Aci Roma replica a Max Rendina: “Parole che destano sconcerto”
Non usa mezzi termini l’Aci Roma in risposta a Max Rendina, che aveva denunciato disparità di trattamento per i candidati alle elezioni dell’Aci Roma. Secondo l’ente, le parole di Rendina “destano sconcerto in quanto immotivate, polemiche e strumentali, presumibilmente finalizzate all’avvio della campagna per la presentazione della propria candidatura”.
Lo scontro in vista del rinnovo delle cariche dell’Automobile Club Roma si arricchisce di un nuovo capitolo. Dopo le contestazioni sollevate da Max Rendina sulle modalità con cui sono state gestite le sue dimissioni dalla vicepresidenza, sul nuovo regolamento elettorale e sull’assemblea del 5 agosto, arriva la replica ufficiale dell’ACI Roma, che respinge punto per punto le ricostruzioni dell’ex vicepresidente.
Il giudizio dell’ente è particolarmente netto. “Le considerazioni svolte dal sig. Rendina destano sconcerto in quanto immotivate, polemiche e strumentali”, scrive ACI Roma, secondo cui le contestazioni sarebbero “presumibilmente finalizzate all’avvio della campagna per la presentazione della propria candidatura all’elezione del Consiglio Direttivo dell’Automobile Club Roma”.
La replica affronta separatamente i tre punti sollevati da Rendina: le dimissioni dal Consiglio direttivo, la disciplina delle firme necessarie per la presentazione delle candidature e la regolarità dell’assemblea del 5 agosto.
“La volontà di non fare più parte del Consiglio era chiara”
Sul primo punto, ACI Roma contesta la ricostruzione secondo cui Rendina avrebbe rassegnato le dimissioni soltanto dalla vicepresidenza, mantenendo invece la carica di consigliere.
L’ente precisa innanzitutto la sequenza temporale. La questione sarebbe emersa soltanto il 4 agosto 2026, quindi successivamente all’adozione, da parte dell’assemblea dell’ente, del regolamento elettorale contestato da Rendina. Le dimissioni, invece, erano state presentate il 30 maggio 2026.
La lettera recava nell’oggetto la dicitura “Dimissioni Vice Presidente”, ma secondo ACI Roma il contenuto della comunicazione avrebbe espresso in maniera inequivocabile anche la volontà di Rendina di non fare più parte del Consiglio direttivo dell’ente. L’unica funzione che Rendina avrebbe manifestato l’intenzione di mantenere sarebbe stata quella di presidente della Commissione Sportiva Regionale.
L’ACI Roma ricostruisce quindi anche ciò che accadde nelle settimane successive alla presentazione delle dimissioni. Proprio per garantire “la massima apertura e trasparenza”, l’ente sostiene di avere convocato formalmente Rendina alla successiva riunione del Consiglio direttivo, fissata per il 19 giugno 2026.
L’obiettivo, secondo la replica, era consentire all’interessato di fornire precisazioni o ulteriori elementi e, soprattutto, lasciare aperta anche la possibilità che potesse eventualmente recedere dalla decisione.
Rendina, però, non avrebbe partecipato alla riunione. Secondo ACI Roma, non avrebbe neppure comunicato la propria indisponibilità a intervenire.
L’ente interpreta questa mancata partecipazione come un’ulteriore conferma della volontà di Rendina di lasciare definitivamente l’organo direttivo. Il Consiglio avrebbe quindi preso atto delle dimissioni.
La vicenda sarebbe stata formalizzata il 22 giugno, quando il presidente avrebbe comunicato a Rendina il recepimento delle sue dimissioni. Il giorno successivo, sempre secondo la ricostruzione dell’ACI Roma, Rendina avrebbe risposto confermando le ragioni della propria decisione, senza avanzare eccezioni, e manifestando la speranza di poter riprendere in futuro rapporti di collaborazione.
È proprio quest’ultimo passaggio che l’ACI Roma utilizza per contestare la successiva interpretazione delle dimissioni. Secondo l’ente, infatti, la ricostruzione secondo cui Rendina avrebbe rinunciato soltanto alla vicepresidenza sarebbe stata sollevata soltanto successivamente, quando era ormai entrata nel vivo la discussione sul regolamento elettorale.
Le 800 firme: ACI Roma richiama il Consiglio di Stato
Il secondo tema è quello delle 800 firme certificate richieste per le candidature.
Qui la replica dell’ACI Roma entra direttamente nel merito della contestazione di Rendina, negando che il nuovo regolamento introduca una disparità di trattamento tra il Consiglio direttivo uscente e i candidati esterni.
L’ente richiama due sentenze del Consiglio di Stato, la n. 2804 e la n. 2813 del 22 marzo 2024, pronunciate con riferimento all’Automobile Club Napoli.
Secondo ACI Roma, proprio da quelle decisioni emergerebbe l’incongruenza di imporre anche ai consiglieri uscenti la raccolta di un numero minimo di sottoscrizioni a sostegno della propria candidatura.
Il principio richiamato dall’ente è quello secondo cui i consiglieri uscenti “hanno già una loro presunzione di rappresentatività minima”, dal momento che sono già stati eletti, mentre i candidati che non hanno mai ricoperto la carica devono ancora dimostrare la propria consistenza rappresentativa.
È questo, secondo ACI Roma, il fondamento della differenza prevista dal nuovo regolamento.
La replica respinge quindi l’idea che si tratti di una disparità di trattamento arbitraria. L’ente sostiene invece che il regolamento applichi principi giuridici generali, utilizzati anche nell’ambito delle consultazioni politiche nazionali e locali.
Non sarebbe quindi, secondo ACI Roma, una disciplina costruita per favorire gli amministratori uscenti, ma una distinzione basata sulla diversa posizione dei soggetti che intendono partecipare alla competizione: da una parte chi è già stato eletto e dispone quindi di una rappresentatività che deriverebbe dal precedente mandato; dall’altra chi si presenta per la prima volta e deve dimostrare di avere un adeguato seguito tra gli associati.
L’ente cita inoltre un precedente interno alla Federazione: l’Automobile Club Bologna avrebbe già adottato nel 2025 un nuovo regolamento fondato sugli stessi principi.
ACI Roma sottolinea infine che l’esclusione della raccolta delle sottoscrizioni per il Consiglio direttivo uscente non rappresenterebbe una novità. Secondo l’ente, numerosi Automobile Club avrebbero già da anni adottato procedure nelle quali il Consiglio direttivo che si ricandida non è sottoposto a questo onere, mentre i nuovi candidati devono raccogliere e autenticare le firme necessarie.
La replica definisce infine la materia come un insieme di “tecnicismi complessi” che richiederebbero una conoscenza approfondita dello Statuto e dei regolamenti degli Automobile Club provinciali.
L’assemblea del 5 agosto: “Regolarmente convocata”
ACI Roma respinge anche le contestazioni relative all’assemblea del 5 agosto.
Secondo l’ente, l’adunanza sarebbe stata regolarmente convocata dal presidente nel pieno rispetto della tempistica e delle modalità previste dallo Statuto ACI.
L’avviso di convocazione sarebbe stato pubblicato sul quotidiano “Il Messaggero” e sul sito istituzionale dell’ente con un anticipo di 20 giorni rispetto alla data della riunione. Un termine, sottolinea ACI Roma, superiore ai 15 giorni minimi previsti dallo Statuto.
L’ente contesta quindi implicitamente l’idea che l’assemblea possa essere stata organizzata in condizioni tali da limitare la partecipazione dei soci.
Ma nella replica c’è anche un passaggio direttamente riferito a Rendina. ACI Roma si dice infatti sorpresa del fatto che lo stesso socio non abbia partecipato all’assemblea.
Secondo l’ente, proprio quella sede avrebbe consentito a Rendina di esporre le proprie ragioni, sostenere il dissenso nei confronti del nuovo regolamento e cercare di ottenere anche il voto contrario degli altri soci presenti.
Il riferimento è al ruolo dell’assemblea, che ACI Roma definisce “sovrana”. La replica sostiene quindi che il confronto avrebbe potuto essere affrontato direttamente all’interno dell’organo chiamato ad approvare il regolamento.
La sala e il numero dei partecipanti
ACI Roma interviene anche sul numero dei partecipanti all’assemblea e sulle dimensioni della sala, elementi che Rendina aveva indicato tra le circostanze da sottoporre a verifica.
L’ente precisa che l’assemblea si è tenuta presso la sede dell’Automobile Club Roma, nella medesima sala utilizzata da sempre per le adunanze dei soci.
Ma soprattutto contesta il numero di partecipanti indicato da Rendina. Secondo ACI Roma, i soci presenti sarebbero stati “in numero ben superiore” rispetto a quello riferito dall’ex vicepresidente.
L’ente introduce quindi un confronto con un’altra assemblea, quella del 24 aprile 2026, quando appena dieci persone avevano partecipato e ratificato la cooptazione di Max Rendina come consigliere dell’Automobile Club Roma.
Il richiamo serve a mettere in discussione la rappresentazione di un’assemblea del 5 agosto scarsamente partecipata: secondo Aci Roma, il numero dei presenti sarebbe stato superiore non soltanto a quello indicato da Rendina, ma anche a quello registrato nella precedente occasione nella quale lo stesso Rendina era stato cooptato come consigliere.
La vicenda entra così nel merito delle regole e dell’applicabilità delle sentenze richiamate. Insomma, materia per specialisti ed avvocati…








