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Rally, WRC

Diretta WRC – Rally del Portogallo 2026

neuville

Il sesto round del Mondiale Rally 2026 fa tappa sui durissimi sterrati lusitani con quattro equipaggi italiani al via. La diretta live condotta e aggiornata fino a fine gara dalla redazione di TuttoRally con interviste, analisi, news, video e anteprime.

Ribaltone nello Junior WRC

Il Rally del Portogallo si è trasformato in un’incredibile prova di sopravvivenza per i protagonisti dello Junior WRC, culminata con la seconda vittoria consecutiva di Ali Türkkan. Il pilota turco, che sembrava ormai fuori dai giochi sabato a causa di problemi elettrici e un testacoda, ha saputo resistere alla pioggia battente, al fango e ai numerosi colpi di scena di una domenica brutale, trionfando con un vantaggio di 3’31″6 su Leevi Lassila.

Türkkan aveva iniziato l’ultima tappa in terza posizione, staccato di 2’26″5 dal leader Calle Carlberg. Tuttavia, le terribili speciali finali portoghesi hanno rimescolato le carte. Gil Membrado ha iniziato la giornata mettendo subito pressione a Carlberg vincendo la Vieira do Minho 1 e riducendo il distacco da 39,6 a soli 17,2 secondi. Lo svedese ha provato a rispondere nella Fafe 1, riportando il margine a 19,7 secondi, ma il vero dramma si è consumato nel secondo passaggio a Vieira do Minho. Carlberg è uscito di scena ribaltandosi (equipaggio fortunatamente illeso), mentre Membrado è incappato in un pesante impatto che ha danneggiato carrozzeria e sistema di raffreddamento. Lo spagnolo è riuscito a ripartire, ma perdendo oltre 17 minuti e scivolando lontano dalla lotta per la vetta.

Questi eventi hanno proiettato Türkkan in un’inaspettata prima posizione. Alle sue spalle, Kerem Kazaz era salito momentaneamente al secondo posto dopo aver vinto la PS22, ma il destino è stato crudele anche con lui: prima dell’ultima speciale di Fafe, è stato costretto al ritiro per aver esaurito il carburante. Türkkan ha quindi gestito senza errori la Power Stage, sigillando la vittoria. Lassila è salito al secondo posto, mentre Membrado, nonostante i gravi danni alla vettura, è riuscito a salvare il terzo gradino del podio.

Nonostante il ritiro, Carlberg resta in testa alla classifica Junior WRC con 76 punti, ma Türkkan si è rifatto sotto con 74. Seguono Membrado (44), Lassila (41), Hernández (36), Rahill (28) e Kazaz (19). La sfida riprenderà sugli sterrati del Rally di Finlandia dal 30 luglio al 2 agosto.

WRC3, vince Fontana!

Nonostante la penalità di sabato che lo aveva fatto scendere al terzo posto Matteo Fontana, con Alessandro Arnaboldi, vince il WRC3. Il comasco ha preso il comando domenica approfittando delle difficoltà mattutine di Gil Membrado ed ha chiuso precedendo Alì Türkkan (secondo di categoria a oltre un minuto) e Andre Martinez, che ha completato il podio.

La classifica di campionato

PosPilotaPunti Totali
1E. Evans123
2T. Katsuta111
3O. Solberg92
4A. Fourmaux79
5S. Pajari78
6S. Ogier67
7T. Neuville65
8E. Lappi21
9Y. Rossel20
10L. Rossel18
11H. Paddon15
12R. Virves10
13J. Armstrong10
14G. Greensmith8
15N. Gryazin8
16A. Cachon7
17D. Sordo6
18F. Zaldivar6
19R. Dapra6
20J. McErlean6

La classifica finale

PosPilotaVetturaTempoDistacco
1Neuville T. – Wydaeghe M.Hyundai i20 N Rally13:53:01.7—
2Solberg O. – Edmondson E.Toyota GR Yaris Rally13:53:18.0+16.3
3Evans E. – Martin S.Toyota GR Yaris Rally13:53:30.8+29.1
4Fourmaux A. – Coria A.Hyundai i20 N Rally13:53:56.5+54.8
5Katsuta T. – Johnston A.Toyota GR Yaris Rally13:54:14.3+1:12.6
6Ogier S. – Landais V.Toyota GR Yaris Rally13:54:28.3+1:26.6
7Pajari S. – Salminen M.Toyota GR Yaris Rally13:55:52.6+2:50.9
8Sordo D. – Carrera C.Hyundai i20 N Rally13:57:11.7+4:10.0
9Sesks M. – Francis R.Ford Puma Rally13:59:50.9+6:49.2
10Suninen T. – Hussi J.Toyota GR Yaris Rally24:04:15.5+11:13.8

Super Sunday, vince Solberg

La classifica del “Super Sunday” in Portogallo vede primeggiare Oliver Solberg, che con una prestazione incisiva ha conquistato il primato domenicale. Alle sue spalle la lotta è stata serratissima: Elfyn Evans ha chiuso in seconda posizione con un vantaggio di appena un decimo su Adrien Fourmaux, terzo a 4.3 secondi dal leader. Più staccati Takamoto Katsuta, quarto a 10.6 secondi, e il vincitore della gara Thierry Neuville, che ha gestito il finale chiudendo quinto a 11.4 secondi. Chiude la zona punti della domenica Martins Sesks, sesto con un distacco di 34.8 secondi.

PS23 Fafe 2 11,18 km

Il Rally del Portogallo si chiude con il trionfo liberatorio di Thierry Neuville, che ritrova il successo proprio nel momento più critico. Per il belga della Hyundai si tratta della 23ª vittoria in carriera nel Mondiale, un risultato dal peso specifico enorme dopo l’inizio di stagione tormentato e la ferita ancora aperta della Croazia, dove ad aprile aveva gettato al vento il primato con un’uscita di strada proprio nell’ultima speciale.

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La vittoria si è decisa nella penultima prova, quando il destino si è accanito contro le Toyota di Sébastien Ogier e Sami Pajari. Entrambi, mentre occupavano le posizioni di vertice, sono stati vittima di forature che hanno spianato la strada a Neuville. “È qualcosa di speciale dopo quanto accaduto in Croazia,” ha esclamato il belga, che ha massimizzato il bottino con il secondo posto nella Power Stage e il quinto nella classifica del “Super Sunday”.

Alle spalle del vincitore, la casa giapponese piazza comunque due vetture sul podio. Oliver Solberg ha chiuso al secondo posto, risultando il più veloce della domenica davanti al compagno di marca Elfyn Evans, attuale leader del Mondiale e terzo al traguardo.

  • Solberg ha espresso sollievo per il ritorno sul podio: “Dispiace molto per i ragazzi colpiti dalle forature, ma sono felice di essere tornato dopo gare difficili.” Evans ha ammesso le difficoltà di un fine settimana durissimo: “In alcuni punti siamo stati troppo cauti. Non è stata la gara perfetta, ma è comunque un buon risultato in termini di punti.”

Adrien Fourmaux ha confermato il suo ottimo stato di forma vincendo la Power Stage e chiudendo al quarto posto assoluto davanti a Takamoto Katsuta. Per i grandi sconfitti di giornata, il sesto e settimo posto finale lasciano l’amaro in bocca. Sami Pajari (7°) ha cercato di guardare al lato positivo: “Le prestazioni sono state di livello eccellente, forse le migliori finora. Le forature fanno parte del rally, dobbiamo prenderne il lato positivo.” Sébastien Ogier (6°) è apparso rassegnato: “Ci sono cose che non puoi controllare. Tutto ciò che dipendeva da noi è andato bene, è stata solo sfortuna.”

Nel WRC2, la festa è tutta per Teemu Suninen. Dopo il secondo posto in Svezia, il finlandese ha portato la sua Toyota alla vittoria, precedendo il connazionale Roope Korhonen e Andreas Mikkelsen, che completa il podio di classe.

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PS22 Vieira do Minho 2 21,6 km

Colpo di scena durante la penultima prova speciale , che ha rimescolato completamente la classifica proprio quando Sébastien Ogier sembrava ormai avviato verso l’ottavo successo in carriera su queste strade. Il dramma si è consumato al quinto chilometro della speciale, dove una pietra nascosta in un solco ha causato una foratura sulla Toyota del leader francese. Ogier è stato costretto a fermarsi in prova per sostituire lo pneumatico, perdendo minuti preziosi e precipitando dal primo al sesto posto della classifica generale. “C’erano pietre ovunque sulla linea ideale all’inizio della prova, ne ho colpita una”, ha commentato amaramente il pluricampione a fine tratto.

Sorte identica è toccata al suo compagno di marca Sami Pajari. Anche il giovane finlandese, che occupava stabilmente il terzo gradino del podio, ha centrato lo stesso ostacolo, finendo vittima di una foratura immediata. Pajari ha descritto l’impatto come inevitabile: “C’era un sasso enorme in mezzo alla traiettoria, non avrei potuto fare nulla diversamente”. In seguito alla sosta forzata per il cambio gomma, Pajari è scivolato in settima posizione, a quasi tre minuti dalla vetta.

Questi episodi hanno spianato la strada a Thierry Neuville. Il pilota della Hyundai, che fino a quel momento aveva gestito la seconda posizione, si è ritrovato improvvisamente al comando della gara. Il belga affronterà l’ultima speciale con un vantaggio di 14,8 secondi su Oliver Solberg e 27,7 secondi su Elfyn Evans, entrambi risaliti nelle zone nobili della classifica grazie alla sfortuna dei compagni di squadra. Neuville, nonostante il primato, mantiene i piedi per terra: “Non abbiamo ancora ottenuto nulla. Sappiamo cosa abbiamo fatto finora, ma manca ancora una prova. Almeno so bene come non si deve guidare”, ha scherzato riferendosi al ritiro subito in Croazia mentre era in testa.

La speciale ha visto anche il prepotente scratch di Adrien Fourmaux, che grazie a una prestazione solidissima è risalito fino al quarto posto provvisorio, precedendo la Toyota di Takamoto Katsuta.

Cambio della guardia nella classifica del “Super Sunday”: Elfyn Evans ha ceduto il primato della domenica a un arrembante Oliver Solberg. Il gallese della Toyota vede ora insidiata anche la sua seconda posizione di giornata da Adrien Fourmaux.

Colpo di scena anche nel WRC2 con Jan Solans che esce di strada perdendo due minuti. Ora Teemu Suninen comanda con 39,1 su Roope Korhonen che ha 18 secondi di margine su Andreas Mikkelsen.

La top ten prima della Power stage

PosPilotaVetturaTempoDistacco
1Neuville T. – Wydaeghe M.Hyundai i20 N Rally13:46:09.0—
2Solberg O. – Edmondson E.Toyota GR Yaris Rally13:46:23.8+14.8
3Evans E. – Martin S.Toyota GR Yaris Rally13:46:36.7+27.7
4Fourmaux A. – Coria A.Hyundai i20 N Rally13:47:04.4+55.4
5Katsuta T. – Johnston A.Toyota GR Yaris Rally13:47:18.7+1:09.7
6Ogier S. – Landais V.Toyota GR Yaris Rally13:47:32.9+1:23.9
7Pajari S. – Salminen M.Toyota GR Yaris Rally13:48:52.1+2:43.1
8Sordo D. – Carrera C.Hyundai i20 N Rally13:50:02.3+3:53.3
9Sesks M. – Francis R.Ford Puma Rally13:52:37.9+6:28.9
10Suninen T. – Hussi J.Toyota GR Yaris Rally23:56:45.7+10:36.7

PS21 Fafe 1 11,18 km

Il passaggio sulla leggendaria speciale di Fafe ha rimescolato ancora una volta le carte di questo Rally del Portogallo, reso estremamente insidioso da una pioggia ancora più battente rispetto al crono precedente. Con il fondo che diventava sempre più scivoloso passaggio dopo passaggio, a trarre il massimo vantaggio dalla posizione di partenza è stato Josh McErlean. L’irlandese, aprendo la strada, ha firmato il suo primo scratch assoluto nella massima categoria, regalando una gioia immensa al team M-Sport che aveva lavorato duramente sulla sua vettura fino a tarda notte. McErlean ha descritto l’esperienza come“folle”, specialmente sulla cima della montagna con le ruote che pattinavano in quinta marcia. Ma la gioia è stata di breve durata: con il miglioramento delle condizioni meteo, sono venute fuori le Rally2 ed è stato Robert Virves a segnare il miglior tempo.

Nella lotta per il vertice, Sébastien Ogier ha risposto dopo aver perso sette secondi nella speciale precedente. Il francese ha fatto registrare il quinto tempo assoluto, riguadagnando terreno prezioso su Thierry Neuville. Il belga ha faticato molto sotto la pioggia, chiudendo solo con il nono tempo e scivolando a 17,3 secondi dal leader. Con condizioni meteo così simili per entrambi, la possibilità di una rimonta regolare di Neuville su Ogier sembra ora svanire, mentre il pilota Toyota spera solo di concludere la gara con un clima migliore.

Dietro i battistrada, la battaglia per il podio vede Sami Pajari difendersi con le unghie dagli attacchi di Oliver Solberg. Nonostante Pajari lamenti problemi tecnici, è riuscito a limitare il distacco dal compagno di marca a un solo decimo di secondo, mantenendo la terza posizione assoluta. Solberg, dal canto suo, sta spingendo forte nonostante sia privo di ruota di scorta. Alle loro spalle continua la risalita di Elfyn Evans: il gallese, quarto nel parziale di Fafe dietro a McErlean e Martins Sesks, si sta avvicinando sensibilmente a Solberg e guida attualmente la classifica del “Super Sunday”, con quattro secondi di margine sullo svedese.

In WRC2, Teemu Suninen continua la sua progressione autoritaria, estendendo il suo vantaggio su Jan Solans a quasi venti secondi e ipotecando la vittoria di categoria. Per quanto riguarda i punti della domenica, oltre a Evans e Solberg, restano saldamente in lizza anche Neuville, Ogier e Takamoto Katsuta.

PS20 Vieira do Minho 1 21,6 km

In condizioni pressoché identiche a quelle del sabato pomeriggio — pioggia battente e grip ai minimi termini — Elfyn Evans ha aperto la domenica nel modo migliore, firmando il miglior tempo della prova speciale di Vieira do Minho. Il gallese della Toyota ha recuperato 1 secondo e 2 decimi su Oliver Solberg, che sembrava in grado di superarlo prima che una foratura negli ultimi chilometri vanificasse ogni velleità di primato. “Tipica mia fortuna”, ha commentato lo svedese. “Stavo spingendo al massimo, completamente concentrato. Nessun impatto evidente, ma ho sentito la pressione calare piano piano. Non c’è niente da fare, si continua.”

Il leader della classifica, Sébastien Ogier, ha faticato a trovare il ritmo nella prima parte della speciale, recuperando però terreno nel finale e limitando i danni nei confronti di Thierry Neuville. Il belga ha chiuso la prova 9 secondi e mezzo meglio del francese, ma Ogier conserva ancora 14 secondi e 3 decimi di vantaggio in classifica. “Molta pioggia, non c’era nulla da fare. La strategia è vincere il rally: questo è il piano per le prossime prove”, ha dichiarato il nove volte campione del mondo.

La sorpresa amara della mattina porta la firma di Sami Pajari. Il finlandese della Toyota, che ieri sera era in lotta diretta con Neuville per la quinta posizione, ha accusato un ritardo superiore ai dieci secondi dal miglior tempo. Al termine della prova la spiegazione è arrivata, parziale: “Abbiamo un problema”. Ai microfoni Pajari ha rifiutato di specificare se si trattasse del motore, del cambio o d’altro, lasciando aperta ogni ipotesi.

Infine, la battaglia per la sesta piazza assoluta rimane apertissima. Adrien Fourmaux aveva affrontato la giornata con 11 secondi e mezzo di vantaggio su Takamoto Katsuta, ma il giapponese della Toyota ne ha recuperati oltre la metà in questa sola prova: il distacco è ora di soli cinque secondi.

In WRC2 Teemu Suninen firma una prova di forza e allunga in testa alla classifica di categoria, portando il suo vantaggio a 11 secondi e mezzo su Jan Solans che ha avuto problemi con un pneumatico. Alle loro spalle la situazione si fa più complicata per Roope Korhonen, che ora si ritrova nel mirino di Andreas Mikkelsen.

Day4, il programma

Il programma dell’ultima giornata, che si svolge sotto la pioggia, prevede ancora quattro prove speciali per un totale di 65 km cronometrati. Il momento più atteso sarà rappresentato dai due passaggi sulla mitica speciale di Fafe, che concluderà la manifestazione. Il meteo sarà un fattore che promette ulteriori colpi di scena dopo le difficoltà riscontrate nel fango del sabato.

Per quanto riguarda l’ordine di partenza, Josh McErlean avrà il compito di aprire la strada. Il pilota della Ford è reduce da una giornata costellata di errori, l’ultimo dei quali proprio nella super-speciale di Lousada che lo ha costretto al ritiro temporaneo. Dietro di lui scatterà l’altra Ford Puma di Martins Sesks. Al contrario, Sébastien Ogier, forte della sua posizione di leader della classifica generale, partirà per ultimo tra le vetture Rally1.

Day4, la scelta delle gomme

Rally1

PilotaHardSoftTotale
Ogier–55
Neuville–55
Pajari–55
Solberg–55
Evans–55
Fourmaux–55
Katsuta–55
Sordo–55
Sesks–66
McErlean–55
Armstrong–66

Rally2

PilotaHardSoftTotale
Zaldivar–55
Camilli–66
Gryazin–55
Suninen–55
Solans–55
Korhonen–55
Mikkelsen–55

WRC3, sfortuna per Fontana

Nel WRC3, la classifica alal fine del sabato vede al comando Gil Membrado, che ha saputo imporre un ritmo costante chiudendo la giornata con il tempo complessivo di 3:33:41.8. Lo spagnolo precede il turco Ali Türkkan, il quale, nonostante un avvio di giornata arrembante, si ritrova in seconda posizione con un distacco di 1 minuto e 46,9 secondi, pagando caro i problemi elettrici accusati nel pomeriggio.

Al terzo posto si attesta l’equipaggio composto da Matteo Fontana e Alessandro Arnaboldi, staccati di 2 minuti e 9,8 secondi dal leader. Purtroppo il comasco ha accumulato una penalità di 2 minuti e 50 secondi, ovvero 17 minuti di ritardo al CO, per aver dovuto sostituire un braccetto danneggiato nell’urto contro un jersey. A chiudere il gruppo dei primi quattro è Kerem Kazaz, che accusa un ritardo di 3 minuti e 10,6 secondi dalla vetta dopo una tappa caratterizzata da prestazioni altalenanti e qualche errore di troppo nella scelta del set-up.

WRC2, lotta dura

Il sabato del WRC2 ha vissuto sulle ali di un duello entusiasmante tra Teemu Suninen e Jan Solans, risoltosi solo all’ultimo secondo tra i fanghi della super-speciale conclusiva. Suninen, partito dalla quarta posizione con un distacco di appena 2,6 secondi dal leader della vigilia, ha sfruttato al meglio le prime prove mattutine flagellate dalla pioggia. Al volante della sua Toyota GR Yaris Rally2, il finlandese ha scalato la classifica prova dopo prova, balzando al comando nel terzo tratto cronometrato della giornata con un tempo di ben 5,6 secondi più rapido rispetto a tutta la concorrenza.

Grazie alla sua grande esperienza, Suninen è riuscito a gestire le mutevoli condizioni del fondo arrivando ad accumulare un vantaggio massimo di 19,7 secondi. Tuttavia, la risposta di Jan Solans non si è fatta attendere: dopo l’assistenza di metà giornata, lo spagnolo ha iniziato a recuperare terreno con la sua Škoda Fabia RS Rally2. Il colpo di scena è avvenuto nella penultima speciale, quando Solans è riuscito a scavalcare momentaneamente Suninen, approfittando anche del fatto che il finlandese, partendo tre vetture più indietro, è stato colpito da un peggioramento improvviso del meteo.

Suninen ha perso ben 11,9 secondi solo nella PS18, ma paradossalmente si è trattato di un danno limitato, poiché chi seguiva è incappato in un’intensità di pioggia tale da perdere molto più tempo. La sfida si è così decisa nel testa a testa finale di Lousada: qui Suninen ha tirato fuori gli artigli, battendo Solans per 2,2 secondi e riprendendosi la vetta della classifica generale per soli nove decimi.

Alle spalle dei due battistrada, la giornata è stata segnata da numerosi colpi di scena e ritiri eccellenti, tra cui quello del leader del campionato Yohan Rossel: il francese è uscito di strada al chilometro 9,8 della PS18 mentre stava spingendo al massimo per riconquistare il podio virtuale. Ne ha approfittato Roope Korhonen, che chiude il sabato al terzo posto con la sua Toyota, staccato di 47,7 secondi dalla vetta ma con un margine di 19,1 secondi su Andreas Mikkelsen, attualmente quarto.

La ecatombe di ritiri, che ha visto tra le vittime anche Roberto Daprà e Giovanni Trentin, ko nelle ultime prove di giornata, ha permesso a Fabrizio Zaldivar di risalire ben cinque posizioni, portando la sua Fabia al quinto posto assoluto.

Junior WRC, guida Carlberg

Il sabato ha regalato un duello intensissimo tra i protagonisti del WRC3, con Calle Carlberg che chiude la giornata in testa alla classifica, nonostante i ripetuti attacchi della concorrenza. Lo svedese aveva iniziato la tappa con un vantaggio di 7,3 secondi su Ali Türkkan, ma ha dovuto subire la veemente rimonta del pilota turco durante il giro mattutino. Türkkan, sfruttando la sua esperienza sugli sterrati lusitani, ha infatti infilato tre vittorie consecutive nelle prime speciali, riuscendo a scavalcare il rivale dopo la prova di Amarante 1 con un margine di 1,7 secondi.

Carlberg non si è lasciato scoraggiare dalla perdita della leadership, mantenendo un approccio estremamente misurato anche quando il fondo stradale è diventato più accidentato e imprevedibile. Questa pazienza è stata premiata: già su Paredes 1 lo svedese è tornato al comando con un vantaggio di 3,8 secondi, per poi allungare decisamente dopo l’assistenza di metà giornata. Mentre Carlberg dominava le prove di Felgueiras 2 e Cabeceiras de Basto 2, Türkkan incappava in un serio problema elettrico durante la PS16, costringendolo a fermarsi in prova per resettare la vettura e perdere così ogni speranza di successo immediato.

A emergere nel finale di giornata è stato lo spagnolo Gil Membrado, autore di una progressione straordinaria. Vincendo le ultime tre prove speciali, inclusa la super-speciale di Lousada sotto una pioggia battente, Membrado è riuscito a scavalcare Türkkan in classifica e a ridurre il distacco da Carlberg a 39,6 secondi. Türkkan scivola così al terzo posto, con un ritardo pesante di 2 minuti e 26 secondi, rammaricato per un pomeriggio che ha vanificato quanto di buono mostrato in mattinata.

In quarta posizione si attesta Kerem Kazaz, staccato di 3 minuti e 50,2 secondi dalla vetta dopo una giornata di alti e bassi, caratterizzata da un ottimo secondo tempo su Felgueiras 1 ma macchiata da un testacoda su Amarante 1. La top five è completata dal finlandese Leevi Lassila, che ha ammesso difficoltà nel trovare il giusto ritmo a causa dei continui cambi di aderenza che hanno minato la sua fiducia alla guida.

Più staccati gli altri superstiti: Raúl Hernández occupa la sesta piazza dopo un sabato travagliato, segnato da una foratura sulla SS12 e un ribaltamento sulla SS15. Chiude la classifica Craig Rahill, rallentato da un’uscita di strada su Amarante 1 dove è scivolato tra i cespugli nel passaggio tra terra e asfalto.

Day3, la classifica di fine tappa

PosEquipaggioVetturaClasseTempoDistacco
1Ogier S. – Landais V.Toyota GR Yaris Rally1RC13:09:13.3—
2Neuville T. – Wydaeghe M.Hyundai i20 N Rally1RC13:09:35.2+21.9
3Pajari S. – Salminen M.Toyota GR Yaris Rally1RC13:09:39.1+25.8
4Solberg O. – Edmondson E.Toyota GR Yaris Rally1RC13:10:02.9+49.6
5Evans E. – Martin S.Toyota GR Yaris Rally1RC13:10:11.5+58.2
6Fourmaux A. – Coria A.Hyundai i20 N Rally1RC13:10:37.1+1:23.8
7Katsuta T. – Johnston A.Toyota GR Yaris Rally1RC13:10:48.6+1:35.3
8Sordo D. – Carrera C.Hyundai i20 N Rally1RC13:12:58.0+3:44.7
9Sesks M. – Francis R.Ford Puma Rally1RC13:16:01.0+6:47.7
10Suninen T. – Hussi J.Toyota GR Yaris Rally2RC23:18:31.1+9:17.8

PS19 SSS Lousada 3,78 km

Il sabato si è concluso in uno scenario quasi apocalittico presso il circuito di rallycross di Lousada. La super-spéciale conclusiva della giornata, lunga poco meno di quattro chilometri e caratterizzata da sfide con due auto affiancate, è stata flagellata da piogge torrenziali che hanno trasformato il tracciato in una vera e propria trappola di fango e melma.

Le condizioni estreme hanno presentato un conto salatissimo fin dal primo scontro: Josh McErlean, al volante della sua Ford, è scivolato inesorabilmente contro le barriere di protezione dopo un impatto con l’anteriore, vedendosi costretto al ritiro immediato. In questo contesto di pura sopravvivenza, Oliver Solberg ha dimostrato una lucidità superiore, siglando il miglior tempo assoluto e riuscendo così a blindare la sua quarta posizione nella classifica generale nei confronti di Elfyn Evans.

Sébastien Ogier, reduce da un pomeriggio magistrale in cui ha saputo scavare un solco importante sui rivali, ha gestito con prudenza l’ultimo impegno di giornata. Nonostante abbia chiuso la prova a 3,5 secondi da Solberg, il francese ha mantenuto il secondo tempo di frazione, consolidando un vantaggio di circa venti secondi sulla coppia composta da Thierry Neuville e Sami Pajari. Proprio Pajari è stato tra i protagonisti della speciale, ottenendo il terzo tempo e portandosi a soli 3,9 secondi di distacco dal belga nella lotta per la piazza d’onore.

Al termine della prova, Ogier ha commentato con sollievo la prestazione: “Un pomeriggio incredibile in queste condizioni. Per fortuna ne siamo usciti, ma tutto sommato è stata una buona giornata per noi. Non è stato sicuramente lo spettacolo migliore per i tifosi, perché si trattava solo di scivolare.”

Di parere opposto Takamoto Katsuta, apparso visibilmente frustrato al traguardo per l’eccessiva pericolosità del fondo, soprattutto dopo aver assistito all’incidente del collega: “Mi dispiace per Josh. Cosa si può fare in quella situazione? Niente, perché la curva era piena di fango. Questo è ridicolo.” Nelle retrovie della classe regina, Adrien Fourmaux è riuscito a difendere con successo la propria posizione dagli attacchi dello stesso Katsuta, mantenendo un margine di sicurezza interessante prima delle tappe domenicali.

Infine, nel WRC2, la tensione resta altissima: il duello tra Teemu Suninen e Jan Solans continua a vivere sul filo dei decimi, con il finlandese che, proprio nelle ultime battute del sabato, è riuscito a riprendersi la leadership della categoria per appena nove decimi di secondo.

PS18 Paredes 2 16,09 km

Sébastien Ogier non si ferma più. Dopo la prestazione dominante nella prova di Amarante, il francese della Toyota ha firmato anche il miglior tempo a Paredes con 3,7 secondi di vantaggio sul compagno di squadra Elfyn Evans, portando il proprio vantaggio in classifica generale a 20,2 secondi su Thierry Neuville. Una fuga che sembra ormai difficile da fermare a meno di clamorosi colpi di scena nell’ultima giornata.

La trasformazione di Ogier tra mattino e pomeriggio è stata totale. Dopo un primo loop giornaliero complicato, il campione in carica ha alzato il livello in modo impressionante, soprattutto nel settore finale della prova dove ha fatto la differenza in modo netto. “Dovevo assolutamente rispondere, perché al mattino le prove erano state un disastro per me. Nel pomeriggio le condizioni mi hanno aiutato. Abbiamo cambiato le impostazioni della vettura per il pomeriggio ed è stato molto più piacevole guidare”, ha spiegato Ogier, che ha saputo adattarsi meglio di chiunque altro all’evoluzione del fondo.

Alle sue spalle la battaglia per il podio è ancora aperta e combattutissima. Neuville è secondo ma Sami Pajari gli è incollato addosso a soli 5,3 secondi. Il finlandese sta crescendo prova dopo prova e il belga lo sa bene: “La sensazione era buona. Non posso fare di più in questo momento. Continueremo a lottare fino alla fine”, ha dichiarato Neuville. Pajari invece è quasi incredulo per i propri tempi: “Non mi sembrava di andare così bene. C’era un po’ di lotta, ma fa parte del rally. Non avrei mai creduto di fare un tempo così buono. Roba da matti”.

Giornata invece in chiaroscuro per Oliver Solberg. Lo svedese, già penalizzato dalla foratura del loop precedente, ha commesso un testacoda in questa prova perdendo ulteriore terreno prezioso. Il quarto posto nella classifica generale è ora minacciato da Elfyn Evans, che si è portato a soli cinque decimi di secondo. Il gallese aveva firmato il secondo tempo di prova e sta rosicchiando posizioni nel momento più importante.

In sesta posizione Adrien Fourmaux si trova a disagio nelle condizioni attuali ma mantiene ancora una decina di secondi su Takamoto Katsuta, settimo con la Toyota. Dani Sordo è ottavo davanti a Martins Sesks e Josh McErlean.

In WRC2 clamoroso colpo di scena: Jan Solans firma un tempo eccezionale e si prende la testa della categoria, portandosi davanti a Teemu Suninen per 1,3 secondi. Lo spagnolo aveva già brillato nella prova precedente e ora è il finlandese a dover inseguire nelle ultime prove.

PS17 Amarante 2 26,24 km

Amarante al secondo passaggio non aveva nulla a che vedere con la prova del mattino. Le condizioni, già difficili, si sono ulteriormente degradate: fango ovunque, traiettorie scivolose e imprevedibili, un terreno che puniva il minimo errore e premiava chi sapeva leggere la strada meglio degli altri. E Sébastien Ogier ha dimostrato ancora una volta di essere in una categoria a parte quando le cose si complicano. Il francese della Toyota ha dominato la prova con scarti enormi su tutti gli avversari, ribaltando il copione della PS14 mattutina dove era stato Solberg a fare la differenza sotto la pioggia. Stavolta il campione in carica non ha lasciato spazio a nessuno. “Non è stata la prova speciale più piacevole. In certi punti era pura sopravvivenza, quindi accetto volentieri il miglior tempo”, ha commentato Ogier con la consueta compostezza.

Alle sue spalle, il secondo tempo è andato a sorpresa a Martins Sesks, primo sulla strada e quindi avvantaggiato dalle condizioni meno deteriorate del fondo. Il lettone della Ford ha chiuso a 11,2 secondi da Ogier. Oliver Solberg è terzo di prova a 11,9 secondi, ma lo svedese aveva un’ulteriore preoccupazione: la foratura della prova precedente lo aveva lasciato con una sola ruota di scorta. “Mi innervosisce un po’ sapere che ci resta solo una ruota di riserva”, ha ammesso Solberg, che nella classifica generale scivola ulteriormente indietro.

Il disastro più grande della prova è però quello di Thierry Neuville. Il belga ha perso oltre dodici secondi da Ogier, e nella classifica generale il distacco dal leader francese è arrivato a sedici secondi esatti. Una cifra che complica enormemente le sue ambizioni di vittoria. “C’erano molti punti da percorrere a gas spalancato, ma non potevi sapere quanto fosse scivoloso il fondo frenando dopo. Sapevo che Ogier avrebbe spinto forte qui, perché questa è la prova decisiva della giornata. Ho seguito il mio istinto”, ha spiegato Neuville, consapevole di aver comunque corso i propri rischi senza poter fare di più.

Sami Pajari ha firmato il sesto tempo di prova e vede Neuville avvicinarsi: tra i due ora ci sono esattamente cinque secondi con il finlandese terzo in classifica. “Terreno estremamente scivoloso. L’auto a volte sembrava fermarsi. Difficile è la parola giusta per descrivere quella prova. Pensavo di aver perso circa un minuto”, ha raccontato Pajari, sollevato dal non aver perso più di quanto temesse.

Elfyn Evans, quarto dopo la foratura di Solberg nella prova precedente, commette un piccolo errore che lo rispedisce in quinta posizione. In una curva lunga e stretta in chiusura il gallese ha perso completamente l’aderenza sull’avantreno finendo fuori traiettoria. “Abbiamo perso completamente il grip sull’anteriore e l’auto è andata dritta in frenata. Una prova speciale davvero pessima per noi”, ha ammesso Evans.

Brutta giornata anche per Josh McErlean: il pilota Ford ha prima fatto un testacoda in un passaggio stretto e poi è uscito di strada in una curva a destra, finendo nella vegetazione esterna. “Folle, cavolo. Nel passaggio stretto l’auto ha girato su se stessa ed è uscita. Grazie agli spettatori se siamo qui”, ha detto l’irlandese, grato al pubblico che lo ha aiutato a ripartire.

Nel WRC2 la prova ha visto un Jan Solans particolarmente ispirato. Lo spagnolo ha fatto segnare il miglior tempo riuscendo a contenere la pressione di Teemu Suninen. Il finlandese ha chiuso al secondo posto con un ritardo di 2,4 secondi. La speciale è stata però segnata dall’incidente occorso a Yohan Rossel al chilometro 9.8: ha perso oltre venti minuti, chiudendo con un pesantissimo tempo di 39:35.7 che ha di fatto cancellato ogni speranza di successo.

Alle spalle dei primi due, Andreas Mikkelsen ha ottenuto il terzo tempo a 10,4 secondi dal vertice, precedendo Roope Korhonen, quarto a 13,3 secondi. Buona la prova di Roberto Daprà, quinto a 47,2 secondi.

Nella classifica assoluta, Teemu Suninen mantiene saldamente la leadership. Jan Solans occupa la seconda posizione con un gap di 10,6 secondi, mantenendo però la sfida apertissima per la vittoria finale. Il podio provvisorio è completato da Roope Korhonen, staccato di 29,8 secondi dal leader, mentre Andreas Mikkelsen rimane in agguato al quarto posto con un ritardo di 56,2 secondi dalla vetta. La battaglia per le posizioni di rincalzo vede Roberto Daprà ottimo quinto a 2:22.8, con un discreto margine su Mille Johansson. Fabrizio Zaldívar si trova in settima posizione, tallonato da vicino da Eric Camilli che lo segue a circa dodici secondi. Yohan Rossel, dopo il tempo perso per l’incidente, è ora quattordicesimo a quasi ventuno minuti di distanza. Giovanni Trentin non conclude la prova speciale.

PS16 Cabeceiras de Basto 2 19,91 km

Una foratura imprevedibile e crudele. Oliver Solberg stava viaggiando al ritmo dei migliori quando il pneumatico anteriore destro della sua Toyota ha ceduto negli ultimi chilometri della prova. Il risultato è un distacco di 18,8 secondi dal miglior tempo e un crollo dalla seconda alla quinta posizione in classifica generale, con un ritardo dal leader Ogier che schizza a 19,8 secondi. Per lo svedese, che aveva dominato la scena nella prova sotto la pioggia, un colpo durissimo arrivato nel momento peggiore. All’arrivo Solberg era visibilmente incredulo: “Non so da dove sia arrivata. Ho solo ricevuto il segnale di foratura sul display. Stavo guidando in traiettoria. È la mia solita fortuna”, ha detto amaramente, consapevole di aver perso posizioni pesantissime in un rally che fino a quel momento lo vedeva protagonista assoluto.

Il miglior tempo di giornata è andato ad Adrien Fourmaux, che ha confermato la propria velocità come già nel passaggio mattutino e resta però a una trentina di secondi dalla vetta nella classifica assoluta. Le condizioni della prova erano simili a quelle precedenti, con qualche traccia di umidità che ha reso necessaria una guida attenta nella parte finale.

Sébastien Ogier ha scelto la prudenza, soprattutto nel tratto conclusivo dove i solchi nel fondo sterrato rendevano la guida rischiosa: “Non ho spinto forte perché la strada era piena di solchi. Si trattava di gestire i rischi”, ha spiegato il francese. Quella scelta gli è costata qualche secondo, ma la testa del rally è sua con un margine che si è però assottigliato. Thierry Neuville è risalito a 3,9 secondi, mentre Sami Pajari è terzo a soli 5,5 secondi.

Proprio Pajari ha firmato il secondo tempo di prova e ha conquistato la terza posizione assoluta, scavalcando Solberg nel momento del suo guaio. Il finlandese sta guidando con grande maturità: “È stata una buona prova. Sono andato al limite. Se avessi voluto spingere di più, i rischi sarebbero stati molto grandi”, ha detto con lucidità. Elfyn Evans approfitta della débâcle di Solberg e si porta in quarta posizione con soli 0,6 secondi di vantaggio sullo svedese. Il gallese della Toyota resta in agguato in un finale di rally che si preannuncia rovente.

In WRC2 Teemu Suninen mantiene saldamente il comando con 13 secondi su Jan Solans. Roope Korhonen è al terzo posto di categoria, rendendo ancora più festosa la giornata finlandeseo.

PS15 Felgueiras 2 8,81 km

Con la pioggia ormai alle spalle e la strada tornata asciutta, la PS15 ha regalato un bel duello tra Sébastien Ogier e Sami Pajari. Il francese della Toyota ha strappato il miglior tempo per appena un decimo sul giovane compagno di squadra finlandese, riprendendo la testa del rally con quattro secondi di margine su Oliver Solberg. Un vantaggio minimo, in un rally che si preannuncia deciso fino all’ultimo chilometro.

Pajari è rimasto a lungo in vetta ai tempi intermedi, tenendo il fiato sospeso a tutto il paddock Toyota. Alla fine Ogier lo ha superato di un soffio, ma il messaggio del finlandese è stato chiarissimo: “Le condizioni erano diverse rispetto al mattino, ma mi piace il profilo di questa prova. Ho cercato semplicemente di guidare con un buon ritmo”. Ogier, dal canto suo, ha ammesso di aver dovuto alzare il ritmo: “Ho spinto un po’ di più. Dovevamo rispondere al passo degli altri. Da qui in avanti sarà molto interessante”.

Oliver Solberg invece non ha vissuto una prova tranquilla. Il parabrezza si è sporcato durante la speciale, compromettendo la visibilità e la fiducia nell’approccio alle curve. Il risultato è un settimo tempo con 4,5 secondi di ritardo da Ogier, che costa allo svedese la prima posizione appena conquistata nella prova precedente. “Non avevo una buona sensazione. C’erano molti sassi grandi sulla strada e ho cercato di risparmiare le gomme”, ha spiegato.

Thierry Neuville è terzo in classifica generale a soli 5,5 secondi dalla vetta, ma ancora una volta ha dovuto fare i conti con una prestazione superiore di Pajari: il belga ha perso 3,3 secondi dal finlandese e non riesce a spiegarsi dove avrebbe potuto guadagnare. “Non capisco dove avrei potuto essere più veloce. Incredibile. Pensavo di aver disputato una prova davvero buona”, ha detto scuotendo la testa. Pajari è quarto a 7,7 secondi da Ogier, in una classifica generale compattissima dove i primi quattro sono racchiusi in meno di otto secondi. Elfyn Evans mantiene il quinto posto davanti ad Adrien Fourmaux, entrambi però ormai staccati dalla lotta per il podio. Takamoto Katsuta è settimo, Dani Sordo ottavo.

La notizia più amara di giornata arriva dalla Ford: Jon Armstrong, protagonista di un’ottima PS14 sotto la pioggia, ha perso il controllo della sua Puma dopo appena 600 metri, finendo in un rovinoso cappottamento. Il nordirlandese, che occupava la decima posizione, è stato costretto al ritiro. Josh McErlean rimane il miglior rappresentante del team in nona posizione.

In WRC2 Teemu Suninen consolida il primato con quasi venti secondi di vantaggio su Jan Solans. Il finlandese sembra avviato verso un successo di categoria. Terzo è il francese della Lancia Yohan Rossel, che precede Roope Korhonen in una lotta serrata per il gradino più basso del podio di classe.

La scelta delle gomme per il secondo giro

Rally1

PilotaHardSoftTotale
Oliver Solberg055
Sébastien Ogier055
Thierry Neuville055
Sami Pajari055
Elfyn Evans055
Adrien Fourmaux055
Takamoto Katsuta055
Dani Sordo055
Josh McErlean066
Jon Armstrong066
Martins Sesks066

Rally2

PilotaHardSoftTotale
Roberto Daprà066
Giovanni Trentin066
Eric Camilli066
Nikolay Gryazin055
Yohan Rossel055
Teemu Suninen055
Jan Solans055
Roope Korhonen055
Andreas Mikkelsen055

Day3, la situazione a metà giornata

La PS14, lunga e resa scivolosa dalla pioggia, ha premiato la sensibilità di Solberg nel gestire il grip variabile. Il giovane svedese ha sfruttato al meglio la trazione della Toyota Rally1, guadagnando tre posizioni e portandosi in testa per appena cinque decimi su Ogier. La Toyota domina la scena con quattro vetture nelle prime cinque posizioni, mentre la pioggia continua a essere il fattore chiave del pomeriggio portoghese.

Thierry Neuville, penalizzato dalle condizioni più umide, ha limitato i danni ma resta staccato di qualche secondo, mentre Sami Pajari ha perso terreno nella parte finale della prova, dove il fondo si è trasformato in una trappola di fango e pietre. Dietro, Elfyn Evans continua la sua gara solida ma senza acuti: il gallese è ora a circa 15 secondi dal podio, mentre Adrien Fourmaux, sesto, ha recuperato qualche decimo sulla testa della corsa, approfittando di un tratto più asciutto nel finale.

PosEquipaggioVetturaClasseTempoDistacco
1Solberg O. – Edmondson E.Toyota GR Yaris Rally1RC12:16:16.3—
2Ogier S. – Landais V.Toyota GR Yaris Rally1RC12:16:16.8+0.5
3Neuville T. – Wydaeghe M.Hyundai i20 N Rally1RC12:16:18.9+2.6
4Pajari S. – Salminen M.Toyota GR Yaris Rally1RC12:16:24.4+8.1
5Evans E. – Martin S.Toyota GR Yaris Rally1RC12:16:34.1+17.8
6Fourmaux A. – Coria A.Hyundai i20 N Rally1RC12:16:45.8+29.5
7Katsuta T. – Johnston A.Toyota GR Yaris Rally1RC12:17:14.3+58.0
8Sordo D. – Carrera C.Hyundai i20 N Rally1RC12:18:23.0+2:06.7
9McErlean J. – Treacy E.Ford Puma Rally1RC12:19:16.5+3:00.2
10Armstrong J. – Byrne S.Ford Puma Rally1RC12:21:45.5+5:29.2

PS14 Paredes 1 16,09 km

“Adoro la pioggia!” Oliver Solberg non ha nascosto la propria gioia al termine della prova speciale di Paredes, 16 chilometri abbondanti che la pioggia tanto attesa ha trasformato in un terreno scivoloso e insidioso. E lo svedese della Toyota ha regalato una delle prestazioni più impressionanti del weekend e ribaltando completamente la classifica generale.

La pioggia ha cambiato tutto. Il primo a farne le spese è stato Martins Sesks, apripista con la sua Ford, che ha toccato le barriere con una ruota posteriore già nei primi chilometri, trovando un fondo viscido. Chi è passato subito dopo ha trovato condizioni leggermente migliori: Jon Armstrong ha battuto il tempo del compagno di squadra di oltre 20 secondi. “Non era così male come temevo, forse avevamo la posizione di partenza migliore”, ha commentato il nordirlandese.

Man mano che le vetture si succedevano, il fondo stradale si è evoluto con tratti asciutti che si alternavano a sezioni completamente bagnate. Un cocktail micidiale per chi non sapeva leggere le condizioni, ma straordinario per chi invece ci sa fare. Elfyn Evans ha risposto bene, battendo Armstrong di 1,3 secondi: “Meglio di quanto mi aspettassi. Non è stato facile trovare fiducia nella guida, non mi sentivo molto sicuro, ma ci siamo”.

Poi è arrivato Solberg. Il figlio di Petter ha demolito il tempo di Evans con oltre sette secondi di vantaggio, impressionando chiunque avesse gli occhi puntati sui tempi intermedi. Nella parte finale, dove asfalto e terra si mescolavano in modo ancora più estremo, lo svedese ha costruito scarti enormi chilometro dopo chilometro, superando un secondo al km su Ogier. “Un’ottima prova. Tratto terribile, ma riuscivo a leggere l’aderenza abbastanza bene. Adoro la pioggia!”, ha esultato Solberg con la spontaneità che lo contraddistingue.

I suoi rivali hanno dovuto alzare bandiera bianca uno dopo l’altro. Thierry Neuville ha ceduto e scivolato al terzo posto: “Guidavo al limite dell’aderenza. Non avevo paura della pioggia, ma la strada stava peggiorando”. Sami Pajari ha perso 10,5 secondi da Solberg e si è ritrovato quarto, faticando a credere ai propri occhi: “Quanto? Wow, è tanto. Non mi sono sentito eccessivamente prudente, ma ho perso troppo. Nel pomeriggio bisogna spingere senza mollare”. E Sébastien Ogier, leader fino a quel momento, ha ceduto 19,1 secondi allo svedese, regalandogli la testa del rally per soli cinque decimi. Il campione in carica ha però saputo togliersi il cappello: “Incredibile. Pensavo di stare guidando bene, ma semplicemente non c’era aderenza. Nessuna scusa, è stato impressionante”.

Con questo capolavoro sotto la pioggia, Solberg balza al comando del Rally del Portogallo con 0,5 secondi su Ogier. Il gruppo di testa si è compattato: tra lo svedese e il quarto classificato Pajari ci sono appena 8,1 secondi. Alle loro spalle Evans risale e si riavvicina prepotentemente alle posizioni di vertice grazie al secondo tempo di giornata.

Da segnalare la situazione di Dani Sordo, rallentato da problemi al cambio, anche se la pausa di assistenza in arrivo dovrebbe scongiurare conseguenze peggiori in classifica.

In WRC2 Teemu Suninen si conferma a proprio agio nelle condizioni difficili e allunga su Jan Solans. Ora a insidiare lo spagnolo è Yohan Rossel, rientrato prepotentemente in gioco a soli 1,4 secondi. La lotta per il secondo posto di categoria è più viva che mai.

PS13 Amarante 1 26,24 km

La leggendaria prova speciale di Amarante, 26 chilometri abbondanti di strade portoghesi tra le più amate del calendario WRC, ha incoronato ancora Oliver Solberg. Lo svedese della Toyota ha firmato il miglior tempo con soli cinque decimi di vantaggio sul compagno di squadra Sébastien Ogier, completando un dominio Toyota che si è tradotto nell’ennesimo poker.

Nonostante la lunghezza della prova avrebbe potuto favorire distacchi più marcati, la lotta al vertice è rimasta serratissima. Solberg, quarto nella classifica generale, ha ulteriormente ridotto il gap su Sami Pajari, terzo, portandosi a soli 2,4 secondi dal connazionale finlandese. Il duello interno alla Toyota per il podio finale si fa sempre più rovente. “Era una prova difficile, ho cercato di essere prudente con le gomme senza spingere troppo”, ha ammesso Solberg con la consueta onestà. Pajari, dal canto suo, ha pagato qualcosa sull’asfalto: “È andata abbastanza bene, ma non alla perfezione. Sulle sezioni asfaltate la macchina sottosterzava molto e non era facile andare forte. Bisogna continuare a spingere”, ha dichiarato il giovane finlandese.

In testa al rally, Ogier mantiene saldamente il comando con 8,1 secondi su Thierry Neuville. Il belgaha sofferto sull’Amarante, cedendo 3,6 secondi dalla vetta e raccontando una prova tutt’altro che perfetta: “C’era molto sovrasterzo, non riuscivo a tenere la macchina in traiettoria. Ho anche commesso un piccolo errore che mi è costato tempo”. Ogier, invece, sorride: “È stata una buona giornata finora. Abbiamo perso un po’ di tempo alla fine per la pioggia, ma le cose avrebbero potuto andare molto peggio”.

Perché anche su Amarante, come già nella prova precedente, la pioggia è entrata in scena nel finale. Le ultime vetture al via, tra cui quelle di Neuville e Ogier, hanno trovato i chilometri conclusivi bagnati, mentre per le Rally2 le condizioni si sono fatte ancora più complicate con la pioggia che si è intensificata progressivamente.

Più indietro nella classifica assoluta, Elfyn Evans ha consolidato il quinto posto battendo Adrien Fourmaux di quasi tre secondi e salendo a quasi nove secondi di vantaggio sul francese nella generale. “Una prova nella norma, niente di speciale. La pioggia ancora non è arrivata per noi, ma prima o poi arriverà”, ha commentato Evans con pragmatismo. Takamoto Katsuta è settimo, seguito da Dani Sordo, Josh McErlean e Jon Armstrong.

In WRC2 arriva il sorpasso al vertice: Teemu Suninen scavalca Jan Solans e si prende la testa della categoria con 5,2 secondi sul rivale spagnolo. Roope Korhonen resta terzo a 7,3 secondi da Solans, tenendo viva la speranza di risalire ulteriormente.

PS12 Cabeceiras de Basto 1 19,91 km

La battaglia per la vetta si fa sempre più serrata e psicologica. Nella prova speciale di Cabeceiras de Basto, Sébastien Ogier ha dato una dimostrazione di forza magistrale, riuscendo a ribaltare un parziale che lo vedeva inseguire Thierry Neuville per gran parte della frazione cronometrata. Mentre il belga sembrava avviato verso un tempo di riferimento, il pilota francese della Toyota ha fatto la differenza in un finale estremamente tecnico e deteriorato. Il fondo stradale, infatti, è diventato progressivamente più lento e difficile a ogni passaggio, con la formazione di solchi profondi sulla terra morbida e la comparsa di numerose pietre affioranti che hanno messo a dura prova la precisione di guida degli equipaggi.

Al traguardo della speciale, il fuoriclasse francese ha ottenuto il secondo tempo assoluto, restando dietro ad Adrien Fourmaux per appena mezzo secondo. Quest’ultimo, autore del suo primo scratch della giornata, si è portato a soli cinque secondi di distacco da Elfyn Evans nella lotta per la quinta posizione assoluta. Per Ogier, tuttavia, il dato più significativo è stato il confronto diretto con Neuville, ha guadagnato ben 3,3 secondi sul rivale belga.

Al termine della prova, Sébastien Ogier ha commentato così la sua prestazione: “La sezione tortuosa alla fine della speciale era difficile, ma è lì che si possono creare dei distacchi. Al secondo passaggio questa prova diventerà davvero brutale, quando si formeranno grossi solchi sulla strada.” Dal canto suo, Thierry Neuville ha spiegato le difficoltà incontrate nel finale, dove ha preferito non rischiare oltre il dovuto: “Ho guidato una buona speciale. Alla fine c’erano pietre ovunque e forse non ho tagliato abbastanza nelle curve. Ho rallentato un po’ il ritmo in alcuni punti, ma in generale è andata bene.”

Dietro ai due battistrada, la lotta per il terzo gradino del podio ha subito un nuovo scossone. Sami Pajari è apparso molto meno a suo agio in questo contesto, risultando il più lento tra i top driver nel tratto finale della speciale. Il giovane finlandese ha chiuso con un ritardo di 4,7 secondi da Fourmaux, vedendo il suo distacco dalla vetta salire a 14,9 secondi. Cosa ancora più preoccupante per lui, il compagno di marca Oliver Solberg è ora distante appena 4,2 secondi nella classifica generale. Pajari ha analizzato la sua prova sottolineando la difficoltà nel trovare il giusto feeling: “Non è andata male, ma questa è stata una speciale molto diversa dalla precedente. Non è stato così facile trovare il ritmo. Ma la battaglia è così serrata che bisognerebbe spingere al massimo tutto il tempo.” Elfyn Evans mantiene la quinta posizione, pur con un distacco di circa mezzo minuto dalla testa. Con i solchi che si approfondiranno nel secondo passaggio, la gestione meccanica diventerà cruciale quanto la velocità pura.

Nel WRC2, Jan Solans continua a guidare la classifica con un margine di 4,6 secondi su Teemu Suninen, il quale deve guardarsi le spalle da un agguerrito Roope Korhonen, vicinissimo alla seconda posizione di classe, il suo distacco è di sette decimi. Il finlandese ha dieci secondi netti su Yohan Rossel. Settimo e ottavo posto per Roberto Daprà e Giovanni Trentin.

PS11 Felgueiras 1 8,81 km

La giornata si è aperta con una prova speciale atipica, caratterizzata da un paesaggio che ricorda molto le strade australiane e da insidiose curve in contropendenza. Nonostante l’allerta meteo preveda l’arrivo della pioggia nel corso della giornata, le prime ore del mattino hanno offerto ai piloti condizioni di fondo totalmente asciutto, permettendo di spingere fin dai primi metri. In questo contesto, Sami Pajari ha messo a segno una partenza fulminea, riscattando un venerdì pomeriggio che lo aveva visto leggermente in ombra. Il giovane pilota finlandese ha fatto segnare il miglior tempo assoluto, infliggendo distacchi importanti ai diretti avversari già nei primi nove chilometri di gara.

Pajari è riuscito a costruire un vantaggio di 2,5 secondi su Thierry Neuville, un distacco notevole se si considera la brevità del percorso. Grazie a questo scratch, Pajari ha accorciato sensibilmente il suo ritardo dalla vetta della classifica generale: se venerdì sera il distacco superava i 15 secondi, ora si trova a soli 10,7 secondi dal leader, consolidando la sua terza posizione assoluta e rientrando prepotentemente nella lotta per la vittoria.

Alle spalle del finlandese, la lotta per il primato assoluto si è fatta ancora più serrata. Thierry Neuville, nonostante un piccolo imprevisto che lo ha visto spegnere il motore della sua Hyundai i20N durante la prova, è riuscito a rosicchiare secondi preziosi a Sébastien Ogier. Il pluricampione francese, apparso in difficoltà nel trovare il giusto ritmo su questo particolare tracciato, ha dovuto accontentarsi del quarto tempo di speciale, chiudendo a 4,5 secondi da Pajari, con lo stesso crono fatto registrare da Oliver Solberg. Questo rallentamento di Ogier ha permesso a Neuville di portarsi a ridosso del comando: la classifica generale vede ora i due grandi rivali separati da appena 1,7 secondi, un margine minimo che promette scintille per i prossimi passaggi.

Per quanto riguarda gli altri protagonisti, Elfyn Evans ha sfruttato il fatto di non dover più aprire la strada, chiudendo la prova con un distacco di 2,8 secondi dal compagno di squadra Pajari e mantenendo la quinta posizione nella generale. Una nota interessante riguarda la scelta tecnica di Adrien Fourmaux: mentre la maggior parte dei concorrenti ha optato per una dotazione di cinque pneumatici a mescola morbida, il pilota della Hyundai ha scelto di partire con quattro gomme soft e una dura. Questa decisione sembra aver condizionato il suo avvio di giornata, portandolo a una partenza piuttosto timida e facendogli perdere terreno prezioso nei confronti di Evans.

Al termine di questo primo appuntamento, la classifica vede Sébastien Ogier ancora al comando, ma con il fiato di Neuville sul collo. Pajari insegue in terza posizione, tallonato da Oliver Solberg che occupa il quarto posto. Completano la top ten delle posizioni di vertice Elfyn Evans, quinto, seguito da Adrien Fourmaux e Takamoto Katsuta, rispettivamente in sesta e settima posizione. Con il cambiamento delle condizioni meteo all’orizzonte, la gestione delle gomme e la capacità di adattamento ai nuovi livelli di aderenza diventeranno i fattori chiave per le prossime ore.

Nel WRC2 Teemu Suninen ha imposto il suo ritmo fermando il cronometro sul tempo di 6:06.6. Alle sue spalle si è scatenata una battaglia sul filo dei decimi, con Andreas Mikkelsen che ha chiuso al secondo posto con un distacco di 1,4 secondi, tallonato dalla Škoda Fabia RS di Fabrizio Zaldívar a 1,8 secondi. Molto vicini anche Gus Greensmith e Mille Johansson, entrambi racchiusi in poco più di due secondi dal vertice, a dimostrazione di una categoria estremamente equilibrata e competitiva.

Nella classifica generale, Jan Solans e Rodrigo Sanjuan mantengono il comando delle operazioni ma la lotta per le posizioni di vertice è apertissima: Roope Korhonen occupa la seconda piazza con un ritardo di 3,9 secondi, tallonato proprio da Suninen che, grazie all’ottima prestazione cronometrica, è risalito fino al terzo posto assoluto a soli 4,2 secondi dalla vetta. In piena corsa per il podio resta anche Yohan Rossel con la Lancia Ypsilon, quarto a 4,9 secondi, mentre Andreas Mikkelsen chiude la top five con un distacco di 9,9 secondi. Nelle posizioni successive della top ten troviamo Johansson, seguito da Roberto Daprà e Giovanni Trentin, con Eric Camilli e Fabrizio Zaldívar a completare il gruppo dei migliori dieci.

Day3, la scelta delle gomme

Rally1

PilotaHardSoftTotale
Sami Pajari055
Thierry Neuville055
Adrien Fourmaux145
Takamoto Katsuta055
Elfyn Evans055
Josh McErlean156
Jon Armstrong066
Oliver Solberg055
Sebastien Ogier055
Dani Sordo055
Martins Sesks156

Rally2

PilotaHardSoftTotale
Robert Virves246
Roberto Daprà336
Fabrizio Zaldivar145
Eric Camilli246
Nikolay Gryazin055
Gus Greensmith145
Giovanni Trentin246
Yohan Rossel055
Alejandro Cachon246
Teemu Suninen145
Jan Solans235
Roope Korhonen156
Andreas Mikkelsen145

Junior WRC, comanda Carlberg

Partito dalla terza posizione assoluta con un distacco di 13,6 secondi dal leader Ali Türkkan, lo svedese Mille Carlberg ha immediatamente trovato un feeling migliore con la sua Ford Fiesta Rally3 Evo grazie ad alcune modifiche all’assetto apportate durante la notte. Questa scelta tecnica si è rivelata vincente fin dai primi chilometri della mattinata, permettendogli di imporsi nelle prime tre prove speciali di Mortágua, Arganil e Lousã. Grazie a questa tripletta, Carlberg ha trasformato il suo svantaggio in un margine di 12,8 secondi al termine del primo giro di boa. Nel pomeriggio ha poi consolidato il primato vincendo nuovamente il secondo passaggio a Mortágua, chiudendo la tappa del venerdì con un vantaggio di 7,3 secondi su Türkkan.

Ali Türkkan, che era stato il più veloce nella serata di giovedì, ha vissuto una giornata più complessa del previsto. Il pilota turco ha faticato molto a trovare il giusto grip durante il primo passaggio sulle prove, restando incerto se la causa principale fossero gli pneumatici o le regolazioni della vettura. Nonostante sia scivolato alle spalle di Carlberg dopo la sesta prova speciale, è riuscito a rimanere pienamente in corsa per la vittoria finale grazie al successo ottenuto nella Lousã 2 e al secondo tempo siglato nell’ultima frazione di giornata. Alle sue spalle, in terza posizione, si è confermato estremamente competitivo anche lo spagnolo Gil Membrado. Quest’ultimo aveva messo Türkkan nel mirino già dopo il giro mattutino, quando i due erano separati da un solo secondo, e ha risposto con forza dopo la cancellazione della settima speciale andando a vincere la prova di Góis. Membrado ha concluso il venerdì al terzo posto assoluto, con un distacco di 7,4 secondi da Türkkan e 14,7 secondi dalla vetta.

Più staccati gli altri inseguitori, con Raúl Hernández che occupa la quarta posizione a 46,9 secondi dal leader. Per lo spagnolo è stato un venerdì regolare in cui ha progressivamente aumentato la propria fiducia e il feeling con la vettura. La quinta piazza è invece nelle mani di Kerem Kazaz, staccato di 1 minuto e 33,9 secondi da Carlberg; la sua è stata una condotta di gara prudente, condizionata da alcuni problemi al sistema frenante che lo hanno costretto a gestire la situazione. In sesta posizione si trova Leevi Lassila, reduce da una mattinata decisamente travagliata. Il pilota finlandese è infatti finito largo contro un albero durante la quarta prova speciale, danneggiando la portiera posteriore lato guida e mandando in frantumi un finestrino, per poi incappare in un testacoda nella medesima frazione cronometrata. Al termine della giornata il suo ritardo dai primi è salito a 2 minuti e 01,7 secondi.

La gara ha invece perso uno dei suoi possibili protagonisti, Craig Rahill, la cui corsa si è interrotta bruscamente sulla Arganil 1. Un atterraggio particolarmente pesante dopo un salto ha causato la rottura della sospensione anteriore sinistra della sua vettura; l’irlandese ha tentato di proseguire per limitare i danni, ma è stato costretto al ritiro dopo essere finito fuori tempo massimo.

WRC3, recupero di Fontana

In ottica WRC3, la giornata ha regalato una grande soddisfazione ai colori italiani grazie a Matteo Fontana. Il pilota azzurro, che giovedì sera inseguiva Türkkan con un ritardo di dieci secondi, ha messo in atto una rimonta furiosa culminata con il sorpasso proprio sull’ultima prova speciale della giornata, la decima. Fontana ha chiuso la tappa in testa alla categoria con un vantaggio di 4,2 secondi sul pilota turco, mentre Membrado segue al terzo posto distanziato di ulteriori 7,3 secondi.

Day2, la classifica

Pos.EquipaggioVetturaTempo TotaleDistacco
1Sébastien Ogier / Vincent LandaisToyota GR Yaris Rally11:28:25.2—
2Thierry Neuville / Martijn WydaegheHyundai i20 N Rally11:28:28.9+3.7
3Sami Pajari / Marko SalminenToyota GR Yaris Rally11:28:40.4+15.2
4Oliver Solberg / Elliott EdmondsonToyota GR Yaris Rally11:28:41.6+16.4
5Elfyn Evans / Scott MartinToyota GR Yaris Rally11:28:57.7+32.5
6Adrien Fourmaux / Alexandre CoriaHyundai i20 N Rally11:28:59.5+34.3
7Takamoto Katsuta / Aaron JohnstonToyota GR Yaris Rally11:29:15.3+50.1
8Dani Sordo / Cándido CarreraHyundai i20 N Rally11:29:48.5+1:23.3
9Josh McErlean / Eoin TreacyFord Puma Rally11:30:45.9+2:20.7
10Nikolay Gryazin / Konstantin AleksandrovLancia Ypsilon Rally2 HF Integrale1:33:00.0+4:34.8

PS10 Mortágua 2 14,59 km

La PS10 Mortágua 2, ultima speciale della seconda tappa del Rally del Portogallo, ha chiuso una giornata tiratissima lasciando apertissima la lotta per la vittoria assoluta. Sui 14,59 chilometri del tratto cronometrato, Thierry Neuville ha firmato il miglior tempo in 9:10.1, precedendo di appena nove decimi Oliver Solberg e di 1”3 Sébastien Ogier, in una classifica cortissima che conferma quanto i valori in campo siano ormai ridotti ai dettagli.

Il belga della Hyundai è riuscito a chiudere il venerdì con un acuto importante, pur senza riuscire a strappare la leadership generale a Ogier. Il francese della Toyota, infatti, grazie alla costanza mostrata nel pomeriggio conserva il comando del rally con 3”7 di vantaggio proprio su Neuville dopo 10 prove speciali e oltre un’ora e ventotto minuti di gara. Una differenza minima che racconta meglio di qualsiasi altra cosa il livello del duello tra i due campioni.

Nella speciale conclusiva Neuville ha dovuto gestire condizioni complicate e una vettura non sempre perfetta nei tratti iniziali, ma è comunque riuscito a costruire il miglior riferimento: “Ho provato a spingere, ma non è facile là dentro. Sono stato sbalzato fuori traiettoria all’inizio. Ho cercato di rallentare per essere più efficace. Almeno la prestazione c’è stata“. Ogier, invece, pur chiudendo alle sue spalle, è apparso soddisfatto soprattutto per il passo ritrovato nel corso del pomeriggio: “Non è stata una speciale perfetta, c’era molta polvere all’inizio. Domani sarà come partire per un nuovo rally. Stamattina era stata più difficile, ma poi siamo riusciti a trovare ritmo“.

Alle loro spalle si conferma estremamente interessante la lotta per il podio. Sami Pajari ha contenuto gli attacchi di Oliver Solberg e mantiene la terza posizione assoluta per appena 1”2 sullo svedese. Il giovane finlandese della Toyota ha chiuso la PS10 al quarto posto, ma ha perso ancora qualche secondo prezioso: “È andata abbastanza bene. Le condizioni erano molto diverse rispetto al primo passaggio. Una pietra ha rotto il parabrezza. Abbiamo perso tempo per piccoli dettagli, ma siamo ancora in lotta“. Solberg, secondo nella speciale, ha mostrato velocità pura ma anche un certo rammarico per una giornata non completamente pulita: “Giornata difficile, non ho un gran feeling con la macchina. Stavamo migliorando, poi abbiamo commesso un errore stupido che non ha aiutato“.

Dietro al quartetto di testa, Elfyn Evans e Adrien Fourmaux hanno proseguito il loro confronto ravvicinato per la quinta posizione assoluta. Il gallese della Toyota ha chiuso la prova davanti al francese della Hyundai per appena due decimi, mantenendo così 1”8 di margine nella generale. Evans continua però a pagare il ruolo di apripista sulle strade sterrate portoghesi: “C’è ancora parecchio spazzamento, ma è così quando parti per primo. Nessun errore oggi, vedremo cosa porterà il meteo domani“. Fourmaux, costretto a utilizzare gli stessi pneumatici nelle ultime due speciali del pomeriggio, non è riuscito a completare il sorpasso: “Abbiamo provato a riprenderci la quinta posizione, ma le gomme erano molto usurate ed era davvero difficile guidare“.

Più staccato Dani Sordo, ottavo assoluto, ha vissuto una giornata complicata e senza mai trovare il ritmo giusto con la Hyundai: “Non avevamo passo e abbiamo perso molto tempo. Stiamo cercando di capire il problema, ma al momento è difficile“. Takamoto Katsuta, invece, continua a cercare fiducia su un fondo che non gli ha mai dato il feeling desiderato: “È andata meglio rispetto a stamattina, ma faccio ancora molta fatica. Domani le condizioni saranno difficili, ed è proprio quello che spero“.

La PS10 ha inoltre consolidato una situazione estremamente interessante anche in WRC2. Jan Solans, al debutto competitivo con la nuova Skoda Fabia RS Rally2, ha chiuso la seconda tappa al comando della categoria davanti a Roope Korhonen e Yohan Rossel, tutti racchiusi in pochi secondi. Lo spagnolo sembra aver trovato rapidamente sintonia con la vettura ceca, mentre Rossel ha raccontato una prova molto impegnativa sul piano della guida: “È stato davvero difficile guidare. Abbiamo attaccato al massimo, ma facevamo fatica a trovare aderenza e avevamo vibrazioni“.

La giornata si chiude quindi con un Rally del Portogallo più aperto che mai. Ogier e Neuville restano separati da meno di quattro secondi, Pajari e Solberg continuano il loro duello ravvicinato per il podio e alle loro spalle Evans e Fourmaux sono pronti ad approfittare di qualsiasi errore. Domani il rally entrerà in una fase potenzialmente decisiva: nove prove speciali, 145 chilometri cronometrati e soprattutto la pioggia attesa per gran parte della tappa potrebbero cambiare completamente gli equilibri costruiti finora.

Josh McEarlan Portogallo 2026
Josh McErlean foto Janus Ree/Red Bull

PS9 Lousã 2 7,07 km

La giornata del venerdì continua a parlare francese, ma soprattutto continua a evidenziare la supremazia di un intramontabile Sébastien Ogier. Il campione della Toyota ha calato un micidiale tris, firmando il terzo scratch consecutivo nella nona prova speciale e consolidando la sua posizione di leader della corsa.

Nonostante la pressione costante, Ogier è riuscito a respingere l’attacco di Thierry Neuville, autore del secondo tempo di speciale. Il belga rimane l’unico vero inseguitore a breve distanza, con un distacco che ora si attesta a 5 secondi, mantenendo apertissima la lotta per la vittoria finale.

Il giovane finlandese Sami Pajari ha vissuto un momento di grande tensione nelle prime curve della prova. Nel tentativo di gestire una curva estremamente scivolosa con una manovra spettacolare, ha colpito leggermente l’interno di una sponda, finendo in testacoda. Pajari ha spiegato l’accaduto con un pizzico di ironia: “La curva era super scivolosa. Ero sicuro che sarei riuscito a gestire la situazione come nei film, ma non è andata così. Pensavo che sarebbe venuta una manovra perfetta, ma il muso ha toccato la sponda interna e per questo ho dovuto fare un po’ di retromarcia. Ho perso solo pochi secondi.”

Nonostante l’errore, Pajari conserva la terza posizione assoluta, ma deve guardarsi le spalle da un Oliver Solberg in formato “miracolato”. Lo svedese, dopo il grosso rischio corso nella speciale precedente, è rimasto stabilmente al quarto posto, a soli 4,2 secondi dal podio del compagno di squadra.

Dopo il disastro della doppia foratura, Adrien Fourmaux è riuscito a riprendere un passo normale, occupando la sesta posizione dietro a Elfyn Evans. Nelle retrovie, continua a stupire Martins Sesks: il pilota della M-Sport Ford, dopo l’ottima prova precedente, ha continuato a spingere forte, accorciando ulteriormente le distanze da Dani Sordo, che attualmente occupa l’ottava piazza con oltre un minuto di ritardo dalla vetta.

Se la classe regina è avvincente, la categoria WRC2 è un vero thriller. Jan Solans (Škoda) è riuscito a consolidare il suo primato, ma la classifica è cortissima. Alle sue spalle la lotta è furibonda: Yohan Rossel (Lancia) e Teemu Suninen (Toyota) si contendono la seconda piazza con il finlandese a 1,9 dall’avversario. Roope Korhonen è quarto a un decimo dal connazionale e con 2,5 secondi su Andreas Mikkelsen. Roberto Daprà tiene l’ottavo posto, decimo Giovanni Trentin.

PS8 Góis 15,66 km

Il Rally del Portogallo non smette di stupire e, nella prova di Góis 1 ha messo in scena un dramma sportivo che ha stravolto completamente la vetta della classifica. Un singolo punto del percorso, caratterizzato da un dosso insidioso in una frenata in discesa, è diventato la trappola fatale per i due piloti che stavano animando la sfida per il primato.

Il leader della gara Adrien Fourmaux ha visto svanire i suoi sogni di gloria proprio quando sembrava avere il controllo della situazione. Il francese è incappato in un errore nello stesso identico punto in cui, tre minuti prima, Oliver Solberg era uscito di strada. Se lo svedese è stato miracolato dalla conformazione del terreno, riuscendo a rientrare in carreggiata con una perdita di soli otto secondi, Fourmaux non è stato altrettanto fortunato.

Nell’impatto contro una pietra nascosta, la sua i20 N Rally1 ha forato due pneumatici sul lato destro. Il francese ha dovuto trascinare la vettura fino al traguardo, perdendo quasi trenta secondi e precipitando dal primo al sesto posto della generale, stretto tra le Toyota di Evans e Katsuta.

Chi ha saputo navigare tra le insidie di questa prova durissima è stato Sébastien Ogier. Il veterano della Toyota ha firmato il miglior tempo assoluto, approfittando del caos per prendersi la leadership del rally. Al traguardo, Ogier ha sottolineato la durezza del fondo: “Sapevamo che questa sarebbe stata una prova brutale, con tantissime pietre. Fortunatamente siamo riusciti a superarla senza problemi.”

Alle sue spalle, la classifica si è accorciata ulteriormente. Thierry Neuville insegue ora il francese con un distacco di soli 4,2 secondi, mentre Sami Pajari continua la sua giornata di grazia. Il giovane finlandese ha fatto segnare il secondo tempo di speciale, salendo sul podio virtuale a 8,7 secondi dal compagno di squadra. Pajari ha così commentato la sua prova: “Ho cercato di spingere il più possibile, ma era davvero scivoloso. Su questo tratto la strada migliora per chi parte dietro.”

Nonostante il brivido e l’uscita di strada, Oliver Solberg può ritenersi fortunato: la sua Toyota è integra e occupa ancora la quarta posizione provvisoria. Dietro di lui, Elfyn Evans sale al quinto posto, beneficiando della doppia foratura di Fourmaux.

Nelle posizioni di rincalzo si segnala la grande prestazione di Martins Sesks, autore di un eccellente quarto tempo assoluto che gli permette di recuperare terreno prezioso su Dani Sordo per la settima piazza.

Nel WRC2, lo spagnolo Jan Solans è riuscito a riprendersi la vetta della classifica generale dopo il ritiro del precedente leader Alejandro Cachón (problemi all’alternatore). La sfida per la vittoria rimane però una questione di pochissimi secondi.

Solans (Škoda) guida con un margine di 5 secondi su Teemu Suninen (Toyota), autore di una rimonta costante. Andreas Mikkelsen è in scia, terzo a soli 6,8 secondi dal leader. Yohan Rossel, dopo lo scratch nella prova precedente con la Lancia, occupa la sesta posizione, rallentato leggermente nel finale ma ancora nel gruppo dei migliori.

Ottime notizie per i colori azzurri: Roberto Daprà sta disputando una gara di altissimo livello, mantenendo l’ottava posizione assoluta nel WRC2 e confermandosi solido nonostante la scivolosità del fondo. Poco più indietro, Giovanni Trentin chiude la top 10.

PS7 Arganil 2 18,62 km

Il pomeriggio si è aperto con una prova speciale, la PS7, destinata a far discutere a lungo, non solo per i risvolti sportivi ma soprattutto per la sicurezza. Un episodio incredibile ha infatti visto protagonista Elfyn Evans, che si è trovato davanti un carro attrezzi negli ultimi metri della prova. Solo la prontezza del gallese e la manovra del mezzo civile, che ha svoltato all’ultimo in una strada laterale, hanno evitato il peggio. Si prevede che Evans riceverà un abbuono di circa 1 o 2 secondi per il tempo perso a causa dell’ostacolo.

Sul piano puramente agonistico, la ripresa pomeridiana ha visto il prepotente ritorno di Sébastien Ogier. Grazie a una scelta di gomme decisa — quattro pneumatici duri, imitato dai compagni di marca — il francese ha abbassato il tempo del mattino di ben 10 secondi, segnando la migliore progressione di tutto il lotto. Ogier ha finalmente trovato il ritmo che cercava: “L’auto ora sembra molto meglio. Abbiamo apportato alcune modifiche durante l’assistenza remota e non soffriamo più così tanto di sottosterzo.”

Nonostante l’attacco di Ogier, Adrien Fourmaux rimane al comando della classifica generale. Il pilota ha optato per una strategia diversa, portando con sé una gomma tenera, scelta che gli è costata circa quattro secondi nei confronti del francese. Fourmaux ha descritto la durezza del fondo nel secondo passaggio: “Ora la situazione è diversa rispetto al mattino. Ci sono pietre ovunque. A volte cerchi di evitarle, ma altre volte è semplicemente impossibile”.

Oliver Solberg è risalito in quarta posizione assoluta con il terzo tempo di speciale, ma anche lui ha avuto parole durissime per l’organizzazione, riportando un altro rischio enorme corso durante la prova: “Ho cercato di stare attento alle gomme, ma il grip ora è maggiore. C’era un’agente di polizia ferma in mezzo alla strada. Stavo andando a tavoletta in sesta marcia quando questa signora si è trovata davanti; è saltata via all’ultimo secondo. È successo troppe volte in questo rally.”

Thierry Neuville, con una scelta mista di due gomme dure e due tenere, ha ottenuto il secondo tempo, portandosi a soli 6,8 secondi dalla vetta assoluta. Chi invece ha vissuto una speciale complicata è stato Sami Pajari: il giovane finlandese, brillantissimo in mattinata, ha perso il contatto con i primi a causa di un misterioso spegnimento del motore in un tornante.

Il pomeriggio del WRC2 è iniziato sotto una cattiva stella. Il leader della mattinata, Alejandro Cachón, è stato costretto al ritiro per un problema all’alternatore della sua Toyota prima ancora di iniziare la prova. La speciale è stata poi annullata per motivi di sicurezza mentre Yohan Rossel era ormai prossimo al traguardo; di conseguenza, nessun pilota della categoria ha potuto far segnare un tempo valido, congelando momentaneamente la classifica.

PS6 Lousã 1 7,07 km

La mattinata si è conclusa con la sesta prova speciale, un tratto inedito di soli sette chilometri che ha confermato la straordinaria forma dei protagonisti, accorciando ulteriormente la classifica. In questo finale di giro, è arrivato il primo acuto di Thierry Neuville, capace di firmare il miglior tempo assoluto e di rilanciarsi prepotentemente nella lotta per il podio.

Il pilota belga ha sfruttato al meglio la prova per scavalcare Oliver Solberg nella classifica generale, portandosi in quarta posizione. Nonostante lo scratch, la lotta resta serratissima: alle spalle del leader si è infatti formato un treno di quattro piloti racchiusi in appena mezzo secondo. Tra questi brilla ancora la stella di Sami Pajari. Il giovane finlandese della Toyota ha completato un giro mattutino quasi perfetto, chiudendo la speciale a 2,9 secondi da Neuville e consolidando la sua seconda posizione assoluta. Pajari ha spiegato così il suo cambio di passo rispetto a ieri: “Ieri non è andata nel migliore dei modi. Abbiamo cercato di trovare qualcosa in più per oggi. Almeno ora il feeling è davvero ottimo e mi sento bene in macchina. Anche i tempi oggi sono stati buoni. Cercheremo di mantenere questa velocità.”

Momenti di grande tensione per Sébastien Ogier. Il pluricampione francese ha tentato l’attacco nel finale della prova, ma è incappato in una situazione di rischio: la sua Toyota ha avuto un sussulto violento che ha quasi portato l’auto fuori strada, ma Seb è riuscito a domare la Yaris rimanendo in carreggiata. Ogier, pur salendo al terzo posto assoluto, non è apparso soddisfatto: “Abbiamo provato a dare qualcosa di più in questa prova. Dobbiamo fare dei cambiamenti perché la velocità non è quella che vorrei. Modifiche? Forse agli ammortizzatori? Credo siano l’unica cosa che possiamo cambiare.”

In vetta alla gara resiste Adrien Fourmaux. Il francese ha fatto segnare il terzo tempo di speciale, aumentando leggermente il suo margine sugli inseguitori. Fourmaux guida ora con un vantaggio di 7,7 secondi su Pajari, ma sente il fiato sul collo di un gruppo di inseguitori affamati.

Chi invece continua a soffrire è Oliver Solberg. Il pilota svedese, pur restando matematicamente in corsa, ha ammesso di aver perso la bussola con il setup e la strategia degli pneumatici: “Il feeling è terribile. Non è stata una buona guida. C’erano parecchie pietre smosse sulla strada. In alcuni punti era sorprendentemente umido e il grip cambiava continuamente. Ieri c’era molta più aderenza e l’auto sembrava migliore. La scelta delle gomme non è stata perfetta, ma è stato un mio errore.”

Al termine della PS6, la classifica generale vede i primi cinque piloti racchiusi in meno di dieci secondi, una situazione che promette scintille per il giro pomeridiano.

Il finale della mattinata ha regalato un ribaltone clamoroso nella categoria WRC2. La PS6 ha rimescolato completamente le carte in tavola, portando a un nuovo cambio della guardia al vertice. La prova speciale ha visto il trionfo di Yohan Rossel al volante della Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale. Il francese ha dominato il tratto cronometrato con il tempo di 4:46.1, infliggendo distacchi interessanti a tutti i rivali. Questa prestazione gli ha permesso di risalire prepotentemente la china nella classifica generale, portandosi in terza posizione a soli 1,6 secondi dalla vetta.

Tuttavia, il vero colpo di scena riguarda la leadership assoluta: Alejandro Cachón, grazie al quarto tempo di speciale, è balzato in testa al rally con la sua Toyota GR Yaris Rally2. Lo spagnolo guida ora una classifica cortissima, con soli due decimi di vantaggio sul connazionale Jan Solans (Škoda). La mattinata si è chiusa in modo amaro per Teemu Suninen. Il finlandese, che era partito in questa speciale come leader, ha faticato perdendo ben 11,5 secondi da Rossel. Questo passaggio a vuoto lo ha fatto precipitare dal primo al quinto posto assoluto, sebbene il distacco dal leader Cachón rimanga contenuto in appena 4,1 secondi.

In questo scenario di grande incertezza, l’Italia può sorridere grazie a una prestazione maiuscola di Roberto Daprà. Il pilota di ACI Team Italia ha firmato il secondo tempo assoluto nella speciale, a solo 1,1 secondi da Rossel. Questo exploit gli permette di consolidare l’ottava posizione generale e di accorciare sensibilmente su chi lo precede. Ottima anche la prova di Giovanni Trentin, nono nella PS6 e decimo nella classifica generale di categoria.

Classifica generale dopo la PS6:

Pos.PilotaVetturaDistacco
1Fourmaux A.Hyundai i20 N Rally1—
2Pajari S.Toyota GR Yaris Rally1+7.7
3Ogier S.Toyota GR Yaris Rally1+8.0
4Neuville T.Hyundai i20 N Rally1+8.2
5Solberg O.Toyota GR Yaris Rally1+9.9

PS5 Arganil 1 18,62 km

La mattinata del venerdì è entrata nel vivo con la prova di Arganil, la più lunga della giornata con i suoi quasi 19 chilometri. Quest’anno il percorso è stato affrontato in senso inverso rispetto alla tradizione, una sfida che ne ha mantenuto intatto il fascino leggendario. Il grande protagonista di questo avvio è senza dubbio Sami Pajari. Dopo lo scratch nella prova precedente, il giovane finlandese della Toyota ha concesso il bis. Nonostante avesse una combinazione di tre gomme tenere (contro le quattro del leader), Pajari ha trovato un feeling eccezionale: “È stata di nuovo una buona prova. Ho un ottimo feeling con la macchina e cerco solo di guidare con naturalezza. Sembra che stia funzionando.”

Nonostante l’attacco del finlandese, Adrien Fourmaux conserva il comando della classifica generale. Ha chiuso la speciale a soli sei decimi da Pajari, gestendo magistralmente le sue quattro gomme “soft” e confermando la competitività della i20 N Rally1 sullo sterrato. Fourmaux è apparso entusiasta: “Una prova speciale incredibile. Anche se è un tratto familiare, guidarlo nel senso opposto lo fa sembrare completamente nuovo. La velocità è molto positiva, ma sapevamo che sulla terra saremmo stati competitivi.”

Alle loro spalle, la classifica resta cortissima. Thierry Neuville ha fatto segnare il terzo tempo di speciale, restando pienamente in lotta per il podio, pur chiedendo qualche intervento tecnico: “È andata abbastanza bene, ma non è stata perfetta. Dobbiamo migliorare la guidabilità dell’auto, ma siamo in piena battaglia.”

In casa Toyota, la situazione è contrastante. Oliver Solberg resta a contatto con i primi ma lamenta una cronica mancanza di aderenza che lo ha costretto a non rischiare: “Ho provato a spingere, ma non c’è grip. È davvero scivoloso. Ci provo, ma non voglio correre rischi eccessivi.”

Più in difficoltà Sébastien Ogier, scivolato al quarto posto assoluto dopo aver perso 4,7 secondi da Pajari in questa speciale. Il pluricampione francese ha analizzato con onestà la sua prestazione: “Non ho grossi problemi, sono solo lento. Anche se ho vinto qui molte volte, non significa nulla. Ogni volta si riparte da zero.”

Nota di merito per Elfyn Evans che, nel difficile ruolo di apripista, sta limitando i danni in modo eccellente restando a soli 11 secondi dalla vetta, nonostante qualche incertezza nelle note. Il venerdì nero continua invece per Dani Sordo. Lo spagnolo della Hyundai, già penalizzato da una scelta di gomme poco efficace, è arrivato lungo in una curva finendo “dritto”. Sebbene sia riuscito a ripartire, il tempo perso supera i venti secondi.

Il Rally del Portogallo sta regalando una battaglia avvincente nel WRC2. L’ultima prova speciale ha sancito il sorpasso di Teemu Suninen che al volante della sua Toyota GR Yaris Rally2, ha completato la rimonta conquistando la leadership della classifica generale. Il pilota finlandese è stato autore di una prestazione magistrale lungo i 18 chilometri della prova, fermando il cronometro sul tempo di 12:13.4 e infliggendo distacchi significativi a tutti i diretti rivali. Grazie a questo secondo scratch consecutivo, Suninen ha scalzato dalla vetta lo spagnolo Jan Solans, che ora si ritrova a inseguire con un ritardo di appena 1,5 secondi.

La lotta per la vittoria è però tutt’altro che un affare a due. In terza posizione si conferma Andreas Mikkelsen con la Škoda Fabia RS Rally2, staccato di 4,3 secondi dalla vetta e tallonato a soli tre decimi di distanza dalla Toyota di Alejandro Cachón. Più staccato Yohan Rossel, che con la Lancia Ypsilon Rally2 occupa la quinta posizione con un ritardo di 9 secondi, riuscendo a contenere per un soffio il ritorno di Roope Korhonen.

Da sottolineare l’ottima progressione di Roberto Daprà. Con Luca Guglielmetti, ha scalato ulteriormente la classifica generale portandosi in ottava posizione assoluta, riuscendo a scavalcare Eric Camilli. Gus Greensmith occupa la settima piazza, pur non riuscendo ancora a trovare il ritmo necessario per agganciare il treno del podio. Camilli deve guardarsi da Giovanni Trentin e Pietro Ometto, distanti 5,9 secondi, mentre a 4,2 dal veneto c’è Fabrizio Zaldívar.

PS4 Mortágua 1 14,59 km

L’inizio del secondo giorno ha regalato stravolgimenti profondi, con la strategia sugli pneumatici che ha dettato legge. Le decisioni prese dai team la sera precedente — in assenza di assistenza tecnica — si sono rivelate decisive: le Hyundai hanno azzardato montando quattro gomme tenere (ad eccezione di Dani Sordo), riuscendo così a sfidare le Toyota, che avevano optato per un mix di mescole.

Il cambio della guardia al vertice vede ora Adrien Fourmaux nel ruolo di nuovo leader. Il pilota francese ha sfruttato al meglio la naturale predisposizione della sua vettura per lo sterrato, balzando in testa alla classifica generale nonostante la scarsa conoscenza di questi percorsi rispetto ai rivali. Fourmaux ha commentato con entusiasmo la sua posizione: “C’è ancora molto rally davanti a noi, ma questo è stato un buon inizio e possiamo esserne felici. Abbiamo il ritmo giusto sulla terra e dobbiamo lottare con loro: è esattamente quello che stiamo facendo. È positivo.”

Chi invece ha vissuto un inizio di mattinata complicato è Oliver Solberg. Lo svedese della Toyota, che ripartiva stamane dalla prima posizione, è incappato in una prestazione deludente dovuta a una scelta di gomme “incrociata” che non ha pagato. Ha perso quasi dieci secondi nei confronti di un arrembante Sami Pajari, vincitore della PS con uno scratch sensazionale che lo ha rilanciato prepotentemente nella lotta per il podio. La classifica è ora cortissima: i primi sei equipaggi sono racchiusi in appena sette secondi.

Thierry Neuville resta saldamente nel gruppo di testa, nonostante qualche brivido iniziale dovuto a un assetto non ancora perfetto: “Penso che sia stato un buon inizio. Rispetto all’asfalto, la performance è decisamente superiore. Tuttavia c’è ancora da migliorare: il grip c’è, ma l’auto sembra un po’ pigra e non ancora esattamente come vorrei. Credo comunque che potremo fare alcune modifiche alle regolazioni durante il giorno e trovare più velocità.”

In casa Toyota, Sébastien Ogier occupa la terza posizione con un vantaggio di soli due decimi su Neuville, mentre Elfyn Evans, nonostante lo svantaggio di dover pulire le traiettorie, rimane pienamente in gara al sesto posto. Dani Sordo continua il suo lavoro di adattamento alle nuove coperture sulla terra, mentre tra le fila di M-Sport si registra un’incredibile compattezza tra Josh McErlean, Jon Armstrong e Martins Sesks, tutti racchiusi in distacchi minimi che lasciano presagire un pomeriggio di fuoco.

La situazione nel WRC2 si sta facendo incandescente. Teemu Suninen, in coppia con Janni Hussi, ha imposto un ritmo impressionante staccando il miglior tempo con un margine di 3,2 secondi su Roope Korhonen. Dietro le Toyota, le Škoda Fabia RS Rally2 di Andreas Mikkelsen e Jan Solans hanno cercato di contenere i danni, chiudendo rispettivamente al terzo e quarto posto della prova. Buona prestazione di Roberto Daprà, sesto di speciale a 7,9 secondi dal vertice. Più guardinga la prova di Yohan Rossel che ha chiuso ottavo preferendo non rischiare troppo in un tratto dove la pulizia della traiettoria era fondamentale.

Nonostante il grande attacco di Suninen, Jan Solans mantiene la leadership del rally con la sua Škoda, ma il suo vantaggio è stato pesantemente intaccato. Lo spagnolo guida con un margine di 3,9 secondi su Suninen, che grazie allo scratch ha guadagnato tre posizioni balzando al secondo posto. Andreas Mikkelsen è incollato a soli 5 decimi dal finlandese, rendendo il duello per la piazza d’onore un affare privato tra Škoda e Toyota. Tra il secondo posto di Suninen e il quinto di Yohan Rossel ci sono meno di due secondi. Il francese, pur avendo perso due posizioni, resta pienamente in corsa per la vittoria, trovandosi a soli 5,7 secondi dalla vetta. Alejandro Cachón mantiene la quarta posizione, più staccato Roope Korhonen, sesto a 8,5 secondi, mentre Gus Greensmith è settimo e sembra faticare a tenere il passo del quartetto di testa. Roberto Daprà guadagna due posizioni e sale al nono posto assoluto e punta ad insidiare l’ottava posizione di Eric Camilli.

La classifica dopo la PS4

Pos.Pilota / Co-pilotaVetturaTempoDistacco
1Fourmaux A. – Coria A.Hyundai i20 N Rally137:17.4—
2Ogier S. – Landais V.Toyota GR Yaris Rally137:21.4+4.0
3Evans E. – Martin S.Toyota GR Yaris Rally137:22.2+4.8
4Solberg O. – Edmondson E.Toyota GR Yaris Rally137:22.4+5.0
5Pajari S. – Salminen M.Toyota GR Yaris Rally137:23.3+5.9
6Neuville T. – Wydaeghe M.Hyundai i20 N Rally137:24.4+7.0
7Sordo D. – Carrera C.Hyundai i20 N Rally137:35.3+17.9
8Katsuta T. – Johnston A.Toyota GR Yaris Rally137:35.7+18.3
9McErlean J. – Treacy E.Ford Puma Rally137:51.9+34.5
10Armstrong J. – Byrne S.Ford Puma Rally137:54.0+36.6

Day2, la scelta delle gomme

Rally1

PilotaSoftHardTotale
Jon Armstrong246
Sami Pajari325
Thierry Neuville415
Adrien Fourmaux415
Takamoto Katsuta325
Josh McErlean336
Oliver Solberg235
Elfyn Evans325
Sebastien Ogier325
Dani Sordo145
Martins Sesks246

Rally2

PilotaSoftHardTotale
Roberto Daprà426
Roope Korhonen325
Yohan Rossel325
Alejandro Cachón235
Nikolay Gryazin325
Gus Greensmith325
Teemu Suninen325
Andreas Mikkelsen235
Fabrizio Zaldivar336

Day1, la classifica

Pos.EquipaggioVetturaTempoDistacco
1Solberg O. – Edmondson E.Toyota GR Yaris Rally128:00.0—
2Fourmaux A. – Coria A.Hyundai i20 N Rally128:03.4+3.4
3Ogier S. – Landais V.Toyota GR Yaris Rally128:07.2+7.2
4Neuville T. – Wydaeghe M.Hyundai i20 N Rally128:07.4+7.4
5Evans E. – Martin S.Toyota GR Yaris Rally128:07.5+7.5
6Pajari S. – Salminen M.Toyota GR Yaris Rally128:10.7+10.7
7Sordo D. – Carrera C.Hyundai i20 N Rally128:11.7+11.7
8Katsuta T. – Johnston A.Toyota GR Yaris Rally128:15.9+15.9
9McErlean J. – Treacy E.Ford Puma Rally128:23.4+23.4
10Armstrong J. – Byrne S.Ford Puma Rally128:24.8+24.8

PS3 SSS Figueira da Foz 1,93 km

La prima giornata del Rally del Portogallo si è conclusa sotto le luci della prova spettacolo di Figueira da Foz, un breve tracciato cittadino di meno di due chilometri. Come spesso accade in queste occasioni, i piloti hanno puntato tutto sulla precisione per evitare errori in un esercizio dove c’è molto più da perdere che da guadagnare, mantenendo i distacchi estremamente contenuti.

I più veloci lungo le strade cittadine sono stati i compagni di squadra della Toyota, Elfyn Evans e Sébastien Ogier, che hanno firmato il miglior tempo a pari merito. Grazie a questo guizzo finale, Ogier è riuscito a scavalcare Thierry Neuville nella classifica generale, portandosi al terzo posto con un vantaggio di soli due decimi sul belga. Nonostante lo scratch, il campione francese ha ammesso di non aver ancora trovato il feeling ideale, sperando che le modifiche all’assetto apportate dopo la prima speciale possano dare i frutti sperati nella giornata di domani.

Alle spalle del duo Toyota si è piazzato Thierry Neuville, terzo nella prova a 0,6 secondi, seguito da un compatto gruppo composto da Adrien Fourmaux, Oliver Solberg e Josh McErlean, tutti accreditati dello stesso tempo a 0,7 secondi dai leader. Solberg chiude così la serata da leader della corsa, con un margine di 3,4 secondi su Fourmaux. Il giovane svedese ha spiegato di aver affrontato la prova spettacolo con estrema cautela, dato che stasera i piloti non avranno a disposizione l’assistenza tecnica e dovranno conservare la meccanica e gestire il limitato numero di pneumatici per le massacranti tappe di domani.

In sesta posizione assoluta rimane Sami Pajari, che ha ottenuto lo stesso tempo di Takamoto Katsuta e Dani Sordo (tutti a 1,1 dai primi). Il finlandese non è apparso pienamente soddisfatto di questo “graffio superficiale” iniziale, ma confida in alcuni cambiamenti al setup per risalire la china. Notevole la compattezza in casa M-Sport, con Josh McErlean, Jon Armstrong e Martins Sesks racchiusi in appena un secondo e mezzo.

Nel WRC2, la giornata si è chiusa con la zampata di Andreas Mikkelsen, autore dello scratch finale che gli ha permesso di recuperare due secondi su Jan Solans, attuale leader della categoria. La lotta tra le Rally2 è apertissima, con i primi quattro piloti — tra cui spicca l’ottima prestazione di Yohan Rossel — raggruppati in meno di sei secondi.

PS2 Sever-Albergaria 20,24 km

La seconda prova speciale, un tratto tecnico e impegnativo di oltre 20 chilometri, ha rimescolato le carte in vetta alla classifica, portando alla ribalta lo svedese della Toyota Oliver Solberg. Nonostante un fondo stradale reso complicato dalla presenza di pietre smosse, è riuscito a staccare il miglior tempo assoluto, infliggendo un distacco di 1,4 secondi a Thierry Neuville.

Grazie a questa prestazione, Solberg ha preso il comando del rally, portando il suo vantaggio complessivo a 3,4 secondi su Adrien Fourmaux. Il francese , che nella speciale precedente occupava la prima posizione, ha pagato una scelta di pneumatici differente rispetto ai diretti rivali, montando un solo pneumatico duro, scivolando così al secondo posto della generale.

Al terzo posto assoluto sale Thierry Neuville, staccato di 7,5 secondi dal leader. Il belga si è dichiarato soddisfatto della sua prova, definendola tecnicamente valida ma ammettendo una cronica mancanza di grip, aspetto sul quale il team dovrà lavorare per le prossime fasi della gara. Alle sue spalle, in quarta posizione, si attesta Sébastien Ogier con un ritardo di 7,9 secondi da Solberg, seguito da un solido Elfyn Evans. Il gallese, nonostante l’ingrato compito di aprire la strada, ha limitato notevolmente i danni rispetto alle edizioni passate, chiudendo a circa otto secondi dal tempo di Oliver Solberg.

Momento di difficoltà invece per Sami Pajari, che scivola al sesto posto della generale. Il finlandese della Toyota ha lamentato un inizio complicato e una vettura molto difficile da inserire in curva, sottolineando come il sottosterzo gli abbia impedito di puntare a tempi migliori. Poco più distanziato si trova Dani Sordo, settimo a 11,3 secondi dalla vetta, tallonato da Takamoto Katsuta in ottava posizione. Chiudono la top ten provvisoria le due Ford Puma di Jon Armstrong e Josh McErlean.

Nel WRC2 miglior tempo di Nikolaj Gryazin con Alejandro Cachon e Yohan Rossel a 1,8. A 6,3 dal russo c’è Roope Korhonen che tiene dietro di 8,8 Roberto Daprà. Gryazin è primo in classifica con 2,8 su Cachon e 3,2 su Rossel.

PS1 Águeda-Sever 15,08 km

Il Rally del Portogallo 2026 ha preso il via con una sfida mozzafiato lungo i 15,08 chilometri della prova speciale di Águeda-Sever, dove la classifica è apparsa sin da subito incredibilmente corta. A dettare il passo è stato Adrien Fourmaux, al comando per un soffio, precedendo di appena 0,1 secondi un solidissimo Elfyn Evans. Il pilota della Toyota, nonostante il difficile compito di aprire la strada, è riuscito a contenere il distacco ai minimi termini.

Alle loro spalle la battaglia è stata altrettanto serrata: Oliver Solberg ha chiuso in terza posizione con un ritardo di soli 0,2 secondi dalla vetta, dichiarando di aver gestito con molta attenzione l’usura degli pneumatici nei tratti asfaltati. Al quarto posto un convincente Dani Sordo, che ha accusato un distacco di 1,2 secondi, dicendosi entusiasta del bilanciamento della vettura e pronto a puntare alla vittoria finale. A chiudere la “top five” dei piloti racchiusi in un fazzoletto di terra è Sami Pajari, quinto a 2,4 secondi dal leader.

Più staccati gli altri protagonisti attesi. Takamoto Katsuta ha concluso al sesto posto con un ritardo di 3,6 secondi, lamentando problemi di sottosterzo, mentre Sébastien Ogier ha faticato più del previsto chiudendo settimo a 5 secondi. Il pluricampione francese ha ammesso di non aver ancora trovato il giusto equilibrio con la sua vettura, un problema simile a quello riscontrato da Thierry Neuville, che ha terminato in nona posizione con un distacco di 6,3 secondi. Il belga, pur soddisfatto della propria guida, ha riferito di aver avvertito un sospetto problema alla trasmissione proprio nell’ultima curva del percorso. Tra i due si è inserito l’ottimo Josh McErlean, ottavo a 6,1 secondi su Ford Puma.

Nelle posizioni successive troviamo Jon Armstrong, decimo con un distacco di 10,1 secondi, seguito da Mārtiņš Sesks che ha pagato 15,4 secondi dalla testa, ammettendo di sentirsi ancora un po’ “arrugginito” nelle fasi iniziali.

Nella categoria WRC2, il miglior tempo è stato fatto segnare da Yohan Rossel al volante della Lancia Ypsilon Rally2, dodicesimo assoluto con un ritardo di 28,4 secondi, davanti a Roope Korhonen (+32,4 secondi) e a Roberto Daprà, che ha chiuso la speciale a 35,5 secondi da Fourmaux lamentando una cronica mancanza di grip. Già fermo, dopo sei chilometri, l’estone Robert Virves.

Shakedown

Segnali di vita da parte di Thierry Neuville, che al terzo passaggio sulla sua Hyundai i20N ha fermato le lancette a 3:51,2. Lo segue a brevissima distanza Sami Pajari, autore di un 3:51,5 sulla Toyota GR Yaris durante la seconda tornata, mentre Adrien Fourmaux si attesta in terza posizione con il tempo di 3:51,7 ottenuto anch’egli al secondo passaggio. Appena un decimo più lento è stato Elfyn Evans, capace di siglare un 3:51,8 (2° passaggio) sulla Toyota GR Yaris, precedendo di un soffio Oliver Solberg, che ha ottenuto il suo miglior crono di 3:51,9 nel terzo tentativo.

Sébastien Ogier ha fatto segnare un 3:52,1 sulla sua Toyota (2° passaggio), seguito da Takamoto Katsuta con 3:52,4. Dani Sordo ha invece fissato il proprio limite a 3:52,6 durante il terzo passaggio, tallonato dalla Ford Puma di Jon Armstrong in 3:52,9. Chiudono il gruppo della categoria superiore Josh McErlean in 3:53,1 e Martins Sesks in 3:53,3, entrambi su Ford Puma.

Per quanto riguarda la categoria Rally2, il tempo più basso è quello siglato da Roberto Daprà che, al volante della Skoda Fabia RS, ha ottenuto un 4:04,1 nel secondo passaggio. Subito dopo troviamo le Lancia Ypsilon di Yohan Rossel, autore di un 4:04,7 (2° passaggio), e di Nikolay Gryazin, che ha registrato un 4:05,4 nella prima sessione. A seguire si posizionano Roope Korhonen su Toyota GR Yaris in 4:06,1, José Pedro Fontes con la Lancia Ypsilon in 4:18,3 e infine Harry Bates, che ha chiuso la sua migliore prestazione sulla Toyota GR Yaris in 4:27,7.

Rally1

Pos.PilotaVettura1° Passaggio2° Passaggio3° Passaggio
1T. NeuvilleHyundai i20N3:55,13:52,93:51,2
2S. PajariToyota GR Yaris3:53,73:51,5—
3A. FourmauxHyundai i20N3:53,63:51,7—
4E. EvansToyota GR Yaris3:54,73:51,8—
5O. SolbergToyota GR Yaris3:53,93:54,43:51,9
6S. OgierToyota GR Yaris3:54,43:52,1—
7T. KatsutaToyota GR Yaris3:54,13:52,4—
8D. SordoHyundai i20N3:54,93:53,63:52,6
9J. ArmstrongFord Puma3:56,33:54,53:52,9
10J. McErleanFord Puma3:57,43:54,23:53,1
11M. SesksFord Puma4:08,93:53,3—

Rally2

Pos.PilotaVettura1° Passaggio2° Passaggio3° Passaggio
1R. DapràSkoda Fabia RS4:07,34:04,1—
2J. SolansSkoda Fabia RS4:04,2——
3Y. RosselLancia Ypsilon4:05,44:04,7—
4N. GryazinLancia Ypsilon4:05,4X—
5R. KorhonenToyota GR Yaris4:07,24:06,1—
6F. ZaldivarSkoda Fabia RS4:06,9——
7A. CachonToyota GR Yaris4:07,0——
8Y. YamamotoToyota GR Yaris4:10,9——
9T. CharpentierSkoda Fabia RS4:12,6——
10JP. FontesLancia Ypsilon4:18,3——
11H. BatesToyota GR Yaris4:27,7X—
12A. MoscaToyota GR Yaris4:31,3——

Matosinhos accoglie il circus iridato

Il WRC lascia subito l’asfalto delle Canarie e cambia completamente scenario: il Vodafone Rally de Portugal 2026, sesto atto del campionato, si correrà dal 7 al 10 maggio con base a Matosinhos, su fondo sterrato. Sono previste 23 prove speciali per un totale di 344,91 chilometri cronometrati.

Il Portogallo resta uno dei rally più duri e complessi su ghiaia del calendario: strade sabbiose e morbide nel primo passaggio che si “puliscono” per i piloti di testa, con pietre, solchi e tratti sempre più aggressivi nel secondo loop. Temperature spesso elevate e prove molto diverse tra loro (Amarante indicata come uno dei punti chiave per lunghezza e complessità) rendono l’evento particolarmente selettivo per gomme, freni e meccanica.

Si tratta dell’ultima edizione con base a Matosinhos almeno per il momento. L’itinerario mantiene molte zone del 2025 ma le rimescola in modo significativo. Mercoledì 6 maggio è in programma lo Shakedown di Baltar (5,72 km), identico al 2025 e parzialmente condiviso con Paredes: un test veloce con finale sul circuito rallycross. La principale novità è l’apertura del giovedì con due prove speciali vere su sterrato (Águeda-Sever e Sever-Albergaria), inserite anche per rispondere ai commenti dei piloti sulla struttura del venerdì dell’anno precedente.

Il venerdì propone Mortágua invariata, Arganil in senso inverso e formato esteso, Góis in direzione opposta e Lousã che recupera il tracciato di Candosa (assente dal 1995). Il sabato, con circa 145 km cronometrati, vedrà Felgueiras, Cabeceiras de Basto, la classica Amarante (leggermente più lunga) e Paredes, più la Super Speciale di Lousada in formato uno contro uno. La domenica sarà più compatta, con Vieira do Minho e la storica Fafe a chiudere come Power Stage, fedele alla sua identità di prova iconica con il celebre salto. Un rally duro, selettivo fin dalle prime battute e pronto a scrivere un nuovo capitolo della storia del WRC.

Giovedì 7 maggio

OraAttività
13:10 – 13:40Sessione Autografi (Coimbra – Praça das Cortes)
14:00Partenza (Coimbra – Praça das Cortes)
15:05PS1 – Águeda / Sever
16:05PS2 – Sever / Albergaria
18:05PS3 – Figueira da Foz
18:33Fine Tappa (Figueira da Foz)

Venerdì 8 maggio

OraAttività
06:00Inizio Tappa (Figueira da Foz)
07:35PS4 – Mortágua 1
08:55PS5 – Arganil 1
10:13PS6 – Lousã 1
11:27Riordino e Remote Service (Arganil – Sub Paço)
12:30PS7 – Arganil 2
13:25PS8 – Góis
14:08PS9 – Lousã 2
15:45PS10 – Mortágua 2
18:05Flexi-Service A (Exponor)
18:30 (stimato)Incontro con gli equipaggi

Sabato 9 maggio

OraAttività
06:00Inizio Tappa (Exponor)
07:00PS11 – Felgueiras 1
08:05PS12 – Cabeceiras de Basto 1
09:35PS13 – Amarante 1
11:05PS14 – Paredes 1
12:00Riordino e Service B (Exponor)
14:00PS15 – Felgueiras 2
15:05PS16 – Cabeceiras de Basto 2
16:35PS17 – Amarante 2
18:05PS18 – Paredes 2
19:05PS19 – Lousada
20:00Flexi-Service C (Exponor)
20:00Incontro con gli equipaggi

Domenica 10 maggio

OraAttività
06:30Inizio Tappa (Exponor)
08:05PS20 – Vieira do Minho 1
09:35PS21 – Fafe 1
10:35PS22 – Vieira do Minho 2
11:55Regroup (Fafe – Praça delle Comunità)
13:15PS23 – Fafe 2 (Wolf Power Stage)
14:15 (stimato)Podio Finale (Fafe)
15:05 (stimato)Parc Fermé – Fine del Rally (Exponor)

Le previsioni del meteo

A Matosinhos, il tempo sarà variabile per tutta la durata dell’evento, con possibilità di pioggia e temperature comprese tra gli 11°C di minima e i 17°C di massima. Un contesto che richiederà attenzione sia nella gestione delle gomme sia nella guida.

Situazione simile a Coimbra, sede della partenza prevista per giovedì 7: anche qui il meteo sarà incerto, con una probabilità di pioggia intorno al 60%. Le temperature si manterranno sugli stessi livelli, tra 11°C e 17°C, rendendo le condizioni potenzialmente insidiose fin dalle prime fasi.

Ad Arganil, teatro delle prove tra giovedì e venerdì, il cielo sarà prevalentemente nuvoloso ma senza precipitazioni significative. Le temperature varieranno in modo più marcato, con minime intorno ai 7°C e massime che potranno raggiungere i 20°C, offrendo condizioni più stabili ma comunque fresche al mattino.

Il meteo più critico è atteso a Fafe’, dove domenica è prevista pioggia. Le temperature saranno più basse rispetto agli altri giorni, oscillando tra gli 8°C e i 14°C, fattore che potrebbe rendere il fondo particolarmente scivoloso e aumentare la difficoltà delle prove finali.

Previsioni del 4 maggio, maggiori informazioni e dettagli nei prossimi giorni

WRC3, Riflettori su Fontana, Callberg e Membrado

Nel Rally del Portogallo si accendono i riflettori sulla categoria Rally3, che vedrà al via 13 equipaggi, di cui nove iscritti al WRC3 e sette al Junior WRC. Numeri non entusiasmanti, nonostante queste due importanti serie dovrebbero essere terreno di confronto per giovani talenti e piloti emergenti, dunque ci auspicchiamo che qualcosa cambi in ottica 2027.

Nel WRC3, dopo i primi cinque round stagionali, la classifica è estremamente serrata. Al comando troviamo il giovane spagnolo Gil Membrado, appena 18enne, con 54 punti. Alle sue spalle incalza l’italiano Matteo Fontana, campione in carica e attuale detentore del titolo, fermo a quota 50 punti e pronto a dare battaglia in Portogallo. Terza posizione per un altro spagnolo, Raul Hernandez, con 35 punti, anch’egli protagonista di una stagione solida fino a questo momento. Situazione altrettanto interessante nel Junior WRC, dove dopo i primi due appuntamenti – disputati tra Svezia e Croazia – è lo svedese Calle Carlberg a guidare la classifica con 68 punti. Inseguono il turco Ali Türkkan con 43 punti, mentre il finlandese Leevi Lassila e lo stesso Membrado condividono la terza posizione a quota 24 punti.

Tornando al Rally del Portogallo, l’attenzione nel WRC3 sarà rivolta in particolare a Matteo Fontana, che affronterà la gara insieme al copilota Alessandro Arnaboldi su Ford Fiesta Rally3. L’equipaggio comasco parte tra i principali favoriti, ma dovrà confrontarsi con avversari di alto livello, come il finlandese Jarkko Nikara su Renault Clio Rally3 e il giovane boliviano Natalien Bruun, anch’egli su Fiesta Rally3. Da sottolineare inoltre la presenza di diversi piloti impegnati contemporaneamente sia nel WRC3 che nel Junior WRC: tra questi gli spagnoli Gil Membrado e Raul Hernandez, così come i turchi Ali Türkkan e Kerem Kazan. Diversa invece la scelta per Calle Carlberg e l’irlandese Craig Rahill, che in Portogallo punteranno esclusivamente alla classifica dello Junior WRC.

Lancia
Yohan Rossel, foto Janus Ree

WRC2, Portogallo pronto a infiammarsi: sfida totale tra big

Il Rally del Portogallo si prepara a essere uno degli appuntamenti più spettacolari della stagione nel World Rally Championship 2026, con ben 45 vetture Rally2 al via, di cui 34 iscritte al WRC2. Numeri importanti che confermano l’altissimo livello della categoria cadetta, sempre più combattuta e ricca di protagonisti. Dopo i primi cinque round, la classifica generale vede un’inedita coppia al comando: i fratelli Léo Rossel e Yoann Rossel condividono la vetta con 45 punti. Alle loro spalle inseguono l’italiano Roberto Daprà a quota 37, il finlandese Roope Korhonen a 35 e il russo Nikolay Gryazin fermo a 31.

In Portogallo, primo vero banco di prova su sterrato dopo un Safari con partecipazione ridotta nel WRC2, si preannuncia una battaglia epocale: quattro dei primi cinque in classifica saranno regolarmente al via. L’assenza di Léo Rossel, che dovrebbe rientrare all’Acropolis, pesa ma lascia spazio a nuovi equilibri. Grande attesa per il debutto mondiale su terra della Lancia Ypsilon Rally2 HF, che segna il ritorno ufficiale di Lancia su sterrato (dopo gara test a Foligno) nelle competizioni iridate. A portarla in gara saranno Yoann Rossel, vincitore in Croazia e alle Canarie, e Nikolay Gryazin. A completare lo schieramento Lancia il francese Pablo Sarrazin e il portoghese José Pedro Fontes, quest’ultimo però trasparente ai fini del WRC2.

Tra i principali contendenti spicca Roope Korhonen, vincitore in Svezia, pronto a dire la sua sugli sterrati lusitani al volante della Škoda Fabia RS Rally2. Riflettori puntati anche su Roberto Daprà, affiancato da Luca Guglielmetti, chiamato a confermare su terra quanto di buono mostrato su asfalto. Il livello del WRC2 in Portogallo è altissimo e rende ogni pronostico estremamente complicato. Tra i candidati alla vittoria figurano il finlandese Teemu Suninen, al ritorno sulla Toyota GR Yaris Rally2, e il britannico Gus Greensmith, anch’egli su vettura giapponese. Da non sottovalutare il norvegese Andreas Mikkelsen, profondo conoscitore delle strade portoghesi. La lista dei possibili protagonisti è lunga: dall’estone Romet Jürgenson, agli spagnoli Alejandro Cachón e Jan Solans, passando per piloti esperti come Éric Camilli e i locali Armindo Araújo e Diogo Salvi.

A rappresentare l’Italia ci sarà anche Giovanni Trentin, affiancato da Pietro Elia Ometto, deciso a proseguire il suo percorso di crescita dopo le buone prestazioni stagionali. Presente inoltre, seppur non iscritto al WRC2, Pierleonardo Bancher con Andrea Marcon, entrambi su Fabia RS Rally2.

Elfyn Evans
Elfyn Evans (foto TGR WRT / McKlein)

Rally1 – Tutti contro Toyota

Il World Rally Championship sbarca in Portogallo con un dato che pesa più di tutti: cinque gare disputate e cinque vittorie per Toyota. Un dominio netto, costruito da Toyota Gazoo Racing grazie ai successi di Oliver Solberg a Monte-Carlo, Elfyn Evans in Svezia, Takamoto Katsuta tra Safari e Croazia e Sébastien Ogier in Spagna. Numeri che non lasciano spazio a interpretazioni: il team giapponese è il riferimento assoluto di questo inizio 2026. In totale saranno undici le vetture RC1 al via, e proprio Toyota si presenta con la line-up più completa: cinque vetture, segno di una forza tecnica e organizzativa superiore alla concorrenza. Ma il Portogallo, con il suo sterrato che si scava rapidamente, introduce una variabile chiave: l’ordine di partenza.

Ed è qui che entra in gioco uno dei temi più importanti del weekend. Evans, leader del mondiale, avrà il compito più difficile: aprire la strada. Su terra significa “pulire” il fondo per chi segue, perdendo secondi preziosi soprattutto nel primo passaggio sulle prove. Una situazione che potrebbe condizionare pesantemente la sua gara. Alle sue spalle scatteranno Katsuta e Sami Pajari, con il finlandese che rappresenta uno dei nomi caldi del rally: quattro podi consecutivi e una crescita costante lo rendono ormai un candidato credibile per la prima vittoria assoluta.

Attenzione poi alla posizione di Ogier: partirà sesto, una collocazione potenzialmente perfetta nelle prime fasi di gara, quando il fondo sarà ancora sporco. Anche Solberg, quarto al via, avrà l’occasione di riscattare il ritiro delle Canarie, ma dovrà ritrovare subito ritmo e continuità. Se Toyota domina, la situazione è opposta in casa Hyundai Motorsport, dove i numeri raccontano una crisi evidente: zero vittorie, due podi e appena otto scratch. Il dato più pesante resta però quello della Croazia, dove Thierry Neuville ha perso una vittoria praticamente certa con un errore nella Power Stage finale, quando aveva oltre 1’20’’ di vantaggio. Un episodio che sintetizza perfettamente un avvio di stagione complicato.

In Portogallo, però, Hyundai può giocarsi una carta importante: la posizione di partenza favorevole. Adrien Fourmaux scatterà quinto, mentre Neuville e Dani Sordo partiranno ancora più indietro, potendo così sfruttare condizioni di strada migliori soprattutto nel day1. Il podio non è un obiettivo, ma una necessità, e in condizioni favorevoli anche la vittoria non è da escludere.

Più defilata ma interessante la situazione della M-Sport Ford. Jon Armstrong e Josh McErlean hanno mostrato velocità a tratti, ma tra errori e problemi tecnici hanno lasciato per strada punti importanti. In Portogallo, però, l’ordine di partenza potrebbe diventare un alleato, soprattutto nella prima giornata, aprendo la porta a un possibile piazzamento in top5. Capitolo a parte per Mārtiņš Sesks: il lettone torna sulla Puma Rally1 su uno sterrato a lui congeniale. Non parte tra i favoriti, ma è uno di quei piloti che, in condizioni giuste, può sorprendere e inserirsi nelle posizioni che contano. Il quadro generale è chiaro e mette in evidenza i temi chiave del rally: dominio Toyota, pressione totale su Hyundai, e incognita sterrato legata all’ordine di partenza. In Portogallo, più che altrove, questi fattori possono ribaltare ogni previsione. E se è vero che i numeri sorridono al team giapponese, è altrettanto vero che su queste strade nulla è mai davvero scontato.

Il quartier generale sarà ancora a Matosinhos, da cui prenderà forma una gara lunga cinque giorni. Si comincia mercoledì 6 maggio con lo shakedown di Baltar (5,72 km), primo contatto con uno sterrato che richiede subito precisione e fiducia. Giovedì 7 il rally entra nel vivo: dopo la cerimonia di partenza a Coimbra, i primi verdetti arrivano dalle prove di Agueda-Sever (15,08 km) e dalla lunga Sever-Albergaria (20,24 km), prima della spettacolare superspeciale di Figueira da Foz (1,93 km), dove il cronometro conta ma lo show è protagonista.

Il venerdì rappresenta già un passaggio chiave. La giornata si apre proprio da Figueira de Foz e propone un loop estremamente tecnico con Mortágua (14,59 km), la classica Arganil (18,62 km) e la più corta ma insidiosaLousã (7,07 km). Dopo il primo giro, un’assistenza remota di 20 minuti ad Arganil precede il secondo passaggio sulle stesse prove, arricchito dalla speciale di Góis (15,66 km). È una tappa in cui il fondo cambia rapidamente e dove la gestione del ritmo può fare la differenza più della pura velocità.

Il sabato è la giornata regina, quella destinata a segnare la classifica. Nove prove speciali, un vero tour de force che inizia con Felgueiras (8,81 km), prosegue con Cabeceiras de Basto (19,91 km) e soprattutto con Amarante (26,24 km), la più lunga dell’intero rally, destinata a creare distacchi importanti. A completare il primo giro c’è Paredes (16,09 km), prima del rientro per l’assistenza a Exponor, sempre a Matosinhos. Il secondo loop ripropone le stesse quattro prove, ma con condizioni del fondo molto più deteriorate, prima della chiusura sulla superspeciale di Lousada (3,78 km), dove il pubblico diventa parte integrante dello spettacolo. La domenica, 10 maggio, è corta ma decisiva: niente parco assistenza e margini ridotti al minimo. I piloti affronteranno due passaggi su Vieira do Minho (21,6 km), prova lunga e selettiva, e sulla leggendaria Fafe (11,18 km). Proprio Fafe, con il suo salto iconico, assegnerà gli ultimi punti della Power Stage, spesso determinanti nella corsa al titolo.

10 Maggio 2026/da Redazione TR
Tags: ford, hyundai, rally del portogallo, toyota, world rally championship
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