Loldia con estrema prudenza: “L’obiettivo era andare piano, ma ho dovuto andare super piano. Non abbiamo fatto un test adeguato e ho dovuto improvvisare le regolazioni per lo sterrato, e non funzionano”, ha ammesso Lappi.
PS3 Camp Moran 2 24,35 km
La giornata di venerdì si è aperta con una cancellazione: gli organizzatori hanno deciso di eliminare dal programma la prova speciale di Camp Moran. La motivazione ufficiale è il peggioramento delle condizioni del percorso, già giovedì le strade erano diventate estremamente difficili a causa di piogge torrenziali e fango, e con il passare delle vetture la situazione si era deteriorata al punto da rendere impossibile un secondo passaggio.
Nonostante la cancellazione mattutina, la giornata di venerdì prosegue secondo il programma originale, con altre sei prove speciali in programma.
Previsioni meteo 13 marzo
Le prove Camp Moran, Mzabibu, Loldia, Geothermal e Kedong si trovano tutte nell’area di Naivasha e della Rift Valley centrale del Kenya, quindi condividono condizioni meteorologiche molto simili. A metà marzo il clima è caldo e variabile, con temperature intorno ai 24-25 °C e possibili rovesci locali perché è il periodo di transizione verso la stagione delle piogge. Di seguito una previsione meteo realistica per il 13 marzo, specifica per le zone attraversate dalle prime prove del rally.
| Zona prova | Condizioni | Temp. min | Temp. max | Pioggia | Vento |
|---|---|---|---|---|---|
| Camp Moran | Parzialmente nuvoloso | 12°C | 25°C | 30–40% | 10 km/h |
| Mzabibu | Variabile con rovesci isolati | 13°C | 25°C | 40% | 8–12 km/h |
| Loldia | Nuvoloso con possibili brevi piogge | 12°C | 24°C | 40% | 10 km/h |
| Geothermal | Poco nuvoloso con schiarite | 13°C | 25°C | 30% | 10 km/h |
| Kedong | Variabile con vento leggero | 12°C | 24°C | 30–35% | 12–15 km/h |
Umidità: circa 60-65%
Visibilità: oltre 10 km
Alba: circa 06:40
Tramonto: circa 18:45
A marzo in questa zona della Rift Valley le precipitazioni sono spesso brevi rovesci convettivi, generalmente nel pomeriggio, mentre la mattina è più stabile e soleggiata.
PS1/3 Camp Moran
La speciale si svolge su terreno molto roccioso e irregolare.
Con le condizioni previste:
- fondo prevalentemente asciutto o leggermente umido
- polvere possibile nelle prime vetture
- eventuali rovesci potrebbero compattare il terreno ma non creare molto fango
Il tratto tra km 11 e km 21, molto devastato, rimane il punto più duro per sospensioni e pneumatici.
PS2/10 Mzabibu
La prova tra i vigneti della Morendat Farm è più sensibile alla pioggia.
Se dovessero arrivare rovesci:
- i sentieri stretti iniziali possono diventare scivolosi
- la strada veloce con erba al centro trattiene umidità
- la parte finale sconnessa può formare piccoli solchi
In condizioni asciutte invece è una prova molto veloce.
PS4/9 Loldia
Questa è una delle speciali più tecniche della giornata.
Il tratto in salita tra km 3,75 e km 8 è quello che soffre di più con terreno umido perché:
- la carreggiata è molto stretta
- il fondo è irregolare
- la pendenza favorisce la formazione di solchi
La discesa successiva può diventare scivolosa con pioggia.
PS5/8 Geothermal
La zona geotermica vicino al Hell’s Gate National Park ha terreno più compatto.
Con il meteo previsto:
- fondo generalmente veloce e scorrevole
- solo i tratti rovinati attorno al km 4 e km 5,2 possono trattenere acqua
È una delle prove meno sensibili alle variazioni meteorologiche.
PS6/7 Kedong
Questa speciale attraversa una zona più aperta e ventilata.
Con le condizioni previste:
- fondo per lo più asciutto
- alcuni avvallamenti possono restare umidi dopo eventuali rovesci
Il salto Mbili rimane uno dei punti più spettacolari della prova.
La classifica dopo il Day1
| Pos | Equipaggio | Auto | Tempo / Distacco |
|---|---|---|---|
| 1 | Oliver Solberg / Elliott Edmondson | Toyota GR Yaris Rally1 | 30:18.6 |
| 2 | Elfyn Evans / Scott Martin | Toyota GR Yaris Rally1 | +33.3 |
| 3 | Sébastien Ogier / Vincent Landais | Toyota GR Yaris Rally1 | +1:05.1 |
| 4 | Takamoto Katsuta / Aaron Johnston | Toyota GR Yaris Rally1 | +1:15.3 |
| 5 | Sami Pajari / Marko Salminen | Toyota GR Yaris Rally1 | +2:06.4 |
| 6 | Thierry Neuville / Martijn Wydaeghe | Hyundai i20 N Rally1 | +2:21.9 |
| 7 | Jon Armstrong / Shane Byrne | Ford Puma Rally1 | +2:32.2 |
| 8 | Adrien Fourmaux / Alexandre Coria | Hyundai i20 N Rally1 | +2:38.1 |
| 9 | Esapekka Lappi / Enni Mälkönen | Hyundai i20 N Rally1 | +2:52.9 |
| 10 | Gus Greensmith / Jonas Andersson | Toyota GR Yaris | +3:42.5 |
| 11 | Diego Domínguez / Rogelio Peñate | Toyota GR Yaris | +3:45.5 |
| 12 | Robert Virves / Jakko Viilo | Skoda Fabia RS | +3:51.1 |
| 13 | Fabrizio Zaldivar / Marcelo Der Ohannesian | Skoda Fabia RS | +4:07.8 |
| 14 | Joshua McErlean / Eoin Treacy | Ford Puma Rally1 | +4:11.4 |
| 15 | Andreas Mikkelsen / Jørn Listerud | Skoda Fabia RS | +5:22.8 |
| 16 | Karan Patel / Tauseef Khan | Skoda Fabia | +9:13.4 |
| 17 | Samman Singh Vohra / Drew Sturrock | Skoda Fabia Evo | +11:29.3 |
| 18 | Georgios Vasilakis / Allan Harryman | Ford Fiesta Rally3 | +14:54.2 |
| 19 | Aakif Virani / Zahir Shah | Skoda Fabia | +15:07.5 |
| 20 | Daniel Chwist / Kamil Heller | Skoda Fabia RS | +16:42.6 |
Day1, cosa è successo
Oliver Solberg è il padrone della prima giornata del Safari Rally Kenya. Il pilota Toyota chiude le due prove speciali del giovedì con 33,3 secondi di vantaggio sul compagno di squadra Elfyn Evans, un margine costruito soprattutto nella prima speciale e poi gestito con intelligenza nella seconda.
I 24 chilometri di Camp Moran si sono svolti sotto una pioggia intensa e in condizioni di fango estremo, con distacchi che si misuravano in minuti più che in secondi. Poi, nella seconda prova, il fondo si è asciugato e il quadro è cambiato radicalmente. A trarne il maggior vantaggio è stato Sébastien Ogier, autore del miglior tempo nella seconda speciale. Il francese ha fotografato perfettamente la trasformazione della giornata: “Qui si gioca con i decimi. Nella prima prova i distacchi erano in minuti.”
Solberg, già al sicuro in testa, si è accontentato del terzo tempo nella seconda prova senza forzare. “Sono andato una volta un po’ largo, ma va tutto bene. Alcuni paletti erano già stati tolti da Elfyn. Era una prova divertente e un po’ più facile”, ha sorriso lo svedese all’arrivo.
La seconda metà della giornata ha invece riservato una sequenza di brutte notizie per Hyundai. Tutte e tre le i20N Rally1 della casa coreana hanno sofferto surriscaldamento nella seconda speciale, con il fango che ha ostruito i radiatori. Thierry Neuville ha visto il suo motore fumare verso il finale della prova e ha tagliato il traguardo senza fermarsi ai microfoni, visibilmente preoccupato. Adrien Fourmaux ha perso 24,9 secondi per gli stessi problemi, commentando con rassegnazione: “Oggi è stata una giornata difficile. Andiamo avanti e vedremo.” La situazione più drammatica è stata però quella di Esapekka Lappi, che oltre al surriscaldamento ha sfiorato il ribaltamento nella seconda prova.
Il finlandese racconta la dinamica degli eventi con una franchezza disarmante. Dopo la prima speciale, sulla sua vettura non c’era alcun segnale di allarme: tutto sembrava funzionare normalmente, le temperature erano nella norma, nessuna spia accesa. Aveva sfruttato il tempo tra le due prove per sostituire il filtro dell’aria — completamente otturato dal fango — ma non aveva fatto altri controlli. “Onestamente non mi è nemmeno venuto in mente di controllare il radiatore, perché nel trasferimento tutto funzionava normalmente, temperature e tutto il resto erano a posto. La temperatura era di 80 gradi, ma nella seconda prova le cose non andavano più bene.” Le spie sul cruscotto si sono accese soltanto verso la fine della seconda speciale, quando era ormai troppo tardi per intervenire. Un ritardo che potrebbe costare carissimo.
Thierry Neuville aveva intuito prima degli altri il rischio. Dopo la prima prova, il belga aveva già cominciato a lavorare sul radiatore per liberarlo dal fango accumulato, ma il tempo stretto tra una prova e l’altra non gli ha permesso di completare il lavoro. “Nell’ultima prova il motore ha cominciato a surriscaldarsi, il radiatore era completamente pieno di fango. Ho cercato di pulirlo prima della prova speciale con una spazzola e soffiandoci dentro, ma evidentemente c’era ancora troppo sporco. Non è una novità: bisogna sempre cercare di pulire il radiatore, e l’ho fatto ma non è bastato.” Chiude la prima giornata sesto, con un distacco di quasi due minuti e mezzo dalla testa. Un deficit pesante, costruito in condizioni che non lasciavano scampo a chi partiva indietro sulla strada.
Adrien Fourmaux sintetizza la situazione con la lucidità di chi sa che le prossime ore saranno decisive: “Sembra che il fango si sia incastrato nel radiatore. Thierry ha cercato di pulirlo, ma non era una situazione molto migliore nemmeno per lui. Bisogna cercare di capire cosa è successo per evitare che i problemi si ripetano nel corso del weekend, perché di fango ce n’è ancora tanto in arrivo.” Il francese è ottavo in classifica generale, con Lappi nono alle sue spalle. Tre vetture dello stesso team nelle ultime quattro posizioni della top ten — un risultato che fotografa una giornata da dimenticare al più presto.WRC2, Safari Rally Kenya: Greensmith in testa dopo una prima giornata da sopravvivenza
Gus Greensmith chiude la prima giornata in testa alla classifica WRC2, ma il margine di tre secondi su Diego Domínguez racconta di una giornata in cui sopravvivere era già un risultato. Il britannico, al volante della Toyota GR Yaris Rally2 per la prima volta dopo il passaggio dalla Škoda, ha dovuto fare i conti con condizioni al limite dell’impossibile prima di portare a casa la leadership di categoria.
La prima prova speciale — Camp Moran, 24 chilometri sotto la pioggia battente — si è trasformata rapidamente in qualcosa che i piloti stentavano a definire con le parole giuste. A gestire meglio il caos è stato il paraguayano Fabrizio Zaldivar, che ha firmato il miglior tempo di categoria chiudendo con 4,7 secondi di vantaggio su Greensmith — nonostante gli ultimi chilometri percorsi senza liquido lavavetri. “Per essere onesto, ho guidato gli ultimi 10 km senza lavavetri”, ha ammesso Zaldivar. “È davvero, davvero scivoloso, davvero, davvero difficile.”
Greensmith non se la passava meglio: il parabrezza appannato lo ha costretto a guidare quasi a memoria attraverso le sezioni più difficili. Dietro di loro, Robert Virves ha chiuso terzo pur descrivendo condizioni che non aveva mai visto in carriera: “Penso di non aver mai visto niente di simile. Persino dentro l’abitacolo sono pieno di fango. Praticamente ingestibile, la macchina scivola e fa ogni sorta di cosa sull’acceleratore. Ed è anche molto difficile vedere fuori dal finestrino.”
Il momento più drammatico è stato quello vissuto da Andreas Mikkelsen. Il norvegese ha percorso gli ultimi dieci chilometri praticamente alla cieca, senza liquido lavavetri e con la visibilità ridotta a zero: “Gli ultimi 10 km non vedevo nulla. Non riuscivo nemmeno a capire da che parte della strada stessi. Un disastro.”
La seconda prova, Mzabibu 1, si è svolta in condizioni molto più stabili e ha ridisegnato la classifica. Domínguez ha firmato il miglior tempo di categoria balzando al secondo posto assoluto, mentre Mikkelsen e Greensmith hanno seguito a breve distanza. Il britannico ha segnalato un problema di temperatura dell’acqua nel corso della prova, ma è riuscito comunque a portare a casa la leadership della categoria.
Virves è terzo a 8,6 secondi dalla testa, mentre Zaldivar — rallentato da un problema di surriscaldamento nella seconda prova — scivola al quarto posto. Mikkelsen completa la top five, mentre più indietro il keniano Karan Patel è sesto davanti al connazionale Samman Singh Vohra. Romet Jürgenson ha dovuto abbandonare il rally a causa di problemi tecnici prima della PS2 per problemi sia al motore che al servosterzo.
PS2 Mzabibu 1 8,86 km
Se la prima prova speciale aveva già messo in mostra la durezza del Safari, la seconda ha inferto un colpo durissimo a uno dei team più attesi della vigilia. La prova di Mzabibu si trasformerà in un incubo da dimenticare per Hyundai, con tutte e tre le vetture Rally1 del costruttore coreano alle prese con seri problemi. Uno scenario che nessuno si aspettava dopo appena due prove speciali.
Adrien Fourmaux aveva cominciato la prova di Mzabibu nel modo migliore possibile, girando al ritmo del miglior tempo. Poi qualcosa è andato storto: la sua Hyundai i20N ha incassato un colpo abbastanza violento da causare un problema al motore. Il francese ha perso oltre venti secondi rispetto al tempo di riferimento, e adesso l’incognita più grande riguarda le condizioni della vettura in vista della giornata di venerdì. Lo stesso Fourmaux non nasconde l’incertezza: “Non so ancora quale sia il problema. Bisogna andare avanti. Dovremmo riuscire a sistemarlo per domani.”
La situazione non è migliorata con l’arrivo di Thierry Neuville. Il belga ha tagliato il traguardo della speciale con il motore che fumava visibilmente, perdendo quasi dieci secondi dalla testa. Neuville — che aveva già sofferto un problema tecnico sullo stesso tratto nella scorsa edizione del Safari — ha scelto il silenzio all’arrivo, rifiutando qualsiasi commento sulla situazione. Un segnale che non lascia ben sperare.
Il terzo colpo al team Hyundai è arrivato con Esapekka Lappi. Il finlandese ha visto accendersi prima la spia della pressione dell’acqua, poi quella dell’olio, praticamente all’inizio della prova. Come Neuville, anche Lappi ha preferito non commentare la situazione ai microfoni. Il quadro complessivo per la squadra coreana è preoccupante: tre vetture con problemi tecnici seri dopo appena due speciali, con la lunga giornata di venerdì all’orizzonte. Se i meccanici non riusciranno a rimettere in sesto le auto durante il parco assistenza notturno, il Safari Rally 2026 di Hyundai rischia di chiudersi molto prima del previsto.
In testa alla classifica generale, Oliver Solberg continua a fare il bello e il cattivo tempo. Lo svedese ha portato a casa anche la seconda prova senza particolari affanni, allargando il vantaggio su Elfyn Evans a oltre 33 secondi. “Sono andato un po’ largo in alcune occasioni, ma va tutto bene. Era una prova divertente e più facile della prima”, ha commentato sorridendo il pilota Toyota.
Sébastien Ogier è terzo a circa un minuto, con Takamoto Katsuta quarto davanti a Sami Pajari. Il finlandese ha vissuto una seconda prova molto diversa dalla prima: “Le condizioni erano completamente diverse rispetto alla prima speciale. Ho persino potuto divertirmi un po’, nella prima non se ne parlava neanche. Abbiamo ancora una gara lunghissima davanti.” Jon Armstrong della M-Sport Ford è settimo, con Fourmaux e Lappi nelle retrovie a causa dei rispettivi problemi tecnici.
In classe WRC2 la seconda prova ha rimescolato le carte rispetto all’apertura. Anche in questa categoria i problemi di surriscaldamento hanno condizionato diversi equipaggi tra cui Gus Greensmith su Toyota e Fabrizio Zaldivar su Skoda, leader dopo la prima speciale. A sfruttare le difficoltà altrui è stato Diego Dominguez, autore del miglior tempo di categoria e ora a soli 3 secondi da Greensmith. Zaldivar, rallentato dal surriscaldamento, scivola al quarto posto: la sua leadership di categoria è già un ricordo dopo appena due prove.
PS1 Camp Moran 1 24,35 km
Il Safari Rally Kenya non ha aspettato molto per mostrare la sua faccia più crudele. La prima prova speciale, i 24 chilometri di Camp Moran, è stata affrontata sotto una pioggia battente che ha trasformato le piste keniane in un fiume di fango, rendendo ogni curva un’incognita e ogni frenata un atto di fede. Chi era davanti ha guadagnato strada pulita e tempo prezioso. Chi è partito indietro ha trovato un inferno scivoloso da cui è difficile uscire indenni.
Il più veloce di tutti è stato Oliver Solberg, che ha firmato il miglior tempo sul fango di Camp Moran precedendo il compagno di squadra Elfyn Evans di circa trenta secondi. Un margine enorme per una singola prova speciale, che racconta da solo quanto fossero cambiate le condizioni nel corso del passaggio delle vetture. La velocità media di Solberg — appena 63,7 chilometri all’ora — dice tutto sulla difficoltà del percorso: non era una questione di spingere, ma di riuscire a tenere la macchina in strada.
Toyota occupa le prime posizioni dopo questa apertura, con Sébastien Ogier e Takamoto Katsuta che accusano già oltre un minuto di distacco dal compagno di squadra. Sami Pajari, quinto, è già a oltre due minuti da Solberg — un deficit pesante al termine della prima prova.
Tra gli episodi più incredibili della mattinata, quello vissuto da Takamoto Katsuta. Il giapponese ha percorso l’intera prova speciale senza le note del navigatore: il sistema di comunicazione del casco di Aaron Johnston ha smesso di funzionare proprio prima della partenza, lasciando il pilota Toyota cieco sulle note per ventiquattro chilometri di fango e pioggia. La frustrazione di Katsuta all’arrivo era comprensibile: “Prima della partenza il collegamento con Aaron si è interrotto. Tutta la prova senza note, accidenti. È tremendamente stupido, non voglio più essere qui.” Un commento duro, figlio di un momento difficile, ma che fotografa bene la tensione di quei momenti.
Anche Pajari ha vissuto i suoi momenti di paura: “C’è stata una situazione abbastanza buona subito all’inizio. Ho provato ad attaccare, ma sono tornato sulla retta via piuttosto in fretta. Non si può fare altro che continuare.”
Thierry Neuville e Adrien Fourmaux si trovano rispettivamente in sesta e settima posizione, con distacchi già significativi. Il campione del mondo belga non nasconde le difficoltà ma mantiene la lucidità di chi sa che in Kenya la gara è lunga e tutto può cambiare: “Ho guidato con prudenza. Non si sa mai quando è scivoloso o cosa c’è dietro una curva. Niente funziona bene, anche i freni sono completamente freddi. È davvero molto difficile. Abbiamo perso oltre due minuti, ma abbiamo ancora molta strada davanti.”
Jon Armstrong apre il suo primo Safari Rally in carriera con l’ottavo posto, un risultato gestibile per un debuttante su questi fondi. Dietro di lui c’è Esapekka Lappi, che accusa un ritardo di due minuti e quaranta secondi da Solberg — un deficit che il finlandese commenta con rassegnazione: “Non c’è nessun tipo di grip. La macchina non si ferma, non gira, scivola soltanto. Anche andando piano ci sono stati dei momenti.”
In classe WRC2 la prima prova speciale sorride a Fabrizio Zaldivar, che firma il scratch di categoria e apre la sua stagione nel migliore dei modi. A differenza di quanto accaduto tra le Rally1 — dove le condizioni del fondo in rapido deterioramento hanno prodotto distacchi clamorosi — il WRC2 ha trovato condizioni più equilibrate, con una classifica molto più serrata.
Le notizie peggiori arrivano però per due dei favoriti. Andreas Mikkelsen ha perso oltre un minuto a causa di un problema al tergicristallo, un inconveniente apparentemente banale ma devastante su una pista keniana battuta dalla pioggia, dove la visibilità è già ridotta in condizioni normali. Ancora più pesante il bilancio per Romet Jürgenson: il pilota estone della M-Sport Ford ha disputato la prova senza servosterzo, accumulando un ritardo superiore ai tre minuti. Un handicap enorme che rimescola già le carte in classe, proprio alla prima speciale di giornata.
Shakedown: Neuville davanti a Solberg
Lo shakedown, iniziato alle 6 ora italiana, ha consegnato un quadro interessante in vista delle prove speciali vere e proprie. Oliver Solberg firma subito il miglior tempo con la Toyota GR Yaris, fermando il cronometro a 4:34.9 nel secondo passaggio ma nel terzo Thierry Neuville, che aveva fino a quel momento il terzo tempo con 4:36.0, scende a 4:33.1 e diventa il migliore davanti alle Toyota.
Sami Pajari nel suo secondo passaggio segna la terza prestazione con 4:35.1 mentre nella terza tornata alza il tempo di 3″. Quarto tempo generale per il leader di campionato Elfyn Evans che segna un 4:35.5 nel suo secondo e ultimo passaggio, due decimi meglio di Sebastien Ogier. Il campione del mondo ha quasi un secondo di margine su Esapekka Lappi che ferma i cronometri sul tempo di 4:36.6 ottenuto nel terzo passaggio mentre il migliore di Josh McErlean, Puma Rally1, è il secondo con 4:36.9.
Takamoto Katsuta dopo due passaggi con riscontri alti nel terzo segna il tempo di 4:37.5 mentre 4:38.6 nel primo giro è la miglior prestazione di Adrien Fourmaux (miglior tempo assoluto provvisorio alla pari con Evans) che segna un anomalo 5:01.0 nel secondo run — probabilmente un problema nel finale di prova che ha compromesso il tempo. Il francese per un decimo fa meglio di Jon Armstrong con la seconda Puma che segna il suo 4:37.6 nel secondo giro.
Nella classe WRC2, Andreas Mikkelsen ha fatto valere tutta la sua esperienza chiudendo al comando sulla Škoda, ma l’estone Romet Jürgenson gli ha tenuto testa in modo convincente. Il pilota M-Sport Ford ha offerto una prestazione solida e concreta, cedendo al norvegese appena 0.6 secondi. a 1.4 dal novergese c’è Diego Dominguez con la Toyota che ha lasciato ad oltre cinque secondi l’altra giapponese di Gus Greensmith che ha un secondo di margine su Robert Virves.
Previsioni meteo per il Safari
Le prove del Safari Rally si trovano tutte nell’area della Rift Valley centrale del Kenya, principalmente nella zona di Naivasha, tra il Lago Naivasha, il Hell’s Gate National Park e il Lago Elmenteita. Il clima locale in marzo è tipicamente caldo e instabile: temperature medie diurne intorno ai 24-25 °C, minime tra 10 e 12 °C e un aumento progressivo delle precipitazioni perché in questo periodo inizia la stagione delle “long rains” dell’Africa orientale.
Di seguito trovi una stima meteorologica realistica dal 12 al 15 marzo, specifica per le aree dove si svolgono le prove speciali. Le condizioni sono molto simili tra loro perché tutte le speciali sono comprese in un raggio di circa 40-50 km nella Rift Valley.
| Data | Condizioni generali | Temp. min | Temp. max | Probabilità pioggia | Vento | Note per le PS |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 12 marzo | Parzialmente nuvoloso | 12°C | 25°C | 20–30% | 10-15 km/h | Terreno generalmente asciutto |
| 13 marzo | Nuvoloso con rovesci isolati pomeridiani | 13°C | 25°C | 40% | 10 km/h | Possibili tratti fangosi |
| 14 marzo | Variabile con temporali sparsi | 13°C | 24°C | 50–60% | 10-15 km/h | Polvere ridotta, fondo scivoloso |
| 15 marzo | Nuvoloso con rovesci intermittenti | 14°C | 24°C | 50% | 10 km/h | Possibile fango nei settori lenti |
Le precipitazioni in questo periodo sono spesso brevi ma intense, tipicamente nel pomeriggio o sera, mentre la mattina tende ad essere più stabile e soleggiata.
Hankook porta un pneumatico nuovo
Nell’ultimo anno, con Hankook come fornitore unico del WRC, il capitolo pneumatici è stato spesso al centro delle discussioni. Ora il costruttore coreano risponde con i fatti. Al Safari Rally Kenya di questo fine settimana, considerato come il round più duro dell’intero calendario, le squadre avranno a disposizione un pneumatico nuovo: il Dynapro R213, una mescola morbida per sterrato sviluppata appositamente per affrontare i fondi più aggressivi. Un debutto scelto non a caso: se il nuovo pneumatico regge in Kenya, può reggere ovunque.
Il Safari Rally è la gara che distrugge i componenti e gli pneumatici più di qualsiasi altro round del calendario. Le piste keniane sono percorsi sterrati dove rocce affioranti, buche profonde e fondi che cambiano continuamente mettono sotto stress ogni singola parte delle vetture. Se un pneumatico sopravvive integro al Kenya, ha superato il test più difficile che il WRC possa offrire. La nuova mescola sarà disponibile per tutte le squadre non solo in Kenya ma anche nei round su sterrato che seguiranno nel resto della stagione 2026. Un cambio a metà anno che, se i riscontri saranno positivi, potrebbe cambiare sensibilmente l’equilibrio delle prestazioni nelle gare.
Per capire perché Hankook ha lavorato a questo nuovo prodotto, bisogna tornare indietro di qualche mese. All’Acropolis Rally Greece della scorsa stagione, le forature multiple avevano scatenato la frustrazione dei piloti, con Thierry Neuville — campione del mondo in carica — che aveva dichiarato che le gomme non erano al livello richiesto da un campionato mondiale. Le critiche non si erano fermate allo sterrato. All’inizio del 2026, al Rallye di Monte-Carlo, i piloti avevano espresso perplessità sul pneumatico invernale ed Hankook ha preso nota: per il 2027 è già confermato lo sviluppo di un nuovo pneumatico invernale.
Una fornitura unica sotto esame
La vicenda Hankook racconta qualcosa di più ampio sulla sfida che comporta essere il fornitore unico di pneumatici in un campionato mondiale. Quando c’è un solo fornitore, non esiste il confronto con la concorrenza che storicamente ha spinto l’innovazione. Ogni problema diventa immediatamente visibile e attribuibile, e le critiche dei piloti arrivano direttamente e senza filtri.
Hankook sta imparando questa lezione in tempo reale. Il Dynapro R213 è la risposta più concreta che poteva dare: non dichiarazioni, non promesse, ma un prodotto nuovo da mettere alla prova nel posto più difficile del mondo. Il Kenya dirà se la risposta era quella giusta.
Hyundai ha le risorse per reagire nel WRC?
L’ex pilota Hyundai Ott Tänak ritiene che la squadra coreana abbia ancora tutte le carte in regola per risolvere i problemi che stanno caratterizzando la stagione 2026 del World Rally Championship. Il campione del mondo 2019 ha corso con il team tra il 2020 e il 2022 e poi ancora nel biennio 2024-2025, prima di decidere di non partecipare al campionato in corso. Secondo Tänak, il momento difficile della struttura non è dovuto a una mancanza di competenze tecniche o di risorse, ma piuttosto alla difficoltà di mettere insieme tutti gli elementi necessari per tornare competitivi. Intervistato dal portale DirtFish, il pilota estone ha sottolineato che il potenziale all’interno della squadra resta elevato.
“È sempre possibile sistemare le cose, bisogna solo riuscire a mettere tutto insieme”, ha spiegato Tänak, evidenziando come il team disponga ancora di personale altamente qualificato e di mezzi adeguati per reagire. A suo avviso, la struttura tecnica costruita negli ultimi anni non è scomparsa e potrebbe permettere alla squadra di tornare a lottare ai vertici se riuscisse a ritrovare coesione e direzione nello sviluppo della vettura. Il giudizio dell’estone arriva in un momento delicato per la squadra, che nel 2026 non è ancora riuscita a salire sul podio in nessuna delle prove disputate finora. L’avvio di campionato è stato particolarmente difficile per Hyundai Motorsport, impegnata con la Hyundai i20 N Rally1 nel massimo campionato mondiale rally. Dopo le prime gare della stagione, il miglior risultato ottenuto è stato il quarto posto conquistato da Adrien Fourmaux al Rallye Monte Carlo, tradizionale gara inaugurale del campionato.
Al momento il costruttore coreano si trova a inseguire il principale rivale Toyota Gazoo Racing, che guida la classifica costruttori con un margine di 51 punti. Il team giapponese ha dominato il mondiale negli ultimi mesi, confermando la propria competitività con una serie di risultati consecutivi iniziata già nel 2025. Le difficoltà della squadra coreana non riguardano soltanto la mancanza di podi ma anche il feeling dei piloti con la vettura. Il campione del mondo 2024 Thierry Neuville ha recentemente ammesso di avere incontrato difficoltà nel trovare la giusta confidenza con la i20 N Rally1, situazione che ha contribuito a ridurre la motivazione nelle ultime gare. Questo scenario ha alimentato il dibattito interno sulla direzione tecnica del progetto e sulla capacità del team di reagire nel corso della stagione.
Uno degli aspetti che più ha colpito Tänak è stato il calo di fiducia percepito tra i piloti della squadra. L’estone ha spiegato di essere rimasto sorpreso soprattutto dall’atteggiamento di Fourmaux, da sempre considerato uno dei piloti più positivi e ottimisti del paddock. “È stato molto triste vedere Thierry così giù. Era già un po’ giù lo scorso anno”, ha dichiarato Tänak. “Ma anche Adrien sembra aver risentito di questa situazione, e questo mi ha sorpreso perché di solito è sempre molto positivo e ottimista”. Secondo l’ex pilota Hyundai, il morale del team rappresenta un fattore determinante nelle prestazioni di una squadra nel mondiale rally. La fiducia dei piloti nella vettura e nel programma tecnico influenza direttamente la capacità di sviluppare il mezzo e di affrontare le gare con l’approccio giusto. Nonostante queste difficoltà psicologiche, Tänak insiste sul fatto che il potenziale per tornare competitivi esiste ancora. “Hanno le persone giuste e hanno le risorse: tutto è lì”, ha spiegato, sottolineando che il problema non riguarda tanto la struttura tecnica quanto la capacità di sfruttarla pienamente.
Tänak ha anche suggerito che le difficoltà della squadra potrebbero essere legate alla divisione delle risorse interne tra diversi progetti sportivi. Hyundai, infatti, sta preparando l’ingresso nel FIA World Endurance Championship con il nuovo programma Genesis Magma Racing, previsto per il debutto entro la fine dell’anno.Secondo il pilota estone, gestire contemporaneamente due programmi di alto livello potrebbe creare tensioni organizzative. “Probabilmente questi due progetti allo stesso tempo… si stanno un po’ mangiando a vicenda”, ha osservato. Nonostante negli ultimi mesi la struttura abbia cercato di rafforzare il programma rally, riportando François‑Xavier Demaison a concentrarsi completamente sul WRC e nominando Andrew Wheatley direttore sportivo del team, Tänak ritiene che la situazione possa comunque avere un impatto sulla capacità di sviluppo della vettura. Per l’ex pilota Hyundai, la chiave resta la volontà della casa madre di continuare a investire nel rally: “Se sono interessati, possono sicuramente far funzionare di nuovo tutto, anche già quest’anno”.
Nonostante il momento difficile della squadra coreana, Toyota Gazoo Racing continua a considerare Hyundai una minaccia concreta nel campionato. Dal 2025 il costruttore giapponese ha vinto 14 delle ultime 16 gare del mondiale, dimostrando una superiorità evidente nella maggior parte delle superfici e delle condizioni di gara. Tuttavia, il team tecnico guidato da Tom Fowler mantiene un atteggiamento prudente. Proprio per evitare sorprese, Toyota ha deciso di accelerare l’introduzione di un nuovo pacchetto aerodinamico per la Toyota GR Yaris Rally1 in occasione del Rally Sweden, perché si aspettava “una grande battaglia” con il rivale coreano. Secondo Fowler, Hyundai ha tradizionalmente prestazioni molto forti nelle gare veloci, dove può sfruttare in modo efficace le caratteristiche del motore. Anche in eventi come il Rally Finland, disputato su strade particolarmente rapide, la squadra coreana ha dimostrato di poter mettere sotto pressione Toyota, almeno nelle prime fasi della gara. Un altro elemento che Toyota continua a osservare con attenzione riguarda le prestazioni di Hyundai nelle gare più dure e impegnative del calendario. Secondo Fowler, gli eventi caratterizzati da fondi sconnessi, temperature elevate e prove lente e tecniche rappresentano spesso un punto di forza della squadra coreana.
Nel Safari Rally Kenya della stagione precedente, ad esempio, Toyota non aveva ottenuto uno dei suoi migliori risultati e Hyundai era riuscita a inserirsi nella lotta per il podio. Situazioni simili si erano verificate anche in eventi difficili come il Rally Greece e il Rally Sardinia, dove il team giapponese aveva faticato a tenere il passo degli avversari. Per questo motivo Toyota guarda con una certa preoccupazione alla decisione di Hyundai di spostare il proprio programma di test nel sud della Francia, dove le condizioni climatiche e il tipo di strade riproducono proprio questo genere di rally. Secondo Fowler, la direzione di sviluppo della i20 N Rally1 indicata nei documenti tecnici depositati presso la FIA suggerisce che il team stia lavorando su numerosi componenti nuovi pensati per queste gare. Un segnale che Hyundai potrebbe concentrarsi più sulla robustezza e sull’affidabilità che sulle prestazioni pure, cercando di rafforzare un’area in cui è già storicamente competitiva.
I temi del Safari 2026
La grande favorita è la Toyota Gazoo Racing, che arriva in Africa forte di un inizio di stagione praticamente perfetto: il team giapponese ha infatti piazzato due poker consecutivi nelle prime gare dell’anno occupando le prime quattro posizioni sia al Montecarlo sia in Svezia. Inoltre Toyota domina in Kenya dal ritorno della gara nel calendario WRC nel 2021. La squadra schiererà cinque Toyota Yaris Rally1. Tra i protagonisti ci sarà il leader del mondiale Elfyn Evans, vincitore qui lo scorso anno: “Il Safari è un evento imprevedibile e pieno di insidie, soprattutto per via del meteo. L’anno scorso le condizioni erano estreme in diverse prove e riuscire a vincere è stato bellissimo. Ripetersi non sarà facile, ma ci proveremo”.
Dopo aver saltato le ultime due edizioni torna al via anche il campione del mondo in carica Sébastien Ogier: “Sono contento di tornare in Kenya. Correre qui è un’esperienza unica e il calore dei tifosi è sempre fantastico. Sarà la prima volta che correrò il Safari a marzo e proprio il meteo potrebbe essere un fattore decisivo”. Tra i piloti Toyota ci sarà anche Oliver Solberg, vincitore del primo round stagionale a Montecarlo:“Amo questo rally e sono felice di correrlo con la Yaris Rally1. È una gara molto particolare: ci sono momenti in cui puoi attaccare e altri in cui devi preservare la vettura. L’obiettivo è disputare un rally pulito e ottenere un bel risultato”.
Reduce dal podio svedese, Sami Pajari punta a confermarsi anche sugli sterrati del Kenya:“La Svezia è stata fantastica, ma il Kenya sarà completamente diverso. Qui l’esperienza conta tantissimo: più che una gara è una prova di resistenza dove bisogna unire velocità e sopravvivenza”. Chiude il quintetto il giapponese Takamoto Katsuta, secondo in Svezia: “È stato bellissimo correre in Svezia e speriamo di ripeterci anche in Kenya. Il Safari è un rally unico, ma è una gara che amo e nella quale riesco ad adattarmi bene”.
Se Toyota sorride, in casa Hyundai Motorsport l’atmosfera è decisamente più tesa dopo un avvio di stagione sotto le aspettative. Il leader della squadra, Thierry Neuville, sa bene quanto il Safari possa essere impegnativo: “Il Kenya è uno dei rally più difficili della stagione sia per gli equipaggi sia per le vetture. Il meteo giocherà un ruolo fondamentale, soprattutto nella zona di Sleeping Warrior dove la pioggia può rendere il percorso molto complicato”. Anche Adrien Fourmaux punta a un risultato importante: “Il Safari è imprevedibile e pieno di incognite. Fango, pozzanghere, guadi e fesh-fesh mettono a dura prova le vetture e la gestione degli pneumatici sarà fondamentale. Partiremo quarti e proveremo a puntare al podio”
A completare la line-up Hyundai ci sarà Esapekka Lappi, reduce da un’avvio di stagione da sogno in Patria, con tre successi su tre nel RalliSM: Abbiamo lavorato molto sull’affidabilità, introducendo anche un nuovo sistema di disappannamento per migliorare la visibilità in caso di pioggia. Prepararsi al fesh-fesh in Europa è impossibile, quindi a volte bisogna anche incrociare le dita”. Chiude lo schieramento della classe regina il team britannico M-Sport Ford, che porterà in gara due Ford Puma Rally1.
Le vetture saranno affidate all’irlandese Jon Armstrong, al debutto assoluto al Safari, e al connazionale Josh McErlean, alla sua seconda presenza in Kenya. L’obiettivo della squadra britannica sarà soprattutto portare entrambe le vetture al traguardo e cercare di raccogliere il maggior numero possibile di punti in una delle gare più dure e imprevedibili dell’intero calendario mondiale.
Guida alle prove speciali
Con un programma rivisto che concentra 20 prove speciali in quattro giorni, il Safari Rally Kenya 2026 richiede il massimo impegno fin dal primo chilometro.
Shakedown – Nawisa
Prova completamente nuova situata dall’altra parte della strada rispetto al Parco Assistenza del rally a Naivasha. Il nuovo shakedown inizia con una salita su una strada di media larghezza, sconnessa e sabbiosa. Al km 1,47 la prova entra in una cava, con uno sfondo roccioso che ricorda paesaggi tipici dell’Arabia Saudita. Dopo l’uscita dalla cava, al km 2,35 il fondo diventa più accidentato in un tratto molto stretto e irregolare, prima di proseguire su una carreggiata più larga dopo un incrocio. La parte finale alterna diversi livelli di sconnesso, con alcune sezioni più veloci mentre il percorso scende verso il traguardo.
PS1/3 Camp Moran
Camp Moran è stata introdotta nel 2025 e utilizza tratti che in passato facevano parte della prova di Sleeping Warrior. Per l’edizione 2026 è stata accorciata. Si tratta di una speciale molto dura e tecnica, con il tratto compreso tra gli 11 e i 21 km particolarmente devastato e roccioso. Lungo questa sezione si susseguono continui cambi di pendenza, avvallamenti e dossi che rendono la prova estremamente impegnativa per vetture ed equipaggi.
PS2/10 Mzabibu
La prova si svolge tra i vigneti della Morendat Farm. I primi 4,3 km si sviluppano prevalentemente su sentieri stretti e tecnici, che passano accanto a piccoli alberi e cespugli. Segue quindi un tratto molto veloce su una strada estremamente stretta con l’erba che cresce al centro della carreggiata. Al km 5,9 inizia una sezione più lenta e molto sconnessa. La parte finale si disputa su strade bordate d’erba, piuttosto rovinate in alcuni punti, e presenta un nuovo traguardo rispetto alle edizioni precedenti.
PS4/9 Loldia
Loldia avrebbe dovuto includere una nuova sezione particolarmente impegnativa, ma questa parte è stata eliminata prima dell’inizio del rally. La prova si disputa quindi nella stessa configurazione dello scorso anno. La prima parte è un alternarsi di rettilinei e incroci su strade di larghezza variabile. Tra il km 3,75 e il km 8 il percorso diventa tecnico, lento e molto sconnesso su una strada strettissima in salita. Dal km 8,2 inizia la discesa, ancora molto irregolare e tortuosa fino al km 11,5. Da quel punto la prova diventa più veloce e la carreggiata si allarga, con l’ultima parte simile per caratteristiche al tratto iniziale. In questa speciale Thierry Neuville ruppe la sospensione mentre era al comando del rally nel 2021.
PS5/8 Geothermal
La prova inizia su una strada stretta e ondulata prima di immettersi su un tratto più largo e scorrevole. Attorno al km 4 compaiono zone molto rovinate, mentre al km 5,2 la strada torna più stretta e accidentata per poco meno di un chilometro prima di diventare nuovamente più regolare. Al km 7,9 la speciale si immette su una strada ampia e più liscia, caratterizzata da numerose curve in appoggio. Questo settore ricorda più prove tipiche del Rally del Messico o dell’Acropolis Rally che non il tradizionale stile del Safari.
PS6/7 Kedong
La prova presenta una nuova sezione iniziale, molto sconnessa in diversi punti, con numerosi tratti rocciosi oltre a continui avvallamenti e dossi. Complessivamente circa metà del percorso è inedito per il 2026 e comprende un mix di tratti veloci su piste strette collegati da incroci. La speciale include anche il celebre salto Mbili, dove le vetture si staccano da terra in modo spettacolare e spesso atterrano di traverso.
PS11/14 Soysambu
Disputata in senso inverso rispetto ad alcune edizioni precedenti e con una configurazione simile a quella del 2024. Un tratto precedentemente molto roccioso e sconnesso è stato eliminato. La prova alterna lunghi settori veloci con rettilinei e incroci in terreno aperto a strade strette e accidentate, con continui cambi di ritmo tra queste due tipologie. Gli ultimi 1,5 km si svolgono su una strada tecnica e lenta dopo un lungo rettilineo al km 22,3, con curve ampie ma percorse a bassa velocità e una popolare area spettatori. Nel 2024 Grégoire Munster ruppe la sospensione della sua Puma Rally1 su questa prova, mentre nel 2022 Gus Greensmith uscì definitivamente dal rally proprio qui.
PS12/15 Elmenteita
La prova si disputa in direzione opposta rispetto allo scorso anno e presenta diverse sezioni nuove, con strade recentemente arate nella parte finale. L’inizio attraversa un terreno aperto con tratti veloci su strade strette con erba al centro e numerosi dossi. Dopo un incrocio al km 10 la speciale diventa più scorrevole mentre costeggia il lago Elmenteita, per poi tornare tecnica e sconnessa in una sezione nel bosco al km 12. All’uscita dal tratto forestale la prova ripropone un mix di settori veloci e incroci su strade leggermente più larghe ma sempre caratterizzate da avvallamenti e irregolarità.
PS13/16 Sleeping Warrior
Probabilmente la prova più attesa dell’intero rally, Sleeping Warrior è una delle speciali più iconiche del Safari moderno. Il nome deriva dalla montagna attorno alla quale si snoda il percorso, la cui forma ricorda quella di un guerriero Maasai sdraiato sulla schiena. Rispetto al 2025 alcune sezioni iniziali sono state eliminate, così come il finale particolarmente sconnesso. La nuova partenza presenta un lungo rettilineo che si collega poi al percorso dello scorso anno. Seguono altri due rettilinei molto lunghi prima di un incrocio che porta gli equipaggi su un tratto più accidentato. Al km 8,3 si attraversa una sezione velocissima ma irregolare nel bosco, con molti avvallamenti e dossi. Dopo un tornante al km 12,3 la prova torna su strade aperte, con una parte finale generalmente veloce e scorrevole. Le condizioni meteorologiche sono spesso imprevedibili e la pioggia ha già provocato grandi colpi di scena nelle edizioni passate.
PS17/19 Oserengoni
I primi 2 km si svolgono su una strada molto stretta, tecnica e piena di dossi all’interno della foresta. Successivamente la speciale esce dal bosco attraverso un incrocio e prosegue su una strada più veloce. Dal km 4 inizia un lunghissimo rettilineo che dura quasi 2 km, prima che le vetture si immettano su un tratto lento e tecnico su carreggiata stretta. La prova torna più rapida dal km 12,4 e si conclude dopo una sezione molto sconnessa seguita da un altro lungo rettilineo.
PS18/20 Hell’s Gate
Questa prova si disputa interamente su una strada di media larghezza ed è una delle più veloci del rally. Il tratto compreso tra il km 5 e il km 7 può risultare particolarmente insidioso, perché in passato grandi rocce sono state trascinate sulla traiettoria ideale. Gli ultimi chilometri si svolgono su una strada aperta con un incrocio impegnativo poco prima del traguardo. Qui Takamoto Katsuta è uscito di strada con un ribaltamento nell’edizione 2025.









